04 mag 2017

I fotosafari di Salvini

Non seguendo il Salvini, delle gesta del nostro sono al corrente solo per le cazzate che riescono a passare i filtri dei media di riferimento e dei miei personali. Ieri sera seguendo il quotidiano Gazebo ho appreso con incredulità dapprima, e sconcerto poi dei fotosafari di Salvini.
Questo personaggio che stipendiato dal parlamento europeo se ne va in giro a spese del contribuente stabilendo, suppongo, records su records di assenteismo istituzionale, fa anche i fotosafari. Il voyeurismo in salsa leghista non prevede un viaggio in africa nè fotografare animali selvaggi nella savana o nella giungla pluviale e si esplica nell'andare in centri di accoglienza dei profughi, in periferie degradate abitate dagli ultimi della terra a rubare immagini e vite. Fotografa questi ragazzi, ragazze di colore, e poi li sbeffeggia sul suo account facebook.
Leggendo le battute grevi lanciate contro queste persone ignare di essere oggetto di una forma esplicita di razzismo e vigliacca di violenza, subito si nota uno strano processo, una nemesi salvifica: gli animali stranieri, scuri, immigrati, raccontati come bestie diventano uomini e l'uomo che li fotografa il più alieno degli esseri, qualcosa di lontano anche dal regno animale, di indegno in una parola.

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