02 mag 2011

De Osama Bin Laden e della dietrologia prossima ventura

“I’ve never wished a man dead, but I have read some obituaries with great pleasure.”— Mark Twain.

E ora mi preparo all'onda di dietrologia e complottologia che investirà il web.
Coraggio passerà anche questa.
Per quel che mi riguarda con tutti i limiti e le particolarità del caso credo che l'esecuzione di Bin Laden corrisponda ad una piccola Norimberga.
Personaggio certo molto minore rispetto ai gerarchi nazisti ed esecuzione del verdetto sul campo e senza processo. Il risultato non cambia. Brutto e antidemocratico dire queste cose ma l'ultima sua vittima della quale sono a conoscenza, il connazionale Vittorio Arrigoni, è stato strangolato innocente dai suoi sgherri e senza processo.

22 commenti:

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

se è successo per davvero, un male per il mondo certo non è...

dario ha detto...

Minchia, Silvano. Ogni volta mi stupisci.

silvano ha detto...

MMhh e perchè mai?

Luigi Serra ha detto...

Ciao Silvano, sono d'accordo con te.
:-)

dario ha detto...

Perche' certe posizioni non me le aspetto, da te...
Per esempio "esecuzione del verdetto sul campo senza processo". Noti che si tratta di un particolare non trascurabile, ma alla fine concludi che "il risultato non cambia".
Eh, no. Il risultato e' proprio quello, invece. Che se quello e' un terrorista brutto e cattivo, be', noi si suppone che siamo democratici, ed e' proprio quella la differenza. O no?
E poi un particolare. Sono d'accordo con Marco che un male per il mondo non e', nel senso che il mondo puo' benissimo fare a meno di Bin Laden. Ma qual'e' il vero vantaggio di averlo ammazzato? Se non di sciacquare via l'esigenza di vendetta, intendo.
Infine per quanto riguarda Arrigoni, davvero, io penso che questa lui l'avrebbe vissuta come una sconfitta, non certo come una vittoria.

Cosa penso io? Che il mondo avrebbe bisogno di giustizia, non di vendetta.
E la giustizia, quella vera, e' molto molto piu' complicata della vendetta che si e' compiuta. Perche', se questa fosse una partita a dama, Bin Laden sarebbe solo una pedina, e non il giocatore.

Paragonare questa cosa con il processo di Norimberga mi pare un poco antistorico, e questo mi sembra che l'hai notato anche tu. Insomma, francamente io non so se sarei stato contro o a favore della pena di morte, se fossi vissuto in quei tempi. Ma qui e adesso sono contrario.

A casi estremi? La penso esattamente come per la guerra in Libia. Nessun sano di mente applicherebbe la pena di morte per casi non estremi. Dire di essere contrari significa quindi dirlo proprio per i casi estremi.

silvano ha detto...

Se devo dire avrei preferito che l'avessero preso e processato. Ma non sempre le cose vanno come dovrebbero andare. Non si può negare che le difficoltà logistiche della cosa non possano aver influito. Il commando americano ha agito di nascosto in un altro paese...difficile che si potessero presentare, con il mandato di un giudice, chiedere l'estradizione, e seguire una prassi legale.

Via di cosa stiamo parlando. Hai ragione in via di principio e non ho difficoltà a riconsocerlo, ma quello che dici sono semplici principi del tutto teorici che cozzano contro una realtà diversa.
Non prenderne atto è perlomeno irrazionale.

silvano ha detto...

Dario se ci pensi fu illegale anche il rapimento di Eichmann in Argentina, ma non per questo fu meno giusto.

dario ha detto...

Silvano, il problema non e' tanto che cosa e' legale e che cosa illegale. Quello e' gia' un passo successivo.
Il problema e' stabilire quali siano i valori su cui vogliamo fondare la convivenza civile. Dire "rifiuto la guerra tranne quando non riesco a imporre i miei principi senza" e' una contraddizione in termini. Tanto vale allora dire che si accetta la guerra.

La morte di Bin Laden non ha portato alcun vantaggio per nessuno. Era da eliminare (politicamente), ma la sua morte non ha giovato. Dire che mi dispiace sarebbe una falsita', ma non ammettero' mai che episodi come questi siano il modo per risolvere i conflitti internazionali, seppure come estrema ratio.

Bush era l'amicone, il compagno di merende di Bush. A un certo punto e' diventato il nemico n. 1. Era meglio agire con la diplomazia prima. Stesso vale per Gheddafi e Berlusconi (e i vari governi che l'hanno preceduto).

Dirai che si tratta di dietrologia, di valutare le cose con il senno di poi... Ma che Bin Laden era un terrorista io lo sapevo da prima dell'11 settembre, e che Gheddafi era un crudele dittatore io lo sapevo da ben prima delle rivolte magrebine.

E se lo sapevo io, che sono solo l'ultimo pirla...

Silvano, i pricipi teorici hanno un senso solo se si tenta in qualche modo di applicarli alla realta', altrimenti e' l'anarchia di valori!

dario ha detto...

Ovviamente era Bin Laden il compagno di merende di Bush...

silvano ha detto...

Anche qui tutto vero quello che hai detto. Ma ho come l'impressione che stiamo discutendo su due livelli differenti. Allora cerchiamo di essere concreti. Se tu fossi stato qui ed ora il Presidente degli USA e avessi avuto la possibilità di intercettare Bin Laden, che avresti fatto: filosofia o altro?

dario ha detto...

Silvano.

Io NON sono il presidente degli USA. Io credo che il presidente degli USA abbia anche dei doveri e delle responsabilita' da assumersi. Se fa qualcosa di sbagliato ma inevitabile dovrebbe dire "cazzo, scusate, ho fatto una roba sbagliata ma era inevitabile", e non "giustizia e' fatta". Dire "giustizia e' fatta" fa pensare che uno pensi che si tratti di una cosa giusta, fatta perche' e' giusta. O no? Dove sbaglio?

Poi bisogna vedere se era inevitabile. Perche' dici che era inevitabile? Perche' l'ha detto Obama? Ma se Obama ha detto che giustizia e' fatta, pensando che giustizia e' fatta, allora che ci fosse stata la possibilita' di catturarlo vivo e' una ipotesi puramente ininfluente.

E poi io che ne so? Son mica il presidente degli USA.

Certo vedere le scene di quelli che cantano e ballano inneggiando alla giustizia divina perpetrata dal superuomo che e' superuomo solo perche' insignito del merito democratico mi fa tanto pensare ai palestinesi che gioiscono intorno alla bandiera americana in fiamme.

Ribalto il problema. Se tu fossi stato il presidente degli USA avresti sparato alla testa di Bin Laden per poi vantarti pubblicamente di aver fatto giustizia?

silvano ha detto...

"Se tu fossi stato il presidente degli USA avresti sparato alla testa di Bin Laden per poi vantarti pubblicamente di aver fatto giustizia?"

La domanda è un po' tendenzionsa per come l'hai formulata.

Se io fossi stato il Presidente degli USA nel caso particolare avrei cercato di portare a casa il massimo risultato con il minimo sforzo e minimo rischio. Gestire la prigionia di un personaggio come Bin LAden avrebbe comportato non pochi problemi, e per di più in parte ingestibili.
Per cui sarebbe stato meglio eliminarlo e incassare il successo politico interno e internazionale: in questo senso SUCCESSO AL 100%.

Certo poi per concludere può essere sconcertante per noi vedere la popolazione americana riversata per strada che festeggia la vittoria...noi in effetti non vinciamo mai se non qualche volta a calcio...ma secondo me è il segnale non tatno del fatto che siano un popolo barbaro ma quanto del fatto che loro sono veramente convinti di essere in guerra e di essere i gendarmi del mondo.

NB: questo non significa che lo siano sul serio o che io la pensi come loro, ma che semplicemnte per loro è proprio così.

dario ha detto...

"Se tu fossi stato qui ed ora il Presidente degli USA e avessi avuto la possibilità di intercettare Bin Laden, che avresti fatto: filosofia o altro?"

Anche questa e' un po' tendenziosa, non trovi? Sembrerebbe volersi rispondere da sola: la filosofia e' inutile e non risolve i problemi.

Silvano, forse la prigionia di Bin Laden era scomoda, forse non avrebbe giovato politicamente. Forse non avrebbe lasciato il popolo americano felice e contento, e si sa che quando il popolo americano e' felice e contento McDonalds fa affari d'oro.

Ma a volte fare cio' che e' giusto ha un prezzo. Controparte del valore del mio personale giudizio morale.

Constatare che Obama ha fatto quel che ha fatto per questa e quest'altra ragione e' diverso dal giustificarlo.

angie ha detto...

"l'ultima sua vittima... il connazionale Vittorio Arrigoni":
scusami ma, ho qualcosa da obiettare!
grazie, ciao.

silvano ha detto...

Scusami Angie la franchezza ma a queste baggianate organizzate da una dittatura teocraticonazista non credo.

unwise ha detto...

mi sbaglierò, ma secondo me il barbetta era in ghiacciaia da un po', pronto a venir fuori quando meglio conveniva. e visto che la popolarità dell'abbronzato è in calo vistoso...

listener-mgneros ha detto...

Trovo perfettamente Dick-iana la notizia della morte di O.B.L. che fosse in ghiacciaia o che sia vivo e comunque morto per £acquisizione della notizia"...è stato fatto o detto al momento giusto mentre ci sono nuove faccende da regolare... sul pietismo che vedo in giro sinceramente non mi pronuncio, non era certo un bambino annegato naufragando da un barcone il quale, penso. prima di sentire l'acqua riempirgli i polmoni non si sia messo a pensare a osama qualche cosa ne tanto meno a obama qualcuno...perchè per lui pari a zero sono e non certo un salvagente... quanto alla risoluzione pacifica...beh senza la rivoluzione francese saremmo ancora qui a farci gettare brioches dai balconi senza quella russa penseremmo che un re o uno zar sia il rappresentante di dio in terra e senza la comune di parigi ci mancherebbe l'idea di ribellione giusta....

dario ha detto...

:-) ...e senza la seconda guerra mondiale non avremmo mai avuto Berlusconi!

il Russo ha detto...

A leggere certe cose un post invano, caro Silvano...

gap ha detto...

Con dispiacere devo dare ragione al Russo.

listener-mgneros ha detto...

chiedo lumi...

dario ha detto...

:-) non ho mica capito il commento del Russo!...

...ma non si puo' mica capire tutto, nella vita, no?