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18 apr 2017

Radiohead - Karma Police



Polizia del Karma arrestate quest’uomo
Parla per numeri, ronza come un frigo
E’ come una radio non sintonizzata
Polizia del Karma arrestate questa ragazza
La sua pettinatura alla Hitler mi fa stare male
E abbiamo rovinato la sua festa

Questo è quello che hai
Questo è quello che ottieni
Questo è quello che ottieni se ti immischi con noi

Polizia del Karma ho dato tutto ciò che posso
Non è abbastanza
Ho dato tutto ciò che posso
Ma siamo ancora sul libro paga

Questo è quello che hai
Questo è quello che hai
Questo è quello che hai se ti immischi con noi

Per un attimo ho smarrito me stesso, ho smarrito me stesso
Per un attimo ho smarrito me stesso, ho smarrito me stesso
Per un attimo ho smarrito me stesso, ho smarrito me stesso
Per un attimo ho smarrito me stesso, ho smarrito me stesso

29 mar 2017

RADIOHEAD - NO SURPRISES



Un cuore pieno come una discarica
Un lavoro che ti uccide lentamente
Lividi che non guariranno
Sembri così stanco ed infelice
Deluso, il governo
Non parla per noi

Vivrò una vita tranquilla
Una stretta di mano
Del monossido di carbonio

Senza allarmi e senza sorprese
Senza allarmi e senza sorprese
Senza allarmi e senza sorprese

Silenzioso
Silenzioso

Questo è il mio ultimo attacco
Il mio ultimo mal di pancia
Senza allarmi e senza sorprese
Niente allarmi e niente sorprese
Niente allarmi e niente sorprese per favore

Una casa così bella ed un giardino così bello
Senza allarmi e senza sorprese
Niente allarmi e niente sorprese
Niente allarmi e niente sorprese per favore

2 mar 2016

Francesco De Gregori - Non è buio ancora (Not dark yet)


Scende la sera,

è tutto il giorno che sto qua.

Troppo caldo per muovermi

e il tempo se ne va.

Sento che la mia anima

non mi abita più

e so che sta per piovere,

il cielo sta venendo giù.

Certe ferite non guariscono,

però col tempo le dimenticherò.

E non è buio ancora,

ma lo sarà fra un po'.

Ho buttato nel secchio

la mia parte migliore.

In ogni bella frase

c'è un senso del dolore.

Lei mi ha scritto una lettera

così dolce, compita.

Raccontava in poche righe

ogni attimo della sua vita.

Cosa dovrebbe fregarmene?

Francamente non so.

E non è buio ancora,

ma lo sara fra un po'.

Ho girato in lungo e largo,

visto niente di speciale.

Sono sceso lungo il fiume,

sono arrivato al mare

in un mondo di chiacchere

e una montagna di fumo,

senza mai cercare niente

negli occhi di nessuno.

E il peso che mi porto appresso

è l'unica ricchezza che ho.

E non è buio ancora,

ma lo sarà fra un po'.

Sono nato senza chiederlo,

senza volerlo morirò.

Sembra che mi stia spostando,

ma sono immobile da un po'.

Ogni pezzo del mio essere

è muto e svuotato,

chissà da che scappavo

e dove stavo andando

quando sono arrivato.

E credo di sentire una preghiera.

E mi potrei sbagliare.

E oppure non lo so.

E non è buio ancora,

ma lo sarà fra un po'.

17 gen 2015

Tom Waits - Warm beer cold women



Warm beer and cold women, no I just don't fit in
Every joint I stumbled into tonight that's just how it's been
All these double knit strangers with gin and vermouth
And recycled stories in the Naugahyde booths

With the platinum blonds, tobacco brunettes
I'll be drinkin' to forget you, I'll lite another cigarette
And the band's playin' something by Tammy Wynette
And the drinks are on me tonight

All my conversations now I'll just be talkin' about you baby
Borin' some sailor as I try to get through
I just want him to listen now, I said that's all you have to do
He said, "I'm better off without you" until I showed him my tattoo

And now the moon's rising ain't got no time to lose
Time to get down to drinking tell the band to play the blues
Drinks are on me, I'll buy another round
At the last ditch attempt saloon

Warm beer, cold women, I just don't fit in
Every joint I stumbled into tonight that's just how it's been
All these double knit strangers with gin and Vermouth
Receeding hairlines in the Naugahyde booths

With the platinum blonds, tobacco brunettes
I'll just be drinking to forget you baby, I'll lite menthol cigarette
And the band's playing somethin' by Johnnie Barnett
And the last ditch too soon

11 nov 2014

Louder Than Words - Pink Floyd



We bitch and we fight
Diss each other on sight
But this thing we do...
These times together
Rain or shine or stormy weather
This thing we do...
With world-weary grace
We've taken our places
We could curse it or nurse it and give it a name.
Or stay home by the fire
Felled by desire, stoking the flame.
But we're here for the ride.

It's louder than words
This thing that we do
Louder than words
It way it unfurls.
It's louder than words
The sum of our parts
The beat of our hearts
Is louder than words.
Louder than words.

The strings bend and slide
As the hours glide by
An old pair of shoes
Your favorite blues
Gonna tap out the rhythm.
Let's go with the flow
Wherever it goes.
We're more than alive.

It's louder than words
This thing that we do
Louder than words
The way it unfurls.
It's louder than words
The sum of our parts
The beat of our hearts
Is louder than words.
Louder than words.

Louder than words
This thing they call soul
It's there with a pulse
Louder than words.
Louder than words.

12 nov 2013

Una lettera d'amore - da Laurie a Lou


Ho conosciuto Lou a Monaco, non a New York. Era il 1992, e stavamo entrambi suonando con John Zorn al Kristallnach festival in ricordo della Notte dei Cristalli del 1938, che ha segnato l’inizio dell’Olocausto. Ricordo che guardavo alle espressioni confuse delle facce degli ufficiali di dogana mentre un flusso continuo di musicisti di Zorn attraversava la dogana tutti con indosso delle magliette rosse con scritto “Abbiamo ritmo e siamo Ebrei”. John voleva che ognuno di noi incontrasse gli altri e suonasse con gli altri, contrariamente a come si usa nei festival. Ecco perché Lou mi ha chiesto di leggere qualcosa insieme al suo gruppo. L’ho fatto, ed era forte e intenso e molto divertente. Dopo lo spettacolo, Lou mi ha detto “lo hai fatto nello stesso identico modo in cui lo faccio io!”. Perché aveva avuto bisogno di me per fare un qualcosa che poteva benissimo fare da solo ancora non l’ho compreso, ma era sicuramente inteso come un complimento. Mi è subito piaciuto, ma rimasi sorpresa che non avesse un accento inglese. Per qualche ragione pensavo che i Velvet Underground fossero inglesi, e avevo solo una vaga idea di quello che avessero fatto (lo so, lo so). Venivo da un mondo completamente diverso. E tutti i mondi a New York all’epoca (il mondo della moda, il mondo dell’arte, il mondo della letteratura, il mondo del rock, il mondo della finanza) erano abbastanza provinciali. In un certo senso sprezzanti. Ancora non legati tra loro. Come poi avemmo modo di scoprire, Lou ed io non vivevamo molto lontano l’uno dall’altro a New York, e dopo il festival Lou suggerì di vederci.Penso gli sia piaciuto quando ho risposto “sì! Assolutamente! Ora sono in tour, ma quando tornerò, vediamo, tra circa quattro mesi, vediamoci sicuramente!”. Andò avanti per un po’, e finalmente mi chiese se volevo andare all’Audio Engineering Society Convention. La Convention è uno dei posti più grandi e importanti dove entusiasmarsi sull’ultimo equipaggiamento tecnico, e passammo un pomeriggio felice guardando amplificatori, cavi e parlando delle cose elettroniche da comprare. Non avevo alcuna idea che quello dovesse essere un appuntamento, ma quando andammo a prendere un caffè dopo mi chiese “vorresti andare al cinema?”. Certo. “E dopo di quello a cena?”. OK. “E poi una passeggiata?”. Um … da quel momento non ci siamo mai separati. Lou ed io suonavamo insieme, diventammo migliori amici, e poi compagni, abbiamo viaggiato, ascoltato e criticato il lavoro dell’altro, studiato cose insieme (la caccia alle farfalle, la meditazione, andare in kayak). 

Facevamo battute ridicole; smesso di fumare 20 volte; combattuto; imparato a trattenere il fiato sott’acqua; andati in Africa; abbiamo cantato arie d’opera in ascensore; fatto amicizia con persone improbabili; ci siamo seguiti in tour quando è stato possibile; abbiamo avuto una dolcissima cagnolina che suonava il piano; condiviso una casa che era diversa dai nostri rispettivi appartamenti; abbiamo protetto e amato l’altro. Andavamo spesso a vedere arte, musica, spettacoli, teatro e ho osservato come amava e apprezzava altri artisti e musicisti. Era sempre così generoso. Sapeva come fosse difficile l’ambiente. Amavamo la nostra vita nel West Village e i nostri amici; e, in tutto ciò, abbiamo sempre fatto tutto nel miglior modo che ci riuscisse. Come molte coppie, ognuno di noi ha costruito un modo d’essere: strategie, e a volte compromessi, che ci hanno permesso di essere parte di una coppia. A volte abbiamo perso un po’ di più di quello che eravamo capaci di dare, o abbiamo ceduto un po’ troppo, o ci siamo sentiti abbandonati. A volte ci siamo davvero arrabbiati. Ma anche quando ero fuori di me, non ero mai annoiata. Abbiamo imparato a perdonarci l’un l’altro. E in qualche modo, per 21 anni, abbiamo intrecciato le nostre menti e i nostri cuori, insieme.Lou-Reed-and-Laurie-Anderson-Coney-Island-New-York.  
 Era la primavera del 2008. Stavo camminando per strada, in California, mi sentivo abbattuta e parlavo al cellullare con Lou. “Ci sono tante cose che non ho mai fatto e che volevo fare” gli ho detto. “Come cosa, per esempio?” “Non so, non ho mai imparato il tedesco, non ho mai studiato fisica, non mi sono mai sposata” “Perché non ci sposiamo?” mi ha chiesto. “Ci incontriamo a metà strada. Arrivo in Colorado. Che ne dici di domani?” “Uhm … non pensi che domani sia un po’ troppo presto?” “No, non lo penso”. E così il giorno dopo ci siamo incontrati a Boulder, in Colorado, e ci siamo sposati nel giardino di un amico di sabato, indossando i nostri normali vestiti da sabato, e sebbene dovessi fare uno spettacolo subito dopo la cerimonia, per Lou andava bene. (I musicisti che si sposano è come quando si sposano due avvocati. Quando dici “accidenti devo lavorare in studio fino alle tre di notte” o cancelli tutti i tuoi appuntamenti per chiudere il caso, sai esattamente cosa significhi e non fai necessariamente dei salti di gioia). Suppongo ci siano molti modi di sposarsi. Alcune persone sposano qualcuno che conoscono a malapena, cosa che può anche funzionare. Quando sposi quello che è anche il tuo migliore amico da diversi anni, dovrebbe esserci un altro nome per chiamare la cosa. Ma la cosa che mi ha sorpreso di più nello sposarmi è come si alteri il tempo. E anche come in qualche modo aggiunga una tenerezza che era, in qualche modo, completamente nuova. Per parafrasare il grande Willie Nelson: “Il 90% delle persone in questo modo finisce con la persona sbagliata, ed è questo che fa ancora andare gli juke box”. 
Il Jukebok di Lou era pieno di amore e di molte altre cose: bellezza, dolore, storia, coraggio, mistero. Lou era malato da due anni a questa parte: prima per il trattamento con interferone, una serie di iniezioni ignobili ma spesso efficaci per trattare l’epatite C che è equipaggiata con una bella serie di fastidiosi effetti collaterali. Poi è subentrato un cancro al fegato, che si andava a sommare a una forma di diabete in stato avanzato. Abbiamo ottenuto buoni risultati in ospedale. Lui ha imparato tutto quanto su queste malattie e sui rispettivi trattamenti. Ha continuato a fare Tai Chi ogni giorno per due ore più fotografie, libri, registrazioni, la sua trasmissione radiofonica con Hal Willner e molti altri progetti. Ha amato i suoi amici, e ha chiamato, mandati messaggi, email quando non poteva essere con loro. Abbiamo cercato di comprendere e applicare gli insegnamenti che il nostro maestro Mingyur Rinpoche impartiva; specialmente quelli più difficili come “devi imparare a padroneggiare l’abilità di sentirti triste senza in realtà essere triste”. La scorsa primavera, all’ultimo minuto, ha ricevuto un trapianto di fegato che sembrava aver funzionato completamente e ha riguadagnato istantaneamente la salute e l’energia. Poi anche quello ha cominciato a funzionare male, e non c’era via di scampo. Quando il dottore ha detto: “E’ finita. Non ci sono più opzioni”, l’unica parte che Lou ha sentito era “opzioni”. Non si è dato per vinto fino all’ultima mezz’ora della sua vita, quando improvvisamente lo ha accettato: all’improvviso e completamente. Eravamo a casa. Lo avevo portato via dall’ospedale qualche giorno prima. E anche se era molto debole, ha insistito per uscire fuori nella luce accecante del mattino. Come persone use alla meditazione, eravamo preparati per questo: come muovere l’energia dalla pancia fino al cuore e poi spingerla fuori dalla testa. Non ho mai visto un’espressione così piena di meraviglia come quella di Lou quando è morto. Le sue mani stavano facendo la forma 21 del Tai Chi, quella dell’acqua che scorre. I suoi occhi erano spalancati. Stavo tenendo tra le braccia la persona che amavo più di ogni altra cosa al mondo e le parlavo mentre moriva. Il suo cuore ha smesso di battere. Non aveva paura. Ero riuscita a camminare con lui fino alla fine del mondo. La vita – così bella, dolorosa e spettacolare – non può dare qualcosa più di questo. E la morte? Penso che lo scopo della morte sia la realizzazione l’amore. Al momento, non posso che essere piena di gioia e sono così orgogliosa del modo in cui ha vissuto e in cui è morto, della sua incredibile potenza e grazia. Sono sicura che verrà a trovarmi in sogno e sembrerà ancora vivo. E all’improvviso sono qui in piedi da sola incantata e piena di gratitudine. Com’è strano, eccitante e miracoloso che possiamo cambiarci l’un l’altro in modo così profondo, amarci l’un l’altro così tanto attraverso le nostre parole e la musica e le nostre vite reali. 
Laurie Anderson

28 ott 2013

I'm Waiting for the Man - Velvet Underground and Nico

In morte del grande Lou Reed che ho avuto la fortuna di vedere una volta dal vivo, ripropongo questo vecchio post.  Rock and Roll.
L'album con la banana da spellare e la polpa rosa.
Andy Warhol, Lou Reed, JJ, Nico e un disco che non se lo fila nessuno ma solo tutti quelli che faranno la storia del rock negli anni a venire e poi quelle canzoni, un album di hit a scoppio ritardato.
Canzoni che non invecchiano, standards dalla nascita.
Quella disperata canzone d'amore dal sound già così maturo che sembra uscita dal nulla, che sembra già il Lou Reed di Berlin o di Transformer, “I'm waiting for the man”.

I'm waiting for my man
Got 26 dollars in my hand
“Aspetto il mio uomo
con 26 dollari in mano”.

Un amore mercenario, una dannazione, Lou aspetta il suo spacciatore con già i soldi in mano per l'eroina.
Intorno a lui la città è straniera, non esiste nulla. Il rapporto con il suo amore ossessivo non prevede nulla se non la droga, il mondo non esiste più.

“Here he comes, he's all dressed in black
PR shoes and a big straw hat
He's never early, he's always late”

“Eccolo che arriva, tutto vestito di nero
Scarpe da portoricano e un grande cappellaccio di paglia
Non è mai in anticipo, è sempre in ritardo”

La descrizione è perfetta, sembra di vedere una copertina di un album di quache anno dopo di Miles Davis “On The Corner”, la figura dello spacciatore magnaccia portoricano già è un classico dell'iconografia anni 70.

La musica è un reiterato crescendo, sempre più veloce, sembra portare ad un finale non prevedibile, verso una nuova apertura e sviluppo del racconto: Ora che l'uomo è arrivato lo porta nella sua stanza, su per tre piani di scale gli fa assaggiare l'eroina, il dolce gusto dell'amante, poi Lou se ne va...e fino a domani è salvo. Poi ricomincerà tutto come in una specie di girone infernale sempre uguale a sé stesso con la musica che lo racconta dalla prima all'ultima nota.

I'm waiting for my man
Got 26 dollars in my hand
Up to Lexington 125
feelin' sick and dirty
Huh, I'm waiting for my man

Hey white boy, what you doin' uptown
Hey white boy, you chasin' my women around
Pardon me sir, it's furthest from my mind
I'm just waitin' for a dear-dear friend of mine
I'm waiting for my man, come on

Here he comes, he's all dressed in black
PR shoes and a big straw hat
He's never early, he's always late
first thing you learn is that you always gotta wait
I'm waiting for my man

Up to a brownstone, up three flights of stairs
Everybody's pinned you and nobody cares
He's got the works, gives you sweet taste
then you gotta split because you got no time to waste
I'm waiting for my man

Hey baby, don't you holler, don't you ball and shout
I'm feeling good, I'm gonna work it on out
I'm feeling good, feeling so fine
until tomorrow, but that's just some other time
I'm waiting for my man
I'm waiting for my man
I'm waiting for my man
man-man-man-man-man-man-man


24 apr 2013

Warm Beer and Cold Women - Tom Waits


Il vecchio Tom ricorda che può anche andare peggio lo schifo che c'è. 
Dall'album Nighthaws at the dinner ispirato al celebre quadro di Hopper:

13 giu 2012

Tsunamis of Energy - Bruce Springsteen and The E Street Band

"Bruce Springsteen has made some awesomely entertaining music. I think it’s called Stadium Rock when Springsteen and his longtime partners the E Street Band would unleash tsunamis of energy that would flood entire stadiums. Their shows are legendary epic events which have been rocked faces off for decades. But Springsteen the songwriter, that’s beyond entertainment. He has an uncanny gift for reaching inside and seeing what’s there. When he spoke of restless youths stuck in blue-collar ghettos of New Jersey suburbs dreaming of a freedom they only ever got a fleeting taste of when they jumped into their muscle cars and floored the pedals, shit, even I got it, and I was a Ugandan university student who was scared to drive. When he spoke of how those dreams were broken, when he spoke of how something rose from the wreckage to defy its own doom with the mere but the glorious act of merely surviving, I got it. From Born to Run to Growin Up to Nebraska to Lucky Town to Human Touch to Born in The USA to Darkness on The Edge of Town to Promised Land to Jungleland to No Retreat No Surrender to the sublime Thunder Road to Into The Fire to Worlds Apart to When You Need Me to Back In Your Arms to I’ll Work For Your Love, I got it. The songs this guy writes set a tuning fork in my own soul resonating. Now, you may not feel the same way about Bruce Springsteen. Millions of people around the world have, for forty years, but, as always, that means there are millions more who haven’t. As I said about Michael Jackson, if your music is strong enough to be loved, it is strong enough to be hated. But I hope if you don’t feel this way about Bruce, you feel this way about some singer somewhere, or some writer, or some painter, or someone."

Via Fuckyeahtheboss

12 giu 2012

Scaletta del concerto di Trieste 11.06.2012 Bruce Springsteen

Setlist:
Badlands
No Surrender
We Take Care of Our Own
Wrecking Ball
Death to My Hometown
My City of Ruins
Spirit in the Night
Downbound Train
Jack of All Trades
Youngstown
Murder Incorporated
Johnny 99
Working on the Highway
Shackled & Drawn
Waitin' on a Sunny Day
Apollo Medley
The River
Because the Night
The Rising
We Are Alive
Thunder Road
* * *
Rosalita
Born in the U.S.A.
Born to Run (with Elliott Murphy)
Bobby Jean

11 giu 2012

La musica popolare americana di Springsteen il 10.06.2012 a Firenze


L'avevo anche scritta la recensione "tipo" del concerto di ieri sera a Firenze. Ma non mi interessa. Non dice quello che ho provato, che provo. E' stata una grande notte di rock and roll, di divertimento allo stato puro. Per sempre mi resteranno negli occhi gli occhi di mia moglie e quelli di un ragazzo che fradicio di piogga ridevano. Potendo fermare il mondo in quell'istante avrei potuto cristallizzare la felicità.
E' dono dei grandi della musica, della letteratura, dell'arte raccontare a tutti la vita e le emozioni, coniugare l'impegno e la semplicità senza banalizzare o intellettualizzare nulla.
Così ieri sera Bruce, ha raccontato di vita, di sconfitte, di esistenze, di amori preoccupandosi che tutti quelli che volevano e che non hanno fantasmi di intellettualismo nel loro sè potessero capire con facilità. La grandezza sta nel far questo senza banalizzare nulla, dando a tutto il suo giusto valore, come dice De Gregori in una canzone:

E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia) 
quando si tratta di scegliere e di andare, 
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, 
che sanno benissimo cosa fare. 
Quelli che hanno letto milioni di libri 
e quelli che non sanno nemmeno parlare, 
ed è per questo che la storia dà i brividi, 
perchè nessuno la può fermare. 

Così Springsteen ha la capacità di parlare a tutti.
S'è detto fino alla nausea che Springsteen è il rock americano, è il figlio di Dylan che sa coniugare per le masse ciò che il poeta di Duluth ha distillato; dopo l'incontro di ieri di sera mi sembra  ormai che questo luogo comune sia divenuto appunto tale e racconti solo ciò che è parziale e quindi falso.
Quando Springsteen ha imbracciato la Fender (penso fosse una Fender, ma se qualcuno più esperto ha voglia di correggere, se del caso, è il benvenuto) acustica, per suonare Workin on The Highway, ho avuto l'impressione quasi la certezza di vedere redivivo Elvis Presley. Mi sbaglierò ma quel rockabilly era perfetto e il The King oggi suonerebbe così. E poi la musica popolare dei neri d'america degli anni sessanta e settanta, con quei soul dell'Apollo Medley che arrivavano sino a scavare il blues ed il gospel.
Springsteen è l'autore che sa raccontare l'impegno con divertimento.

9 giu 2012

Domani sera a Firenze con Springsteen tra vita e realtà

Quando il rock and roll segna l'ora degli addii si perderanno per strada gli eterni bambini primi della classe, il rock and roll diverrà una casa dove potranno entrare ed apprezzare anche i non adepti. Basta chiese per eletti e per elites, basta caste di sacerdoti ed esperti del sabato sera. Il rock è diventato la musica della narrazione delle nostra vita ma il pubblico si è parcellizzato, in parte è rimasto bambino radicale, in maggioranza vaga senza più identità. Invecchiare senza perdere vita, rimanendo vivi e curiosi, invecchiare senza divenire adulti, è quello che tenterò ancora una volta di celebrare domani sera a Firenze con Bruce.

8 giu 2012

7 giugno 2012 - The River - Bruce Springsteen - Milano San Siro

Scaletta del concerto di Milano 07.06.2012 - Bruce Springsteen

Setlist:
We Take Care of Our Own
Wrecking Ball
Badlands
Death to My Hometown
My City of Ruins
Spirit in the Night
The E Street Shuffle
Jack of All Trades
Candy's Room
Darkness on the Edge of Town
Johnny 99
Out in the Street
No Surrender
Working on the Highway
Shackled & Drawn
Waitin' on a Sunny Day
The Promised Land
The Promise (solo piano)
The River
The Rising
Radio Nowhere
We Are Alive
Land of Hope and Dreams
* * *
Rocky Ground
Born in the U.S.A.
Born to Run
Cadillac Ranch
Hungry Heart
Bobby Jean
Dancing in the Dark
Tenth Avenue Freeze-out
Glory Days
Twist and Shout

7 giu 2012

We Take Care Of Our Own - aspettando Bruce a Firenze...

Ripasso la lezione in attesa del concerto di domenica 10 giugno a Firenze!

This is the Girl - Patti Smith

Il personale tributo di Patti Smith a Amy Winehouse. Come per tutti i grandi la poesia si racconta nella semplicità. Nostalgia di anni 50, come se Amy fosse vissuta fuori tempo.

2 mar 2012

You Really Got Me - Van Halen

30 dic 2011

London Calling - The Clash


Fine dell'anno a Londra. Una settimana di stacco e poi non ho mai visto Londra.
Arrivederci al 7 gennaio 2012. Felice anno nuovo.

Down to London - Joe Jackson