Tratto da "Breviario comico"
Di Michele Serra - Ed. Feltrinelli.
...la scrittura letteraria deve andare oltre, deve capire la struttura molecolare, il fegato delle cose, capire dove stiamo andando. Ad un certo punto capisci che la scrittura, in questo senso, può rovinare quello che racconta, può rovinare la vita di quel delirante autore che decide di raccontarla, può rovinarla perché la scrittura quando non ti rovina la vita, tutto sommato è una scrittura innocua. Roberto Saviano.
Ci son canzoni che ....ci sono canzoni che sono la macchina del tempo.
Ci sono canzoni che sono un gioco di specchi infinito.
Ci sono canzoni che sono dei lampi in una sera d'agosto.
Ci sono canzoni che sono il colore di un campo di grano.
Ci sono canzoni che sono papaveri rossi.
Ci sono canzoni che hanno il gusto di pane e marmellata della merenda di bambini.
Ci sono canzoni che non ricordi quando le hai ascoltate.
Ci sono canzoni che ne hai fatto una malattia.
Ci sono canzoni che sono il viso di una donna.
Ci sono canzoni che sono i visi dei tuoi amici andati.
Ci sono canzoni che sono la luce del sole dei tuoi cinque anni che sai che non tornerà più.
Ci sono canzoni che ti commuovi.
Ci sono canzoni che sono una frase sospesa.
Ci sono canzoni che sono una bambina con un fiore in bocca.
Ci sono canzoni che sono il sorriso del tuo primo amore.
Ci sono canzoni che sono il racconto di tuo nonno.
Ci sono canzoni che il gusto di un sabato pomeriggio passato con l'amico del cuore.
Ci sono canzoni che sono il banco di scuola.
Ci sono canzoni che sono una gioia.
Ci sono canzoni che sono luce pura.
Ci sono canzoni che sono malinconia.
Ci sono canzoni maledette.
Ci sono canzoni che sono il giorno di dolore che una ha.
Ci sono canzoni puttane.
Ci sono canzoni che rimarranno sempre amiche.
Ci sono canzoni che... ci sono canzoni che verranno con te quando te ne andrai.
‘…Credevo di conoscere il senso della parola “grande”. Bisogna aver attraversato gli Stati Uniti in auto per cominciare a intravedere cos’è la grandezza: giornate intere di strade dritte semza l’ombra di esseri umani.
Deserti infiniti, campi così enormi che sembravano non essere mai stati coltivati da nessuno, praterie a perdita d’occhio,montagne a perdita di altezza, terre di nessuno a perdita di umanità, motel popolati di zombie, alberi talmente vecchi da privare di significato la nostra vita, la California, e … San Francisco, che amai subito con tutta l’anima. Era la mia città ideale, con i suoi irrazionali dislivelli, il ponte del Golden Gate e le reminiscenze della Donna che visse due volte a ogni angolo di strada’
(Biografia della Fame, Amelie Nothomb)
Ho fatto un voto, un fioretto alla Madonna, come si usava dire quando ero bambino: che non avrei più intrapreso polemiche di tipo politico almeno per un po' di tempo dopo gli ultimi lunghi e snervanti confronti sui blog, su quello di Anna in particolare. Sono andato a rileggermi lo svolgersi dei commenti e suono come un disco rotto in mezzo ad altri dischi rotti. Dico e diciamo sempre le stesse cose, come degli ubriachi.