14 dic 2012

Delle tasse si lamentano i ricchi

Delle tasse si lamentano i ricchi e quelli che non le hanno mai pagate. Straordinario come la gente, come che vive di stipendio non si lamenti. Eppure se molti non evadessero noi stipendiati pagheremmo un po' meno.
Sì mi fa un po' schifo vedere liberi professionisti che hanno la casa in città (solitamente centro storico), la casa in montagna, magari sul lago e perchè no al mare, lamentarsi. Loro che hanno l'auto aziendale, loro che i figli non vanno alla scuola pubblica (sempre più ghetto), ma alla scuola privata le cui mogli vedo alla mattina sfrecciare su astronavi spaziali da 3 tonnellate che una volta con mezzi così grandi i manovali ci portavano la terra, i mattoni. Ora no, sono auto di lusso, che donne decorative e quasi tutte bionde, non sanno parcheggiare e allora cazzano lì in qualche modo sui marciapiedi, 4 frecce, un attesa che un mini bambino caracolli in qualche modo giù dall'astronave con il suo trolley regolamentare.
Eppure sta gente qui è quella che si lamenta dell'IMU, dimenticando peraltro che la tassa l'ha introdotta un governo loro amico, se ne lamentano alla sera al rotary o una prima teatrale. E intanto gli altri pedalano, non fiatano e pagano derisi ma con una dignità che non si può comprare.

23 commenti:

Anonimo ha detto...

Bella raccolta di luoghi comuni, eh.
La differenza fondamentale tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi è che i primi pagano le tasse su quello che guadagnano dopo averlo guadagnato, i secondi su quello che potrebbero guadagnare prima di averlo guadagnato.
Ma fino a quando non lo provi sulla tua pelle non puoi saperlo.

silvano ha detto...

se non si vuole capire, non si vuole capire e nessuno si offende se si rinuncia commentare.
Cos'è non era forse implicito che necessariamente non si possono trattare i singoli casi? Che è adesso devo prendere l'elenco telefonico e spulciare caso per caso?

In ogni caso i dipendenti le tasse le pagano in contemporanea, e solo perchè con il loro lavoro hanno messo in tasca un lordo al datore di lavoro questo prima di ricevere lo stipendio e dire "grazie sior paron" (in molti casi è così).

La prima volta che vedo la moglie di un operaio che scaricato il pargolo dal SUV di proprietà si intrattiene al bar lo documenterò. Per ora mi accontento di fare una misera cronaca piena di luoghi comuni, al genere fantascienza o al romanzo lisergico ancora non son arrivato.

Gap ha detto...

Concordo con il post e la risposta all'anonimo. Se i tuoi sono luoghi comuni i suoi cosa sono? Mi viene una battuta ma non la faccio, l'anonimo non la capirebbe.

Ernest ha detto...

É la parte di italia che sta al sole.... quella che non viene mai pizzicata quella che mantiene il proprio stato e il resto in fondo...

dario ha detto...

A parte il j'accuse indiscriminato contro i SUV (ne posseggo uno :-)), mi trovo mio malgrado ancora una volta d'accordo con te (http://radiciitaliane.blogspot.it/2012/12/tasse.html).

dario ha detto...

:-) io le tasse del primo mese di lavoro le ho pagate con la busta paga di quel mese, e cioe' alla fine di un mese di lavoro. Quindi le ho pagate per un lavoro che avevo gia' fatto. E l'avevo fatto gratis, tra l'altro. Se morissi il giorno prima dell'arrivo della busta paga, avrei lavorato per un mese meno un giorno in piu' di quanto sono stato pagato.

nella ha detto...

Silvano hai mille ragioni, ma il fatto sta che pur avendo ragione e dignità a vendere, ora tutto questo non ci basta più....
Brancoliamo nel vuoto , trainati da fili invisibili sapendo poi ci porteranno forse alla distruzione totale.
E noi? Aspettiamo!

Anonimo ha detto...

Torno a commentare e rimango, per ovvie ragioni, anonimo (anche se ci conosciamo abbastanza bene)
Parlo per eseprienza diretta, da dipendente mi sono visto costretto a diventare lavoratore in proprio, venendo a conoscenza di cose che prima nemmeno immaginavo.
Io pago, così d'amblè, 3.600 euro all'anno di Inps, a prescindere dal fatto che l'attività sia in attivo o in passivo.
Essendo stato così stupido da aver assunto un dipendente, pago pure l'Irap, che è una tassa che si paga sul valore lordo della produzione, senza scaricare i costi: un'altra volta, l'attività può andare bene o male, ma questa tassa si paga lo stesso.
Il mio dipendente guadagna più di me: negli ultimi due anni ha preso x per 14 mensilità, e io quello che avanza una volta pagate tutte le spese e le tasse.
Dimostrabile con ricevute fiscali, fatture e bilanci.
Potrei andare avanti, ma mi fermo qui.

Vedere il solito ritornello contro i "cattivi lavoratori autonomi" da parte dei "buoni lavoratori dipendenti" mi fa un po' girare i coglioni, che ci posso fare.

Come anche la risposta supponente ed irritante di Gap, eh: mica tutti quelli che non sono d'accordo con te sono stupidi o in malafede. Accettare il dialogo è una scelta, chi lo sta rifituando siete voi, non io.
dario, la cosa del mese di lavoro gratis non l'ho davvero capita: le tasse del primo mese le hai pagate con lo stipendio del primo mese, che è quello che ho detto io. Cosa avevi fatto gratis? Se morissi un giorno prima di essere pagato, quello stipendio andrebbe ai tuoi eredi, e avresti lavorato esattamente per il periodo per il quale sei stato pagato. Oppure non ho capito nulla di quello che volevi dire?

dario ha detto...

:-) dipende da cosa intendi per "guadagnare".
in un certo senso lavorando un giorno, diciamo il 15 ottobre, mi guadagno lo stipendio del 15 ottobre, ma le tasse le pago il 10 novembre (da noi gli stipendi arrivano il 10 del mese successivo a quello lavorato). In questo senso hai ragione tu, le tasse le pago DOPO aver guadagnato lo stipendio.

Ma se intendiamo "guadagnare" l'atto di acquisire soldi per un lavoro fatto, le tasse le pago PRIMA di guadagnare lo stipendio, infatti i soldi che vengono accreditati sul mio conto sono gia' detratti dalle tasse.

In questo senso, la tua affermazione che i lavoratori dipendenti "pagano le tasse su quello che guadagnano dopo averlo guadagnato" e' falsa

dario ha detto...

Per la verita' in genere sono detratti di una quantita' di tasse maggiore di quella che sia mia competenza, infatti poi a giugno presento il 730 per riavere in dietro i soldi che ho pagato nei dodici mesi dell'anno precedente.

Non e' che mi lamenti, intendiamoci, ma se la differenza e' quella che indichi tu, cioe' che noi prima guadagnamo e poi, quando abbiamo i soldi in tasca, solo allora paghiamo, mentre voi siete costretti a pagare prima indipendentemente da cio' che guadagnerete, be', questa mi pare una solenne frignaccia.

Pero' e' ovviamente un parere personale.

dario ha detto...

:-) scusa l'idiozia che mi e' innata, ma io francamente non lo capisco il motivo per cui devi rimanere anonimo.

Anonimo ha detto...

dario, lasciamo stare.
Se davvero non vedi la differenza tra come vengono pagate le tasse dai dipendenti e dai lavoratori autonomi, vuol dire che hai ragione tu: ho scritto una fregnaccia.

La trattenuta diretta sullo stipendio lordo è EVIDENTEMENTE la stessa cosa che pagare le tasse in anticipo, a prescindere da quello che si guadagnerà.
Scusami per aver scritto una cazzata così enorme.
D'altronde non è colpa mia: in quanto lavoratore non dipendente, sono automaticamente dotato di suv, ricco sfondato, disonesto, evasore e quant'altro ti faccia piacere credere. Anche un po' scemo, come diceva giustamente Gap.

dario ha detto...

no no. Ancora stai sbagliando.
Io non credo che tu sia ricco sfondato, ne' tanto meno disonesto evasore o scemo.
Non lo so se hai un suv. Io ce l'ho e non me ne vergogno.

Non ho neanche detto che pagare le tasse come lavoratore dipendente e' lo stesso che pagarle come lavoratore autonomo.

In effetti non credo si possa dire che ho ragione come non si puo' nemmeno dire che ho torto, visto che non ho detto proprio niente a riguardo.

Ho detto solo che secondo me le tasse vengono trattenute dal mio stipendio PRIMA che detto stipendio mi arrivi in saccoccia.

Mi pare che questa espressione non sia interpretabile in modo sbagliato.

Mi spieghi perche' vuoi rimanere anonimo (che' tanto sappiamo tutti qual'e' il tuo nickname)?

Anonimo ha detto...

dario, se voglio restare anonimo sarà o no una mia scelta, che magari non ho voglia di spiegare?
Anche perchè non c'è nulla da spiegare: rileggi le prime due risposte di silvano e gap, c'è tutto lì.

Tu hai scritto prima:
"In questo senso, la tua affermazione che i lavoratori dipendenti "pagano le tasse su quello che guadagnano dopo averlo guadagnato" e' falsa"

Adesso hai scritto:
"le tasse vengono trattenute dal mio stipendio PRIMA che detto stipendio mi arrivi in saccoccia."

Se davvero non vedi la diversità tra ricevere uno stipendio con le tasse già trattenute e pagare le tasse prima di aver guadagnato dei soldi, chettedevodì.

Ci si può sforzare di capire le cose, oppure accontentarsi dei propri preconcetti.
Tu, scusami, ti stai accontentando.

Anonimo ha detto...

Dimenticavo: se anche tu non riesci a vedere la diversità tra le due forme, posso assicurarti, avendo provato le due modalità, che quella dei lavoratori autonomi è molto diversa?

dario ha detto...

Caro Anonimo,
Davvero non mi pare il caso di arrabbiarsi (almeno, a me pare che ti stai arrabbiando).

Non devi spiegare perche' vuoi restare anonimo. Ero pero' curioso di saperlo, e quindi l'ho chiesto. Rispondere e' cortesia, ma vedi tu!

Io non ho fatto paragoni tra lavoratore dipendente ed autonomo. Riesco a vedere la diversita' tra le due forme, eccome. Ma forse ti sfugge cio' che ho detto esattamente, e, forse per preconcetto, mi hai messo in bocca delle cose che io non ho detto affatto, ne' che volevo dire.

Quando uno guadagna una cosa, se la mette in tasca e poi tira fuori i soldi per pagare qualcos'altro, io dico che paga dopo aver guadagnato.

Quando uno invece si vede gia' detratto il guadagno di qualcosa nel momento in cui si mette quel guadagno in tasca, io dico che paga prima di aver guadagnato (*).

Tu dici che il lavoratore dipendente paga le tasse dopo aver guadagnato lo stipendio. Nel mio caso personale non e' cosi', perche' mi vedo detratto lo stipendio dalle tasse prima di mettermelo in tasca, esattamente come detto qui (*).

Mi sforzo di capire le cose, ti giuro.
Tu, che invece sembri capirle facile, puoi decidere di lasciar perdere oppure di applicarti a spiegarmele finche' io, testone, non le capisco. Giusto per puro spirito di antropofilia.

Altrimenti io non e' che ci rimetto. Se non capisco il tuo punto di vista be', dovro' continuare a vivere nell'imbecillita' che forse e' propria del lavoratore dipendente, ma che ci vuoi fare? Spero di riuscire ad invecchiare felice lo stesso.

Anonimo ha detto...

dario, non mi sto per nulla arrabbiando, purtroppo sono i limiti dell'espressione scritta.
Domandare è lecito, rispondere è cortesia, giusto.
E io ti ho risposto che i motivi per cui li trovi tutti nelle due prime risposte di silvano e Gap.
Non è sufficiente? A me sembra di sì.

Tu ti sforzi di capire le cose, giuro: non mi sembra.

Il dipendente lavora un mese, a fine mese gli danno lo stipendio e contemporaneamente gli prelevano le tasse.
Le tasse sono pagate dopo aver guadagnato qualcosa (dal punto di vista tecnico del lavoratore, contemporaneamente al pagamento dello stipendio), non prima.

L'autonomo, le tasse le paga lo stesso.
Anche se non guadagna niente.
Succede eh, non ti credere, soprattutto di questi tempi.

A me la differenza sembra lampante, a te no, va bene lo stesso.

Se mi permetti, non accetto la tua "accusa" di averti messo in bocca cose che non hai detto.
Ho citato tra virgolette due tue frasi tratte dai commenti precedenti.
Non mi sembra nemmeno di averti dato del testone o dell'imbecille, nè di aver detto che i lavoratori dipendenti lo siano.
Queste sì, cose che tu mi hai messo in bocca e che io non ho detto.

Dopodichè, mi tocca ripetermi: io ho fatto le due esperienze, ti assicuro che sono diverse.
Tu preferisci non credermi, e va bene lo stesso.
Senza insulti, magari?

dario ha detto...

Anonimo. Cerco di spiegarmi di nuovo, perche' evidentemente non sono ancora stato chiaro.

Quando dico che il lavoratore dipendente paga le tasse prima di mettersi in tasca i soldi, non voglio ne' ho mai voluto paragonare il lavoratore dipendente, il suo modo di guadagnare e il suo modo di pagare le tasse al lavoratore autonomo, con il suo modo di guadagnare e di pagare le tasse. No, non l'ho detto ne' l'ho voluto dire.

Dal punto di vista tecnico, come dicevo nel mio commento delle 8.18, se per guadagnare intendi l'atto di aver lavorato per ottenere uno stipendio, allora hai ragione tu, il lavoratore dipendente paga le tasse dopo aver guadagnato lo stipendio.
Se invece per guadagnare intendi l'atto di ricevere dei soldi per aver lavorato, allora le tasse le paga prima di aver guadagnato, infatti nella busta paga lo stipendio e' quello al netto delle tasse, e al netto delle tasse gli viene accreditato sul conto.

Questo non significa affatto che il dipendente e' favorito, sfavorito o paga le tasse in modo uguale all'autonomo. Non significa questo. Sono ben cosciente che non significa questo, e non l'ho mai pensato. Tanto meno l'ho detto. Quindi, non capisco da che cosa deduci che io non capisco la differenza. La capisco eccome.

Questo, pur non avendo citato nulla in modo falso, e' quello che tu mi metti in bocca, cioe' che per me le tasse il lavoratore dipendente le paga nello stesso modo in cui le paga l'autonomo. Non l'ho detto. E me ne guardo bene dal dirlo, perche' so che non e' cosi'.

Se vuoi, penso che una differenza tra lavoratore autonomo e lavoratore dipendente sta nel fatto che quest'ultimo le tasse non le puo' evadere, visto che se le vede pagate gia' prima di avere in mano i soldi dello stipendio. Il lavoratore autonomo invece, in linea teorica, potrebbe evaderle. Cio' non significa che lo faccia. Non l'ho detto, ne'!

Infine, io non ho mai detto che tu mi abbia dato dell'imbecille o del testone. Me lo sono dato da solo. Questo si'.
Niente insulti, quindi. Nel senso che ognuno di noi si impegni a non insultare l'altro. Mi riservo la liberta' di insultare me stesso, pero'.

Anonimo ha detto...

dario, l'hai scritto tu questo o no?

"Non e' che mi lamenti, intendiamoci, ma se la differenza e' quella che indichi tu, cioe' che noi prima guadagnamo e poi, quando abbiamo i soldi in tasca, solo allora paghiamo, mentre voi siete costretti a pagare prima indipendentemente da cio' che guadagnerete, be', questa mi pare una solenne frignaccia."

Adesso scopro che non volevi dire e non hai detto niente a proposito delle differenze tra lavoratori dipendenti e autonomi.
A me sembra di sì, a meno che a casa tua "fregnaccia" abbia un significato che non conosco.

Sugli insulti e sulle figure retoriche, non prendiamoci per il culo: darsi dello scemo da solo, come hai fatto tu, è un artificio che significa esattamente l'opposto.
Per discutere insieme ci vuole, sempre, un minimo di onestà intellettuale: poi si rimane ognuno delle proprie opinioni, ma tant'è.

dario ha detto...

Hai ragione. E' una figura retorica che pero' serve piu' a non offendere l'interlocutore, piuttosto che intendere il contrario. Cioe': se io dico, "sono scemo, per favore rispiegami", non significa certo che lo scemo sei tu, ma, al limite, che sei tu che non ti sei spiegato.
Mi pare che, del resto, tu stesso ne faccia uso proficuo, o sbaglio?

Nella tua citazione del mio messaggio, leggi bene, c'e' la congiunzione "se", che non e' stata messa li' a casaccio.
Sai, io non credo di avere molta proprieta' di linguaggio. Spesso mi esprimo male. Ma in questo caso direi che, seppure lo stile non e' dei migliori, le mie parole non danno adito ad alcuna ambiguita'.

Mi spiego meglio, cosi' che, se sei interessato, puoi capire.

io dico "se la differenza e' quella che dici tu, allora stai dicendo cose sbagliate".
Questo per te significa sostenere che non c'e' differenza?
No. Significa che la differenza e' da ricercarsi altrove.

Ma scusa, se tu dicessi che io e Bar Rafaeli siamo diversi, e per sostenere questa affermazione dicessi che Bar ha gli occhi azzurri e i capelli biondi, be', io ti potrei ribattere "Anonimo, se dici che la differenza tra Bar e me sta' nel colore dei capelli e degli occhi, allora dici una gran fregnaccia", e sarebbe vero, perche' anche io ho capelli biondi e occhi azzurri. Questo non significherebbe che io e Bar siamo uguali, ma che la differenza non e' quella che avresti indicato tu.

Cos'e' che altro non capisci della mia posizione?

Anonimo ha detto...

dario, interessante.
Io ho detto una cosa sbagliata, ma la differenza c'è, ed è da ricercarsi altrove.
Perfetto.
Siccome sono interessato a capire, ti spiace spiegarmi dove?

silvano, la leviamo o no questa insopportabile verifica "Dimostra di non essere un robot" dei commenti?
:-)

dario ha detto...

Mah, come dicevo in un commento qua sopra per me una delle innumerevoli differenze della tassazione degli autonomi rispetto ai dipendenti e' che i secondi, essendo tassati alla fonte, seppur disonesti non possono evadere, mentre la societa' deve basarsi sull'onesta' degli autonomi per garantire una tassazione equamente spalmata sui cittadini.
(dove per "equamente" intendo in modo corretto rispetto la legislazione di riferimento).

Questo, sempre come dicevo nel commento sopra, e' ben lungi dal puntare il dito contro gli autonomi, intendiamoci. SE FOSSERO disonesti, POTREBBERO evadere le tasse. E questa, francamente, la trovo una ingiustizia sociale, visto che, ammetterai, molti, seppur una minima parte del totale, disonesti lo sono (ovviamente lo sono anche i lavoratori dipendenti, ma quelli non possono evadere loro malgrado).

Naturalmente questa e' una sola delle differenze tra i due modelli di tassazione. Ce ne sono molti altri cui non ho accennato, e, visto che ti interessa, magari accennero' quando avro' un po' piu' tempo per affrontare l'argomento.

Tanti auguri

Anonimo ha detto...

l'anonimo è allelimo