24 nov 2010

Vieni via con me - La critica dell'invidia


Leggo in questi giorni critiche da parte dei giornali di destra e anche della sinistra cazzona al programma di Fazio e Saviano. Ci sta. Non c'è problema. Sui giornali di destra i soliti discorsi rozzi senza tanti distinguo, scritti con la zappa più che con la penna. Sui giornali della sinistra elitaria, per capirci tipo "Il Riformista" che a parte Polito non se lo fila nessuno ma fa intellettuale figo, le critiche vorrebbero essere di spessore, poggiare su raffinati gusti culturali, su analisi ardite. In realtà, a parte le differenze di formali tra le critiche da destra e da sinistra, c'è un fattore che le accomuna e che spiega tanta acredine verso il programma, ed è una categoria per nulla nobile e molto molto ma molto diffusa: L'INVIDIA di un esercito di mediocri.

Did I listen to pop music...


21 nov 2010

Ratzinger è un grande Papa e pure un rivoluzionario

Da tempo meditavo di scrivere che Ratzinger è un grande Papa che passerà alla storia e, tempo permettendo, farà pure una rivoluzione.
Quello che mi tratteneva era la paura di polemiche con amici bloggers, perchè cantare fuori dal coro e dire che "ratzinga" è più rivoluzionario di tanti rivoluzionari di professione magari con kefiah al seguito non è esattamente mainstrean.
Rassicuro?! gli amici che non mi sono convertito, nè che ho cambiato opinione circa l'oscurantismo ecclesiatico su questioni quali aborto, fine vita, sessualità ecc.
Eppure, avendo l'ambizione di essere intellettualmente onesto non posso non vedere gli sforzi che il Papa tedesco sta facendo per modernizzare e per "ripulire" la chiesa da tanti, troppi, silenzi del passato.
E allora come faccio a non apprezzare, ad esempio, la posizione di Ratzinger sui Rom? E' stato l'unico tra i grandi leader occidentali a condannare le discriminazione di cui sono oggetto da parte dei paesi europei: Italia e Francia in primis - e la sua condanna è stata durissima e netta avendo parlato di genocidio. Chi altro l'ha fatto? Quanto avrei voluto sentirlo detto da Bersani, da D'Alema, da qualche altro leader di sinistra...
Come faccio a non apprezzare gli sforzi di pulizia che sta operando all'interno del clero su un problema quale quello della pedofilia?
Quando mai si è sentito un Papa pronunciare parole così nette e così dure contro i preti pedofili? Pure, si sa, la pedofilia nel clero c'è sempre stata, sembrando in quel mondo religioso una forma di sessualità deviata endemica.
Come non apprezzare la timida apertura su un tema tabù quale la contraccezione? Certo si può sempre pensare che queste aperture siano funzionali ad un adeguamento ai tempi moderni: non saprei, potrebbe darsi, ma alla fine l'importante è che questa modernizzazione ci sia.
Il solco che si sta scavando con l'era Woytila sta diventando un oceano, dopo il ritorno al medioevo del papa polacco finalmente la Chiesa si è rimessa in moto. Eppure se ci pensate, mentre Woytila era amato da tutti, essendosi trasformato in un'icona pop, al contrario a questo super intellettuale tedesco si guarda con diffidenza. Per fortuna la rivoluzione, come già ben sapeva Lenin, non dipende in alcuna misura dal popolino.

19 nov 2010

Lo scazzo di Sarah Scazzi

Lo scazzo non è per quella povera vittima, ma per il circo mediatico che non accenna a finire trasformando in diretta una tragedia reale in un reality della tragedia.
I titoli mischiati senza sequenza temporale che riporto di seguito non sono che la milionesima parte di quelli che hanno pubblicato giornali, televisioni, web e sono tutti reali. Ne ho risparmiato un paio sui progetti di film già pronti sull'omicidio per nausea.
A me sembrano una macabra danza della morte tutti quei titoli urlati a guardare nell'intimo inconfessabile degli spettatori più che delle vittime.


Michele Misseri, confessione choc: «Mia figlia Sabrina ha ucciso Sarah»



Sarah Scazzi: oggi l’incidente probatorio tra Sabrina e Michele



Sarah Scazzi, una foto dall'obitorio: giallo su chi l'ha postata, su Facebook gruppi shock



Chi l'ha Visto - Misteri - Sarah Scazzi - La scheda



Sarah Scazzi: Sabrina, “Papà ha confessato, ma io sono più brava”



Sarah, Michele: Sabrina disse "sei bravo a non lasciare piste"



«Ho violentato Sarah dopo averla uccisa»



Strangolata in garage per aver rifiutato i suoi approcci. Il corpo in un pozzo in avanzato stato di decomposizione. La figlia di Misseri: «Mio padre ora deve pagare»



Omicidio Sarah Scazzi, Michele Misseri: 'Sabrina è l'assassina'



LA CONFESSIONE



Sarah strangolata dallo zio
Non cedeva alle sue molestie



VIDEO La madre apprende la notizia in diretta tv 3



Le Iene: l'omicidio di Sarah Scazzi | Free Entertainment Videos ...



Sarah Scazzi: arma del delitto ritrovata in casa Misseri



L'ultima di Vendola: Sarah Scazzi vittima del berlusconismo



SARAH SCAZZI, TROPPE DOMANDE SENZA RISPOSTA / indagini Ris sul cellulare di Sarah Scazzi



Ritrovato il cadavere di Sarah Scazzi



L'avrebbe uccisa lo zio il giorno stesso della scomparsa



Sarah Scazzi, Michele Misseri: corda nel bagagliaio auto Cosima



Sarah Scazzi: una nuova testimone contro Sabrina



18 nov 2010

Political language

“Political language… is designed to make lies sound truthful and murder respectable, and to give an appearance of solidity to pure wind.”
George Orwell.

Domino


Ansie di padre


17 nov 2010

L'Italia del sottosuolo - di Barbara Spinelli

Questa crisi politica, questo declino d'impero futile è un pantano, una melma che ammorba l'aria e che ti impedisce vedere le cose, distinguerne i contorni. E'melma dei pensieri e del ragionamento, tomba prossima di una razionalità residua, è un gas che ammorba aria, respiro, cuore.
Non ci sono risposte semplicistiche a problemi complessi e TUTTI - TUTTI siamo coinvolti, ci siamo fatti coinvolgere o non abbiamo resistito abbastanza.
Berlusconi sta per finire, pochi mesi o forse più, ma sta per finire. Rimane da fare, ai reduci di questo ventennio, un'analisi, e poi una catarsi.
Questo straordinario, per lucidità e profondità, articolo di Barbara Spinelli potrebbe essere l'inizio della (ri)presa di coscienza, la premessa per la rinascita, per l'emersione dal sottosuolo (LEGGI...)

16 nov 2010

Talking Ass


Il premier ammira il miracolo delle chiappe della Pellegrini che gli stanno parlando.

15 nov 2010

Vota Laqualunque


Noi e la televisione


Ecco un po' di autocritica qualche volta non guasta.

Causa ed effetto

Passa il tempo, passano le ere, e mi sono svegliato con l'agghiacciante dubbio che Berlusconi sia un effetto. Non la causa.

13 nov 2010

Born To Run done by a 3 year old Springsteen


12 nov 2010

Dedicata a chi non la dà - Poesia veneta


Dedicata anche alle non venete.

Er bava, er nano e stampella: c'eravamo tanto amati.


Robberto!


11 nov 2010

Vero? Forse sì, forse no...ma ha importanza?

Un presunto ricattatore, un personaggio comunque da tabloid popolari del più infimo livello e un'affermazione: "Esistono le foto delle festine di Arcore".
Di fronte all'affermazione di un personaggio come Corona in un paese normale si chiamerebbero i carabinieri per il maldestro tentativo di minaccia e ricatto.
Ma in Italia no, a quell'affermazione si corre dietro perchè, se è vero che il personaggio Corona non ha alcuna credibilità, pure i vertici politici non ne hanno alcuna e allora tutto è possibile e tutto è credibile.

'gna faccio!!


Sto giro 'gna faccio!!!


Opera di Maurizio Cattelan, Him, 2010.
Tecnica mista con cerone.

Giant Tom Waits Album In London


A giant version of Tom Waits’ 2006 album Orphans: Brawlers, Bawlers & Bastards has been created as part of a unique art installation in London. The Portobello ReCollection opened last week on the Portobello Road in West London, transforming a 100 m long wall into a giant record collection charting the musical influences of the neighborhood. Artists Natasha Mason and Teresa Crawley asked residents for their input on which records they would like to see represented. The result is a colorful celebration of the neighborhood’s musical heritage prominently featuring Waits acclaimed three CD/7 album set . The installation is scheduled to be in place for six months, so get your picture taken with a giant Tom Waits album while you can.

via: http://www.antilabelblog.com/

10 nov 2010

Pompei, rifiuti, alluvioni, L'Aquila l'unica speranza è...

Un paese che perde i pezzi, una classe politica che si guarda la punta dei piedi.
E' ora di prendere atto della realtà e di arrendersi.
Per Pompei, per il nostro immenso ed incommensurabile patrimonio storico/artistico, per i rifiuti di Napoli e di mezza Italia, per L'Aquila per le alluvioni varie ed eventuali, per le emergenze prossime-venture l'unica speranza è il COMMISSARIAMENTO E LA GESTIONE DEGLI STESSI DA PARTE DELL'UNIONE EUROPEA.
Noi non siamo in grado. L'unico periodo in cui siamo risuciti a crescere e a funzionare è stato quando ci siamo avvalsi dell'abbrivio che gli alleati vittoriosi ci diedero alla fine della guerra. Se ci tracciano la strada siamo capaci di seguirla, se la dobbiamo tracciare noi ci perdiamo.

09 nov 2010

Libertà di scelta


Foto gay che si baciano


IL VIAGRA !!! anche per l'udito


08 nov 2010

Italy is doing it wrong



05 nov 2010

That's good - Springsteen in London


Articolo dell'amica Byron.

Dicono che non dovresti mai conoscere i tuoi idoli perché la delusione è garantita. Forse io sono stata fortunata perché nella mia vita diciamo da adulta consapevole, cioè dai 15 anni in poi (perché prima di allora c’erano Michael J. Fox, Tom Hanks, Bryan Adams e Freddie Mercury e non li contiamo, ok?) ho sempre avuto grandi passioni e infatuazioni più o meno serie per gente alla quale – per via del mio lavoro – mi sono ritrovata piuttosto vicina, e con la quale ho potuto intrattenere almeno una conversazione, se non addirittura arrivare a sviluppare un rapporto di amicizia, a volte anche relazioni sentimentali. In molti di questi casi – specialmente nel caso di attori e scrittori, direi – c’è da constatare che la sostanza è poca, ma delusioni grosse non ne ho avute. (Vigorose spremute di cuore sì, bisogna ammetterlo.)

Mantenere le aspettative a un livello gestibile non mi è stato troppo difficile. Io non credo al processo alchemico del talento, a quella cosa mistico-cosmica che dovrebbe trasformare una persona normale che si sveglia con la piega storta della federa del cuscino stampata in faccia, si fa un caffè e va al cesso come tutti gli esseri umani, in una specie di flauto magico attraverso il quale soffia il genio dell’Arte quando sale su un palco o si siede al suo scrittoio. Non ci credo perché sono atea e perché la trascendenza ha poco a che vedere con il mazzo tanto che gli artisti (o anche gli sportivi) che più ammiro si fanno quotidianamente per arrivare dove sono arrivati/e. Certo, una base di attitudine particolare ci deve essere, ma una volta che hai visto un attore fare gli esercizi di testo a casa, preparare le corde vocali, andare in palestra, allentare l’elastico della mascella per meglio adempiere alle richieste del pentametro giambico, c’è poco di sovrumano.

Eppure c’è gente che quando sale su un palco si trasforma in un qualcosa di più. Quando Bruce Springsteen sale su un palco con una chitarra in mano è difficile mettersi a pensare alle ore e ore che deve aver passato da ragazzino ossessivo a imparare a fare gli accordi, ai tagli e ai calli che ti crescono sulle dita quando cominci ad allenarti, alla tendinite e all’artrite che ti aspettano quando le falangi si disarticolano sempre più per arrivare a un paio di tasti più in là, allargando le ottave che riesci a comandare. Quando andai al mio primo concerto di Springsteen scrissi, da atea convinta, che la cosa più vicina a quell’esperienza doveva essere la festa di compleanno di dio. La mia conversione alla Chiesa di Springsteen la raccontavo qui. E in effetti, pur con tutto il Santommasismo che mi ritrovo, confesso che mi è difficile non vedere la mia adorazione completa di Springsteen, Bruce Frederick Joseph come una specie di fede. Che ha il suo credo (I believe in the love that you gave me, I believe in the faith that can save me, I believe in the hope and I pray that someday it may raise me), il suo paternoster (hey-ho rock’n’roll deliver me from nowhere), i suoi salmi che parlano di terre promesse e di sogni Americani, la formula per il matrimonio, per il divorzio, e per tutti i sacramenti.

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04 nov 2010

Bruce Springsteen in Rome


Ma quant'è ROCK il vecchio Bruce?

02 nov 2010

Meglio gay che Berlusconi


Non sono gay ma sottoscrivo mille e mille volte il manifesto.

Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Ostia, 2 novembre 1975)


Le immagini e la voce di Nanni Moretti, The Köln Concert di Keith Jarrett.

01 nov 2010

Canzone per Silvia - Francesco Guccini


In una giornata di pioggia, il giorno dei morti ho riascoltato questa vecchia canzone di Francesco Guccini. Si dimenticano i fatti di cronaca e nulla come la musica può far ricordare con emozione. Penso che avevo molto seguito l'assurda storia di Silvia Baraldini. La ricordo adesso attraverso le parole di questa "Hurricane" di casa nostra. Spero che Silvia oggi viva con felicità la sua libertà, che in tanti abbiamo per lei sperato. Grazie a Francesco che con una canzone ha regalato la libertà a Silvia e anche, per una volta almeno, al Governo D'Alema che per una volta una cosa di sinistra l'ha fatta.

Canzone per Silvia

Il cielo dell' America son mille cieli sopra a un continente,
il cielo della Florida è uno straccio che è bagnato di celeste,
ma il cielo là in prigione non è cielo, è un qualche cosa che riveste
il giorno e il giorno dopo e un altro ancora sempre dello stesso niente.

E fuori c'è una strada all' infinito, lunga come la speranza,
e attorno c'è un villaggio sfilacciato, motel, chiese, case, aiuole,
paludi dove un tempo ormai lontano dominava il Seminole,
ma attorno alla prigione c'è un deserto dove spesso il vento danza.

Son tanti gli anni fatti e tanti in più che sono ancora da passare,
in giorni e giorni e giorni che fan mesi che fan anni ed anni amari;
a Silvia là in prigione cosa resta? Non le resta che guardare
l' America negli occhi, sorridendo coi suoi limpidi occhi chiari...

Già, l' America è grandiosa ed è potente, tutto e niente, il bene e il male,
città coi grattacieli e con gli slum e nostalgia di un grande ieri,
tecnologia avanzata e all' orizzonte l' orizzonte dei pionieri,
ma a volte l' orizzonte ha solamente una prigione federale.

L' America è una statua che ti accoglie e simboleggia, bianca e pura,
la libertà, e dall' alto fiera abbraccia tutta quanta la nazione,
per Silvia questa statua simboleggia solamente la prigione
perchè di questa piccola italiana ora l' America ha paura.

Paura del diverso e del contrario, di chi lotta per cambiare,
paura delle idee di gente libera, che soffre, sbaglia e spera.
Nazione di bigotti! Ora vi chiedo di lasciarla ritornare
perchè non è possibile rinchiudere le idee in una galera...

Il cielo dell' America son mille cieli sopra a un continente,
ma il cielo là rinchiusi non esiste, è solo un dubbio o un' intuizione;
mi chiedo se ci sono idee per cui valga restare là in prigione
e Silvia non ha ucciso mai nessuno e non ha mai rubato niente.

Mi chiedo cosa pensi alla mattina nel trovarsi il sole accanto
o come fa a scacciare fra quei muri la sua grande nostalgia
o quando un acquazzone all' improvviso spezza la monotonia,
mi chiedo cosa faccia adesso Silvia mentre io qui piano la canto...

Mi chiedo ma non riesco a immaginarlo: penso a questa donna forte
che ancora lotta e spera perchè sa che adesso non sarà più sola.
La vedo con la sua maglietta addosso con su scritte le parole
"che sempre l' ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte",
"che sempre l' ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte",
"che sempre l' ignoranza fa paura... ed il silenzio è uguale a morte"...