06 mar 2014

Quando il selfie si chiamava autoscatto

L'autoscatto era qualcosa di vecchio, un po' da sfigati e complicatissimo, si faceva l'inquadratura, si correva dalla macchina poggiata su un muretto all'inquadratura e si aspettava...è già scattato, sì, no, sta per scattare?!, non funzion...a e intanto il sorriso da fresco diventava da imbecilli.
L'autoscatto era una cosa così, non che funzionasse un gran che e poi era triste, era un po' come l'autoerotismo...nessuna mi fa una fotografia e allora me la faccio da solo.
Il selfie invece è figo e non dipende tanto dall'evoluzione tecnologia, dalle macchine fotografiche digitali, dai tablet tuttofare, dagli smart phone sempre più smart, ma dalla perdita del pudore e dall'affermazione ridicola ed esibizionista del vuoto di sè, come se l'ostentazione di tutti i nostri inutili pensieri, di tutte le immagini, dello scrivere un mare di cazzate come sto facendo io qui adesso su un blog potesse in qualche modo interessare veramente qualcuno o coprire il vuoto edonistico di cui siamo fatti.
Mi mancano le foto di carta, sovraesposte, sfocate, fatte di braccia tagliate selvaggiamente dall'inquadratura.
Vi risparmio un selfie, anche se potrebbe essere un post di successo "I nostri selfie!!! - diamo un volto ai bloggers".
Mi chiedo se sto invecchiando o se invece non mi sia rimasto un po' di buon senso e di modestia insegnatami da bambino.

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