Cinema, America, auto,paesaggi infiniti, vuoto, nastri d'asfalto.
32 secondi di silenzio rotto dalla metallicità, dallo stridore della solitudine di un'armonica a bocca che racconta e introduce una storia maledetta, 32 secondi prima che appaiano voce e chitarra.
Non è musica, sono immagini, è un film.
Una canzone, un flashback.
La prima strofa e la storia è già raccontata:
I saw her standin' on her front lawn just twirlin' her baton
Me and her went for a ride sir and ten innocent people died
From the town of Lincoln Nebraska with a sawed-off .410 on my lap
Through to the badlands of Wyoming I killed everything in my path
I can't say that I'm sorry for the things that we done
At least for a little while sir me and her we had us some fun
La vidi lì, sul prato davanti a casa mentre roteava quel suo bastone
Io e lei ce ne andammo a fare un giro, e dieci innocenti morirono.
Partiti dalla di Lincoln Nebraska, con un fucile 410 a canne mozze messo sulle ginocchia,
Attraversammo le Badlands del Wyoming per uccidere chiunque passasse sulla nostra strada
Non voglio discolparmi per ciò che ho fatto
Perchè almeno per un poco io e lei ci siamo divertiti.
La storia è presa dall'amato cinema, dal bel film di Terrence Malick del 1973 “Badlands” in italiano “La rabbia giovane”, che a sua volta si è ispirato alla storia vera dell'assassino Charlie Starkweather.
Le canzoni di Springsteen spesso sono cinematografiche, prendono spunto dal cinema per raccontare la vita di antieroi quotidiani, che vivono in bilico tra l'anonimato, il bene ed il male, con la speranza di un sogno americano che sempre più si allontana, diventa irreale, e poi solo mito sorpassato dagli eventi dalla storia, sempre più lontano sempre più irraggiungibile.
Antieroi raccontati in film, libri, canzoni.
Una visione realistica della vita e delle odissee personali.
Quella che emerge dall'album Nebraska è un'umanità sconfitta, trascinata dagli eventi.
Vi è molta rassegnazione in questo lavoro.
Lo sguardo sulla realtà è duro senza filtri, senza indulgenze eppure non si emette mai un giudizio, è uno sguardo che ricorda il naturalismo di Zola ma anche la grande narrativa americana del 900 soprattutto Steinbeck.
Steinbeck però ha in sé il germe ottimista del riscatto, infatti i toni di The Ghost of Tom Joad saranno differenti, più di denuncia, di rabbia, di riscatto degli oppressi.
Qui no. Il protagonista della canzone è un uomo sconfitto su tutto il fronte.
Neppure la forza del pentimento, solo una scintilla di umanità:
Sheriff when the man pulls that switch sir and snaps my poor neck back
You make sure my pretty baby is sittin' right there on my lap
Sceriffo la prego, quando verrà girato l'interruttore e la mia povera testa penderà all'indietro
Faccia che la mia bambina possa sedersi sulle mie ginocchia.
Nessuna risposta, nessun perchè a quegli omicidi a quelle vite spezzate è la durissima conclusione della canzone:
They declared me unfit to live said into that great void my soul'd be hurled
They wanted to know why I did what I did
Well sir I guess there's just a meanness in this world
Mi hanno dichiarato immeritevole di vivere, hanno stabilito che la mia anima finirà in quell'enorme vuoto
Chiedono perchè ho fatto quello che ho fatto
Be', Signore, credo ci sia tanta malvagità in questo mondo.
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