24 ott 2008

Classi Ponte

Vien da sorridere sentire e leggere quanti premettono: IO NON SONO RAZZISTA.
Non sfugge alla premessa l'On. Cota (Lega Nord) con i suoi compagni di partito.
L'emendamento, di cui è primo firmatario, presentato nell'ambito della riforma della scuola e che prevede per i ragazzini stranieri che non parlino l'italiano, l'istituzione delle cosiddette classi ponte, o classi di inserimento, non convince.
Il provvedimento è stato preparato con una certa cura e furbizia.
Esplicitando l'artificio dialettico che lo sottende, si potrebbe dire che si è proceduto in questo modo: individuare un'esigenza vera e poi usarla come cavallo di Troia per introdurre ed affermare discriminazione e razzismo.
Di solito la destra governativa procede così nelle sue battaglie: 10% di verità 90% di menzogna, ovviamente il 10% di verità oltre che come cavallo di Troia serve anche come arma dialettica polarizzante il dibattito che ne scaturisce poi sui giornali e sui media in generale.
Insomma si usa con successo un diversivo.
In questo caso il diversivo è costiuito dalla lingua italiana e dall'integrazione dei ragazzini stranieri nelle scuole (nobilissima causa), mentre l'obiettivo è la loro discriminazione fisica e culturale – separazione in classi speciali.

Certo, c' è un problema di integrazione e di apprendimento della lingua italiana da parte degli immigrati. E' apparso, in dibattiti seguiti su giornali e televisioni, in modo netto che lo si può risolvere con profitto per tutti, evitando antipatiche e ambigue misure, che si prestano a strumentlizzazioni anche da parte della sinistra, offrendo qualcosa in più e non togliendo o dividendo. Si può prevedere per questi ragazzi un'aggiunta di tempo di scolarizzazione. Le formule possono essere le più varie, banalmente penso ad ore aggiuntive al pomeriggio, ma si possono trovare mille altre soluzioni. Solo per fare un esempio: alla mattina in classe con i compagni italiani e stranieri che parlino già la lingua, ed al pomeriggio in classi di apprendimento intensivo delle basi della lingua italiana.
Dove sta il problema? In questo modo non si discriminerebbe nessuno ed anzi si accorcerebbero i tempi di integrazione.
Così difficile farlo?
Non credo, e proprio per questo viene il dubbio che forse non sia l'integrazione l'obiettivo principale della proposta leghista.








17 commenti:

listener ha detto...

Aspetto con ansia una serie di commenti pietistico ispirati da teamatiche cristiano sociali, che fanno tanto bene e servono allo sgravio di coscienza...
Mentre penso a tante piccole Ellis Island dentro alle scuole.

Un colore per ogni nazionalità sui nuovi grembiulini.
A qualcuno una bella stella, ma non di natale.
Ad altri un pallino rosa, sembrano un po' effeminati.
I bambini rom li mettiamo in cortile a suonare il violino zigano.
Per le femminucce qualche ora di taglio e cucito.
E ora tutti in piedi per la preghiera. Tutti? In classe solo uno scolaretto biondo, occhi azzurri, solo, e non sembra allegro.

UnaDonnaInCammino ha detto...

non so Silavo se sia del tutto pratico quel che dici, ho scritto più di una volta che lavoro con immigrati e proprio tre mesi fa uno di loro ha portato a vivere qui la famiglia. I due ragazzi che frequentano le elementari hanno più di un problema, sono stati iscritti al tempo pieno e oltre a far molta fatica ad imparare a scrivere la ns lingua hanno attacchi di panico (credo giustamente). Come risolvere questa cosa secondo te? Qui la religione non ha alcun demerito.

stella ha detto...

No silvano,è facilissimo!

stella ha detto...

Comprensione degli inss e collaborazione tra famiglia e scuola,cara venus.

Si può valutare pure l'intervento di un esperto.

Sai come la penso.

listener ha detto...

La religione non ha nessun demerito, anzi ha un merito, tutta la politica verso le scuole private CATTOLICHE in italia!!
Un bel regalo fatto da questo paese al vaticano e alle sue appendici educative e flaccide. Davvero un bel merito, e ci metto anche i governi di sinistra!

silvano ha detto...

@Venus: come vedi non ho parlato di religione, non centra nulla infatti con l'emendamento leghista. Sono d'accordo con te sul fatto che i problemi ci sono. Sono anche consapevole che la sinistra non ha affrontato in modo organico il problema dell'integrazione, lasciando uno dei tanti buchi che ora vengono riempiti nel modo peggiore possibile dalla coalizione governativa.
Coalizione governativa che per ora si occupa solo di bambini delle elementari, che forse sono quelli che potenzialmente hanno più facilità all'integrazione e nulla dicono, ad esempio, delle scuole medie e di ragazzi di 12/13 anni che arrivano qui e vengono inseriti in un lampo in contesti scolastici sconosciuti, e che magari non sanno una parola d'italiano e parlano solo hindi o il cingalese!?
Per questi non si prevede nulla e questi, a differenza dei bambini piccoli, non riusciranno mai ad integrarsi.
Quello che a me da fastidio e che trovo inaccettabile, non è la misura in sè ma il modo coatto che si adotterà per applicarla: lì sta la differenza tra la democrazia e qualcos'altro.

Per Listener: il problema del finanziamento pubblico alle scuole private (leggi Cattoliche, perchè ci sono praticamente solo quelle di private) è una vergogna, su questo non ci piove. E' paradossale ma si toglie ai poveri, per dare ai ricchi, si toglie al pubblico (che già ne ha pochi di soldi) e si da al privato.
Incredibile.

listener ha detto...

sono stanKo di uno stato "pseudo laico", e sono convinto che finchè si parlera di religione, cattolica o diq ualsiasi tipi, in questo paese non cambierà nulla ne nella scuola ne in altri settori, libertà di confessione non significa doverne avere una sempre presente. vedo nell'abbandono del rispetto religioso imposto l'unica vera rivoluzione (anche culturale) italiana, la vedo ma non penso avverrà.
Nei miei sogni non immagino più uno stato laico, ne immagino uno ateo, utopia per utopia mi scelgo quella che amo di più!

silvano ha detto...

Per listener: che ne dici di questo?
http://dottorcarlo.tumblr.com/post/55648155/ilaria-philapple-theres-probably-no-god-now

se non lo pubblichi tu va a finire che lo pubblico io.

LENINGRAD COWBOYS ha detto...

Hai centrato il punto.
E' l'insinuazione della diversità razziale il motore del provvedimento.
E' grottesco che persone praticamente semi-analfabete discutono dell'importanza di studiare la lingua italiana. Nessuno però gli ricorda: Ehi, ma non eravate voi a cantare abbiamo "un sogno nel cuore bruciare il tricolore" e non siete voi a scrivere sui manifesti elettorali "No all'iimigrazione" ergo: il provvedimento è selezionare la razza ariana.

Marco,leningrad cowboys

Pietro ha detto...

Esiste una parola nel vocabolario per tutto questo: razzismo

Elsa ha detto...

già...razzismo!
allo stato puro.
Intelligenti le manifestazioni di questi giorni, qualcosa di nuovo nell'aria...palle che girano come eliche!

Anna ha detto...

La mia esperienza è la seguente: fui catapultata in Inghilterra senza parlare una parola d'inglese. L'ho imparato, e bene, stando in mezzo a loro, e non frequentando corsi per stranieri. Ed ero anche già adulta. Il mio figlioccio, di lingua inglese, vive ora in Italia ed ha frequentato dalla prima elementare classi normali, senza corsi aggiuntivi.Mi meravigliai di come apprendesse la lingua velocemente. Ora è un perfetto bilingue. E integrato. Ma forse i leghisti non si riferiscono ai bimbi inglesi, che riterranno di razza eletta come gli Italiani. E' puro e vergognoso razzismo, niente di più.

emma ha detto...

Qualcuno ha una vaga idea (a parte stella credo) del problema??? Sono una fannullona,insegnante statale,(LAICA!!!!!)lavoro tutti i giorni con ragazzi stranieri che vengono vergognosamente buttati nelle classi - io sto alle medie - come pesci e restano a guardare perchè ... non sanno un parola di italiano e gli altri ragazzi, cari miei, a parte qualche lodevole eccezione, non li aiutano minimamente, sono più razzisti di Bossi e molto spesso li apostrofano con epitteti del tipo "marochino di m... tornatene al tuo paese", frasi probabimente assorbite in famiglia; la visione edulcorata dei ragazzni di tutti i colori che vivono mano nella mano è possibile, forse, solo in alcune scuole elementari molto ben gestite. LA maggior parte delle ore di ricreazione nella mia scuola media passa con gli insegnanti che cercano di sedare lotte (a pugni e calci) tra italiani e stranieri: oggi una collega ci ha rimesso gli occhiali cercando di dividerne due!!!!!!! Certo i bimbi piccoli apprendono le lingue velocemente se mischiati assieme,ma un conto è un europeo di 5-6 anni che impara una lingua europea, un conto è un pakistano di 11 o 14 anni, che parla solo hindi e cerca di apprendere l'italiano, e che deve o dovrebbe usarlo per esprimere concetti un po' più strutturati, materie più complesse, tipo storia o scienze per avere la licenza media. Guardo i miei alunni stranieri e vedo occhi preoccupati o spaventati o diffidenti - giustamente direi - nei confronti degli italiani. Mi sento disperata e impotente perchè non ho i mezzi - leggi NON CI SONO SOLDI - per aiutarli. C'è tanta buona volonta di singoli colleghi, bravi e pazienti, che per paghe che neanche un pony-express le vorrebbe,fanno ore aggiuntive per insegnare loro l'italiano o per aiutarli a inserirsi, con classi-laboratorio o progetti di alfabetizzazione. Chi non ha lavorato nella scuola non ha idea di che cosa passa e sono VERAMENTE STUFA della marea di banalità e offese rivolte a chi fa ilmio lavoro - da parte di mezzi di informazione, ma non solo - che sento e leggo. NON SONO NON VOGLIO ESSERE nè una missionaria, nè una martire, vorrei essere messa in grado di far bene il mio mestiere, con mezzi adeguati. CI vorrebbero più insegnanti a disposizione, più ore per poter seguire meglio e per aiutare gli stranieri ad inserirsi. Ovvio che le classi ponte sono una cazzata, ma anche l'idea del "volemose bene", del buonismo ad ogni costo: un po' più di concretezza, di razionalità da parte della polica sarebbe apprezzata, ma credo sia chiedere troppo alla Gelmini, ma anche alla sinistra.

il Russo ha detto...

Dopo aver letto gli interventi di listener ero già pronto ad andarmene senza lasciare commenti (non è obbligatorio farli se qualcuno ha già espresso molto meglio di come avrei fatto la mia opinione), il commento di emma però mi ha spinto a battere sulla tastiera.
Cara Emma, in famiglia di insegnanti ne ho due (una alla materna ed una alle elementari) che spesso si sfogano e mi parlano dei problemi che l'integrazione origina e, non ci crederai, ma il grosso del lavoro lo fanno loro.
Si sà infatti, che sono ben più numerosi i casi di bambini stranieri inseriti alle materne ed alle elementari di quelli che arrivano in Italia così grandicelli da fare già le medie, questo non mi porta a sottovalutare il tuo grido d'aiuto (hai ragionissima, avete pochi mezzi) ma non mi va di prendermi del buonista ergo del razzista.
Per far integrare gli stranieri occorrono sforzi, questi sforzi li devono fare i docenti (ruolo importantissimo il loro, forse sarebbe ora che tutti loro prendessero e andassero a Roma a sputare in faccia a Brunetta e alla Gelmini che tanto li disprezzano invece di venire qua a dare dei buonisti a chi li supporta). Siete sottopagati e non avete mezzi? Verissimo, per questo molti di noi sono al vostro fianco in questi difficilissimi giorni, ma l'alternativa all'integrazione è l'esclusione, a partire dalle famigerate classi ponte (un pò come quello sullo stretto, no?).
Quindi scusami, hai tutta la mia comprensione, ma da essere umano (ergo buonista?) e antirazzista dico: VAFFANCULO ALLE CLASSI DIFFERENZIATE.

listener ha detto...

Per la cronaca, mia madre è stata 40 insegnante mia nonna maestra, maestra e antifascista.
Ho avuto insegnanti negli anni 70 in un Itis di 1200 alunni, insegnanti di sinistra per intederci, si spaccavano il culo.
"non comprate i libri di testo, vi do le dispense io, risparmieranno le vostre famiglie"
Ci si dava del tu, ma ti facevano studiare come una bestia, e alla fine li stimavi, classi di 30 alunni e dai 14 ai 18 anni.
Li avevi al tuo fianco per sostenerti e per farti capire. Li odiavi e li amavi, e me li ricordo con un sorriso.
Un itis spesso era, almeno a Genova, già una scuola da considerarsi "differenziale".
Infine il discorso del razzismo è vecchio mi ricordo (60-70) che queste considerazioni si facevano: un tempo per chi veniva dal sud, per chi veniva dalla periferia. Non lo accettavo allora, non lo accetterò mai!

Blogger ha detto...

Non pensavo che la Lega avesse il pregio dell'arguzia, è tipico delle persone intelligenti.

Blogger
ITALY ITALIA

Umberto - e.mail: lettera2116@gmail.com ha detto...

Brava Emma.
Un bel post. Ho sentito in un dibattito in televisione su LA7 il direttore di Famiglia Cristiana che indicava che in letteratura specialistica i gruppi di sostegno (lezioni integrative di lingua locale) sono la soluzione più efficace.
Ovviamente ha un costo il servizio, ma può essere inferiore al successivo costo diffuso di una mancata integrazione. Mi è piaciuto il suo intervento perchè citava indicazioni di studiosi: come a dire che va bene il vaglio del quotidiano buonsenso sulle proposte e decisioni, ma è importante riferirsi anche a studi e professionalità specifiche per dare soluzioni.
E' un paradosso della versione populista della politica: dare risposte banali e comprensibili sul base del buon senso spicciolo, ma così si frustra la professionalità di specialisti del settore che magari hanno già idee al riguardo. Non verrebbe da pensare di potersi sostituire ai fisici teorici con una teoria della relatività fatta in casa. Però nelle scienze e discipline sociali sì.