30 lug 2008

I post più letti

Ben Harper - Castello Scaligero Villafranca (Vr) 24 luglio 2008 (link)
REM - Arena di Verona 21 luglio 2008 (link)
Bruce Springsteen - San Siro Milano 25 giugno 2008 (link)
Mauthausen (link)

29 lug 2008

Hello Goodbye - The Beatles

Ciao a tutti, domani parto e vado in vacanza.
Ci rivedremo tra un paio di settimane,
vi auguro di essere felici.




Visualizzazione ingrandita della mappa



28 lug 2008

Il Compagno Nutella

Che cosa si dice sui blog di Ferrero nuovo segretario di RC?
Qui sotto le impressioni di alcuni bloggers (links parzialmente tratti dal sito di Repubblica):

Suibhne dice...

Mario Adinolfi dice...


Invarchi dice...


Povero Bucharin dice...

Ivan Scalfarotto dice...

Andrea Catena dice...

Kalash dice...

Settore demokratico dice...

Democonvinto dice...

Pornopolitica dice...

Giovani comunisti della Sardegna dicono...

Rifondazione di Cagliari dice...





27 lug 2008

The End - The Doors

Io sono sempre stato di sinistra. Questa mattina apro il giornale e vedo che Ferrero (foto) ed i suoi, oltre a essersi gratificati cantandosi addosso bandiera rossa e giocando ai soviet, hanno deciso di fatto il nuovo corso.
Al primo posto obiettivo programmatico "La società comunista", e poi governo mai ed opposizione sempre (se mi permettete questo non c'era bisogno di affermarlo nel programma, ci crediamo).
Oggi o io non sono più di sinistra o non lo sono più loro.
C'era bisogno di linfa, di idee per aiutare la sinistra in questa fase buia della storia nazionale, si è deciso di aiutare Berlusconi (ne avesse bisogno).
E' finita una storia durata quasi cent'anni.
E' finita anche una parte importante della mia storia, della mia formazione.
Che tristezza. Quante persone, quante lotte tradite. Che fine ingloriosa, che fine patetica, che presa in giro. Nanismo cronico. Incapacità, narcisismo e masochismo.
Ma a voi in fondo non ve ne è mai fregato un cazzo nè dei lavoratori nè dei giovani, nè dei pensionati, lasciate che li massacrino, pur di poter giustificare la vostra funzione?! la vostra rivoluzione di plastica, di facciata.
Per voi essere di sinistra è raccontare le lotte ed il sangue degli altri nei salotti, sorseggiando un buon rhum e magari fumando un bel sigaro cubano, "che mi sento tanto Che".
La vostra rivoluzione di cartone ve la potete ficcare dove l'avete sempre messa agli operai.
La rivoluzione non è la macelleria sociale che avete permesso per giustificare la vostra esistenza, sono le persone che si alzano tutte le mattine e vanno a lavorare, è resistere tutti i giorni, è fare la spesa con quattro lire in tasca.
Andatevene.
Siete patetici. Non ne voglio più sapere nè di voi nè del vostro narcisismo.
Oggi è morta per tradimento anche una parte di me.
Era l'ultimo giro di giostra e l'avete gettato.
Grazie.



26 lug 2008

Ben Harper - Castello Scaligero Villafranca (Vr) 24 luglio 2008

Ore 20, Villafranca di Verona, entriamo nel grande spazio del Castello Scaligero. C'è parecchio pubblico ma non ci sono code all'entrata. Un cane della Guardia di Finanza (inteso come canide e quadrupede) ci annusa alla ricerca di droghe. Noi non ne abbiamo, ma il cane era evidentemente in overflow, sentiva erba ovunque, della presenza di maria se ne accorgono anche i nostri limitati nasi di umani.
Dentro ci troviamo con Umberto.
L'atmosfera è rilassata, manca la nevrosi da attesa tipica di tanti concerti. Suona il gruppo d'appoggio L'aura. Non sembra male, ma non prestiamo molta attenzione.
Ci stendiamo sull'erba e tra chiacchiere e risate aspettiamo l'inizio del concerto.
Penso che è bello guardare il pubblico dei concerti rock.
E' trasversale. Si va dal 18enne, che magari ha aspettato quel concerto come imminente per mesi, alla compagnia di amici variopinti, al piccolo burocrate di banca, che di corsa è passato da casa a smettere giacca e cravatta, ed indossare la maglietta di quando vide gli Iron Maiden nell'88.
Ci alziamo perché Ben Harper sta per fare la sua entrata.
Si parte subito con "Jah work" un pezzo affascinante che profuma di caraibi e di ritmi dolci e sensuali non più calypso non ancora reggae.
Splendida la ritmica del gruppo ben supportata dalle percussioni e da un basso molto molto funky.
Le canzoni si snodano fluenti, la musica sgorga senza soluzioni di continuità.
Ben Harper sul palco è un generoso e con il pubblico e con i suoi musicisti. Li lascia improvvisare. Alcuni brani, tra cui una stupenda "Better way", vengono dilatati nei generi e nel tempo, cantati dal pubblico entusiasta.
Mentre ascoltavo la musica muovendomi inconsciamente a ritmo e circondato da nuvole di fumo che ancora un po' condensavamo a scatenare un temporale d'erba, mi son ritrovato a viaggiare nel tempo trasportato dalle note.
Un viaggio bellissimo ed originale a percorrere tutta la storia della musica nera americana e oltre.
Canzoni che nascono nei campi di cotone, nenie di schiavi, ricordi di Africa mai vista, gospel, blues, jazz, calypso, reggae, soul, fusion, rock, James Brown, tanto tantissimo Jimi Hendrix, con quella chitarra che urla sulle ginocchia di Ben, e poi oriente, India, suono di sitar, musica psichedelica, il jazz elettrico di Bitches Brew, su, su ancora fino all'hip hop, a Prince.
Quando poi diventa acustico, Ben canta in un modo fantastico e si riconoscono nella sua voce le ballads di Otis Redding, di Marvin Gaye.
E' un viaggio, un caleidoscopio di colori e musica, e impressioni di volti appena scorti nella folla, persone riconosciute per un attimo.
Un'esperienza. Sembra un concerto degli anni 70, figli dei fiori, peace and love, senza però alcun fronzolo né ammiccamenti ruffiani.
Ben Harper ha assorbito come una spugna tutta la storia della musica nera americana, l'ha elaborata in modo personalissimo ed originale ed ora la regala al pubblico del concerto ed idealmente al mondo.
Volano una dopo l'altra in ordine sparso nelle nostre anime una rabbiosissima “Black rain”, “Diamonds on the inside”, “Excuse Me, Mr.”, “Waiting for you”, “Use me”, “With my own two hands” e poi ancora Otis, Jimi, Miles, Robert (Johnson), Marvin Gaye, Bill Whiters...
Il concerto finisce e siamo soddisfatti. Nessuna recriminazione, nessun rimpianto. In pace con noi stessi. Guardo il pubblico ed anche loro sono come noi, appagati.
Mentre usciamo dalle mura scaligere per andare a riprendere l'auto mi piace pensare che questa sera ottomila persone dopo quasi due ore e mezza di musica siano migliori, più ottimiste.
Sì mi piace pensare che dopo il concerto siamo tutti un po' migliori.

Yes I believe in a better world.
I can change the world with my own two hands.

Umberto e Stefania, alla fine del concerto.

25 lug 2008

Better Way - Ben Harper

Yes I believe in a better way


"Better Way"

I'm a living sunset
Lightning in my bones
Push me to the edge
But my will is stone

Fools will be fools
And wise will be wise
But i will look this world
Straight in the eyes

What good is a man
Who won't take a stand
What good is a cynic
With no better plan

Reality is sharp
It cuts at me like a knife
Everyone i know
Is in the fight of their life

Take your face out of your hands
And clear your eyes
You have a right to your dreams
And don't be denied

I believe in a better way




24 lug 2008

Come On! Feel the Illinoise! Sufjan Stevens

Per chi non lo conoscesse, Sufjan Stevens è un grande talento della musica americana.
La sua musica è una commistione di tradizione cantautorale americana e di minimalismo(Reich, Glass, Riley).
Il risultato sono canzoni godibilissime, profondamente melodiche ed originali, sospese nel tempo.
In una parola magiche.



23 lug 2008

Morte in diretta per famiglie

Una nuova Educazione Sentimentale
Al luna park di Milano è arrivata una nuova grande attrazione.
L’uomo di lattice che muore e brucia sulla sedia elettrica.
La nuova droga dei poveri per provare un brivido a buon mercato.
Provincialismo e voyeurismo da piccolo borghesi.
Uno spettacolo per tutti.

Lo so in certi casi sono un moralista, ma che schifo di pubblico, ottuso e feroce.





21 lug 2008

REM - Arena di Verona 21 luglio 2008

ATTESA E RECENSIONE
Mancano poche ore alla serata areniana dei REM.
Il Tour italiano è cominciato ieri sera a Perugia.
Nel dettaglio queste sono le date:

20/07/2008:Italy: Perugia, Parco Giuliana
21/07/2008 Italy: Verona, Arena
23/07/2008 Italy: Napoli, Mostra d’Oltremare
24/07/2008 Italy: Udine, Villa Manin
26/07/2008 Italy: Milano, Arena

Non li ho mai visti dal vivo, sono un loro fan da tanti anni e queste poche ore che mancano a questa sera già di per sè sono emozionanti.


I REM IN ARENA - IMPRESSIONI
Il concerto è terminato da un'ora e mezza, ed anche se è tardi e domani mattina mi devo svegliare presto preferisco scriverne ora, mentre le emozioni sono ancora vive e fresche ed ancora devono sedimentare in ricordi.
Comincio con le critiche, anzi con una critica, l'unica. Il concerto è durato 120 minuti d'orologio, non un minuto di più. Volendo, vista la serata di grazia dei Rem e di Michael Stipe, forse una canzone o due in più quel magnifico pubblico in delirio se la meritava.

Inizio concerto 21.30
Fine concerto 23.30

Si abbassano le luci e subito è un'aggressione sonora, sui suoni duri e rock di “Accelerate”. Non li avevo mai visti dal vivo ed avevo delle aspettative molto alte che sono andate deluse per eccesso. Loro sono al di là di ogni più rosea attesa. Incredibili. Buck e Mills sono due macchine sonore, due macchine ritmiche e melodiche inesorabili, due treni in corsa, ineusaribili per forza e bellezza e compattezza del suono. Un suono fluido, continuo, melodico, roccioso, personalissimo e sempre riconoscibile come tipicamente Rem.
Poi c'è Michael e Michael...beh per chi non abbia assistito ad un concerto dei Rem risulta inimmaginabile e da capire e da spiegare. Una forza della natura, un talento smisurato, unico. Ascoltando la sua voce sui dischi della loro venticinquennale carriera, chiunque sia dotato di normale udito si accorge della bellezza e della melodiosità della voce di Stipe, della sua versatilità, delle sue armoniche della sua ricchezza timbrica, ma la volta che lo ascolterà in concerto resterà sorpreso da quanto sia più bella dal vero. Tutte le qualità che ho elencato, dal vivo risultano esaltate, amplificate, addirittura stravolte. E' come aver visto un Van Gogh in un libro d'arte perfettamente stampato su carta patinata e poi vedere un Van Gogh originale. Chi ha avuto la fortuna di ammirarlo con i suoi occhi sa cosa intendo. Così è per Michael.
E poi come si muove quell'uomo. E' istrionico. Le sue mosse, i suoi scatti, le sue pose sono affascinanti. Sono un tutt'uno con la musica e le canzoni. Anzi sono musica tradotto in danza, in movimento, sono arte pura come la sua voce. Le sue movenze sono parte essenziale ed insostituibile della musica e del sound dei Rem.
Sul palco lui è un grande cantante, un grande interprete, un grande ballerino, un grande attore. Oggi mi viene in mente solo un altro rocker così completo, così artista a 360 gradi ed è Mick Jagger.
Incredibile lo spettacolo di questa sera. Già aspetto che ritornino in tour per andarli a vedere un'altra volta e un'altra volta ancora e ancora...

Appena avrò la scaletta con le canzoni suonate nel concerto la integrerò nel post.

Recensione apparsa su L'Arena
(quotidiano di Verona) di oggi 22 luglio.

R.e.m. in Arena,
un sogno
ad occhi aperti
di Giulio Brusati

«Non state ascoltando un’opera; potete anche alzarvi. Voi italiani siete bellissimi e vogliamo vedervi in faccia».
Comincia così, con un invito a non rispettare l’etichetta dell’Arena (tutti in piedi in platea) il concerto dei R.e.m. ieri sera all’anfiteatro di Verona, seconda data del loro tour in Italia.
Rinvigoriti da un disco ottimo (il nuovo Accelerate), hanno offerto uno show enigmatico, una lunga scossa di bellezza elettrica.
A catalizzare gli sguardi dei 13mila presenti solo lui, il frontman del gruppo, un Michael Stipe elegante e misterioso, con una maglia a righe stile Picasso sotto il vestito scuro. Inizia lo show con un brano di 22 anni fa, intitolato in maniera paradossale[\FIRMA] These days (Questi giorni), seguito da Living well..., estratto dal nuovo disco.
Il cerchio si chiude così in maniera perfetta: le canzoni fluiscono come se venissero tutte dalla stessa epoca.
Stipe si muove come un incrocio tra Elvis Presley, il David Bowie che è andato a lezione dal mimo Lindsay Kemp e un ragazzo che fa break dance.
Le telecamere che riprendono le sue mosse per rimandarle sullo schermo frammentate, trattate e riprocessate sembrano aumentarne il fascino. C’è qualcosa in quei movimenti e nella sua voce ricca di pathos che lo distanziano da qualsiasi atteggiamento macho, da rockstar.
Il bassista Mike Mills saltella un in giro per il palco; il chitarrista Peter Buck è troppo "cool" per muoversi; e così spetta a Michael sostenere gli sguardi del pubblico. Quando si inginocchia davanti alla platea, alla fine di The one I love (una canzone di disprezzo che inizia con la strofa «Questa va alla sola che amo»), pare volersi arrendere all’abbraccio della folla dopo averla sedotta con ...Kenneth, Drive e Walk unafraid.
Onirici, profondi eppure mai noiosi: i R.e.m. potrebbero suonare una volta alla settimana senza risultare prevedibili. Non hanno nemmeno la spocchia di evitare i brani più famosi e amati dai fan. Spazio dunque nei bis a Losing my religion, It’s the end of the world... e Man on the moon.
A 25 anni dalla loro fondazione sono una delle migliori live band della scena rock. Produrranno anche dischi fuori fuoco, ma dal vivo non temono confronti. Intorno a Stipe si mantiene intatto un alone di indeterminatezza, tanto che le sue parole risultano enigmatiche anche dopo l’ennesimo concerto.
Quella di ieri in Arena, lo si capiva dall’aura intorno alla band, non è stata una data qualsiasi. In tribuna c’erano i familiari e gli amici dei R.e.m., arrivati dagli Stati Uniti. Una notte da ricordare.

Intanto mentre aspetto di trovare su youtube un video della serata di ieri in Arena, per ingannare l'attesa Vi propongo "Imitation of life", canzone fantastica e video forse anche superiore!



Soldato israeliano spara a palestinese bendato e legato

Questi episodi, anche se legati alla pazzia o delinquenza di singoli, fanno danni incalcolabili ad un processo di pace sempre più urgente e sempre troppo lontano.


Diliberto rieletto alla guida del PDCI

Oliviero for President!


20 lug 2008

Robespierre

Già consulente di Craxi e De Michelis scampò a Mani Pulite perchè nessuno lo vide.
Dal 1996 è professore ordinario presso l’Università di Roma Tor Vergata dove insegna Economia del Lavoro (quando ha tempo).

...
Passano gli anni, i mesi,
e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti
senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste,
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perché ha il cuore troppo,
troppo vicino al buco del culo.

...

Mauthausen


Mauthausen, Austria.
Ho un ricordo distrutto, come di pellicola di film dove i fotogrammi siano stati mangiati da un incendio e solo alcuni sparsi se ne siano salvati.
Grigio, il cielo grigio, la pietra grigia, una giornata d'estate, d'agosto, come pochi minuti prima di un temporale che non viene. Grigio, aria pesante, freddo. Baracche. Strade squadrate, angoli retti di resti di baracche. Basi di pietra. Legno marcio. Una cava di pietra grigia, il verde acceso di vegetazione selvaggia. Una scalinata scalcinata e ripidissima, paura di cadere. Un muro di pietra grigia con residui colorati arrugginiti, ferrite, ferro. Il muro dei paracadusti; alla base del precipizio una pozza d'acqua di colore indefinibile, infernale.
La scalinata in giù, la scalinata in sù. Nessuno. Un altro paio di turisti vicini all'entrata del campo più spaesati di noi. Stiamo zitti. Non vengono parole. Le pietre, i sassi sono vivi e neutri e trattengono come spugne il dolore ed il sangue; se ti avvicini, se li calpesti rilasciano dolore ed urla e morte.
Usciamo riprendiamo la macchina.
Strano non avevamo notato che c'era un paese prima del campo e che si chiama Mauthausen. L'auto corre tra i campi sulle colline, contadini ci guardano da 60 anni prima, la sensazione di essere su un mezzo che viaggia nel tempo.


19 lug 2008

Marcello Veneziani


Ossimoro vivente: intellettuale di destra.



Tratto da "Breviario comico"
Di Michele Serra - Ed. Feltrinelli.




Fast Eddie and Minnesota Fats

Ricordi di ragazzi. Di serate e interminabili partite a biliardo al Florida. Sigarette, tavoli, stecche, il sogno dell'America e della fama di noi piccoli provinciali. Biliardo al sabato pomeriggio, al sabato sera e dopo una birra alla Forst, a ricordare i colpi riusciti a fantasticarci Paul Newman "Fast Eddie".
Per noi vecchi amici, che ci siamo persi di vista, resterà sempre un gran film "Lo spaccone", sempre.


"Guarda il suo grasso corpo, le sue grasse dita, ballano sul biliardo"

"Fats, sei un magnifico Giocatore." "Grazie, anche tu, Eddie."

18 lug 2008

Canzone n. 19 "La Donna Cannone" - Francesco De Gregori


Ci son canzoni che ....ci sono canzoni che sono la macchina del tempo.
Ci sono canzoni che sono un gioco di specchi infinito.
Ci sono canzoni che sono dei lampi in una sera d'agosto.
Ci sono canzoni che sono il colore di un campo di grano.
Ci sono canzoni che sono papaveri rossi.
Ci sono canzoni che hanno il gusto di pane e marmellata della merenda di bambini.
Ci sono canzoni che non ricordi quando le hai ascoltate.
Ci sono canzoni che ne hai fatto una malattia.
Ci sono canzoni che sono il viso di una donna.
Ci sono canzoni che sono i visi dei tuoi amici andati.
Ci sono canzoni che sono la luce del sole dei tuoi cinque anni che sai che non tornerà più.
Ci sono canzoni che ti commuovi.
Ci sono canzoni che sono una frase sospesa.
Ci sono canzoni che sono una bambina con un fiore in bocca.
Ci sono canzoni che sono il sorriso del tuo primo amore.
Ci sono canzoni che sono il racconto di tuo nonno.
Ci sono canzoni che il gusto di un sabato pomeriggio passato con l'amico del cuore.
Ci sono canzoni che sono il banco di scuola.
Ci sono canzoni che sono una gioia.
Ci sono canzoni che sono luce pura.
Ci sono canzoni che sono malinconia.
Ci sono canzoni maledette.
Ci sono canzoni che sono il giorno di dolore che una ha.
Ci sono canzoni puttane.
Ci sono canzoni che rimarranno sempre amiche.
Ci sono canzoni che... ci sono canzoni che verranno con te quando te ne andrai.



17 lug 2008

Quaquaraquà

Talvolta le cloache rigurgitano.



16 lug 2008

16/07/94 - 16/07/08: un viaggio, una vita


‘…Credevo di conoscere il senso della parola “grande”. Bisogna aver attraversato gli Stati Uniti in auto per cominciare a intravedere cos’è la grandezza: giornate intere di strade dritte semza l’ombra di esseri umani.

Deserti infiniti, campi così enormi che sembravano non essere mai stati coltivati da nessuno, praterie a perdita d’occhio,montagne a perdita di altezza, terre di nessuno a perdita di umanità, motel popolati di zombie, alberi talmente vecchi da privare di significato la nostra vita, la California, e … San Francisco, che amai subito con tutta l’anima. Era la mia città ideale, con i suoi irrazionali dislivelli, il ponte del Golden Gate e le reminiscenze della Donna che visse due volte a ogni angolo di strada’

(Biografia della Fame, Amelie Nothomb)

15 lug 2008

Inquadrature

Ieri sera su LA7, ho visto il film d'esordio di Pasolini "Accattone" (1961). Subito dopo mi son messo al pc per scrivere delle impressioni ricevute. Volevo in particolare commentare due scene, quella del tuffo nel fiume, e quella finale dove, dopo la breve fuga in motocicletta, Accattone muore.

Cercavo materiale e le parole per illustrare l'influenza visiva della cultura pittorica medievale nel cinema pasoliniano, per individuare ed evidenziare il raccontare nascosto per immagini sacre della passione effettuato tramite le inquadrature dal grande regista. Una cosa piuttosto complessa da ricostruire se non si hanno a disposizione le immagini giuste. Una cosa abbastanza rivoluzionaria nel momento in cui si identifica Cristo con il povero Cristo.

Poi, cercando su youtube le due scene di cui parlavo, ho trovato per caso un piccolo tesoro: questo video che esemplifica per immagini e spezzoni di film quanto mi stava a cuore raccontare.





LUNGHI. DISTESI... POSSIBILMENTE FREDDI!

Ciao a tutti, oggi Vi rimando a questo post di un amico, condividendone in toto sostanza e spirito (clicca qui)




14 lug 2008

Non è un Paese per Vecchi


Tu, ore, giorni, mesi, anni, una vita. Migliaia di relazioni interpersonali, affetti, amici, famiglia. Fatica, lavoro, felicità delusioni.
Una moneta coniata nel 1958, migliaia di mani l'hanno toccata, spesa, dimenticata in tasche, cassetti, salvadanai.

Arriva il destino: si incrociano e si danno senso il tuo e quello della moneta, si compiono entrambi.

Tante storie, tanti anni improvvisamente non contano più nulla. La complessità della tua vita si annulla. Si decide tutto in pochi secondi: Si – No, Testa – Croce, Vita – Morte. Senza un perchè.
Testa. La luce ritorna, la vita ritorna. Un caso. Il male assoluto non è una categoria morale, è al di là del bene e del male.

13 lug 2008

CTRL+ALT+CANC - CTRL+ALT+CANC

Ho fatto un voto, un fioretto alla Madonna, come si usava dire quando ero bambino: che non avrei più intrapreso polemiche di tipo politico almeno per un po' di tempo dopo gli ultimi lunghi e snervanti confronti sui blog, su quello di Anna in particolare. Sono andato a rileggermi lo svolgersi dei commenti e suono come un disco rotto in mezzo ad altri dischi rotti. Dico e diciamo sempre le stesse cose, come degli ubriachi.

La sinistra è un malato terminale o un ferito molto grave che di fronte al medico invece di farsi curare, comincia a sindacare che lo stesso è troppo alto, è troppo basso, è simpatico, è antipatico, è grasso, è magro ed intanto continua a morire perdendosi in cazzate e rifiutando le cure.
Questa sinistra ancora non ha idea di cosa sia la democrazia all'interno di un consesso umano-politico, di come funziona: ci si conta e chi ha più voti vince. Molto semplice, funziona così ovunque. Qui invece chi perde, chi ha meno voti, invece di accettare il verdetto e rimboccarsi le maniche per collaborare, semplicemente ribalta il tavolo e corre a farsi il suo partitino su misura. Quante scissioni sono avvenute in una storia ormai centenaria? Quante ancora ne avverranno? Quando si deciderà a maturare? Quando a divenire adulta?

Si dice sia un problema di uomini, che Veltroni è molle e che quell'altro ha i baffetti ed è antipatico. Siamo andati a votare e si è scelto tra una lista di candidati. Piaccia o meno c'è stato un vincitore.
Anche cambiando leader non cambierebbero però le cose.

Se Zapatero quest'uomo icona della sinistra italiana, non fosse più icona ma diventasse il nostro leader, nel giro di un paio di mesi, complici magari un paio di uscite dei buffoni di corte ed una requisitoria di un magistrato fallito avrebbe tutti i difetti del mondo. Per una parte della nostra sinistra sarebbe troppo di sinistra, per un'altra parte sarebbe troppo di destra, per un'altra un democristiano, per un'altra ancora: "noi preferiremmo Di Pietro”.

Siamo così. Non so il perchè. Forse perchè è la nostra storia. Un paese un campanile. Individualismo e furbizia.

Di fronte al fatto che si scambi un insulto da bar per un'espressione di democrazia, la demagogia per politica di sinistra, mi ritiro dalla discussione.
Addio.
CTRL+ALT+CANC - CTRL+ALT+CANC

11 lug 2008

Sto con Nanni

Amarcord

Dichiarazioni di Moretti tratte dal sito di Repubblica.

C'è una sola parola secondo Nanni Moretti per sintetizzare quello che è successo in Piazza Navona: "disastro".
“Noi", spiega il regista", "facevamo politica e non antipolitica. Eravamo associazioni di persone nate fuori dai partiti che però volevano dare una delega ai partiti della sinistra che erano ancora sotto choc per la sconfitta del maggio 2001. Questa è la verità, anche se di noi alcuni giornali hanno fatto una caricatura, io stesso sono stato rappresentato così e pazienza".

"Sono davvero molto avvilito e mi dispiace che in questo disastro sia stata coinvolta una persona come Rita Borsellino. È' stato ascoltando il suo discorso per radio che ho deciso di affacciarmi in piazza l'altro giorno, pur non avendo aderito all'iniziativa come mi era stato chiesto. Ma quando sono arrivato ha subito attaccato a parlare Beppe Grillo e sono andato via immediatamente. Sarei anche curioso di capire come abbia reagito la gente di fronte a quelle banalità offensive. Come si fa ad invitare Grillo, che ha insultato tutto e tutti allo stesso modo, "topo gigio, psiconano" ma cos'è? Devo ridere, che roba è?"

Si vedono, fa notare, "esponenti del Pd che escono dal partito e poi vanno nei Socialisti e lo spazio rimasto vuoto a sinistra del Partito democratico non viene riempito da niente e da nessuno". Il giudizio comunque non è tenero, anche se Moretti oggi parla a bassa voce invece di urlare dal palco di una piazza affollata. "Manca un progetto politico e mancano anche le persone e la generosità", dice.

"Con quell'intervento che dette il via alla mia imprevista avventura politica io, nel migliore dei casi, non avevo niente da guadagnare. E se allora ho avuto ragione oggi sono ancora più dispiaciuto. Allora il germe dell'autodistruttività non c'era, io non ho mai avuto il mito dell'elettorato buono contrapposto ai vertici cattivi dei partiti. Quei girotondi erano rivolti a tutti i cittadini e mi piace pensare che con noi sfilasse anche qualche elettore di destra. Per cinque volte abbiamo avuto un candidato premier proprietario di tre televisioni, questo non succede in nessuna democrazia europea, però chi come me ogni tanto prova a ricordarlo viene considerato noioso, ripetitivo, dicono che di queste cose agli elettori non importa niente, perché in Italia purtroppo manca un'opinione pubblica. Delle condanne di Previti e Dell'Utri lo stesso, non interessa capire più di tanto, un ragazzo cresciuto in questi anni trova normale che il capo del governo abbia le tv e noto che ormai c'è una certa rassegnazione anche sull'ipotesi che questa persona possa diventare presidente della Repubblica, il che mi pare davvero un po' eccessivo".

Sono indegno a commentare le parole di Moretti ma sono d’accordo con tutto quello che dice.
Da quella piazza Navona ne esce una sinistra (S)FASCISTA guidata da un demagogo, che un amico - blogger ha definito genialmente come “BEPPE GRILLO? UN PREDICATORE INFOIATO DELL’ALABAMA”, e da un fascista come Di Pietro.
La sinistra non perde il suo vecchio vizio: quando è per terra ed in difficoltà invece di riorganizzarsi, gode in alcune sue fronde giovanilistiche e patetiche a martellarsi le palle da sola ed a piangersi addosso autocommiserandosi e vedendo dietro l’angolo la rivoluzione prossima ventura. Veramente patetico.


10 lug 2008

Legalize it - Peter Tosh


"I Rasta possono tenere molta marijuana":Una sentenza della Cassazione ha dato ragione a un uomo rasta di 44 anni che era stato condannato a 16 mesi di detenzione: per la sua religione è "erba meditativa"

"La fumano i dottori, la fumano le infermiere, la fumano i giudici e persino gli avvocati".
Peter Tosh "Legalize it".


09 lug 2008

Ornitologia

Sinceramente, senza facili ironie, sono molto perplesso.
Questa storia da qualunque parte la si guardi è avvilente per l'Italia e per tutti noi.
Non vorrei essere retorico, ma molti uomini e donne sono morti per l'Italia e per la nostra libertà il secolo scorso. Oggi, giornalmente, lavoratori muoiono sul luogo di lavoro. Milioni di persone vanno quotidianamente a lavorare per mantenere sè stessi e le proprie famiglie, per mandare avanti la baracca.
Credo che non ci meritiamo tutto questo. Vedendo questo video credo che no, non ci meritiamo di essere trattati così. Basta spazzatura dalla piazza e basta sfregi dal Governo.
Basta veramente
.
Fossimo un paese serio, con un briciolo di coscienza residua e senso del pudore, ora tutti i protagonisti della vicenda si dovrebbero pubblicamente scusare con noi e poi dimettere e ritirare dalle scene.



08 lug 2008

Italy's census of Roma camps is racist - The Guardian

Riporto questo articolo così come apparso sul "The Guardian", avendo sottolineato solo alcuni passaggi topici dello stesso.
Nessun commento se non che noi stiamo vivendo in una psicosi collettiva e che per capire pienamente quello che ci sta succedendo, bisogna ci guardiamo da fuori
.

Seventy years ago this month Italy's Fascist regime published a "Manifesto of Race", which paved the way for its notorious racial laws persecuting Jews and members of other supposedly "inferior" minorities.

Now the country's rightwing government has stepped up special measures against another entire ethnic grouping — the Roma — provoking warnings by a Catholic publication that Italy was forgetting the lessons of the past.

The interior minister Roberto Maroni, of the xenophobic Northern League, declared that the authorities will go ahead with a census of Roma camps in Italy's largest cities. This will involve taking photographs and fingerprints of children as well as adults. Unicef has protested that this is discriminatory and a violation of the UN's Declaration of the Rights of the Child.

The popular Catholic magazine Famiglia Cristiana denounced the move as "an indecent and racist proposal" reminiscent of "when Jewish children were identified with a yellow star on their sleeves". It declared that "Italy still hasn't come to terms with its tragic responsibilities and has not shown enough shame" about its racist past. This is particularly true of the present government "if a minister injects the concept of race into the country's laws".

Minister Maroni instead claims he is protecting minors from adults who use them to commit crimes, thus insinuating, not for the first time, that all Roma are criminals.

The same attitude was taken this week by Italy's highest court of appeal, which published the grounds for its decision in March to overturn the conviction of the mayor of Verona, Flavio Tosi, and four other members of his Northern League party, for racially discriminatory propaganda.

Tosi had written a petition in 2001 calling for the demolition of all Roma camps in Verona, later stating that wherever Roma arrived, there were thefts. The court declared that "discrimination based on diversity is different from discrimination based on somebody's criminality", effectively ruling that to call all Roma criminals is acceptable discrimination. This decision is a heavy blow to civil society organisations who hope to fight such inflammatory claims through the courts.

Meanwhile a recent Eurobarometer study of discrimination in Europe has shown Italians to be the most intolerant population of the 27 EU member states. While on average 24% of EU citizens declared that they would feel "uncomfortable" having Roma neighbours, in Italy this rose to 47%, and where the average number of people with Roma friends was 14%, in Italy this was a mere 5%. This might indicate that the cause lies not so much with the Roma as with an unresolved problem of racism in the country.

While nobody is suggesting that the new measures are as brutal as Italy's persecution of the Jews, numerous commentators have warned that if not nipped in the bud this racist tendency could get alarmingly out of control.

07 lug 2008

Ingrid Betancourt - Una mia delusione


Come tutti sono contento della sua liberazione.
Al pari di molti non sono molto convinto della dinamica della liberazione: non è molto credibile.
Il vedere poi la fine dell'emergenza, del dramma umanitario, e la donna politica franco-colombiana nella realtà, le sue prime parole, il cinismo di una campagna elettorale già iniziata è stata una grande delusione. Troppa la differenza tra come era stata tratteggiata l'eroina rapita e la donna reale, già politica – martire - perfetta ed amata in egual modo da Stati Uniti, Francia, Colombia, Santa Sede e persino dall'Unità che raccoglie le firme per candidarla al premio Nobel per la pace.


Al via il G8

Il vertice si è aperto in Giappone.
In agenda clima, petrolio e cibo, ovvero la pianificazione dei disastri prossimi venturi.



06 lug 2008

In Libreria

Libreria Shakespeare and Company - Parigi

Amo andare nelle librerie, amo i libri. Mi piace guardarne le copertine esposte, sui tavoli, sugli scaffali. Cercare suggestioni. Guardo ed aspetto che qualche libro mi scelga. Cerco di non scegliere mai io per primo. Vedo le copertine, immagini, colori, disegni, ricordo recensioni, immagino racconti.
Fantastico trame, persone, delitti, avventure, amori, intrighi, vite, storie, vissuti.
Aspetto. Aspetto il libro giusto, cerco di non pensare a niente, cerco la storia scritta perché io la leggessi.
Passa del tempo, a volte ne perdo la cognizione; intanto curioso, guardo che cosa altri lettori scelgono, li giudico, li commisero, li ammiro.
A volte apro un libro e leggo le prime pagine. Leggo la quarta di copertina. Do un volto ai protagonisti di romanzi, ne immagino una sceneggiatura, gli attori che potrebbero interpretarla.
Poi ad un certo momento succede qualcosa, non so, e capisco che quello è il libro giusto: non sempre poi è così, ma spesso.
Amo le librerie dove i commessi non ti chiedono o propongono quel tal libro, quel tal titolo.
La scelta di un libro è un fatto intimo, bisogna farla da soli, altri non devono entrare.
Quel silenzio, quelle voci che arrivano dal profondo della mente bisogna saperle ascoltare.


04 lug 2008

Out On The Weekend - Neil Young

Vi saluto, per un paio di giorni vado via, bisogno di staccare, di cambiare aria. Vi lascio in compagnia di una grande canzone di Neil Young: Out On The Weekend, in tema direi.
Chi non ha mai sognato almeno una volta quel "Think I'll pack it in and buy a pick-up, Take it down to L.A.".
Certo io non vado a L.A. e non ho nemmeno un pick-up, più modestamente vado fino a domenica sera in Alto Adige, in val Passiria, una valle tranquilla, un po' meno frequentata di altre dal turismo di massa del fine settimana.
Ok, allora ciao, buon ascolto e scrivete. Buon fine settimana a tutti.



Think I'll pack it in and buy a pick-up
Take it down to L.A.
Find a place to call my own and try to fix up.
Start a brand new day.

The woman Im thinking of, she loved me all up
But Im so down today
She's so fine, she's in my mind.
I hear her callin.

See the lonely boy, out on the weekend
Trying to make it pay.
Cant relate to joy, he tries to speak and
Cant begin to say.

She got pictures on the wall, they make me look up
From her big brass bed.
Now Im running down the road trying to stay up
Somewhere in her head.

The woman I'm thinking of, she loved me all up
But I'm so down today
She's so fine she's in my mind.
I hear her callin.

See the lonely boy, out on the weekend
Trying to make it pay.
Cant relate to joy, he tries to speak and
Cant begin to say.

03 lug 2008

La Valle dei Templi in Vendita - O' bisinisse

Colpo di genio della Giunta Regionale Siciliana.
Vogliono mettere in vendita la Valle dei Templi ed anche il Teatro Antico di Taormina.
Qualcuno ci aveva già pensato di alienare i beni dei cittadini italiani.
Andò così.

Ed ora chi comprerà?

Ladri di biciclette


Occhi. Sguardi. Un Padre. Un figlio. L'amore. Il sacrificio. Un lavoro. Il bisogno. Una folla anonima. Una folla meschina. Vestiti che odorano di fatica e cibi poveri. Una bicicletta. Un furto. La fuga. L'umiliazione. La solitudine. Il dolore. La giustizia. La vergogna. La pietà di un singolo. La proprietà. La vita. Vivere...

01 lug 2008

Il Piccolo Asiniere

Vedi anche il post precedente (proprio sotto questo).
Antoine de Saint Exupéry , scrisse il piccolo principe, e se lo tenne; a noi che siamo arrivati dopo è toccato il Piccolo Asiniere.
Il Piccolo Asiniere, o quarto pirata, è una delle colonne su sui poggia il centrosinistra, la quinta.
Il Piccolo si sta proponendo come capopolo, quello più arrabbiato, quello più anti Capitan Uncino, e ci sta pure riuscendo.
Questo fatto fa meditare sulla pochezza di una parte delle persone che votano a sinistra, la stessa parte che si fa abbagliare da Grillo, Travaglio e compagnia.
In effetti la base del pd non si può lamentare della sua classe dirigente se poi individua nel Piccolo Asiniere il suo futuro, il suo leader. L'Asiniere ha la singolare capacità che , ogni volta che apre bocca, spinge a viva forza gli elettori tra le braccia di Capitan Uncino. Giro nei blog e in molti trovo persone che si augurano che Veltroni venga disarcionato ed al suo posto il P.A.! D'accordo, Veltroni si potrà pure discutere, ma l'alternativa P. A....è inconcepibile è politicamente miope, suicida. Il Piccolo Asiniere era ed è la miglior cosa che potesse capitare a Capitan Uncino. Così importante che lo stesso Capitan Uncino non si è affidato al caso, ma l'ha favorito e creato. Un cavallo, pardon, asino di troia a sinistra che sta funzionando a meraviglia, non sbaglia un colpo. Capitan Uncino è un genio, e la sinistra una marea di fessi.


Una caricatura dell'onorevole Di Pietro