Immagini da alcuni dei miei film preferiti.
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30-nov-2008
3-nov-2008
4 Novembre - Festa delle Forze Armate o della Vittoria
Domani si festeggerà la festa delle forze armate o della vittoria nella prima guerra mondiale.
In quella guerra morirono quasi settecentomila soldati italiani.
Fu una guerra voluta dal re e dall'esercito.
Lo stesso parlamento italiano si pronunciò contro l'entrata in guerra.
Con tutta probabilità sarebbe stato possibile ottenere i territori rivendicati per via diplomatica.
Così non fu, e fu una carneficina come mai prima d'allora s'era visto.
La guerra voluta dal regno, dall'esercito, dall'industria e dagli studenti interventisti fu poi combattuta da contadini ed operai.
Furono loro a morire in nome di una patria matrigna.
Non so se sia giusto ricordarla con una festa. Non lo so.
Personalmente ricorderò quando sono stato a Redipuglia, al Sacrario Militare e di come rimasi incredulo nel vedere una collina, una montagna di morti.
Ricorderò il primo romanzo che lessi ancora ragazzo Niente di nuovo sul fronte occidentale, di E. M. Remarque, che pur non parlando del fronte italiano ma di quello francese racconta con grande realismo le brutture della guerra di trincea viste attraverso gli occhi di un giovane soldato tedesco.
Ricorderò Addio alle Armi di E. Hemingway, che narra l'esperienza del grande scrittore proprio sul fronte italiano.
Ricorderò Un anno sull'altipiano di E. Lussu, della ferocia e dell'incompetenza degli stati maggiori italiani, del famigerato generale Leone e delle corazze Farina.
Ricorderò il film di Francesco Rosi Uomini contro, ispirato al romanzo di E. Lussu.
Ricorderò un grande capolavoro di Stanley Kubrick Orizzonti di Gloria con Kirk Douglas.
Un ultimo pensiero lo rivolgerò a Delfino Borroni, l'ultimo italiano sopravvissuto della Grande Guerra e morto domenica scorsa 26 ottobre 2008 a 110 anni, ed agli altri sette ultimi sopravvissuti: tre in Gran Bretagna, due in Canada, tra cui una donna, uno in Australia e uno negli Stati Uniti.
Un pensiero a mio nonno, che quella guerra la combatté sul fronte del Carso e che però portò a casa la pelle.
In quella guerra morirono quasi settecentomila soldati italiani.
Fu una guerra voluta dal re e dall'esercito.
Lo stesso parlamento italiano si pronunciò contro l'entrata in guerra.
Con tutta probabilità sarebbe stato possibile ottenere i territori rivendicati per via diplomatica.
Così non fu, e fu una carneficina come mai prima d'allora s'era visto.
La guerra voluta dal regno, dall'esercito, dall'industria e dagli studenti interventisti fu poi combattuta da contadini ed operai.
Furono loro a morire in nome di una patria matrigna.
Non so se sia giusto ricordarla con una festa. Non lo so.
Personalmente ricorderò quando sono stato a Redipuglia, al Sacrario Militare e di come rimasi incredulo nel vedere una collina, una montagna di morti.
Ricorderò il primo romanzo che lessi ancora ragazzo Niente di nuovo sul fronte occidentale, di E. M. Remarque, che pur non parlando del fronte italiano ma di quello francese racconta con grande realismo le brutture della guerra di trincea viste attraverso gli occhi di un giovane soldato tedesco.
Ricorderò Addio alle Armi di E. Hemingway, che narra l'esperienza del grande scrittore proprio sul fronte italiano.
Ricorderò Un anno sull'altipiano di E. Lussu, della ferocia e dell'incompetenza degli stati maggiori italiani, del famigerato generale Leone e delle corazze Farina.
Ricorderò il film di Francesco Rosi Uomini contro, ispirato al romanzo di E. Lussu.
Ricorderò un grande capolavoro di Stanley Kubrick Orizzonti di Gloria con Kirk Douglas.
Un ultimo pensiero lo rivolgerò a Delfino Borroni, l'ultimo italiano sopravvissuto della Grande Guerra e morto domenica scorsa 26 ottobre 2008 a 110 anni, ed agli altri sette ultimi sopravvissuti: tre in Gran Bretagna, due in Canada, tra cui una donna, uno in Australia e uno negli Stati Uniti.
Un pensiero a mio nonno, che quella guerra la combatté sul fronte del Carso e che però portò a casa la pelle.
Dal Film Uomini Contro di Francesco Rosi – Val la pena di vedere completamente lo spezzone.
4 novembre
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28-ott-2008
ONCE: Falling Slowly
Ore 18.00 fuga dall'ufficio, corsa alla macchina, e via verso il cinema per il quarto appuntamento stagionale con il cineforum.
Verifico di non aver dimenticato a casa la tessera, arrivo, parcheggio, pezzo di strada a piedi e per le 18.30 sono seduto di fianco a mia moglie al cinema.
Non mi ricordo nemmeno che film c'è in programmazione, so solo che è il 4°.
Scopro che si tratta di Once (Un film di John Carney. Con Glen Hansard, Markéta Irglová, Bill Hodnett, Danuse Ktrestova. Genere Drammatico, colore, 91 minuti. - Produzione Irlanda 2006. - Distribuzione Sacher - [Uscito nelle sale il 30 maggio 2008] .
Non ne ho letto niente, e poi cerco di non leggere mai critiche prima di andare a vedere un film, altrimenti mi faccio spesso condizionare. Di solito però almeno il titolo o qualcosa del tipo “E' uscito nelle sale l'ultimo film di..o con..” questo lo so.
La trama del film in due parole è il racconto di un amore che rimarrà casto. Sullo sfondo una bella Dublino dai colori caldi e malinconici e poi la storia di un musicista e di un'immigrata in una fase della loro vita, di crisi affettiva. Si incontrano si frequentano suonano insieme, rinascono, e poi ritornano entrambi alle loro storie di prima, interrotte e non si sa se finite. Un finale che rimane aperto, loro si separano ma l'amore resta, resta la loro musica.
All'apparenza una storia come tante, nella vita e nel cinema. Ciò che rende speciale il film è la delicatezza della trama, la fotografia e soprattutto la musica. Canzoni bellissime che nascono dall'amore dei due ragazzi, canzoni semplici, pulite, sofferte. Strumenti musicali metafore di destini che trovano le giuste armonie, le dolcissime e mai banali melodie. Grandi canzoni per un grande film, per una grande storia che racconta con semplicità una piccola storia. Destini che si incrociano, si toccano, si accompagnano, si lasceranno, forse per sempre.
Freschezza e leggerezza, romanticismo schietto e per niente mieloso o melò.
Bellissimo e consigliatissimo.
Infine la canzone (Premio Oscar 2008) più famosa della straordinaria colonna sonora "Falling Slowly", con le immagini del film che scorrono sullo sfondo a raccontarlo in pochi minuti.
Verifico di non aver dimenticato a casa la tessera, arrivo, parcheggio, pezzo di strada a piedi e per le 18.30 sono seduto di fianco a mia moglie al cinema.
Non mi ricordo nemmeno che film c'è in programmazione, so solo che è il 4°.
Scopro che si tratta di Once (Un film di John Carney. Con Glen Hansard, Markéta Irglová, Bill Hodnett, Danuse Ktrestova. Genere Drammatico, colore, 91 minuti. - Produzione Irlanda 2006. - Distribuzione Sacher - [Uscito nelle sale il 30 maggio 2008] .
Non ne ho letto niente, e poi cerco di non leggere mai critiche prima di andare a vedere un film, altrimenti mi faccio spesso condizionare. Di solito però almeno il titolo o qualcosa del tipo “E' uscito nelle sale l'ultimo film di..o con..” questo lo so.
La trama del film in due parole è il racconto di un amore che rimarrà casto. Sullo sfondo una bella Dublino dai colori caldi e malinconici e poi la storia di un musicista e di un'immigrata in una fase della loro vita, di crisi affettiva. Si incontrano si frequentano suonano insieme, rinascono, e poi ritornano entrambi alle loro storie di prima, interrotte e non si sa se finite. Un finale che rimane aperto, loro si separano ma l'amore resta, resta la loro musica.
All'apparenza una storia come tante, nella vita e nel cinema. Ciò che rende speciale il film è la delicatezza della trama, la fotografia e soprattutto la musica. Canzoni bellissime che nascono dall'amore dei due ragazzi, canzoni semplici, pulite, sofferte. Strumenti musicali metafore di destini che trovano le giuste armonie, le dolcissime e mai banali melodie. Grandi canzoni per un grande film, per una grande storia che racconta con semplicità una piccola storia. Destini che si incrociano, si toccano, si accompagnano, si lasceranno, forse per sempre.
Freschezza e leggerezza, romanticismo schietto e per niente mieloso o melò.
Bellissimo e consigliatissimo.
Infine la canzone (Premio Oscar 2008) più famosa della straordinaria colonna sonora "Falling Slowly", con le immagini del film che scorrono sullo sfondo a raccontarlo in pochi minuti.
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27-ott-2008
Locandine e Posters di Film
Ci sono blog ottimi, medi, sufficienti, scarsi, pessimi.
Sono in fondo espressione dei loro autori, e sono vari come sono le persone.
Nessuno è uguale all'altro. Originali, banali, piagnoni ecc.
Ogni tanto se ne scopre qualcuno che si pone al di fuori di tutto e di tutti.
Si scoprono dei blog incredibili e che sono un servizio per tutti gli appassionati di una qualche disciplina.
Persone che mettono on line un patrimonio di informazioni e conoscenze che altrimenti sono difficilmente reperibili.
E' questo il caso di “Wrong Side of The Art” - Horror, sci-fi, exploitation, cult, trash, B-movie posters.
Un paradiso imperdibile per gli appassionati di cinema dove si trovano raccolti e posti on line gratuitamente centinaia e centinaia di poster e locandine di film, introvabili e dimenticate. Si possono scaricare senza problemi. Una collezione bellissima e super completa.
Buona scoperta e buon divertimento a tutti gli amanti del cinema.
Sono in fondo espressione dei loro autori, e sono vari come sono le persone.
Nessuno è uguale all'altro. Originali, banali, piagnoni ecc.
Ogni tanto se ne scopre qualcuno che si pone al di fuori di tutto e di tutti.
Si scoprono dei blog incredibili e che sono un servizio per tutti gli appassionati di una qualche disciplina.
Persone che mettono on line un patrimonio di informazioni e conoscenze che altrimenti sono difficilmente reperibili.
E' questo il caso di “Wrong Side of The Art” - Horror, sci-fi, exploitation, cult, trash, B-movie posters.
Un paradiso imperdibile per gli appassionati di cinema dove si trovano raccolti e posti on line gratuitamente centinaia e centinaia di poster e locandine di film, introvabili e dimenticate. Si possono scaricare senza problemi. Una collezione bellissima e super completa.
Buona scoperta e buon divertimento a tutti gli amanti del cinema.
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10-ott-2008
Hollywood - America
Alcuni giorni fa , una settimana, non ricordo con esattezza, sull'edizione on line di Repubblica ho letto un servizio giornalistico che era uno scoop.
Il titolo diceva qualcosa del tipo: “I divi di Hollywood erano pagati dalle major del tabacco.” E fu così che son venuto a sapere che i grandi attori, dagli anni 40 fino alla fine degli anni 50, erano stati pagati per fumare nei film.
Lo scoop era ovviamente ripreso anche da tutti gli altri giornali on line. La classica notizia non notizia che era uscita su una qualche agenzia di stampa e che era stata ripresa da tutti e rivenduta come una novità fresca-fresca.
Grazie dell'informazione perchè nessuno mai dei lettori aveva immaginato una cosa del genere.
Il servizio nella sua inutile inutilità aveva però anche un qualcosa di buono, offriva una galleria fotografica dei grandi attori americani. Una sequenza di foto di miti del cinema immortalati con la sigaretta tra le labbra.
Che fascino quelle foto in bianco e nero. Che fascino quei volti che fanno parte del nostro immaginario collettivo. Quando l'america non era quella di Bush ma ancora un mito, una nuova frontiera, aveva il fascino del nuovo mondo della “Promised Land” Springsteeniana.
Per citare un poeta
“L' America era allora, per me i G.I. di Roosvelt, la quinta armata,
l' America era Atlantide, l' America era il cuore, era il destino,
l' America era Life, sorrisi e denti bianchi su patinata,
l' America era il mondo sognante e misterioso di Paperino.
L' America era allora per me provincia dolce, mondo di pace,
perduto paradiso, malinconia sottile, nevrosi lenta,
e Gunga-Din e Ringo, gli eroi di Casablanca e di Fort Apache,
un sogno lungo il suono continuo ed ossessivo che fa il Limentra.”
L'America era i volti di questi uomini e donne, e Hollywood era veramente la fabbrica dei sogni:
Il titolo diceva qualcosa del tipo: “I divi di Hollywood erano pagati dalle major del tabacco.” E fu così che son venuto a sapere che i grandi attori, dagli anni 40 fino alla fine degli anni 50, erano stati pagati per fumare nei film.
Lo scoop era ovviamente ripreso anche da tutti gli altri giornali on line. La classica notizia non notizia che era uscita su una qualche agenzia di stampa e che era stata ripresa da tutti e rivenduta come una novità fresca-fresca.
Grazie dell'informazione perchè nessuno mai dei lettori aveva immaginato una cosa del genere.
Il servizio nella sua inutile inutilità aveva però anche un qualcosa di buono, offriva una galleria fotografica dei grandi attori americani. Una sequenza di foto di miti del cinema immortalati con la sigaretta tra le labbra.
Che fascino quelle foto in bianco e nero. Che fascino quei volti che fanno parte del nostro immaginario collettivo. Quando l'america non era quella di Bush ma ancora un mito, una nuova frontiera, aveva il fascino del nuovo mondo della “Promised Land” Springsteeniana.
Per citare un poeta
“L' America era allora, per me i G.I. di Roosvelt, la quinta armata,
l' America era Atlantide, l' America era il cuore, era il destino,
l' America era Life, sorrisi e denti bianchi su patinata,
l' America era il mondo sognante e misterioso di Paperino.
L' America era allora per me provincia dolce, mondo di pace,
perduto paradiso, malinconia sottile, nevrosi lenta,
e Gunga-Din e Ringo, gli eroi di Casablanca e di Fort Apache,
un sogno lungo il suono continuo ed ossessivo che fa il Limentra.”
L'America era i volti di questi uomini e donne, e Hollywood era veramente la fabbrica dei sogni:













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4-ott-2008
Mississippi Burning
Titolo originale: Mississippi Burning
Paese: USA
Anno: 1988
Durata: 128'
Colore: colore
Genere: thriller, drammatico
Regia: Alan Parker
Soggetto: Chris Gerolmo
Sceneggiatura: Chris Gerolmo
Interpreti principali:
Gene Hackman: Detective Anderson
Willem Dafoe: Alan Ward
In questi giorni assistiamo ad un crescendo drammatico di episodi a sfondo razzista.
Avremmo bisogno di una reazione. Mi piace da morire Gene Hackmann.
Paese: USA
Anno: 1988
Durata: 128'
Colore: colore
Genere: thriller, drammatico
Regia: Alan Parker
Soggetto: Chris Gerolmo
Sceneggiatura: Chris Gerolmo
Interpreti principali:
Gene Hackman: Detective Anderson
Willem Dafoe: Alan Ward
In questi giorni assistiamo ad un crescendo drammatico di episodi a sfondo razzista.
Avremmo bisogno di una reazione. Mi piace da morire Gene Hackmann.
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gene hackmann
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2-ott-2008
Spike Lee
E' di questi giorni la vivace polemica, tra il regista americano e l'Anpi, che accompagna l'uscita del suo film "italiano" "Miracolo a Sant'Anna."
(Per saperne di più leggi articolo di Giorgio Bocca apparso sulla Repubblica di ieri 1 ottobre 2008, e la risposta di di Spike Lee su Repubblica di oggi 2 ottobre 2008)
Su questo tema vedi anche post dell'amico Efisio su Smack City.
Io credo che un artista, e Spike Lee a mio giudizio lo è, possa anche stravolgere la storia e la realtà se lo considera funzionale alla sua creatura artistica.
Nel suo film, esattamente come si può fare in un romanzo o in un quadro, cambia la storia, la mistifica e la stravolge (per inciso dichiarandolo, e non sostenendo una verità storica diversa) perchè serviva alla trama, allo svolgersi degli eventi, alla sua creazione artistica.
Io ancora non ho visto il film, che potrebbe anche rivelarsi pessimo per quel che ne so, ma in linea di principio pensate che si possa limitare la libertà di un artista, magari accampando la ragione del mancato rispetto della realtà storica, o ancor peggio della sua mistificazione?
(Per saperne di più leggi articolo di Giorgio Bocca apparso sulla Repubblica di ieri 1 ottobre 2008, e la risposta di di Spike Lee su Repubblica di oggi 2 ottobre 2008)
Su questo tema vedi anche post dell'amico Efisio su Smack City.
Io credo che un artista, e Spike Lee a mio giudizio lo è, possa anche stravolgere la storia e la realtà se lo considera funzionale alla sua creatura artistica.
Nel suo film, esattamente come si può fare in un romanzo o in un quadro, cambia la storia, la mistifica e la stravolge (per inciso dichiarandolo, e non sostenendo una verità storica diversa) perchè serviva alla trama, allo svolgersi degli eventi, alla sua creazione artistica.
Io ancora non ho visto il film, che potrebbe anche rivelarsi pessimo per quel che ne so, ma in linea di principio pensate che si possa limitare la libertà di un artista, magari accampando la ragione del mancato rispetto della realtà storica, o ancor peggio della sua mistificazione?
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spike lee
film
cinema
miracolo a sant'anna
30-set-2008
Wall Street Cause ed Effetti della Crisi
Tutto ampiamente previsto, cause ed effetti compresi.
Titolo originale: Monty Python's The Meaning of Life
Paese: Gran Bretagna
Anno: 1983
Durata: 107'
Colore: colore
Genere: commedia
Regia: Terry Gilliam, Terry Jones
Soggetto: Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones, Michael Palin
Paese: Gran Bretagna
Anno: 1983
Durata: 107'
Colore: colore
Genere: commedia
Regia: Terry Gilliam, Terry Jones
Soggetto: Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones, Michael Palin
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cinema
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Monty Pyton
Il senso della vita
27-set-2008
Ciao Paul
Che sia morto lo sa tutto il mondo.Commenti e biografie potete trovarli su qualunque sito, giornale, tv.
Lo voglio ricordare solo con queste immagini bellissime.
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paul newman
butch cassidy and the sundance kid
teardrops keep falling on my head
Burt Bacharach
cinema
Il Lodo Alfano ed il processo Mediaset
Stop al processo Mediaset a Milano. Il Pubblico Ministero De Pasquale solleva un'eccezione di costituzionalità.
In anteprima per i lettori del blog abbiamo la dichiarazione rilasciata dal Premier:
In anteprima per i lettori del blog abbiamo la dichiarazione rilasciata dal Premier:
31 canzoni
lodo alfano
il marchese del grillo
film
24-set-2008
Non voglio più vedere...
Non voglio più vedere bambini morti di fame, non voglio più vedere le guerre, non voglio più vedere la violenza, il sangue, la morte, i cadaveri dei nordafricani che galleggiano nel mare di sicilia, non voglio più vedere la caccia alle foche, gli orsi polari che muoiono annegati, non voglio più vedere la miseria, le bombe al napalm, i feriti di guerra, le amputazioni, i corpi a pezzi, le vittime innocenti, i morti ammazzati, le bestie macellate i cani maltrattati, i documentari sugli animali estinti, i documentari sulle popolazioni estinte, i genocidi, gli attentati, il sorriso di scherno dei camorristi, il ghigno degli imbecilli, le facce da culo, i fascisti, i picchiatori, le svastiche, i campi di sterminio, i cumuli e le montagne di scheletri con la pelle...31 canzoni
arancia meccanica
stanley kubrick
film
4-set-2008
Radiofreccia
Questa mattina, in auto, in circonvallazione con le prime code ed il primo traffico sostenuto, andando a lavorare ascoltavo la colonna sonora di Radiofreccia.
Mi sono ricordato del film di Ligabue: ottimo (sia stata la fortuna del debuttante o che altro, non saprei ma aveva delle cose da dire e si è visto).
Mi sono anche ricordato delle radio libere, ancora senza pubblicità, spuntavano come funghi. Pensarci oggi erano ingenue ed ingenui eravamo noi ad ascoltarle, magari di notte con la radio ad un volume infinitesimale per non disturbare e per non essere ripresi dai genitori “che domani mattina devi andare a scuola”.
Tempi eroici Erano ovunque le radio, ne nascevano e morivano tutti i giorni. C'erano quelle che facevano solo rock, quelle solo cantautori impegnati di sinistra – in effetti alla fine egli anni 70 “tutti i cantautori erano impegnati e di sinistra”.
C'era il movimento, c'erano le bombe, per tanti di noi c'era solo la musica e forse anche il calcio.
C'era la droga di cui non sapevamo niente, solo luoghi comuni.
Alla radio trasmettevano la tua musica. Spesso gli improvvisati dj erano amici e ancora più spesso ti chiedevano i dischi per poter trasmettere. “E' nuovo non ha anche un graffio”. E pomeriggi passati a casa di amici ad ascoltare musica insieme, in giro con il vinile sottobraccio. “Ce l'hai l'ultimo dei Deep? Dei Pink?...”
Ho sempre avuto il sogno, in quelle notti passate con la radio attaccata all'orecchio e sotto le coperte, di condurre una piccola trasmissione radiofonica, per poter trasmettere la mia musica, raccontare le mie idee, piccole cose che mi facevano in fantasia vivere grandi momenti. Quanto ho desiderato ed immaginato di essere per una volta dietro un microfono e parlare alla notte.
Proprio come in questi due video.
Mi sono ricordato del film di Ligabue: ottimo (sia stata la fortuna del debuttante o che altro, non saprei ma aveva delle cose da dire e si è visto).
Mi sono anche ricordato delle radio libere, ancora senza pubblicità, spuntavano come funghi. Pensarci oggi erano ingenue ed ingenui eravamo noi ad ascoltarle, magari di notte con la radio ad un volume infinitesimale per non disturbare e per non essere ripresi dai genitori “che domani mattina devi andare a scuola”.
Tempi eroici Erano ovunque le radio, ne nascevano e morivano tutti i giorni. C'erano quelle che facevano solo rock, quelle solo cantautori impegnati di sinistra – in effetti alla fine egli anni 70 “tutti i cantautori erano impegnati e di sinistra”.
C'era il movimento, c'erano le bombe, per tanti di noi c'era solo la musica e forse anche il calcio.
C'era la droga di cui non sapevamo niente, solo luoghi comuni.
Alla radio trasmettevano la tua musica. Spesso gli improvvisati dj erano amici e ancora più spesso ti chiedevano i dischi per poter trasmettere. “E' nuovo non ha anche un graffio”. E pomeriggi passati a casa di amici ad ascoltare musica insieme, in giro con il vinile sottobraccio. “Ce l'hai l'ultimo dei Deep? Dei Pink?...”
Ho sempre avuto il sogno, in quelle notti passate con la radio attaccata all'orecchio e sotto le coperte, di condurre una piccola trasmissione radiofonica, per poter trasmettere la mia musica, raccontare le mie idee, piccole cose che mi facevano in fantasia vivere grandi momenti. Quanto ho desiderato ed immaginato di essere per una volta dietro un microfono e parlare alla notte.
Proprio come in questi due video.
Buchi
Il discorso di Freccia
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luciano ligabue
3-set-2008
Jacques Tati - Playtime
Un genio, la società moderna, le sue nevrosi, la satira, la critica, la poesia...un grande film che fu un grande flop.
Un classico del cinema.
Buon divertimento.
Un classico del cinema.
Buon divertimento.
cinema
jacques tati
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27-ago-2008
Piani Sequenza
Medina Reyes in "Cera una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo" fa dire a Rep (il protagonista del romanzo): " Il romanzo è in massima parte spazzatura. Se il cinema è la settima arte il mio uccello è la nona. Il cinema è solo paccottiglia verniciata d'oro. Ha un margine stretto come il culo di un colibrì. Luci e paccottiglia per abbindolare fottuti mammiferi senza immaginazione. Il cinema, nel migliore dei casi, non è altro che un po' di musica e di letteratura a prezzo di saldo e in confezione regalo per intellettuali stitici."La provocazione è molto forte.
Ma se chiedessero a me se il cinema fosse o meno arte cosa risponderei?
Premesso che amo il cinema, risponderei di sì ed a suffragare la mia opinione proporrei immagini, in particolare dei piani sequenza. Credo che quella del piano sequenza, oltre che spesso virtuosa, sia una tecnica/forma espressiva che solo l'arte cinematografica può proporre, emancipandosi così dal romanzo, dalla pittura e dalla fotografia, essendone contemporaneamente una summa, un' evoluzione e qualcosa di completamente nuovo.
Faccio anch'io la mia provocazione: il piano sequenza è la bella scrittura, la bella pittura, la bella fotografia del cinema.
Infine lascio ad altri appassionati, a me piace soprattutto guardare i film e non sono minimamente esperto di tecniche cinematografiche, eventuali dissertazioni (se qualcuno ne ha voglia è il benvenuto) sulle differenze tra piano sequenza e long take, piano sequenza con macchina fissa e macchina in movimento, o sull'importanza fondamentale del montaggio e della fotografia nel cinema (che siano loro le prime donne dell'arte/tecnica cinematografica?). Dimenticavo, se dietro la macchina da presa non c'è un'artista...
"L'infernale Quinlan"
"Nodo alla Gola"
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piano sequenza
orson welles
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22-ago-2008
19-lug-2008
Fast Eddie and Minnesota Fats
Ricordi di ragazzi. Di serate e interminabili partite a biliardo al Florida. Sigarette, tavoli, stecche, il sogno dell'America e della fama di noi piccoli provinciali. Biliardo al sabato pomeriggio, al sabato sera e dopo una birra alla Forst, a ricordare i colpi riusciti a fantasticarci Paul Newman "Fast Eddie".
Per noi vecchi amici, che ci siamo persi di vista, resterà sempre un gran film "Lo spaccone", sempre.
Per noi vecchi amici, che ci siamo persi di vista, resterà sempre un gran film "Lo spaccone", sempre.
"Guarda il suo grasso corpo, le sue grasse dita, ballano sul biliardo"
"Fats, sei un magnifico Giocatore." "Grazie, anche tu, Eddie."
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15-lug-2008
Inquadrature
Ieri sera su LA7, ho visto il film d'esordio di Pasolini "Accattone" (1961). Subito dopo mi son messo al pc per scrivere delle impressioni ricevute. Volevo in particolare commentare due scene, quella del tuffo nel fiume, e quella finale dove, dopo la breve fuga in motocicletta, Accattone muore.
Cercavo materiale e le parole per illustrare l'influenza visiva della cultura pittorica medievale nel cinema pasoliniano, per individuare ed evidenziare il raccontare nascosto per immagini sacre della passione effettuato tramite le inquadrature dal grande regista. Una cosa piuttosto complessa da ricostruire se non si hanno a disposizione le immagini giuste. Una cosa abbastanza rivoluzionaria nel momento in cui si identifica Cristo con il povero Cristo.
Poi, cercando su youtube le due scene di cui parlavo, ho trovato per caso un piccolo tesoro: questo video che esemplifica per immagini e spezzoni di film quanto mi stava a cuore raccontare.
Cercavo materiale e le parole per illustrare l'influenza visiva della cultura pittorica medievale nel cinema pasoliniano, per individuare ed evidenziare il raccontare nascosto per immagini sacre della passione effettuato tramite le inquadrature dal grande regista. Una cosa piuttosto complessa da ricostruire se non si hanno a disposizione le immagini giuste. Una cosa abbastanza rivoluzionaria nel momento in cui si identifica Cristo con il povero Cristo.
Poi, cercando su youtube le due scene di cui parlavo, ho trovato per caso un piccolo tesoro: questo video che esemplifica per immagini e spezzoni di film quanto mi stava a cuore raccontare.
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14-lug-2008
Non è un Paese per Vecchi
Tu, ore, giorni, mesi, anni, una vita. Migliaia di relazioni interpersonali, affetti, amici, famiglia. Fatica, lavoro, felicità delusioni.
Una moneta coniata nel 1958, migliaia di mani l'hanno toccata, spesa, dimenticata in tasche, cassetti, salvadanai.
Arriva il destino: si incrociano e si danno senso il tuo e quello della moneta, si compiono entrambi.
Tante storie, tanti anni improvvisamente non contano più nulla. La complessità della tua vita si annulla. Si decide tutto in pochi secondi: Si – No, Testa – Croce, Vita – Morte. Senza un perchè.
Testa. La luce ritorna, la vita ritorna. Un caso. Il male assoluto non è una categoria morale, è al di là del bene e del male.
Una moneta coniata nel 1958, migliaia di mani l'hanno toccata, spesa, dimenticata in tasche, cassetti, salvadanai.
Arriva il destino: si incrociano e si danno senso il tuo e quello della moneta, si compiono entrambi.
Tante storie, tanti anni improvvisamente non contano più nulla. La complessità della tua vita si annulla. Si decide tutto in pochi secondi: Si – No, Testa – Croce, Vita – Morte. Senza un perchè.
Testa. La luce ritorna, la vita ritorna. Un caso. Il male assoluto non è una categoria morale, è al di là del bene e del male.
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3-lug-2008
La Valle dei Templi in Vendita - O' bisinisse
Colpo di genio della Giunta Regionale Siciliana.
Vogliono mettere in vendita la Valle dei Templi ed anche il Teatro Antico di Taormina.
Qualcuno ci aveva già pensato di alienare i beni dei cittadini italiani.
Andò così.
Vogliono mettere in vendita la Valle dei Templi ed anche il Teatro Antico di Taormina.
Qualcuno ci aveva già pensato di alienare i beni dei cittadini italiani.
Andò così.
Ed ora chi comprerà?
Ladri di biciclette
Occhi. Sguardi. Un Padre. Un figlio. L'amore. Il sacrificio. Un lavoro. Il bisogno. Una folla anonima. Una folla meschina. Vestiti che odorano di fatica e cibi poveri. Una bicicletta. Un furto. La fuga. L'umiliazione. La solitudine. Il dolore. La giustizia. La vergogna. La pietà di un singolo. La proprietà. La vita. Vivere...
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