16 giu 2015

La risposta di Cecilia Strada

"Risposta collettiva per tutti quelli che "perché non ospiti i profughi a casa tua, eh?": e perché dovrei? Vivo in una società e pago le tasse. Pago le tasse così non devo allestire una sala operatoria in cucina quando mia madre sta male. Pago le tasse e non devo costruire una scuola in ripostiglio per dare un'istruzione ai miei figli. Pago le tasse e non mi compro un'autobotte per spegnere gli incendi. E pago le tasse per aiutare chi ha bisogno. Ospitare un profugo in casa è gentilezza, carità. Creare - con le mie tasse - un sistema di accoglienza dignitoso è giustizia. Mi piace la gentilezza, ma preferisco la giustizia".

12 mar 2015

Magistrati, berlusconi, Renzi etc

Un amico di blog proprio ieri mi ha rilasciato un commento che riporto integralmente 
"scusa il fuori argoment... credo.... manco ho letto il tuo post. Pero' ieri sera mi e' venuto un commento ai fatti di questi giorni e ho pensato subito a te e al tuo blog.

Riguardo alla riabilitazione morale e politica di Berlusconi. Che per questo dobbiamo ringraziare Renzi e tutti quelli che come te lo sostengono.

Grazie. "

Ecco me mi puoi anche non ringraziare. Sostengo, meglio ho votato, Renzi. Che c'entri Renzi con la riabilitazione "morale e politica" di Berlusconi non saprei, sarebbe il caso di chiedere a lui. A me personalmente scoccia che berlusca l'abbia fatta franca. Certo mi vien tristezza che un personaggio del genere la scampi sempre. Vedi caro Dario il tuo commento mi sorprende. Mi sorprende in particolare l'ingenuità che ne traspare e la realtà distorta che indica. Che la magistratura sia politicizzata in Italia, non v'è dubbio, solo che non è quella indicata al pubblico ludibrio da Berlusconi (l'unica libera e indipendente) ma tutta l'altra, quella che riempie le carceri di poveracci, e i colletti bianchi li lascia sempre fuori.

Altra cosa che mi da fastidio, e qui allargo un po' il discorso. A me di essere considerato o meno renziano non me ne può fregare di meno, e però diciamo che se lo si vuol contrastare lo si faccia. Basta avere idee - non dico migliori, sarebbe troppo - ma proprio idee, idee normali, basterebbero per contrastarlo, per fargli opposizione. Non me ne puoi fare  una colpa se le idee latitano e i leader pure. Renzi sarà poca cosa, sarà un mediocre, ma è circondato dal nulla e anche nel suo partito c'è veramente poco, se pensi che i fassina i civati possano esercitare una qualunque leadership o possano incidere anche su cose minime ti sbagli di grosso e ci troveremo il lepenianoleghista salvini a palazzo chigi e allora ci toccherebbe rimpiangere, non dico Renzi, ma berlusca stesso.


06 feb 2015

Discorso all'ufficio oggetti smarriti

Ho perso qualche dea per via dal Sud al Nord,
e anche molti dei per la via dall'Est all'Ovest.
Mi si è spenta per sempre qualche stella, svanita.
Mi si è sprofondata nel mare un'isola, e un'altra.
Non so neanche dove mai ho lasciato gli artigli,
chi gira nella mia pelliccia, chi abita il mio guscio.
Mi morirono i fratelli quando strisciai a riva
e solo un ossicino festeggia in me la ricorrenza.
Non stavo nella pelle, sprecavo vertebre e gambe,
me ne uscivo di senno più e più volte.
Da tempo ho chiuso su tutto ciò il mio terzo occhio,
ci ho messo una pinna sopra, ho scrollato le fronde.

Perduto, smarrito, ai quattro venti se n'è volato.
Mi stupisco io stesso del poco di me che è restato:
una persona singola per ora di genere umano,
che ha perso solo ieri l'ombrello sul treno.

Wislawa Szymborska

01 feb 2015

Si ricomincia dalle radici della Repubblica

Non so se sia vero che l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica coincida con la (ri)nascita della DC, non credo se non altro perchè la popolazione è profondamente mutata e l'Italia degli anni sessanta e settanta non c'è proprio più.

In ogni caso per ora mi godo la prima uscita, sia pur non ufficiale del Presidente della Repubblica, con la visita privata alle Fosse Ardeatine. Là vi sono le radici moderne ed attuali della Repubblica. E' finito il tempo della barbarie culturale basata sulla banalità "dei morti che son tutti uguali" che non vi fu chi fu dalla parte sbagliata della storia e chi invece dalla parte giusta. Questo relativismo d'accatto per cui i gatti al buoi son tutti bigi, questa vulgata da osteria che è stata il refrain della confusa e pessima "seconda repubblica" che personalmente ho invece sempre pensato come la fine rantolante della prima, è finita e come non condividere lo sfogo di un amico "Poi non bastava, ogni 25 aprile sento parlare di riconciliazione, riconciliazione con chi? Coi fascisti?! Con le camicie nere? con un popolo di conigli pronti a immolarsi per il volere di un pagliaccio insanguinato? Porco (...), scusami la bestemmia, ma questa cosa mi fa saltare un embolo solo a pensarla. Adesso il giorno della memoria, dove si fa un minestrone di pentitismo cattolico e di buoni, e fradici, fioretti per il futuro. Ma intanto in questo paese non abbiamo mai avuto un processo stile Norimberga o Tokyo per giudicare i crimini di guerra fascisti. Ed io ricordo mia Nonna che quando sentiva la gente dire "come parla bene almirante" si incazzava come una iena per ogni giorno che aveva passato, per più di 20 anni, a nascondersi cercando di salvare la sua famiglia. Lo ricordo ogni giorno e non in una festività oramai scenografica e come ho scritto altrove "sbianca coscienze. Scusa il pessimo stile, ma io su 'ste cose non riesco per un cazzo a mantenere la calma!". (il commento integrale si trova qui).
Rimane il fatto che questo paese ha sempre visto due gruppi ben distinti di persone quelle che cercano di distruggerlo e pure l'hanno fatto e quelli che lo ricostruiscono. Non siamo uguali e la ragione e la storia è dalla parte dei costruttori. Oggi, a differenza del passato, non sono più così convinto che sia giusto all'interno dei costruttori distinguere e sentire come migliore il costruttore di "sinistra" rispetto a quello di "centro", oggi penso che mi basti sapere chi è costruttore.
L'Italia è un una Repubblica nata dalla resistenza al nazifascismo e bisognerebbe ricordarsene ogni giorno. Mi viene il vomito a sentire definire moderato un ex picchiatore come Gasparri dai media; già perchè nella babele cultural politica attuale lui fascista sarebbe il moderato mentre io e gli altri democratici e magari pure di sinistra che saremmo? Terroristi, teste calde, estremisti? Fanculo.
Mi lascio trascinare e mi arrabbio quando parlo di queste cose, ma intanto grazie al nuovo Presidente della Repubblica che è andato a visitare le fosse Ardeatine a rendere omaggio a quei martiri della libertà nostra.

P.S. non c'entra nulla con il post, ma volevo solo ricordare ad eventuali nuovi avventori del blog che è possibile postare commenti ai vari post anche da anonimi e quindi anche per quelli che non abbiano email etc. E' semplice, basta cliccare a piede del testo "Posta commento" e quindi scegliere scegliere un'identità, nel caso di specie "anonimo" scrivere il proprio parere e pubblicarlo. Grazie.

31 gen 2015

6 gennaio 1980

31 gennaio 2015

Fine del berlusconismo.

30 gen 2015

Vermeer


Finchè quella donna del Rijksmuseum
nel silenzio dipinto e in raccoglimento
giorno dopo giorno versa
il latte dalla brocca nella scodella,
il Mondo non merita
la fine del mondo.

Wislawa Szymborska

Pragmatismo

Leggo sempre il blog di Lucia Annunziata e quasi mai sono d'accordo; nel caso di questo articolo, invece lo sono al 100% (link all'articolo). Ha centrato il punto. Le critiche degli amici al "Renzi amico sodale burattino" di Berlusconi, mi sembra che alla prova dei fatti non reggano.
A sinistra non siamo abituati a vincere e a usare il pragmatismo per farlo. In politica si fa con quel che c'è, Le affermazioni di principio e i grandi ideali servono ma poi non sono sufficienti se non si ha forza di concretizzarli.
Lo stesso Tsipras in Grecia fa del pragmatismo la sua forza. Se poi invece ci facciamo affascinare dalla sconfitta, riempiamo i vuoti ideali con l'ideologia del nemico e questo ci basta...continuiamo così facciamoci del male. Il nemico, che in politica c'è, molto meglio sconfiggerlo che delegarlo a sostanziarci.

22 gen 2015

Manca poco al giorno della memoria

Da bambino credevo all'inferno, me lo immaginavo caldo, dominato dal colore rosso, fumoso, pieno di fuochi e di diavoli con la coda, le corna ed il forcone. Immaginario di bambino, l'inferno della nostra infanzia sospeso tra fumetti e catechismi di maniera. Un'iconografia che in fondo non spaventava nessuno nemmeno i bambini, un simbolo o un tentativo troppo ingenuo di raccontare il male e la dannazione. Da adulti poi si cambia, ai diavoli con la coda che cuocciono in enormi pentoloni peccatori nudi e urlanti non credo più. Oggi l'inferno non lo immagino, perchè l'ho visto. L'ho visto nella foto che ho messo ad accompagnare queste parole, l'ho visto in altre migliaia di foto e filmati, l'ho visto dal vero in Germania a Buchenwald e a Mauthausen, l'ho letto nei libri, l'ho visto negli occhi di Primo Levi. L'inferno non è un'invenzione dei preti, c'è sospeso nel tempo e il suo ritorno o meno dipende dalla nostra memoria.
Le foto che potete vedere nello slideshow, le ho fatte in occasione della mia seconda visita al campo di concentramento di Mauthausen. Foto ancora più sconvolgenti le feci a Buchenwald, ma non le posto perchè durante la visita a quel lager (deposito in italiano) mi sentii male giù nel sotterraneo dove i prigionieri venivano lasciati morire impiccati con il fil di ferro. Ricordo il dolore al petto, pensai che stavo facendo un infarto, sudavo freddo, mi mancava il respiro, senso di nausea. Cominciò a passarmi appena risalito da quel sotterraneo della tortura e della morte e dopo aver posato un sassolino sulla tomba di una vittima ebrea. Quella notte ebbi anche uno dei peggiori incubi della mia vita. Terribile come il dolore della morte e della shoah rimase intriso in quei muri di calcestruzzo di quella cantina dell'orrore.

Volano gli stracci in casa PD

Volano gli stracci in casa PD e come elettore di sinistra non posso che dispiacermene. 
Come detto tante volte a sinistra siamo tafazziani. Se da un lato è vero che la ricerca dell'alleanza di fatto con Berlusconi pur significando la fine politica del centro destra italiano non mi piace, dall'altro, nella fronda bersaniana non vi è nulla se non la ricerca disperata del vecchio nemico a sostanziare ogni mancanza di idee e di prospettive.
Tsipras è solo in Grecia, purtroppo.