Leggevo questa sera un post, di un nuovo amico appassionato di musica, su Jono Manson e la mente è tornata a Chiari (Bs), dove l'ADMR organizzò per anni dei gran concerti.
Là sentii Jono Manson e poi Dave Alvin, Willie Nile, The Blasters, Bruce Cockburn, The Hangdogs, Los Lobos , Steve Earle e i Cowboy Junkies di cui vado ora a raccontare.
Era l'8 novembre 2001 ed il concerto si tenne al palazzetto di Chiari.
Sono passati diversi anni ma la sensazione della voce di Margo Timmins resterà indimenticabile.
Attaccò subito con Good Friday e la sua voce era immensa, potente, dolce, sussurrata, da grandissima interprete. Quella voce sentita tante volte su disco, dal vivo assumeva una fisicità irresistibile ed anche la sua figura l'eleganza e sicurezza con cui si muoveva sul palco. Il gruppo dei fratelli Timmins in quell'occasione meravigliò tutti, anche i più navigati fan. La chitarra di Michael Timmins tesseva basi country/jazz/folk con venature psichedeliche a creare un mix di grande fascino sulla quale la voce di Margo volava regalando emozioni e bellezza.
Non ricordo la scaletta delle canzoni, solo il ricordo di alcune tra cui una delle più belle Sweet Jane di sempre, una Thunder Road da brividi e una Misguided Angel sognante.
A chi non conosce Margo Timmins e i Cowboy Junkies consiglio di comprarsi almeno The Trinity Session: non può mancare in alcuna discoteca seria.
Là sentii Jono Manson e poi Dave Alvin, Willie Nile, The Blasters, Bruce Cockburn, The Hangdogs, Los Lobos , Steve Earle e i Cowboy Junkies di cui vado ora a raccontare.
Era l'8 novembre 2001 ed il concerto si tenne al palazzetto di Chiari.
Sono passati diversi anni ma la sensazione della voce di Margo Timmins resterà indimenticabile.
Attaccò subito con Good Friday e la sua voce era immensa, potente, dolce, sussurrata, da grandissima interprete. Quella voce sentita tante volte su disco, dal vivo assumeva una fisicità irresistibile ed anche la sua figura l'eleganza e sicurezza con cui si muoveva sul palco. Il gruppo dei fratelli Timmins in quell'occasione meravigliò tutti, anche i più navigati fan. La chitarra di Michael Timmins tesseva basi country/jazz/folk con venature psichedeliche a creare un mix di grande fascino sulla quale la voce di Margo volava regalando emozioni e bellezza.
Non ricordo la scaletta delle canzoni, solo il ricordo di alcune tra cui una delle più belle Sweet Jane di sempre, una Thunder Road da brividi e una Misguided Angel sognante.
A chi non conosce Margo Timmins e i Cowboy Junkies consiglio di comprarsi almeno The Trinity Session: non può mancare in alcuna discoteca seria.
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