18 ago 2009

Un giorno credi - Edoardo Bennato

Prima ancora di Guccini e di De Andrè, Bennato è stato il cantautore che ho ascoltato e conosciuto. Suo è stato il primo concerto della mia vita.
Oggi 18 agosto in una mattina torrida sul terrazzo di casa mia, guardando il verde del bel giardino condominiale riascolto un vecchio album “Non farti cadere le braccia”, dopo “Son già le sette nell'aria c'è un suono è Magda forse che studia il piano”, arriva “Un giorno credi”. Penso ai mille significati che questa canzone ha assunto nel tempo per me e, immagino, per generazioni di ascoltatori. Vera nel suo testo semplice e diretto. Quanti falsi incidenti nella vita, invenzioni, scuse dietro cui nascondersi, persone da evitare. Una vecchia canzone sempre ingenua e sempre attuale. Non finirà mai. Non me la porterei su un'isola deserta ma mi piace reincontrarla e ripensare alle difficoltà della vita e delle relazioni e di come queste sempre siano uguali a sé stesse e cangianti.
Ora smetto il cd e la riascolto sul vecchio vinile tutto bello gracchiante.
Amarcord di un giorno d'agosto.


Un giorno credi
Edoardo Bennato

Un giorno credi di essere giusto
e di essere un grande uomo
in un altro ti svegli e devi
cominciare da zero.

Situazioni che stancamente
si ripetono senza tempo
una musica per pochi amici,
come tre anni fa.

A questo punto non devi lasciare
qui la lotta è più dura ma tu
se le prendi di santa ragione
insisti di più.

Sei testardo, questo è sicuro,
quindi ti puoi salvare ancora
metti tutta la forza che hai
nei tuoi fragili nervi.

Quando ti alzi e ti senti distrutto
fatti forza e va incontro al tuo giorno
non tornare sui tuoi soliti passi
basterebbe un istante.

Mentre tu sei l'assurdo in persona
e ti vedi già vecchio e cadente
raccontare a tutta la gente
del tuo falso incidente.

Mentre tu sei l'assurdo in persona
e ti vedi già vecchio e cadente
raccontare a tutta la gente
del tuo falso incidente.

10 commenti:

Luigi Serra ha detto...

Ingenua non so, ma se confrontiamo questo testo (che mi pare non abbia scritto Bennato) con le schifezze che vengono prodotte oggi nel mercato italiano, questo testo è da considerarsi un capolavoro. :-)
Un saluto
Luigi

Joyello ha detto...

Infatti ha ragione Luigi e varrebbe la pena di citare anche Patrizio Trampetti che ha scritto il testo. Di Bennato c'è solo la musica (che comunque è eccellente).

Il Grande Favollo ha detto...

Silvano ti invito il 23 al Festival buskers a Ferrara dove suonerò con il mio gruppo: i Cloud Blues Band. Saluti

indierocker ha detto...

bentornato!

amatamari© ha detto...

Uno splendido amarcord.
Grazie.

F. Zaio ha detto...

Reputo EB un grande,nonostante qualche sputtanamento (Viva la mamma, mio dio). Il testo è stato un mio manifesto da sempre, a parte il falso incidente :-)

zefirina ha detto...

silvano non posso crederci, mi ricordo un mitico concerto di edoardo bennato ad una festa dell'unità sullo spiazzo del gianicolo, io arrampicata su un albero per vederlo e sentirlo meglio, e questa canzone l'ho cantata spesso, molto spesso

Euterpe ha detto...

bennato l'ho visto per la prima volta nell'81 in un concerto davanti al mio liceo.io comunque sull'isola questo album più burattino senza fili e sono solo canzonette me li porterei,anche se la canzone che amo di più è Feste di piazza.Ve la ricordate?

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Quanti ricordi anche per me su questa canzone...

francesco careddu ha detto...

ciao a tutti...
penso si possa trattare della descrizione del rapporto con qualcosa di negativo . del tentativo di liberarsi da una brutta cosa. una lotta per salvarsi ...