02 mar 2008

Canzone n. 3 "Wimoweh"- Pete Seeger

Ho scelto questa canzone, un po' singolare, per proporvi una riflessione sulla musica, le variabili tempo, industria discografica, conoscenza. Sono rimasto affascinato, ormai alcuni anni fa' da un
disco, un tribute a Pete Seeger da parte di alcuni grandi e meno, meglio alcuni famosi e meno, musicisti. Il disco si intitola "Where have all the flowers gone - the songs of Pete Seeger", lo comprai esclusivamente perchè, in quell'incisione del 1998, Bruce Springsteen interpretava "We shall overcome" (galeotto fu il disco). Avevo un'idea molto vaga di chi fosse Pete Seeger, ma da bravo springsteeniano non potevo sottrarmi all'acquisto. Poi mi accorsi che tutte le canzoni
erano di livello eccelso per scrittura ed interpretazione, una inaspettata folgorazione insomma. Tra le canzoni una in particolare mi ha colpito nel tempo "Wimoweh" interpretata dai Weavers uno dei gruppi di Pete Seeger. Immagino che Wimoweh non vi dica poi molto, diversa
è invece la cosa se vi dico il titolo con cui è anche conosciuto il brano: "The lion sleeps tonight". Non sapevo, nè tantomeno immaginavo la sua storia e genesi. Se non vi annoio troppo vorrei provare a raccontarvela con le parole di Pete Seeger. Purtroppo Seeger parla e scrive in inglese, vi dovrete accontentare della mia traduzione fedele ma tutt'altro che elegante! Cominciamo, sono poche righe non vi preoccupate. Pete Seeger racconta: "Ero a letto con un brutto raffreddore, era il 1949, ed il mio amico Alan Lomax mi portò alcuni dischi del Sudafrica. Li ascoltai un sacco di volte e cercai nel miglior modo possibile di trascriverne i testi. Trovai una canzone il cui testo consisteva di una sola parola ed insegnai quella canzone ai Weavers. Il significato della parola era "Il leone dorme stanotte". Un po' di anni dopo lessi un libro sulle chiese Sudafricane che menzionava la grande chiesa dei nativi che si chiamava "Zulu Chaka Church". Chaka, conosciuto come il leone, fu l'ultimo grande re degli zulu 150 anni fa. Quando Chaka morì, sorse la leggenda che il leone non era morto; stava solo dormendo ed un giorno si sarebbe risvegliato. E' facile vedere come questa sia una canzone di speranza cantata da una popolazione oppressa (nonostante la censura commerciale). Se la gente la canta spero che non la canti nel modo (nello spirito) indicato dalla versione pop americana:"In the jungle, the mighty jungle, the lion sleeps tonight" poichè questo volgarizza e travisa il senso di una canzone di grande importanza storica. Non c'è, nè ci fu mai giungla alla periferia di Johannesburg dove questa canzone nacque".
Bene adesso il mio augurio è che l'ascoltiate anche voi (qualcuno forse per la prima volta) in una versione che onestamente cerca di proporne lo spirito originale. Certo chi l'avrebbe mai detto che dietro l'apparenza di una stupida canzoncina si nascondesse una canzone di protesta censurata, mutilata, stravolta?



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