9 apr 2008

Spotlight kid - Rainbow

Una canzone che di diritto dovrebbe essere nelle playlist di chiunque ami il rock. Per diritto naturale finisce in 31 canzoni. Si tratta di "Spotlight kid" dal 5° album dei Rainbow "Difficult to cure", del 1981. La formazione della band di Blackmore al tempo era la seguente:
  • Ritchie Blackmore - Chitarra
  • Joe Lynn Turner - Voce
  • Roger Glover - Basso
  • Don Airey- Tastiere
  • Bobby Rondinelli - Batteria

Mi preme di far notare come il sound di questo album risulti differente dal sound classico dell'hard rock; è un hard molto "FM", molto americano, merito in particolare dello straordinario Joe Lynn Turner e del lavoro di arrangiamento del tastierista Don Airey. Con "Spotlight kid" Blackmore piazza anche uno dei suoi più grandi riff, quasi a salutare la NWOBM dicendo "attenzione io ci sono ancora", la vecchia guardia è ancora qui.
Godetevi questo video dal vivo.







7 apr 2008

I Pink Floyd di nuovo insieme

I Pink Floyd di nuovo insieme. questa la notizia che da alcuni giorni imperversa nei blog, rimbalza nei giornali,fa il giro del web. Tutto nasce da questa dichiarazione di Nick Mason, qui riportata dal Messaggero di Roma:

LONDRA (4 aprile) - I Pink Floyd torneranno a esibirsi in pubblico per un concerto di beneficenza. Nick Mason, batterista della celebre band, lo ha dato per "abbastanza sicuro" anche se non è ancora stato deciso nulla di concreto: «Non siamo uno alla gola dell'altro - ha affermato Mason in alcune dichiarazioni riportate dal tabloid Sun - Sono abbastanza sicuro che suoneremo di nuovo assieme».
Il batterista si riferiva alla riconciliazione avvenuta tra Dave Gilmour e Roger Waters, dopo la clamorosa rottura avvenuta a metà degli Anni Ottanta. I Pink Floyd hanno suonato l'ultima volta in pubblico nel luglio 2005, quando a Londra hanno partecipato al concerto Live8.

Cosa dire: sarà vero? O si tratta solo del desiderio di milioni di fan? Io i Pink Floyd (senza Roger Waters però) li ho visti due volte dal vivo: nel 1986 a Modena e nel 1989 all'Arena di Verona. E' rimasta la nostalgia per un gruppo che ha fatto la storia del rock ed anche il senso di vuoto. Un periodo è passato, glorioso, grande ma inevitabilemnte passato. Ci hanno lasciato in eredità ricordi, musica da ascoltare per sempre, che è diventata parte della nostra esistenza. Forse è meglio così, forse è meglio che non si riuniscano più, che ci lascino ricordi belli e vivi di quando erano giovani ed alla conquista del mondo, creativi e pazzi....

Remember when you were young
you shone like the sun
shine on you crazy diamond

eppure perchè no?

How I wish, how I wish you were here...

31 canzoni






Take it with me - Tom Waits

Se siete innamorati, se non lo siete; se avete voglia di vivere, se non ne avete più la forza; se è notte tarda, se il silenzio vi opprime, se siete soli, se siete in compagnia, ascoltate questa canzone: una delle più belle di Tom Waits. Una grande canzone d'amore.

Phone's off the hook
No one knows where we are
It's a long time since I
Drank champagne
The ocean is blue
As blue as your eyes
I'm gonna take it with me
When I go

Old long since gone
Now way back when
We lived in Coney Island
Ain't no good thing
Ever dies
I'm gonna take it with me
When I go

Far far away a train
Whistle blows
Wherever you're goin
Wherever you've been
Waving good bye at the end
Of the day
You're up and you're over
And you're far away

Always for you, and
Forever yours
It felt just like the old days
We fell asleep on Beaula's porch
I'm gonna take it with me
When I go

All broken down by
The side of the road
I was never more alive or
Alone
I've worn the faces off
All the cards
I'm gonna take it with me
When I go

Children are playing
At the end of the day
Strangers are singing
On our lawn
It's got to be more
Than flesh and bone
All that you're loved
Is all you own

In a land there's a town
And in that town there's
A house
And in that house
There's a woman
And in that woman
There's a heart I love
I'm gonna take it
With me when I go
I'm gonna take it
With me when I go

31canzoni



6 apr 2008

Elezioni e timori






Vinitaly



The Blues Brothers - Le cavallette






3 apr 2008

I have a dream

Oggi 4 aprile 2008 è il 40° anniversario dell'assassinio di Martin Luther King


Ci sono ancora persone che hanno la forza di sognare:


I have a dream

Appello di
Amnesty International per la liberazione di Aung San Suu Ky
i






2 apr 2008

Where have all the flowers gone? - Pete Seeger

Where have all the flowers gone,
Long time passing,
Where have all the flowers gone,
Long time ago,
Where have all the flowers gone,
Young girls picked them every one,
When will they ever learn,
When will they ever learn?
Where have all the young girls gone,
Long time passing,
Where have all the young girls gone,
Long time ago,
Where have all the young girls gone,
Gone to young men every one,
When will they ever learn,
When will they ever learn?
Where have all the young men gone,
Long time passing,
Where have all the young men gone,
Long time ago,
Where have all the young men gone,
They are all in uniform
When will they ever learn,
When will they ever learn?
Where have all the soldiers gone,
Long time passing,
Where have all the soldiers gone,
Long time ago,
Where have all the soldiers gone,
Gone to graveyards every one
When will they ever learn,
When will they ever learn?
Where have all the graveyards gone,
Long time passing,
Where have all the graveyards gone,
Long time ago,
Where have all the graveyards gone,
Covered with flowers every one
When will they ever learn,
When will they ever learn?
When will they ever learn?



Pulp Fiction - Take 2

Questo orologio che ho qui fu visto e acquistato dal tuo grande bisnonno durante la Prima Guerra Mondiale. Fu comprato in un negozio di cianfrusaglie a Knoxville, nel Tennessee, prodotto della prima ditta che abbia mai fatto orologi da polso - fino ad allora si portavano soltanto orologi da taschino. Si, è stato comprato dal valoroso patriota Errayn Cooldige, il giorno in cui si è imbarcato per Parigi. Il tuo bisnonno aveva questo qua durante la guerra: non se n'è mai distaccato fino alla fine dei combattimenti. E dopo aver fatto il suo dovere, tornò a casa dalla tua bisnonna, si tolse l'orologio dal polso, lo mise in un barattolo da caffé ed è lì che è rimasto finché tuo nonno Dane Coolidge non fu chiamato dal suo paese perché andasse di nuovo a servire la patria. E...era la Seconda Guerra Mondiale questa volta. Il tuo bisnonno ha dato quest'orologio a tuo nonno per buona sorte. Sfortunatamente, a Dane è andata peggio che al suo vecchio padre. Lui era un marine ed è rimasto ucciso con tutti gli altri marines nella battaglia di Weing Island. Tuo nonno stava affrontando la morte: lui lo sapeva. Nessuno di loro poteva illudersi che avrebbe mai lasciato quell'isola da vivo. Così, tre giorni prima che i giapponesi prendessero l'isola, tuo nonno chiese a un martelliere addetto all'aviazione, un tale di nome Winacky, un uomo mai visto in vita sua, di consegnare al suo figlioletto - da lui mai visto in carne ed ossa, il suo orologio d'oro. Tre giorni dopo tuo nonno fu ucciso, ma Winacky mantenne la sua parola. Alla fine della guerra, andò a fare visita a tua nonna, per consegnare a tuo padre, il bambino, l'orologio d'oro del suo papà: quest'orologio. Tuo padre l'aveva ancora al polso quando è stato abbattuto sopra Anoyn. L'hanno catturato e messo in un campo di prigionia vietnamita. Sapeva che se quelli avessero visto il suo orologio gliel'avrebbero confiscato, portato via. Per come la vedeva tuo padre, quest'orologio era tuo di diritto, che fosse dannato se quei musi gialli mettevano le mani sui beni di suo figlio. Così l'ha nascosto nel solo posto dove sapeva di poterlo fare: nel sedere, per cinque lunghi anni ha tenuto l'orologio infilato nel sedere. Poi è morto di dissenteria, e mi ha dato l'orologio. Ho nascosto questo pezzo di metallo nel sedere per due anni. Poi, finalmente, sono stato rimandato a casa dalla mia famiglia. Adesso, giovanotto, consegno a te l'orologio.



Pulp Fiction


Ezechiele 25.17: il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te. 31canzoni




Ascolta la tua musica ovunque sei

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Buon ascolto.



1 apr 2008

Canzone n. 12 "Thunder road" - Bruce Springsteen


Born to run è l'album di Springsteen che segna il passaggio, dallo status di rocker famoso solo nel New Jersey per i suoi interminabili e super energetici concerti, a stella del firmamento internazionale della musica. I primi due album "Greetings from Asbury Park NJ" e "The Wild the Innocent & the E street shuffle" non ebbero il successo che la casa discografica si attendeva. Springsteen si trovava di fronte ad un bivio, da una parte una onesta carriera, probabilmente a declinare lentamente, in ambito locale, e dall'altra parte l'ultima occasione per diventare il Boss. Si sa com'è andata.Il disco si apre con "Thunder road". Comincia con le note stridenti dell'armonica a bocca e di un pianoforte. La canzone secondo me è struggente. Ha una particolarità: è posizionata in apertura di disco quando dovrebbe essere posta in chiusura. Armonica….pianoforte …la voce di Springsteen… "The screen door slams.....Roy Orbison's singing for the lonely", sottintendono che qualcosa sia già successo. Molti dicono che la canzone sia trascinante e colgono tutt'altro che il senso di nostalgia, che ravviso io. Allora provate ad ascoltarne la versione che si trova, oltre che in decine di bootleg, su "Live 1975-1985".:è' completamente diversa. Credo che si possa spiegare questa differenza di sensazioni che si provano circa la medesima canzone, facendo alcune considerazioni. Una prima è legata all'arrangiamento della stessa. Su "Born to run" , la canzone nasce, in fase di composizione, al pianoforte, gli arrangiamenti sono ricchi, forse troppo, e ne accentuano il tono epico, della partenza verso un futuro di successo, solo l'armonica ne caratterizza un aspetto che al tempo era senz'altro presente all'autore, quello del lasciare il mondo che lo aveva visto crescere. Nell'arrangiamento molto più scarno e semplice proposto in "Live 1975-1985" invece mette l'accento sul passato, su qualcosa di irripetibile, sulla sua formazione, su un mondo che non c'è più, tutto ciò che è qui esplicito era già implicito nell'originale. Springsteen stava partendo, si stava trasformando, la sua sensibilità, il suo mondo poetico erano cambiati maturati. Qui il boss parla di sé e di tutti noi che cresciamo, che lasciamo le stanze, le strade della nostra infanzia, della nostra giovinezza, i nostri ricordi e gli oggetti che li ospitano. Qui non siamo più ad Asbury park, potremmo essere in qualunque luogo dell'america o del mondo.
I personaggi che Springsteen ci propone diventano universali, come avviene nella grande letteratura, trascendono il tempo e lo spazio e noi ci possiamo riconoscere in loro ora come trent'anni fa o fra trent'anni.L'autore diventa adulto, così come i suoi testi, la sua musica; ancora una citazione del boss:"Quando la vetrata sbatte in Thunder Road non ci troviamo più necessariamente lungo la costa del New Jersey. Potremmo essere ovunque in America. Così iniziarono a prendere forma i personaggi, di cui avrei delineato le vite nei decenni successivi. Quello fu l'album in cui superai le mie concezioni adolescenziali dell'amore e della libertà."Infine c'è una particolarità del modo di scrivere canzoni di Springsteen, che si trova già in Thunder road e per estensione nell'album Born to run. Si tratta di questo: in alcune canzoni, l'ho notato soprattutto in quelle di maggior successo, la scrittura della musica e dei testi sembrano andare in contraddizione, su due vie divergenti. Così l'arrangiamento fin troppo ricco di Thunder road si evoca un incedere grandioso, di speranze e sempre nuovi orizzonti, mentre il testo è permeato di dolore e nostalgia i versi finali della canzone dicono:
"It's a town full of losers,And i'm pulling out of here to win"
"E' una città di perdenti,e io me ne sto andando per vincere"
Questi versi dicono molte cose, dicono che si allontana dalla sua città, dai suoi affetti, costretto a cercare una rivincita e il successo altrove, è anche lui, e ne è consapevole, tra i perdenti e l'unica reazione possibile è la partenza.
Anni dopo, nella sua canzone di maggior successo "Born in the U.S.A.", accanto ad un testo durissimo, che è un pugno nello stomaco al modo di vivere americano e alle condizioni di vita dei poveri in america (ne riporto a titolo esemplificativo solo i primi due versi):
"Born down in a dead man's townThe first kick was when i hit the ground"
"Nato in una città di mortiIl primo calcio l'ho preso quando ho toccato terra"
si affianca una musica che al contrario sembra un inno all'"american way of life", tanto che la canzone fu pesantemente strumentalizzata da Reagan negli anni '80, e solo relativamente di recente Springsteen l'ha riconfezionata con un arrangiamneto acustico che ha tolto tutti i dubbi interpretativi circa il reale significato da attribuirle.Tutta la carriera di Springsteen a cominciare dalla metà degli anni settanta e ad arrivare alla maturità degli anni 90 sembra venata da questa schizofrenia testo-musica, quasi avesse bisogno di suonare dal vivo per molto tempo le sue canzoni perché queste si stabilizzino su un'interpretazione definitiva, vengano sviluppate dal loro nucleo originale.
31 canzoni




"Stupore e tremori"- Amelie Nothomb

LA GERARCHIA

Il signor Haneda era il capo del signor Omochi, che era il capo del signor Saito, che era il capo della signorina Mori, che era il mio capo.
E io non ero il capo di nessuno.
Si potrebbe dire diversamente. Io ero agli ordini della signorina Mori, che era agli ordini del signor Saito, e così di seguito, con la precisazione che gli ordini verso il basso potevano saltare i gradini della scala gerarchica.
Per cui, alla Yumimoto, io ero agli ordini di tutti.31canzoni



30 mar 2008

"O pastor" - Teresa Salgueiro - Madredeus


Teresa Salgueiro ha una voce inarrivabile. La voce di un angelo che offre interpretazioni magistrali.
31 canzoni.



29 mar 2008

Le foto creative di Vincent Laforet

Queste foto di grandi eventi sportivi ed altro, sono opera di Vincent Laforet un fotografo americano. Personalmente trovo straordinari gli effetti di colore e le tecniche che fanno sembrare queste foto di eventi reali dei geniali falsi, come se fossero foto di plastici curatissimi, di modelli costruiti da un grande appassionato di modellismo in casa. Bellissime.





Crescita zero





28 mar 2008

"L'isola che non c'è" - Edoardo Bennato



Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
poi la strada la trovi da te,
porta all'isola che non c'è.

Forse questo ti sembrerà un po' strano,
ma la ragione ti ha un po' preso la mano.
Ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un'isola che non c'è.

E a pensarci, che pazzia,
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa:
non può esistere nella realtà!


Son d'accordo con voi,
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri,
e se non c'è mai la guerra,
forse è proprio l'isola che non c'è
... che non c'è.


E non è un'invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te.

Son d'accordo con voi,
niente ladri e gendarmi,
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza,
né soldati, né armi,
forse è proprio l'isola che non c'è
... che non c'è.

Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
non ti puoi sbagliare perché
quella è l'isola che non c'è!

E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!












27 mar 2008

Canzone n. 11 "Una storia sbagliata" - Fabrizio De Andrè

Fabrizio De Andrè: è il più grande anche là dove gli altri che si amano si chiamano Guccini, De Gregori, ecc.Ho pensato a lungo che canzone scegliere, un compito difficile in genere e ancor di più quando si ha a che fare con un autore che non ha mai scritto una canzone banale, che non ha mai scritto una riga che fosse un riempitivo. Alla fine ne ho scelto una che è tra le meno conosciute: "UNA STORIA SBAGLIATA". Questa canzone non è mai stata pubblicata su alcun album, è possibile reperirla solo nel cofanetto "Fabrizio De Andrè" che dovrebbe contenere l'opera omnia (purtroppo anche lì ci sono state delle dimenticanze).Uscì nel 1980 su 45 giri, il lato b era un'altra canzone inedita di De Andrè che si intitolava "Titti" (se qualcuno di voi ce l'ha si faccia vivo).La canzone parla dell'assassinio di Pier Paolo Pasolini. Ora De Andrè è il mio cantante italiano preferito e Pasolini il mio scrittore italiano del dopoguerra preferito, ragion per cui, per una volta, vorrei non parlare direttamente della canzone né del barbaro assassinio del grande scrittore, dell'ipocrisia e del qualunquismo che avvolgono quel tragico fatto, ma vorrei che a parlarne fosse lo stesso De Andrè.

È una canzone su commissione, forse l'unica che mi è stata commissionata. Mi fu chiesta da Franco Biancacci, a quel tempo a Rai Due, come sigla di due documentari-inchiesta sulle morti di Pasolini e di Wilma Montesi. In quel tempo, se non ricordo male, stavo cominciando a scrivere con Massimo Bubola l'ellepì che fu fu chiamato L'indiano (quello per intenderci che ha come copertina quel quadro di Remington che rappresenta un indiano a cavallo). E così gli ho chiesto di collaborare anche a questo lavoro. Ricordo che decidemmo tout-court di fare la canzone su Pasolini, e non tanto perché non ci importasse niente della morte della povera Montesi, ma per il fatto che a noi che scrivevamo canzoni, come credo d'altra parte a tutti coloro che si sentivano in qualche misura legati al mondo della letteratura e dello spettacolo, la morte di Pasolini ci aveva resi quasi come orfani. Ne avevamo vissuto la scomparsa come un grave lutto, quasi come se ci fosse mancato un parente stretto. Nella canzone comunque esiste una traccia di questa ambivalenza, cioè del fatto che ci si riferisce a due decessi e non ad uno solo. E lo si capisce nell'inciso quando canto: "Cos'altro vi serve da queste vita / ora che il cielo al centro le ha colpite". Come nasce una canzone? Direi che buona parte del senso e del valore della canzone sta prima di tutto nel suo titolo, cioè Una storia sbagliata, vale a dire una storia che non sarebbe dovuta accadere. Nel senso che in un clima di normale civiltà una storia del genere non dovrebbe succedere. E poi mi pare ci siano altri due versi che a mio parere spiegano meglio di altri il senso della canzone: "Storia diversa per gente normale / storia comune per gente speciale". Laddove per "normale" si deve intendere mediocre e poco civilizzato e per "speciale" normalmente, civilmente abituato a convivere con la cosiddetta diversità. Mi spiego meglio: per una persona matura e civile direi che è assolutamente normale che un omosessuale faccia la corte ad un suo simile dello stesso sesso. E assolutamente normale anche che se ne innamori. Dovrebbe esserlo anche per il corteggiato eterosessuale che mille modi ha di difendersi senza ricorrere alla violenza. Purtroppo la cultura maschilista e intollerante di un passato ancora troppo recente, ed allora ancora più recente di quanto non lo sia adesso, e che definirei un passato ancora recidivo, ha fatto credere alla maggioranza che il termine normalità debba coincidere necessariamente con il termine intolleranza. Ecco, un altro aspetto tragico che abbiamo voluto sottolineare nella canzone per la morte di Pasolini è quello legato ad una moda purtroppo ancora adesso corrente, e che si ricollega anche lei al clima di ignoranza e di caccia al diverso. E cioè il fatto che della morte di un grande uomo di pensiero sia stata fatta praticamente carne di porco da sbattere sul banco di macelleria dei settimanali spazzatura e non solo di quelli. Il verso "È una storia per parrucchieri" vuol dire che è una storia che purtroppo la si leggeva allora e ogni tanto la si legge ancora oggi sulle riviste equivoche mentre si aspetta di farsi fare la barba oppure la permanente. Questo è un po' in generale il senso della canzone. [In Doriano Fasoli, Fabrizio De André. Passaggi di tempo, pp. 61-63]










Turbo Tagger

26 mar 2008

Henry Chinaski - Hank (take 1)

"Ognuno di noi ha i suoi inferni, si sa. Ma io ero in testa, di tre lunghezze sugli inseguitori."

Reuters e l'Iraq


LIraq è uno dei posti più pericolosi al mondo. Le informazioni fanno fatica a raccontarcelo. Ma là, come in molti altri punti del mondo, ci sono anche gli occhi dei fotografi Reuters.