The screen door slams Mary's dress waves Like a vision she dances across the porch As the radio plays Roy Orbison singing for the lonely Hey that's me and I want you only
29 mar 2017
RADIOHEAD - NO SURPRISES
Un cuore pieno come una discarica
Un lavoro che ti uccide lentamente
Lividi che non guariranno
Sembri così stanco ed infelice
Deluso, il governo
Non parla per noi
Vivrò una vita tranquilla
Una stretta di mano
Del monossido di carbonio
Senza allarmi e senza sorprese
Senza allarmi e senza sorprese
Senza allarmi e senza sorprese
Silenzioso
Silenzioso
Questo è il mio ultimo attacco
Il mio ultimo mal di pancia
Senza allarmi e senza sorprese
Niente allarmi e niente sorprese
Niente allarmi e niente sorprese per favore
Una casa così bella ed un giardino così bello
Senza allarmi e senza sorprese
Niente allarmi e niente sorprese
Niente allarmi e niente sorprese per favore
1 mar 2017
Johnny Cash - Hurt
Mi sono fatto male oggi
Per vedere se provo ancora qualcosa
Mi focalizzo sul dolore
L’unica cosa reale
L’ago che fa un buco
La vecchia e cara puntura
Provo ad uccidere tutto
Ma io ricordo ogni cosa
Cosa sono diventato
Il mio più caro amico
Ognuno che conosco
Se ne va alla fine
E potresti avere tutto
Il mio impero di spazzatura
Io ti deluderò
Ti farò del male
Indosso questa corona di spine
Sul mio trono da bugiardo
Pieno di pensieri infranti
Non posso rifugiarmi
Sotto le chiazze del tempo
I sentimenti scompaiono
Tu sei qualcun altro
Io sono ancora qui
Cosa sono diventato
Il mio più caro amico
Ognuno che conosco
Se ne va alla fine
E potresti avere tutto
Il mio impero di spazzatura
Io ti deluderò
Ti farò del male
Se potessi ricominciare
Un milione di miglia lontano
Troverei un modo
Rimarrei me stesso
28 feb 2017
I nuovi trogloditi sociali
Prendo spunto da questa agiografia (link) ad opera di una giornalista di Repubblica, per fare una riflessione su chi siano i nostri vicini di casa, le persone che incontriamo per strada. su dove stia andando questa società, sui modelli culturali importati per ignoranza e anticonformismo conformista.
Letto l'articolo mi son dapprima chiesto dove avessero rinchiuso il povero Banderas, solo con la gallina in cantina a mangiarsi le focaccelle.
L'idea che tutti sappiano fare il mestiere dell'insegnante è affermata ormai da anni e ampiamente diffusa, e questi genitori sono talmente innamorati del proprio ego, talmente razzisti, asociali da non porsi nemmeno la domanda del valore che scuola e anche società debbano avere.
Siamo animali sociali, ognuno diverso dall'altro, ma che si trovano e crescono ed esistono nell'interazione sociale. Immaginare un universo di elite (la nostra, anzi la mia) è spaventoso, crea mostri.
In una società senza più un verso, una direzione, le patologie mentali rischiano di divenire una forma di esibizionismo esistenziale, una sorta di libertà, un mondo autoreferenziale dove significato e significante sono finalmente sciolti per sempre dal loro legame sociale.
Ognuno per sè. Oggi l'educazione scolastica, domani l'autodiagnosi delle malattie e relative cure (a pensarci è già così, c'è gente che si cura con i fiori di bach, con l'acqua fresca), una propria polizia (magari asserragliati in una cittadina sorvegliata da guardie private che tengono lontani i brutti sporchi e cattivi), e poi una propria giustizia (in casa mia sparo e uccido chi voglio io e voi chi siete per giudicarmi) e poi una privatizzazione di tutto sino ai sentimenti.
Indietro tutta diceva il bel programma di Arbore.
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Bispensiero
Devo assolutamente trovare un corso full immersion di doublethink, il vecchio paradosso orwelliano è divenuto realtà ed è essenziale per poter comunicare, pena l'incomunicabilità che così aspra e non edulcorata dal bispensiero mette paura. Il muro orwelliano al pari di quello degli incubi di Waters si sta veramente chiudendo e una nuova babele ci aspetta.
Sempre meno persone al pari di Winston Smith, ricordano che la verità di ieri era completamente diversa dalla medesima verità di oggi.
Sempre meno persone al pari di Winston Smith, ricordano che la verità di ieri era completamente diversa dalla medesima verità di oggi.
La metafisica di Michele Emiliano
"I non Dem mi votino per mandar via Renzi"
Sino a che peto non li dirotti
Sino a che peto non li dirotti verso altri lidi, per i prossimi giorni i gattopardi e i coccodrilli della politica e dell'informazione si dedicheranno sbranandosi alla legge sul testamento biologico, smossi dal sangue dell'ultima delle vittime note: DJ Fabo.
Poi sarà un peto grasso e ricco di umori di salamelle e pessimo lambrusco di un Bersani, o il peto silente e pestilenziale di un D'Alema o la scorreggina anonima e asfittica della Raggi di turno, a richiamare sull'emergenza nazionale del prossimo attimo e a far calare il silenzio sul diritto a non morire come animali.
27 feb 2017
Prigionieri del dolore
Prigionieri di un corpo, di una società violenta che si nasconde dietro un dio.
Lacchè e leccapiedi che decidono il bene e il male, che alzano il ditino da ignoranti e sentenziano sulla vita e il fine vita degli altri.
Rispetto per il dolore e per la dignità dei singoli, libertà vera che non finisca non appena la vittima di turno non abbia più il controllo del proprio corpo e si debba solo succhiare dolore e disperazione. Cosa c'è di più feroce del condannare a vivere in condizioni disperate qualcuno che non vuol più vivere, prigioniero del proprio corpo, del proprio dolore? Cosa c'è di più feroce e più vigliacco?
Solo un clero ignorante e un seguito di bigotti non può non vedere il dolore e la volontà degli altri e aver paura della libertà.
Grazie ai radicali, grazie a Marco Cappato per esserci. Un pensiero a DJ Fabo, che ha dovuto emigrare e pagare per trovare sollievo.
"Fabo è morto alle 11.40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo."
Marco Cappato.
"Fabo è morto alle 11.40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo."
Marco Cappato.
21 feb 2017
Michele Emiliano e Don Abbondio
Ci sono personaggi, che hanno la straordinaria capacità di giocare tutti i ruoli, fossero dei giocatori di calcio, sarebbero ambitissimi dagli allenatori.
Ci sono illustri, o meglio notori, predecessori dell'Emiliano, che prima sfida Renzi, poi lo adula, poi si allea con gli altri due frondisti, poi li abbandona, poi ci ripensa, poi vorrebbe urlare il suo manifesto politico "armatevi e partite", poi non sa, alcuni con un loro profilo altamente drammatico, altri farseschi; ecco starei sui farseschi sovvenendomi prepotentemente don Abbondio.
Don Abbondio quindi, un prete che è il simbolo dell'Italia, pavida ma tetragona che non cambia, non rischia mai, non tramonta mai, ma che sotto la vigliaccheria è in realtà forte nel suo immobilismo, sempre dalla parte del più forte ma prudentemente nelle retrovie.
Don Abbondio che nella società dei media si espone di più ma che non rischia mai nulla, il posto in caldo in magistratura (aspettativa, mica siam scemi da esserci dimessi...), e poi 10 anni da sindaco di Bari, e ora la Regione Puglia, che se poi dovesse andar male si torna in magistratura tranquilli come il sole, e che se poi ancora conviene e ci son possibilità di imporsi sullo Speranza e sul Rossi magari si esce, o che se il padrone per restare in casa getta un ossetto succulento, allora si rimane, beh insomma caro elettore PD non crederai ancora che si sia al tuo servizio e si facciano le cose per idealità e altruismo...
Leonardo Sciascia su Don Abbondio
"« don Abbondio è forte, è il più forte di tutti, è colui che effettualmente vince, è colui per il quale veramente il “lieto fine” del romanzo è un “lieto fine”. Il suo sistema è un sistema di servitù volontaria: non semplicemente accettato, ma scelto e perseguito da una posizione di forza, da una posizione di indipendenza, qual era quella di un prete nella Lombardia spagnola del secolo XVII. Un sistema perfetto, tetragono, inattaccabile. Tutto vi si spezza contro. L’uomo del Guicciardini, l’uomo del “particulare” contro cui tuonò il De Sanctis, perviene con don Abbondio alla sua miserevole ma duratura apoteosi. Ed è dietro questa sua apoteosi, in funzione della sua apoteosi, che Manzoni delinea – accorato, ansioso, ammonitore – un disperato ritratto delle cose d’Italia: l’Italia delle grida, l’Italia dei padri provinciali e dei conte-zio, l’Italia dei Ferrer italiani dal doppio linguaggio, l’Italia della mafia, degli azzeccagarbugli, degli sbirri che portan rispetto ai prepotenti, delle coscienze che facilmente si acquietano… »
I Taxi e i tassisti, insopportabili e morituri per colpa loro
I Taxi e la protesta dei tassisti, sono uno spettacolo da terzo mondo, vogliono farsi garantire da una regola, non hanno capito un cazzo.
Una regola per fermare il tempo. La categoria non è nuova all'uso dello squadrismo per salvare i propri particolari interessi. Eppure dovrebbero essere concessionari di una pubblica licenza, e il fatto che ne abbiano fatto mercimonio comprandola e vendendola privatamente se da un lato li può danneggiare in un mercato liberalizzato dall'altro a suo tempo diede luogo a ingiustificati guadagni - approfittarsi dell'assenza della legge e del fatto che la privatizzazione di un bene pubblico non sia mai stata perseguita, non li giustifica.
Sul breve troveranno il politico di turno che li appoggerà, è accaduto in un passato prossimo con l'elezione di Alemanno a sindaco di Roma, il cui appoggio seppero ringraziare facendo il saluto romano sulle scale del Campidoglio, ora sarà il turno dei 5stelle a Sud e della Lega probabilmente al Nord. E' solo questione di tempo, le regole non vi proteggeranno, non si son mai visti posti di lavoro salvaguardati a lungo dal rifiuto di una regola contro la concorrenza.
Invece di cercare protezioni, proponete cose nuove, nuovi servizi, nuove tariffe altrimenti sparirete, cancellati dal car sharing, uber o la yellow cab company (foste mai appetibili...), dai marziani, dai puffi motorizzati etc etc
17 feb 2017
Francesco Guccini - Canzone per Silvia
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15 feb 2017
PD sub atomico
Mi chiedo dinanzi all'ennesima crisi della sinistra, anche dovesse rientrare all'ultimo momento non cambierebbe molto, ma davvero ci dividiamo ancora? Perchè? Ma davvero Emiliano si pone come alternativa a qualcosa, a qualcuno? Mi sembra un tribuno del sud, un novo Masaniello a campo di una banda di straccioni che corrono alla rivoluzione perchè gli offrono poi un bicchiere di vino e pane e cipolla.
E Rossi (governatore della Toscana,)? mi sembra il classico pisano che odia di odio dantesco il fiorentino, peccato che non sia una buona o sufficiente ragione per votare.
Bersani? Nonno Gigi è un brav'uomo ma sta bene a sparar cazzate con il tabarro, il toscano, il catarro, la bottiglia di Lambrusco in un circolo veterani, ex casa del popolo, in una notte buia e di nebbia nel classico paesino della bassa emiliana.
Il nipote del nonno? Il protetto Speranza? Semplicemente non c'è, è una barba con dietro niente che ogni tanto fanno finta di intervistare ed ascoltare in TV.
D'Alema? il bambinetto piccolo, stronzo, invidioso che portava a casa la palla quando non può più fare il capitano, l'arbitro e l'allenatore
Un'idea, un'idea basterebbe un'dea, quella e poi discuterla.
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12 gen 2017
Land of Hope and Dreams - Bruce Springsteen
Un treno che viaggia sempre senza fermarsi e percorre l'America coasto to coast, come l'America del Greyhound di Simon and Garfunkel.
Un treno con un posto per tutti "“...porta puttane, porta giocatori, porta vincitori e perdenti
Grab your ticket and your suitcase
Thunder's rolling down the tracks
You don't know where you're goin'
But you know you won't be back
Darlin' if you're weary
Lay your head upon my chest
We'll take what we can carry
And we'll leave the rest
Big Wheels rolling through fields
Where sunlight streams
Meet me in a land of hope and dreams
I will provide for you
And I'll stand by your side
You'll need a good companion for
This part of the ride
Leave behind your sorrows
Let this day be the last
Tomorrow there'll be sunshine
And all this darkness past
Big wheels roll through fields
Where sunlight streams
Meet me in a land of hope and dreams
This train
Carries saints and sinners
This train
Carries losers and winners
This train
Carries whores and gamblers
This train
Carries lost souls
This train
Dreams will not be thwarted
This train
Faith will be rewarded
This train
Hear the steel wheels singin'
This train
Bells of freedom ringin'
This train
Carries broken-hearted
This train
Thieves and sweet souls departed
This train
Carries fools and kings
This train
All aboard
This train
Dreams will not be thwarted
This train
Faith will be rewarded
This train
Hear the steel wheels singin'
This train
Bells of freedom ringin'
(People get ready, there's a train a-comin'.
You don't need no ticket, you just get on board)
TERRA DI SPERANZA E DI SOGNI
Tieni pronto il biglietto e prendi la valigia
Il tuono arriva rombando sui binari
Non sai dove stai andando
Ma sai che non tornerai indietro
Amore, se sei giù
Appoggia la testa sul mio petto
Porteremo con noi quello che potremo
E lasceremo il resto
Enormi ruote rotolano attraverso i campi
inondati dalla luce del sole
Saremo insieme in una terra di speranza e di sogni
Mi prenderò cura di te
Sarò al tuo fianco
Avrai bisogno di un compagno fedele
In questa parte del viaggio
Dimentica i dispiaceri
Lascia che questo giorno sia l'ultimo
Domani il sole splenderà
E questa oscurità non ci sarà più
Enormi ruote rotolano attraverso i campi
inondati dalla luce del sole
Saremo insieme in una terra di speranza e di sogni
Questo treno
Trasporta santi e peccatori
Questo treno
Trasporta sconfitti e vincitori
Questo treno
Trasporta puttane e giocatori d'azzardo
Questo treno
Trasporta anime smarrite
Questo treno,
i sogni non saranno repressi
Questo treno,
la fede verrà ricompensata
Questo treno,
senti come cantano le ruote d'acciaio
Questo treno,
le campane della libertà stanno suonando
Questo treno
Trasporta cuori addolorati
Questo treno,
Ladri e anime gentili
Questo treno
Trasporta folli e sovrani
Questo treno,
Tutti a bordo
Questo treno,
i sogni non saranno repressi
Questo treno,
la fede verrà ricompensata
Questo treno,
senti come cantano le ruote d'acciaio
Questo treno,
le campane della libertà stanno suonando
(Forza gente, state pronti: il treno sta arrivando.
Non c'è bisogno del biglietto, potete salire a bordo)
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19 dic 2016
Le feste di Natale - Fedor M. Dostoevskij
Fino all’ultimissima ora, tuttavia, egli si aspettò che succedesse qualcosa di insolito, di festoso, di molto allegro. Anche se non lo diceva espressamente, glielo si leggeva negli occhi. Passava da una baracca all’altra senza sosta. Ma non accadde nulla di particolare, non c’erano altro che ubriacature, imprecazioni sgangherate ed ebbre e facce inebetite dalla sbornia. Anche Sirótkin gironzolava lindo e lustro per tutte le baracche con la sua nuova camicia e, silenzioso e ingenuo, sembrava si aspettasse qualcosa. Nella baracca l’atmosfera si faceva sempre più insopportabile, ripugnante. C’era, naturalmente, anche un che di comico in tutto ciò, ma io provavo una certa tristezza e tutti mi facevano pena; tra loro mi sentivo molto a disagio, come se stessi soffocando.
ma tutto passa, anche il Natale ipocrita con le sue inutili feste, i suoi falsi sentimenti presto ritorna la prigione di tutti i giorni.
Ma a che scopo descrivere questo ottenebramento ! Finalmente quella giornata opprimente stava concludendosi. I detenuti si addormentarono sui pancacci di un sonno pesante. Nel sonno parlavano e deliravano ancor più che durante le altre notti. Da qualche parte alcuni sedevano ancora ai maidan. La festa tanto attesa era passata. Domani di nuovo la vita di tutti i giorni, di nuovo al lavoro…
ma tutto passa, anche il Natale ipocrita con le sue inutili feste, i suoi falsi sentimenti presto ritorna la prigione di tutti i giorni.
Ma a che scopo descrivere questo ottenebramento ! Finalmente quella giornata opprimente stava concludendosi. I detenuti si addormentarono sui pancacci di un sonno pesante. Nel sonno parlavano e deliravano ancor più che durante le altre notti. Da qualche parte alcuni sedevano ancora ai maidan. La festa tanto attesa era passata. Domani di nuovo la vita di tutti i giorni, di nuovo al lavoro…
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Letteratura
16 nov 2016
Leonard Cohen - Everybody Knows
“Tutti sanno che la guerra è finita
Tutti sanno che i buoni hanno perso
Tutti sanno che il combattimento era drogato
I poveri rimangono poveri,
i ricchi diventano più ricchi
È così che funziona
Tutti lo sanno“
15 nov 2016
14 set 2016
IL LINCIAGGIO DI TIZIANA CAPONE
Ho saputo questa mattina della notizia dell'esistenza di questo vicenda, apprendendone l'epilogo.
http://napoli.repubblica.it/ cronaca/2016/09/14/news/alla_ gogna_per_video_hard_si_ uccide_a_31_anni-147739583/? ref=drnh2-2&ref=drnh2-2
http://napoli.repubblica.it/
Sono incredulo come in seguito ad un'ingenuità si possa essere condannati di fatto a morte tramite bullismo web, derisione, gogna mediatica.
Non avendo idea di questa cosa sono appena andato su youtube per capire di persona le dimensioni del linciaggio subito da questa poveretta.
E' SEMPLICEMENTE SPAVENTOSO. AL DI LA' DI OGNI IMMAGINAZIONE. SONO SHOCKATO.
Tra le cose irriferibili, volgari, stupide, ignoranti mi ha colpito la stupidità assoluta di un paio di giocatori di calcio di serie A: Cannavaro e Flores che fanno i cretini al supermercato con il succo Bravo.
Non lo so...c'è un'ignoranza senza confini e mi viene da segnalare l'Amaca di oggi di Michele Serra, che non parla di questa poveretta ma dell'ignoranza e del vuoto che ci sommergono.
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cronaca
22 lug 2016
Capitalismo della sorveglianza
Interessante la tesi, e nella sostanza vera, dopo Facebook a cui inconsapevolmente si raccontano le proprie preferenze politiche, sessuali, le proprie relazioni, il proprio lavoro, etc. ecco i giochini tipo pokemon go per monitorarci potenzialmente su tutto, addirittura, fosse di una qualche utilità, possono sapere a che ora esco alla mattina dove mi reco a far la spesa, a bere il caffè. Un vero grande fratello che raccoglie miliardi e miliardi e di dati li riorganizza e li vende. Lavorare per le grandi multinazionali pagando....povero Karl si ribalterà nella tomba.
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18 lug 2016
Spleen
« Quando il cielo basso e cupo pesa come un coperchio
schiaccia l'anima che geme nel suo eterno tedio,
e stringendo in un unico cerchio l'orizzonte
fa del dì una tristezza più nera della notte,
quando la terra si muta in umida spelonca
dove la Speranza, come un pipistrello,
va battendo i muri con la sua timida ala
e picchia la testa sui fradici soffitti;
quando le immense linee della pioggia
sembrano inferriate di una vasta prigione
e muto, ripugnante un popolo di ragni
dentro i nostri cervelli dispone le sue reti,
furiose ad un tratto esplodono campane
e un urlo lacerante lanciano verso il cielo
che fa pensare al gemere ostinato
d'anime senza pace né dimora.
-Senza tamburi, senza musica, sfilano funerali
a lungo, lentamente, nel mio cuore: la Speranza,
Vinta, piange, e l'Angoscia atroce, dispotica,
pianta, nel mio cranio riverso, il suo vessillo nero. »
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13 lug 2016
Sciacalli digitali, carogne e treni
Sciacalli digitali 24 ore al giorno 7 giorni alla settimana e per tutto l'anno pasqua e natale compresi.
Ignoranti reali, sapienti digitali, culture fatte con google acceso e per gli approfondimenti wikipedia bignami di tutto.
I colpevoli individuati subito, la presidenza del consiglio, la presidenza della regione, boia chi molla.
Una risposta per tutto in tempo reale, (non) scrittori moderni tuttologi che scagazzano intelletto e moralità fazio samente a destra e a manca, intellettuali da facebook indistinguibili dalla sora lella grassa e sudata che ragionano e scrivono con la mentalità dello sciacallo che per vivere deve correre e arrivare per primo alla carogna ancora calda.
Intellettuali di provincia tristi idoli di gente miserrima, sottoproletariato urbano normalizzato e patinizzato digitalmente, che riscattano i loro fallimenti con i like di gente che non sa nemmeno più parlare e pensare.
Donne e uomini squallidi pasolinianamente cancellati morti evaporati che ragliano e sbavano sulle carogne in cambio di una frazione di secondo di visualizzazione da parte di altri disperati che espongono i loro volti osceni e sorridenti per convincersi di esistere, narcisismo d'accatto unico antidoto conosciuto contro una realtà di non esistenza disperata.
L'unica cosa decente che ho letto
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19 mag 2016
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