25 nov 2011

Impagabile silenzio e impotenza

Impagabile silenzio e impotenza dinanzi al Governo Monti. Lo sto gustando questo silenzio, almeno sin quando durerà, e mi sento impotente, in balia di fatti e dinamiche molto più grandi di me e per questo del tutto incontrollabili.
Ho la medesima sensazione di quando si fa un viaggio in aereo che ci si affida del tutto alla compagnia aerea e ai piloti: fiducia e speranza di non cadere e anche parecchio fatalismo.
Io credo che Monti sia un buon pilota, forse il migliore che potessimo trovare e che però l'aereo sia malconcio. Speriamo, non si può fare altro.
Meglio approfittare di questo silenzio per fare alcune considerazioni. Prima di tutto quanto è bello non sentire le cazzate, o sentirle estremamente smorzate e lontane, di silvio, di brunetta, di gasparri, la russa, e di tutto il circhetto del bunga - bunga. La serietà ha un suo fascino specialmente dopo quasi 20 anni di casino. Persino le cazzate di bossi non emergono più di tanto e sembra non crederci nemmeno lui...chissà se sarà così anche per i fessi che lo hanno sempre votato.
"Dobbiamo portare a casa il federalismo!!!" e abbiamo portato a casa un tre quarti di fallimento - bravi! 20 anni di cura e ci avete rovinati.
L'altra cosa che mi fa pensare è vedere come i politici e la loro sconfitta, la sconfitta in realtà di un'intera classe dirigente, adesso se ne stiano lì increduli di saperne quanto noi comuni cittadini, spaventati non tanto per l'Italia ma perchè sono nudi, il re è nudo, e attende un gruppo di professori e super professionisti che li tiri fuori dalle peste.
Il ventennio berlusconiano ha decretato il fallimento e, speriamo anche la fine, di un'intera classe dirigente, se il paese non fosse già mezzo cadavere, sarebbe una magnifica ed irripetibile opportunità di rinascita per l'Italia.
Mentre mi godo questo silenzio, mi assale però un dubbio: che ci siano ancora cittadini pronti a cadere nel tranello dello scaricabarile sul povero Monti che questi politici ci regaleranno come ultimo atto della loro incapacità?

13 commenti:

Gianna ha detto...

E la stessa cosa ha detto la Littizzetto.

Francesca ha detto...

Non mi intendo molto di finanza e politica, spero di imparare qualcosa da te. Ti seguo subito. Saluti da una Siciliana a Roma!

listener-mgneros ha detto...

non credo che Monti sia un buon pilota, ma principalmente che sia l'unico pilota possibile al momento...il che non mi consola, come non mi consola la mancata capacità di una nazione intera di fare profondamente i conti con se stessa e con la sua irresponsabilità civile...ora tutti li a tifare per monti...poi si ricomincerà come prima e peggio di prima

dario ha detto...

Mah, nella migliore delle ipotesi i politici non sono fuori, ma sono in uno stato di coma controllato, pronti ad essere risvegliati, casomai 'sto aereo dovesse per caso arrivare a destinazione senza schiantarsi.
A me sembrano tutti ancora li'. Bossi, Fini, Casini (ohi, Casini, quello di cui ci dovremo liberare nel prossimo ventennio), ma anche Bersani, Di Pietro. Ecco, l'unico che mi pare sparito e' Berlusconi. Be', gia' un bel passo avanti, ma non sufficiente per voltare pagina.

Perche' io penso che una classe dirigente ci voglia. E non mi pare che quella fallimentare sia disposta a scansarsi per far posto alla nuova generazione.

Il governo Monti, nel bene o nel male passera'. E io saro' contento, perche' sara' bravo, ma non ha niente a che vedere con la democrazia. E quando sara' passato, be' allora saremo da capo. Sta solo nel verificare chi ci sara' al posto di Berlusconi. Io punto tutto su Casini.

listener-mgneros ha detto...

nemmeno la democrazia centra molto con il concetto che si ha speso della democrazia stessa...e forse sarebbe ora di chiarirsi questo.
dire in un paese dove si sono usate le stragi per impedire i governi di sinistra che il governo monti non sia democratico è come prendersela con l'ultima goccia e non chi per decenni ha riempito il vaso fino a farlo straboccare...

dario ha detto...

Uhm... la democrazia non c'entra con il concetto che si ha della democrazia? Chevvordi'? :-)

listener-mgneros ha detto...

prova a pensarci...

dario ha detto...

Non ci arrivo (scusa, son scemo). Pero' ci sto provando sul serio, giuro.
Abbi pazienza. Dato per scontato che su "centra" ti e' scappato via l'apostrofo, invece con "speso" si tratta di analogo errore di battitura per l'avverbio "spesso" oppure e' il participio passato di "spendere"?

Perche' non mi pare abbia un senso "il concetto che si e' speso per democrazia"... No, propenderei che stai parlando del concetto comune (quello che si ha "spesso") di democrazia. Ma anche li', davvero non ci arrivo, ti prego, aiutami.

Mi stai dicendo che la democrazia non ha niente a che vedere con il concetto comune di democrazia. Mi pare che non abbia senso, perche' il significato di una parola e' quello che le persone che la usano vogliono attribuirle. Se dico "casa", ad esempio, intendo quella cosa che e' definita proprio dal concetto che le persone tipicamente hanno di casa. Se volessi intendere il concetto che la gente ha di pesce, probabilmente utilizzerei la parola "pesce" e non la parola "casa", altrimenti rischierei di non essere compreso.
Quindi, tipicamente la democrazia, quando uno parla di "democrazia", si suppone sia quella cosa definita dal concetto tipico di democrazia, altrimenti chi parla rischia di non essere capito, e allora meglio che non lo faccia.
Che poi qualcuno che ascolta salti fuori a dire che chi parla ha usato un termine a sproposito giungendo a conclusioni sbagliate mi pare un po' pretenzioso da parte di chi ascolta, no? Io utilizzo il termine "democrazia" quando intendo "democrazia", secondo la definizione comune della parola "democrazia". O almeno cerco di farlo.

Se invece vuoi dire che ritieni che lo stato dovrebbe realizzare un modello di democrazia un po' diverso da quello che i cittadini si aspettano che debba fare, allora anche qui non ti capisco. Per me la cosa bella della democrazia e' che alla base di tutto sta il fatto che in qulche modo il modello che lo stato deve realizzare per il governo del Paese sia dettato dalle aspirazioni dei cittadini. In una dittatura il modello di stato e' determinato da cio' che vuole il dittatore, in democrazia il modello di stato e' determinato da cio' che vuole il cittadino. Tipicamente, dico, perche' poi bisogna fare i dovuti distinguo generati dal fatto che spesso (quasi sempre, mi pare) il bene comune non e' equivalente alla somma del bene individuale di tutti, e quindi, anche se fosse riconosciuto universalmente che bisogna perseguire il bene comune, il cittadino dovrebbe talvolta accettare la privazione del bene individuale, il che puo' essere un sacrificio che il cittadino non e' disposto ad accettare. Ma sto divagando...

dario ha detto...

:-) comunque, mentre aspetto la tua risposta al mio logorroico commento, continuo a pensarci, prometto.

listener-mgneros ha detto...

bravo fai l'analisi grammaticale...
e anche quella politoco labirintica a seguire, io intanto vedo gente a Termini imerese perdere il lavoro e per sempre grazie a questa "idea" di democrazia...che appunto solo idea è...non credo sia stato l'antidemocratico Monti a fargli perdere il lavoro...probabilmente quando sono incazzati anche loro sbagliano le regole basilari della grammatica, gli diremo di scrivere meglio la prossima volta.
p.s. Non nutro particolari smipatie per Monti...

listener-mgneros ha detto...

scusa dimenticavo...visto che sei così preciso sugli errori altrui:
- qulche..manca la a
- "perche'" si scrive apostrofato?

Come vedi, democraticamente, tutti sbagliamo quando scriviamo in fretta, prova a partire da questo e magari esercitati sulla lunghezza dei periodi.
Bye.

dario ha detto...

Amico Listener.
Speravo che non prendessi come critica le mie correzioni ortografiche. Certo io sono proprio l'ultimo a poter salire sul pulpito a riguardo. Ci tengo a scrivere bene, ma spesso mi scappano errori di battitura, ortografici o sintattici, per la fretta di finire. Gli accenti non li uso perche' sono abituato a scrivere su una tastiera americana, che le lettere accentate non le ha. E' vero, si potrebbe ovviare con sequenze alt-codice, ma e' davvero molto scomodo. Spero mi perdonerai se continuero' ad usare l'apostrofo.

No, la mia non era una critica sull'errore di battitura, ma solo un dubbio sull'ambiguita' della frase "il concetto che si ha spes(s)o della democrazia". Capisci che se intendiamo "spesso" come avverbio oppure "speso" come participio di spendere, le due versioni hanno entrambe significato, ma il loro significato e' molto diverso.

Mi viene in mente un libro di un'autrice inglese dal titolo "Eats, shoots and leaves", che e' una frase tratta dalla definizione in un dizionario zoologico alla voce "Panda".
Il problema e' la virgola. Con la virgola singifica "mangia, spara e se ne va" (e tutti si immaginano un panda che entra in un ristorante, si serve, uccide il cameriere, si alza e va via). Si tratta di un errore tipografico, evidentemente, perche' senza virgola significa "mangia germogli e foglie" (e tutti sono piu' propensi a immaginarsi un panda che nella foresta si ciba del tenerume del bamboo).

Nel caso nostro mi posso immaginare che la Societa' abbia impegnato risorse per formularsi un difficile concetto di democrazia ("il concetto che si ha speso della democrazia") oppure mi posso immaginare i membri la societa' che hanno una idea comune, anche se non assoluta, di cio' che e' la democrazia ("il concetto che si ha spesso di democrazia"). Come vedi entrambe le versioni hanno un senso, e quindi il significato del tuo messaggio e' ambiguo. Non era polemica, la mia. Non ho capito davvero, anche se mi sono fatto l'idea che si trattasse di quest'ultima versione.

Per la precisione anche l'espressione "centra" con e senza apostrofo fa' due versioni diverse della frase, entrambe di senso compiuto (voce del verbo entrare + pronome ci - "c'entra" - oppure voce del verbo centrare - "centra"). Ma entrambe le versioni hanno significati analoghi, per cui non ho sottolineato l'ambiguita'.

segue...

dario ha detto...

...segue

Riguardo al contenuto, invece, continuo a non capire la differenza tra il concetto di democrazia e la democrazia. O la democrazia che intende la gente e' qualcosa di diverso dal modello che e' o dovrebbe essere realizzato in uno stato democratico, oppure non lo e'.
In democrazia, pero', ammetterai, il modello di stato che e' o dovrebbe essere realizzato e' quello che vuole la gente, proprio per definizione di democrazia. Cioe', la democrazia e' democrazia solo se il modello di stato che si genera e' quello voluto dalla gente. Se fosse quello voluto dal dittatore sarebbe dittatura. Se fosse quello voluto dal re sarebbe monarchia. Se fosse quello voluto da un gruppo di despoti sarebbe oligarchia, se fosse quello voluto da Dio sarebbe la Teocrazia. Scusa la lezione, e' solo per intendersi sui termini, non per vantarmene: "democrazia" e' una parola che viene dal greco come unione di due parole: "demos" che e' il popolo, e "cratia" che e' il governo. Democrazia e' il governo del popolo. Cioe', in democrazia e' il popolo che decide come il popolo deve esere governato. Quindi se una democrazia realizza un modello di democrazia che e' diverso da quello che vuole il popolo ne consegue che quel modello di democrazia non e' in effetti una democrazia. Mi sono spiegato meglio?

Non riesco a vedere come il problema dei disoccupati di Termini Imerese e' conseguenza di un certo modello di democrazia voluto dal popolo (inclusi gli operai disoccupati di Termini Imerese).

A me Monti piace tanto, perche' innanzitutto e' colto, esperto ed onesto, cose che dovrebbero essere imprescindibili per qualunque politico ma, ahime', non lo sono quasi mai. Sicuramente e' anni luce da Berlusconi, che non e' ne' colto ne' esperto ne' tanto meno onesto.
Pero' bisogna ammettere che la nomina di Monti, seppur possa essere considerata necessaria (io penso che non c'era alternativa alcuna, nel momento in cui e' stato incaricato), e' l'espressione di una esigenza dettata dalla finanza internazionale, e non dal popolo italiano. Per dire, quello che ci si aspetta e' che la sola immagine di Monti, oltre alle misure che prendera', provochi una ripresa dei mercati finanziari e una diminuzione dello spread sui Bund. Perche' questo significa rientrare nell'Europa a testa alta, e quindi essere pronti ad una eventuale ed auspicata ripresa economica. Che potrebbe provocare, con il tempo, un aumento di posti di lavoro. L'alternativa e' uscire dal sistema, cosa che ci ridurrebbe al terzo mondo.
Questo pero' Monti lo deve realizzare (e io conto che lo faccia) colpendo i poveri e riducendo i diritti dei lavoratori. Perche' queste sono le manovre imposte dall'Europa. E capirai che aumentare la forbice tra ricchi e poveri e ridurre i diritti dei lavoratori, per dare potere alle classi piu' abbienti perche' possano risollevare le sorti della finanza non e' propriamente un'idea democratica, perche' non parla della volonta', dei diritti o dell'interesse del popolo.

In questo senso Monti non ha niente a che vedere con il concetto di democrazia, come dicevo nel mio primo commento e ribadisco adesso.

Pero' tu mi dici che il concetto di democrazia non c'entra molto con la democrazia, e quindi, secondo la tua interpretazione, il mio discorso non regge: il governo del popolo non deve essere influenzato dal popolo e la definizione di democrazia deve essere pesantemente rivista. Speriamo che in tutto questo giro che deresponsabilizza e allontana il popolo dalla politica a farne le spese non siano sempre e soli quelli come i disoccupati di Termini Imerese.