29 ott 2011

Definizione di Renato Brunetta


A parte che la definizione è più lunga del renatin, pur essendo stringata, l'ha data Eugenio Scalfari ospite, poco tempo fa, all'ottoemezzo della Gruber.
Così parlo Eugenio: "Brunetta ha un profilo intellettuale grottesco".

27 ott 2011

Religiosità/idolatria di massa in morte di un motociclista

La devozione popolare che si è tramandata nei secoli e che oggi all'apparenza vede refrattarie le masse emancipate ed acculturate e specialmente i giovani, in realtà non è mai venuta meno. Semplicemente si manifesta in altro modo mimetizzandosi nella commozione popolare e facendosi dettare modi e tempi non più dal predicatore, dal sacerdote, ma dai media di massa. I tratti di isteria diffusa e di comportamenti nevrotici sono rimasti però quelli di sempre. Rispetto alla devozione popolar/religiosa del fenomeno delle "madonne pellegrine", si è anche vestita di un suo abito "laico" pagano, ma nella sostanza non è cambiato nulla. Migliaia di persone che rendono omaggio e mitizzano un povero campione di motociclismo sono la testimonianza che i meccanismi della credulità popolare sono rimasti invariati nei millenni.

26 ott 2011

Ne ho pieni gli Scilipoti della boss(i)'s family

Bella la famiglia boss(i). La moglie del boss(i) è andata in pensione a 39 anni, io con tutta probailità non c'andrò mai, e si sta mangiando i contributi che mensilmente verso. Dice "eh ma allora si poteva", francamente non me ne fotte un cazzo che si poteva, sta mangiando i soldi miei, della mia generazione e delle nuove generazioni.
Poi c'è quell'ibrido, il trota, mezzo pesce e mezzo idiota, che si piglia più di 10.000 euro al mese a non far un cazzo. Dice "eh, ma l'hanno votato", anche in questo caso non me ne fotte un cazzo, non posso sopportare che un parassita demente acceleri la nostra corsa verso il default.
Del padre lascio stare per carità di patria: basti pensare che è un ministro e che ce l'ha con Roma ladrona, quando basterebbe guardasse in casa sua.
Che? Ho dimenticato la cricca del "cerchio magico"?, ma che vadano a farsi fottere quei dannati mantenuti che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro e poi magari capaci che fanno pure il predicozzo alla gente.

25 ott 2011

Va a casa o si cala ancora le brache?

E' la volta che il berluska di dimette o ancora bossi troverà il modo di calarsi le brache, visto che sembra piacergli?

24 ott 2011

Cazzoni

Niente a che spartire con il buon cazzone del romanzo di Pietro Chiara, con il grande Buazzelli a dargli vita ed umanità, e nemmeno il titolo è riferito ai pagliacci del governo, che appunto pagliacci sono, ma è dedicato a tutti quei giornalisti, anzi a quelle "penne prime firme" di grandi giornali che ancora credono e sperano che quello che il governo dei pagliacci non ha fatto in 18 anni lo possa fare nei 3 giorni dell'impossibile ultimatum. Gli stessi cazzoni son quelli che poi certificano, sentenziano, proclamano con un salto logico preoccupante che alla fin fine "sì berluschino e il suo circo non saranno un gran che, ma che la colpa è poi in realtà dell'opposizione". Mistero dei cazzoni.

Il cadavere di Gheddafi al caffè

La mia piccola piazza quotidiana è la saletta del caffè aziendale. Tristissima come piazzetta e pure come caffè. Discorso del giorno, a parte la barzelletta vivente premier, è stata una digressione di alcune colleghe sullo "scempio" (sic, da perfetto linguaggio televisivo) sul corpo di Gheddafi.
Fatte le ovvie premesse politically correct su quanto il satrapo libico fosse cattivo, si meritasse di morire etc-etc., ecco che arriva l'indignazione sullo "scempio" della salma. Dopo i discorsetti banali su "rispetto dei morti, anche se cattivi in vita", che "i morti son tutti uguali" e altre amenità, sottotraccia son arrivate le considerazioni finali del tipo "beh certo son arabi, son selvaggi, non sanno contenersi".
Mi è venuto da pensare se lo "scempio" l'abbiano perpetrato di più gli insorti sul campo, dal vero, in una situazione oggettivamente drammatica, oppure i media occidentali, il nostro voyeurismo e i vuoti e morbosi discorsi da caffè.

23 ott 2011

Di un pagliaccio si ride e basta.


Come biasimarli? Di un buffone si ride e basta. Quello che da fastidio è che pure un buffoncello come Sarkozy può permettersi di ridere a ragione del nostro pagliaccio.

20 ott 2011

« Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più! »


« Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più! » urlava il bravissimo Finch nel celeberrimo film di Lumet: Quinto Potere. Sembrano a posteriori quella sceneggiatura, quella frase urlata e ripetuta come un mantra i reali ispiratori del movimento mondiale degli indignati.
Vi ricordate che fine fece? Vi ricordate che dopo il successo iniziale gli indici d'ascolto cominciarono a calare?
Certo quella del film era la parodia e pure la critica feroce del mondo dei media che in una qualche misura già preparavano la purea umana flessibile e malleabile funzionale alla globalizzazione.
Il movimento degli indignati senza politica finirà in un vicolo cieco, in una rappresentazione mediatica, sterile e grottesca non della rivoluzione (per carità, chi prentende tanto?), ma di un qualsiasi più semplice e più realistico miglioramento sociale, anche minimo.
Ci accontentiamo del grottesco oramai, come se fosse veramente meglio di niente.

19 ott 2011

Vi piacerebbe come Presidente del Consiglio?


Giuliano Pisapia? Certo che SI'.

18 ott 2011

Rivoluzionari ad ore



E' il paradosso della globalizzazione quello dei rivoluzionari ad ore, a progetto, precari, del sabato pomeriggio, che abbiamo visto a Roma sabato 15 ottobre 2011. Il movimento degli indignati è a sua volta una forma di protesta figlia della globalizzazione che si nutre dei tempi e dei ritmi effimeri del web e dell'esibizionismo alla buona. Eppure le generazioni che si sono riversate nelle piazze del mondo hanno titolo, eccome se ce l'hanno, di protestare, di incazzarsi, di ribaltare e distruggere tutto. Loro sono le prime vittime su larga scala della finanza creativa e di un capitalismo selvaggio. Sono milioni di persone cui è stato letteralmente rubato il futuro e "regalato" un presente alienante, alla mercè del caporalato di giornata. Loro sono solo le prime vittime, le altre seguiranno, i prossimi venturi saranno quelli della mia generazione, solo di pochi anni più vecchi, ma che la fortuna di un posto fisso l'hanno avuta, ne hanno avuto la chance. Eppure anche noi abbiamo egoisticamente ciò di cui preoccuparci perchè (a patto di conservare il posto di lavoro) chi le pagherà le nostre di pensioni se i giovani d'oggi vengono sfruttati e sottopagati? Boh.
Ma per tornare al tema, quelle piazze piene mi fanno da un lato piacere, dall'altro una profonda tristezza perchè con facile gioco di parole sono piazze piene di vuoto. Questo bellissimo movimento morirà con i veloci tempi televisivi, massacrato dal voyeurismo di massa, perchè nessuno li sa aiutare questi giovani, nessuno è in grado di dare obiettivi concreti e realizzabili, nessuno ha una visione del domani. Il movimento si estinguerà e parcellizzerà in mille rivoli tra utopie e deliri di rivoluzioni impossibili, incapaci di immaginare un tempo ed un futuro diversi.
Nessuna idea all'orizzonte, nessun progetto politico, solo energia che girerà un po' a vuoto per poi esaurirsi. Un contenuto, qualcuno regali un contenuto.
Esplicativo di questo nichilismo ideale è il fenomeno dei rivoluzionari a ore che con retorica becera "hanno messo a ferro e a fuoco" il centro di Roma. Questi rivoluzionari parassiti assomigliano sempre più ai tifosi violenti del calcio, hanno bisogno di una copertura per rompere quattro automobili perchè mancano loro le idee, anche quelle minime, anche quelle sbagliate. Fanno la rivoluzione per un pomeriggio e poi s'accontentano, tornano a casa, raccontano le loro gesta a qualche giornalista pornografo e poi se ne vantano davanti ad un bicchiere, fino alla prossima partita, alla prossima manifestazione.

Più utile di Scilipoti


Dopo aver regalato il Piemonte al Cota, ora il rivoluzionatio Grillo dona anche il Molise al Berluska. Grazie.

15 ott 2011

Infiltrati

Che altro dire se non l'ovvietà?

10 ott 2011

Matteo Renzi tra il big bang e Padre Brown


Ovvia il Renzi Matteo, il giovane sindaco di Firenze, annuncia il suo prossimo evento che si chiamerà, con la modestia che lo contraddistingue, Big Bang.
E da dove lo poteva annunciare il sindaco se non da Feissbuk?! perchè il feissbuk è giovane e perchè se "dico una cosa intelligente per sbaglio sparatemi".
Sì mi sta un po' sull'anima il Renzi, mi fa venire in mente una poesia di Prevert, giovane sepolcro imbiancato.
Epperò mi è anche simpatico, mi fa ridere, me lo immagino ragazzo cresciuto nell'oratorio della parrocchietta, ed ora aspirante leader nazionale.
Per lui l'Italia è un po' come l'oratorio e lo vedo novello padre Brown: un po' di energia, ottimismo, movimentismo, buoni sentimenti, polemica da riunione parrocchiale, una battutaccia toscana e poi s'è pronti a governare maremma maiala!

06 ott 2011

Steve Jobs

Giornali, media, mondo, umanità stanno piangendo (così s'usa ed è umano) uno dei grandi del xx secolo. D'accordo ha avuto delle intuizioni geniali e c'ha costruito sopra un impero (suo) con una moltitudine di consumatori/adepti. Ha creato una specie di religione, asettica e futuribile. E' stato bravo, forse il più bravo, ma ha significato anche il conformismo e la rivoluzione digitale conformista. Il lavoro di Jobs, i suoi mac, melafonini, I-tutto sono il trionfo del "tutto privato" e del "tutto a pagamento".
Per un paradosso del marketing la sua libertà ha costretto i suoi adepti alla dipendenza tecnologica. L'isteria per lo status symbol ha prodotto consumatori idolatri. Non so dire se questo sia progresso, personalmente preferisco i software open source, ma per carità.
Ha venduto tutto il guru americano, persino la sua morte e la sofferenza che diventava luccicante e mistica durante le sue mitiche presentazioni di nuovi prodotti.
R.I.P.

05 ott 2011

La parodia di Salò e la nostalgia di un guappetto...

Berlusconi e la sua corte di nani e puttane sono la vergogna dell'Italia. Lo so non è una novità ma adesso risulta evidente anche ai ciechi e ai sordi..ai residui imbecilli no, ma non si può volere la perfezione, di fronte all'idiozia bisogna arrendersi.

Si dice che il PD e l'opposizione tutta siano degli incapaci e che litighino. Il berlusconismo ci ha sessualmente penetrati, ed inutile dire sia uno schifo per non dire uno stupro intellettuale.

Ma come fanno i giornalisti? Come fanno i giornalisti a far le pulci all'opposizione e descriverla come litigiosa? Come fanno i giornalisti a non capire che il loro è un riflesso condizionato fascista? Come fanno gli oppositori di vecchia data al regime (perchè di questo s'è trattato e ancora si tratta) che il loro lamentarsi e dividersi è pure un riflesso condizionato fascista/militaresco?

Come fanno i democratici a non vedere che la dialettica è oro per questo stanco e vecchio paese? Indigniamoci solo se dovesse mancare, dopo la fase dialettica, la sintesi. Non vorremo essere come Gasparri e La Russa che in questi giorni neri per la democrazia e per la libertà di stampa vivono in un perenne stato di esaltazione sessuale? Stanno vivendo il loro crepuscolo decadente, ancor più patetico degli ultimi giorni di Salò e per fortuna molto meno drammatico.
Finito il berlusconismo, che almeno gli elettori di sinistra non ricomincino a vagheggiare un guitto, un guappetto e l'assenza di dibattito tipica del ventennio che sta per finire.

Amore


03 ott 2011

Amanda ho un po' di nausea

Amanda ho un po' di nausea. Non sono un appassionato di cronaca nera, non mi piace guardare il Vespa vampiro notturno con il circo di psicologi falliti e criminologi televisivi; non so se la Knox ed il suo segugio siano colpevoli o innocenti, ma so che il circo mediatico mi sta facendo nausea. I tifosi dell'innocenza mi sembrano tanti sepolcri imbiancati, e della vittima (come spesso accade) non gliene frega un cazzo ai media. Dimenticata e sepolta. Amen. Non c'è che da affidarsi ai giudici, nella speranza che, sia nel caso di colpevolezza sia nel caso di innocenza, non si siano fatti schiacciare dall'enorme pressione mediatica.

01 ott 2011

La padania è una stronzata che non esiste

Inutile dir cagate io abito in Veneto e la Padania non esiste. E' una stronzata di un gruppo di ubriaconi da bar che in un paese normale sarebbero ancora al bar e ancora ubriachi. A onor del vero è anche l'invenzione di una Confindustria che anni fa per distinguersi se la inventò con la stessa logica dell'orologio portato sopra il polsino in una sterile ricerca snob che la dice lunga sul livello della nostra classe dirigente.