3 nov 2014

Superare Renzi

Peggio di Berlusconi sto Renzi a giudicare dall'accanimento con cui viene attaccato sui giornali, al bar, peggio di lui forse solo Mazzarri.
D'accordo. Mandiamolo a casa. Ma a parte mandarlo a casa i miei?! compagni del PD un'idea alternativa, o anche solo un'idea ce l'hanno?
A me pare che a parte "via Renzi" non ci sia poi al solito nulla. Perfino Landini, che reputo un ottimo sindacalista ha trovato ora una verve e una forza che nemmeno ai tempi del berlusca aveva.
Sarò diventato democristiano io ma mi sembra che non sia un gran che limitarsi a logorare il segretario del PD perchè è al potere. Meglio un ritorno di berlusconi? Che almeno quello è chiaramente un nemico?
Un'idea, un'idea mi basterebbe che la sinistra ne producesse una, anche bislacca ma un'idea per favore.

13 commenti:

Dario Castelli ha detto...

A me 'sto assolvere Renzi a tutti i costi continua a puzzarmi.
Le parole che dici sono esattamente quelle che dicevano i berlusconiani di Berlusconi. E avevano ragione, perche' allora (prima di Renzi) la sinistra di idee non ne aveva.
Cio' non depenalizza Berlusconi, mi pare.

Detto questo io credo che la minoranza del PD pulluli di idee. E' che le idee sono inutili se nessuno si ferma un attimo ad ascoltarle.

Hai mai provato a soffermarti un attimo sul blog di civati?
(http://www.ciwati.it/)
Magari quelle idee non ti piacciono, magari le svaluterai dicendo che l'opinione della minoranza e', appunto, minoritaria, ma non puoi proprio dire che di idee non ce ne siano.

Piu' che democristiano, a sentire certi ragionamenti, mi sembri berlusconiano (nel metodo, non certo nel merito).

Dario Castelli ha detto...

Ahah!!!

errata:
"i berlusconiani di Berlusconi"

corrige:
"i berlusconiani ai tempi di Berlusconi"

silvano ha detto...

Il prossimo giro mi becco del fascio.

oirad ha detto...

alè, e anche tu, silvano, sei sistemato: berlusconiano.
speriamo in dario e ciwati per la salvezza della sinistra italiana...

Dario Castelli ha detto...

e dire che avevo ben specificato "nel metodo e non nel merito", a bella posta.

Non so perche' continuo a venire in questo blog. E' come una droga... prima o poi riusciro' a disintossicarmi :-)

silvano ha detto...

Guarda quello che io credo è che bisogna ragionare da partito a vocazione maggioritaria. Vorrei che la minoranza PD avesse bene in mente questo. Questa mentalità che si conta sul serio e si incide solo se si è maggioranza è quello che mi piace di Renzi. Quello che ad oggi non mi piace di Renzi...insomma l'elenco è corposo. Vedo di evidenziare le pecche maggiori secondo la mia opinione.

La prima cosa è che si è circondato di gente mediocre. Mediocri son quasi tutti i ministri, a parte due o tre eccezioni. La seconda cosa è che ok per la vocazione maggioritaria ma bisogna anche dialogare con la minoranza, nel senso che deve essere fatto uno sforzo da parte della maggioranza ad ascoltare e cambiare se è il caso, e di contro la minoranza deve pensare di fare le sue battaglie rinunciando al vecchio vizio suicida della battaglia di logoramento o della minaccia della scissione. Dovrebbero veramente parlarne seriamente, lasciando fuori gente come D'Alema che è vendicativo ed è sempre dell'idea se non può vincere che allora "muoia sansone con tutti i filistei".
La terza fare un po' di pulizia nella corte di cicisbei di cui si circonda: gente come ad esempio la Picierno mi imbarazza solo a sentirla parlare, io non posso votare un partito dove una nullità tale è un dirigente che si lancia pure in indicibili analisi che mi fanno vergognare per lei.
ciao, silvano.

oirad ha detto...

ah scusa, rifo:

alè, e anche tu, silvano, sei sistemato: berlusconiano nel metodo e non nel merito.
speriamo in dario e ciwati per la salvezza nel metodo e non nel merito della sinistra italiana...

Dario Castelli ha detto...

Oirad: specificavo "nel metodo" perche' discutere sul merito e' sempre cosa buona. Se invece si tende ad escludere a priori l'opinione altrui, be', questo e' berlusconiano nel metodo, e mi pare che sia cosa negativa.

Silvano, a me pare che la minoranza PD, quella di Civati, in particolare, sia totalmente d'accordo con te con la storia del partito a vocazione maggioritaria, tanto che il buon Civati continua a fare una figura di merda dietro all'altra perche', pur non ascoltato, si ostina a rimanere fedele ai diktat del segretario del Partito, eletto a maggioranza dal Popolo delle Primarie.
Se ti fossi soffermato un attimo ad ascoltare Civati te ne saresti reso conto anche tu.
Ma il punto e' proprio quello che indichi tu. A che diavolo serve una minoranza se la maggioranza la liquida senza nemmeno ascoltarla (o magari facendo finta di ascoltarla ma senza prendere in considerazione quel che dice)?
Allora, aboliamo le minoranze, e facciamo un partito unico di modello sovietico, e chi non si adegua lo si sopprime senza perderne i voti.
Domanda: e' giusto che ci sia un dialogo interno tra diverse voci del Partito? In altre parole, il Partito deve essere governato democraticamente (cioe' facendo emergere le proposte di tutti) oppure autoritariamente (cioe' facendo massa acritica che segue il capobranco)?

Oh, mica dico che la democrazia e' un valore in ogni circostanza. In un Partito, pero', secondo me e' fondamentale, soprattutto se e' un partito a vocazione maggioritaria, perche' alla fine il governo del Paese e' espressione dei valori dei Partiti che partecipano a quel governo, e i Partiti a loro volta sono espressione dei cittadini che, in modo attivo o magari semplicemente ficcando una scheda nell'urna.

C'e' invece chi sostiene che un Partito e' forte se si presenta unito, e si presenta unito se imbavaglia le minoranze interne. E' il metodo berlusconiano.
Ed e' anche il metodo di Renzi.
Se il concetto di vocazione maggioritaria e' definito da una minoranza piu' corposa delle altre che, imponendosi, fagocita anche la forza delle altre minoranze, be', ne faccio anche a meno.
Se spazzi via dal PD le minoranze, finisce che la vocazione maggioritaria di Renzi se ne va a quel paese. Quindi, diciamocelo chiaro, la tua Vocazione Maggioritaria e' sostenuta di piu' dalle minoranze che da Renzi. E' Civati che lavora per l'unione del PD, non Renzi. Renzi rema contro.

Quindi, amico Silvano, se credi davvero nel secondo punto che hai scritto, sei piu' Civatiano che Renziano.

oirad ha detto...

Dario, bellissimo esercizio di rivolta di frittata ("rivolta" l'ho messo apposta eh, che così soddisfo il tuo anelito rivoluzionario)

democrazia non vuol dire "fare emergere le proposte di tutti", vuol dire che tutti possono fare una proposta, poi se ne sceglie una a maggioranza e a quella decisione ci si attiene.

ciwati è abbastanza ridicolo nel suo non volere perdere il posto, ma è da capire, cosa altro può fare nella vita se esce dal pd?

silvano ha detto...

non so se sono renziano o civatiano come dici tu. So che mi piacerebbe un partito che arrivasse ad una sintesi passando per tesi e antitesi. Quello che temo nel modo di intendere la democrazia anche nei partiti in Italia è che questa consista in una discussione infinita in cui tutti alla fine siano vincitori mantenendo lo status quo. Ci deve essere questo punto di equilibrio. Non è più accettabile, ove lo sia mai stato che si proceda solo per estremi con da una parte il ghe pensi mi berlusconiano e dall'altro la discussione infinita che non porta da nessuna parte tanto cara alla nostra sinistra. Un punto di sintesi chiedo, nient'altro e che me lo dia Renzi o Civati o entrambi non importa più di tanto. Fino a ieri c'è stato il totem berlusconiano che univa a sinistra, oggi sarebbe ora ci fossero le idee e una nuova prassi. Una delle cose che dice Renzi e che apprezzo è che si ascolta tutti ma che la sintesi tocca al governo e le decisioni non le debbono prendere le organizzazioni datoriali o i sindacati. Certo c'è da verificare se queste enunciazioni siano propaganda o fatti e metodi nuovi.
ciao, silvano.

Dario Castelli ha detto...

Ma Silvano. A te davvero sembra che Renzi stia ad ascoltare tutti e che Civati invece faccia a tutti i costi il bastiancuntrari per amore della discussione infinita?
Insomma, secondo te e' piu' Renzi berlusconiano o Civati bertinottiano?
In altre parole, pensi che Renzi come un panzer cerchi di tirare dritto senza ascoltare le minoranze oppure che Civati cerchi di imporre il suo pensiero a tutti i costi?

Perche' se davvero pensi che Renzi fin'ora abbia ascoltato le minoranze e poi ne abbia fatto una sintesi per decidere il da farsi, allora mi sa che la pensiamo in modo diametralmente opposto.

Anche io apprezzo quel che dice Renzi, cioe' che spetta al governo ascoltare e poi farne una sintesi, per avere appunto strumenti per governare. Peccato che pero', almeno fino ad ora, non ha ascoltato un bel niente e sia andato avanti per la sua strada. Non e' che le minoranze elargiscono "consigli" e poi uno fa quel che vuole, perche' il governo e' espressione del popolo, e in una democrazia e' il popolo che si autogoverna.

Tra parentesi io mi aspetto che il potere legislativo sia detenuto dal Parlamento Sovrano, non dal Governo, che invece detiene il potere Esecutivo. Ma questo e' un altro discorso.

silvano ha detto...

La prossima volta che incontro Civati in centro a Verona, mi trovo il coraggio e mi metto a discuterne con lui. Sabato scorso sono stato sul punto di farlo, l'ho visto al trony (ex fnac) ma poi mi son detto che gli avrei rotto le balle e poi come esordivo "Onorevole?" probabilmente e poi gli davo del tu, del lei e che gli dicevo di non fare il bischero e andarsene, tempo sarei apparso un po' come la vecchia di De Andrè che dava buoni consigli non potendo più dar cattivo esempio.
:-)

Dario Castelli ha detto...

be'... io non e' che difendo a spadatratta Civati. E' che sentirmi dire dai renziani "fatelo lavorare", con la scusa che non c'e' alternativa perche' non c'e' alcun altro che fa proposte decenti, se non per ritagliarsi l'orticello e comandarci sopra... magari dicendo che Renzi non ci piace tanto, ma e' il meglio che c'e'.... boh... mi pare davvero poco rispettoso nei confronti delle minoranze. Alternativa c'e', eccome. Di minoranza, certamente, ma la minoranza e' tale perche' il cittadino non l'appoggia, non viceversa.