27 mar 2008

Canzone n. 11 "Una storia sbagliata" - Fabrizio De Andrè

Fabrizio De Andrè: è il più grande anche là dove gli altri che si amano si chiamano Guccini, De Gregori, ecc.Ho pensato a lungo che canzone scegliere, un compito difficile in genere e ancor di più quando si ha a che fare con un autore che non ha mai scritto una canzone banale, che non ha mai scritto una riga che fosse un riempitivo. Alla fine ne ho scelto una che è tra le meno conosciute: "UNA STORIA SBAGLIATA". Questa canzone non è mai stata pubblicata su alcun album, è possibile reperirla solo nel cofanetto "Fabrizio De Andrè" che dovrebbe contenere l'opera omnia (purtroppo anche lì ci sono state delle dimenticanze).Uscì nel 1980 su 45 giri, il lato b era un'altra canzone inedita di De Andrè che si intitolava "Titti" (se qualcuno di voi ce l'ha si faccia vivo).La canzone parla dell'assassinio di Pier Paolo Pasolini. Ora De Andrè è il mio cantante italiano preferito e Pasolini il mio scrittore italiano del dopoguerra preferito, ragion per cui, per una volta, vorrei non parlare direttamente della canzone né del barbaro assassinio del grande scrittore, dell'ipocrisia e del qualunquismo che avvolgono quel tragico fatto, ma vorrei che a parlarne fosse lo stesso De Andrè.

È una canzone su commissione, forse l'unica che mi è stata commissionata. Mi fu chiesta da Franco Biancacci, a quel tempo a Rai Due, come sigla di due documentari-inchiesta sulle morti di Pasolini e di Wilma Montesi. In quel tempo, se non ricordo male, stavo cominciando a scrivere con Massimo Bubola l'ellepì che fu fu chiamato L'indiano (quello per intenderci che ha come copertina quel quadro di Remington che rappresenta un indiano a cavallo). E così gli ho chiesto di collaborare anche a questo lavoro. Ricordo che decidemmo tout-court di fare la canzone su Pasolini, e non tanto perché non ci importasse niente della morte della povera Montesi, ma per il fatto che a noi che scrivevamo canzoni, come credo d'altra parte a tutti coloro che si sentivano in qualche misura legati al mondo della letteratura e dello spettacolo, la morte di Pasolini ci aveva resi quasi come orfani. Ne avevamo vissuto la scomparsa come un grave lutto, quasi come se ci fosse mancato un parente stretto. Nella canzone comunque esiste una traccia di questa ambivalenza, cioè del fatto che ci si riferisce a due decessi e non ad uno solo. E lo si capisce nell'inciso quando canto: "Cos'altro vi serve da queste vita / ora che il cielo al centro le ha colpite". Come nasce una canzone? Direi che buona parte del senso e del valore della canzone sta prima di tutto nel suo titolo, cioè Una storia sbagliata, vale a dire una storia che non sarebbe dovuta accadere. Nel senso che in un clima di normale civiltà una storia del genere non dovrebbe succedere. E poi mi pare ci siano altri due versi che a mio parere spiegano meglio di altri il senso della canzone: "Storia diversa per gente normale / storia comune per gente speciale". Laddove per "normale" si deve intendere mediocre e poco civilizzato e per "speciale" normalmente, civilmente abituato a convivere con la cosiddetta diversità. Mi spiego meglio: per una persona matura e civile direi che è assolutamente normale che un omosessuale faccia la corte ad un suo simile dello stesso sesso. E assolutamente normale anche che se ne innamori. Dovrebbe esserlo anche per il corteggiato eterosessuale che mille modi ha di difendersi senza ricorrere alla violenza. Purtroppo la cultura maschilista e intollerante di un passato ancora troppo recente, ed allora ancora più recente di quanto non lo sia adesso, e che definirei un passato ancora recidivo, ha fatto credere alla maggioranza che il termine normalità debba coincidere necessariamente con il termine intolleranza. Ecco, un altro aspetto tragico che abbiamo voluto sottolineare nella canzone per la morte di Pasolini è quello legato ad una moda purtroppo ancora adesso corrente, e che si ricollega anche lei al clima di ignoranza e di caccia al diverso. E cioè il fatto che della morte di un grande uomo di pensiero sia stata fatta praticamente carne di porco da sbattere sul banco di macelleria dei settimanali spazzatura e non solo di quelli. Il verso "È una storia per parrucchieri" vuol dire che è una storia che purtroppo la si leggeva allora e ogni tanto la si legge ancora oggi sulle riviste equivoche mentre si aspetta di farsi fare la barba oppure la permanente. Questo è un po' in generale il senso della canzone. [In Doriano Fasoli, Fabrizio De André. Passaggi di tempo, pp. 61-63]










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1 commento:

John Bishop ha detto...

Salve,

Purtroppo, non scrivere o parlare italiano, ma io sto usando "Google Translate" per comunicare. Sono alla ricerca di tutte le informazioni riguardanti la produzione Biancacci Franco, "Dietro il Processo", in particolare gli episodi de "Il Caso Pasolini" e "Il Caso Montesi", con musiche di Ennio Morricone. Senza ulteriori informazioni, la mia ricerca mi ha portato alla televisione mostrano chiamato, "Blu Notte - Misteri Italiani", di cui i due episodi precedentemente elencate sono una parte. Questi sono uno e lo stesso? La mia e-mail è qui di seguito elencati. Tutte le informazioni sarebbero utili. Grazie.

Molto Distinti saluti,
John Bishop
johnbishop@soon.com