28 lug 2008

Il Compagno Nutella

Che cosa si dice sui blog di Ferrero nuovo segretario di RC?
Qui sotto le impressioni di alcuni bloggers (links parzialmente tratti dal sito di Repubblica):

Suibhne dice...

Mario Adinolfi dice...


Invarchi dice...


Povero Bucharin dice...

Ivan Scalfarotto dice...

Andrea Catena dice...

Kalash dice...

Settore demokratico dice...

Democonvinto dice...

Pornopolitica dice...

Giovani comunisti della Sardegna dicono...

Rifondazione di Cagliari dice...





6 commenti:

Luka, back on the corner. ha detto...

Compagni...

mi ero perso il Post di ieri e recuperarlo...

Ma poi, siamo così sicuri che ci mettano ancora la nutella o ci mangiamo la ca... e pensiamo sia pure buona?

Più o meno la vicenda politica qua da noi va così.
A volte.

Ciao Luka

Elsa ha detto...

oggi lascio la politica per un pensiero più intimo...
sei invitato Silvano
Elsa

wilson ha detto...

Il compagno nutella...è bellissimo...ah...ah...
:O)

Umberto - upelosi@gmail.com ha detto...

Sono confuso, devo ammetterlo. La situazione di riorganizzazione partitica italiana è ancora fluttuante e per certi aspetti artificiale.

Il partito democratico sembra sia moderato, tendente al centro, debole verso le intromissioni della Chiesa di Roma, cauto o conservatore per divisioni interne in tema di famiglie di fatto, eutanasia, ricerca scientifica, inseguitore della destra in questione di emergenze sociali sovradimensionate come la microcriminalità, l'immigrazione, i 20 mila rom, un po' spento per eccesso di politically correctness nel confronto diretto ecc. ecc.

Il pdl è un partito ideologicamente inesistente: riunisce forze e idee diversissime. Ideologia politica di Alleanza Nazionale con politici fedeli a Fini e ideologia personalistica di Forza Italia con personaggi spesso non politici ma provenienti dall'imprenditoria, dallo spettacolo, dall'opposizione che riconoscono prima il capo, Berlusconi e poi sono fedeli in primis a lui e fanno ciò che lui indica, in quanto sono diventati politici per attrazione verso il capo.
La Lega è il partito di Bossi ed è lo specchio forse più veritiero del proprio elettorato. Si fonda sul sentimento di paura dell'italiano del nord Italia di vedere perso il patrimonio accumulato con la crescita economica. Poi ne deriva concetti artificiali come la Padania, la paura della microcriminalità, e mescola difesa dello stato sociale al Nord con attacco allo stato sociale nel resto d'Italia. In genere i leghisti a livello locale amministrano con impegno.
Prevale comunque nel nostro centrodestra la figura della persona, del leader, che diventa centrale difendere, in quanto identità partitica.

Poi c'è il centro di Casini che si delinea come un centro destra soft, un partito moderato incline alla destra ma non a questa destra, ispirato alla ricostruzione in piccolo della ex DC. Con attenzione alle indicazioni della Chiesa e in economia un po' liberista un po' in appoggio alla famiglia.

Infine c'è l'Italia dei Valori di Di Pietro che sembra la vera e più pura opposizione, con nessuna concessione o sconto in tema di giustizia, ma non solo, al governo. Per certi aspetti, insieme alla Lega, è il partito che ispira di più l'immaginario ideologico e sembra coerente.

Manca in questa scena il partito socialista o socialdemocratico o chiamiamolo come si vuole. Manca una forza che si emancipi dal Vaticano e dalle sue indicazioni, che non opti per le 35 ore ma che riesca a dare risposte sull'uscita dal precariato, che lotti contro l'inefficienza ma ripartisca il peso anche sui redditi medio alti, che liberalizzi in tema di corporazioni (tipo Bersani), che possa mettere le mani alle riforme (televisioni, pubblicità ed editoria, federalismo fiscale, rilancio del mezzogiorno, efficienza della giustizia ecc.) ma non sia arrendevole alle campagne mediatiche del centrodestra, ecc.
In Spagna per un po' l'ha fatto e lo fa Zapatero (vediamo quanto dura ancora) ma in Spagna la destra in primis non è franchista e poi non ha un capo pigliatutto come Berlusconi ed è notevolmente più equilibrata che in Italia.

Invece sembra che a sinistra non ci sia il partito che dico. C'è il pd, che però mi sembra ora sia ad un bivio: o verso Casini o verso sinistra (ma quale?) o... nel mezzo tra le due prime opzioni, magari alleandosi con il partito di Di Pietro, che forse va sulla stessa strada intermedia.

Per ora sono confuso. Mi manca il pci di Berlinguer, anche se l'ho conosciuto più di fama che per esperienza diretta.
Forse alle prossime voto Di Pietro.

Ma il problema è forse più radicale: le ideologie che hanno accompagnato tanto tempo del secolo scorso sono ora inadeguate. Ora prevale la paura/desiderio della globalizzazione e le politiche derivanti: paura dell'immigrazione, del crimine della disoccupazione e voglia di profitto, con poca spiritualità e poco idealismo e tanta materialità.
Questa assenza di respiro più ampio, di progetto politico a lungo termine, di miraggio che guida la carovana, in parte complica lo stato di confusione.

UnaDonnaInCammino ha detto...

Ciao Silvano, ti auguro bellissime vacanze e tanto relax. A presto ^_^

listener ha detto...

qualcuno si è appoggiato con il gomito sulla tastiera e ha fatto partire digitazioni a caso? Qualcuno...molti!

Onore Silvano per la tua perseveranza...onore ma attento farà male...vederla scivolare nel tritacarne degli scoggiolamenti umani...