31 ott 2008

Maestro unico? Davvero no grazie!


Un caro amico mi ha chiesto di pubblicare questa sua cruda testimonianza, ricordo di una scuola che non c'è più e che speriamo non si appresti a ritornare.
Tralascio ogni considerazione sui fatti di questi giorni, tra decreti, leggi, riforme, notando solo che certi abusi sono oggi praticamente impossibili nelle nostre scuole elementari anche per la compresenza di più di un insegnante per classe.


"Maestro unico, un incubo che ritorna alla mente.
Ho avuto per 5 anni. 5 anni formativi un maestro,un maestro unico, allora era la regola. Ho frequentato la scuola A. Descalzi di Genova a partire dal1968-69 fino all'esame di licenza elementare. Era il cosiddetto "maestro" quello che ti prendeva a sei anni e ti lasciava a dieci, il maestro che ti doveva formare.
30 alunni. Il nostro cosiddetto maestro era un ex repubblichino, della repubblica di Salò, un emerito fascista allora ancora pienamente convinto, che nella allora repubblica democratica italiana era finito, chissà come a insegnare alle elementari.
Per noi vigevano in classe regole assurde, fino a sfiorare spesso la punizione corporale. Le lezioni vertevano principalmente sulle sue esperienze di guerra, ripetute all'infinito. Sulle sue teorie politiche sempre tese a farci diventare, secondo lui, delle menti pulite. Sovente non spiegava un bel niente, dissertando per ore e ore sulla "società marcia e democratica", sul pericolo del comunismo. La storia veniva rivisitata a piacimento e chiaramente l'impero romano era la base per lui di un altro "impero". Se qualcuno fiatava, tutta la classe veniva punita, in perfetto stile Full Metal Jacket.
Questo Maestro è riuscito ad andare avanti per anni con questo suo metodo educativo, spesso protetto dall'istituzione scolastica, dal timore reverenziale dei suoi allievi intimoriti e in parte affascinati nella loro mente di ragazzini. Io stesso non riferivo molto di quello che accadeva in classe ai miei, in effetti lui era il MAESTRO per noi!. I miei lavoravano e avevano altri tre figli da seguire. Alla mia timidezza comunque si aggiungeva un'assurda ammirazione per questa specie di eroe, eroe di merda penso ora!
Inoltre allora non era semplice farti cambiare classe o scuola. Credo che il Direttore sapesse che tipo di persona era, e tollerasse in base alle tipiche omertà che in quegli anni nella scuola regnavano ancora . Sì qualche volta i miei genitori o altri avevano protestato.
Sta di fatto che l'ora di ginnastica si svolgeva per lo più in una serie di attenti e riposo, che la maggior parte degli alunni è uscito da quei 5 anni con lacune allucinanti, e che molti avevano in comune una calligrafia quasi illeggibile. Una volta ricordo, ci spiegò come si faceva a smontare e rimontare un fucile e una pistola, un altra volta teorizzò che le strage fasciste in Italia erano tutte strategie dei "rossi". Credo di aver introiettato in quei 5 anni più violenza e ignoranza che nel resto della mia vita. Infine il caro "maestro" amava poco i meridionali, che spesso venivano bocciati, o considerati alunni "scarto".
In quinta elementare la scuola iniziò la sperimentazione a tempo pieno e nuovi maestri giovani e con tutt'altra mentalità cominciarono a insegnare nei pomeriggi scolastici, la verità venne finalmente fuori in maniera molto più evidente. Alcuni maestri segnalarano le difficoltà ai genitori, tra i quali i miei. Scoppiò un vero e proprio mezzo scandalo, il nostro antico "maestro" si rifiutò di portare all'esame chi frequentava la sperimentazione a tempo pieno, o minacciò di farci bocciare. Grazie a molti genitori e a questi insegnanti illuminati, che ottenero di presenziare all'esame, il gerarca-maestro non riusci mai mettere in atto le sue minacce. Tutto questo è purtroppo vero e vari alunni che rincontro ancora, dopo molti anni, si ricordano di questa assurdità. E' accaduto e ora rischia di riaccadere, Maestro unico? davvero no grazie!"







16 commenti:

Anna ha detto...

Ho frequentato le elementari in una scuola privata. Per entrare ed uscire da scuola si marciava, con tanto di esercitazioni. Scuola di "élite", tutti figli di papà. C'era con noi la nipote del portiere, l'unica a non essere figlia di professionisti. Era sottilmente derisa dalla maestra per il suo marcato accento di paese e, di conseguenza, anche da noi alunni. Al sabato tutti a messa, nella cappella interna, e poi esercizi spirituali a gogò. La palestra non esisteva. I bambini bravi venivano premiati a fine giornata con una coccardona tricolore e la mia maestra era una fan di Mussolini: diceva che la democrazia è migliore della dittatura, ma che un uomo come lui non lo avremmo mai più trovato.
Forse si sbagliava.....

stella ha detto...

Testimonianza autentica.

E' una follia tornare al maestro unico.

I bambini non godranno più di soggiorni marini o montani,perchè devono essere accompagnati da due insegnanti almeno.

Io e il mio collega li abbiamo portati per alcuni gg sia in un rifugio sia al mare...

Esperienze meravigliose e indimenticabili...

Elsa ha detto...

ho frequentato una scuola pubblica "sperimentale"...
avevamo il laboratorio fotograficio, la falegnameria, studiavo l'inglese , avevamo il nostro giornalino mensile,sento ancora il profumo dell'inchiostro. l'insegnante di recitazione...per cui dovevamo scriverci copioni e poi recitarli...il cinema.
UNA SCUOLA PUBBLICA.
NON UN MAESTRO UNICO...
una goccia in mezzo al mare...ma pur sempre una goccia, mi ripetto tutto a puttane in questo modo.
bellissima la mia esperienza, ma era "sperimentale"...In sardegna!!!

Pietro ha detto...

Il maestro unico è solo un risparmio economico e una carezza ai nostalgici dei tempi andati.

Luigi Serra ha detto...

Il racconto è agghiacciante, anche se si tratto, davvero, di un caso limite... Pensa che uno di quelli che ho avuto io, mi sembra gli ultimi due anni delle elementari (ne ho cambiato un paio di maestri) era fissato con l'Unione Sovietica e il suo "paradiso"... I rischi di un maestro unico, in fondo, sono davvero tanti...

listener ha detto...

il sonno della ragione crea...

Byron ha detto...

Un racconto terrificante, concordo.

Però non so se sono completamente contro all'idea del ritorno al maestro unico - alla fine ai bambini non fa male avere un punto di riferimento a scuola, e se le elementari sono diverse dalle medie e dalle superiori c'è un motivo. Mia nonnna era una maestra assolutamente dedicata e preparatissima: oggi ha 88 anni e ci sono ancora degli ex bambini che sono stati suoi allievi alle elementari che le scrivono e la chiamano.

Anche io ho avuto una maestra unica: era bravissima per quanto severa e anche un po' lunatica, ma da lei ho imparato un sacco di cose che mi ricordo ancora. Con la maestra delle elementari siamo andati in gita (a Ravenna, a Mantova e Sabbioneta, allo zoo, al mare, al Museo Civico di Bologna, al Parco Naturale dei Gessi nel Bolognese). Ricordo lunghissime ricreazioni in una scuola splendida, a misura di bambino, nel mezzo del verde, con solo cinque classi. Avevamo anche noi il giornalino, l'ora di poesia, l'ora di musica, e persino un orto - che purtroppo andò in malora l'anno di Chernobyl. Forse un'esperienza rara, ma non posso fare a meno di pensare che sia meglio questo di una mega scuola con tremila bambini, troppi insegnanti e pochi soldi.

I veri idioti li ho trovati alle medie, dove c'era gente che era proprio lì a scaldare la sedia e dei ragazzi se ne fregava. I fasci, i preti laici, i frustrati, gli alcolisti, i CiEllini, quelli li ho incontrati alle superiori, quando avevo già la mente pronta a rispondere alle assurdità che proponevano (tipo il prete laico che nell'ora di filosofia non voleva insegnare Marx, mentre su Kant passammo tre mesi).

Il problema vero è che il problema non è questo: la riforma non c'entra nulla con quel è che meglio per gli studenti, ma solo con quello che costa meno al governo del Nano mefitico. Purtroppo la conversazione sul cosa sia meglio (nè tantomeno la scelta) non c'è, è interamente fuori dall'equazione.

(E pensare che passavo di qui per dirti di dare un'occhiata qui se non l'hai già fatto! Sto pregando in Greco antico che questo significhi che c'è un album blues/Seeger Session in arrivo... Happy Halloween!)

listener ha detto...

se usi l'espressione "nano mefitico" davvero non hai avuto buoni maestri, rischi di avere pessimi allievi in compenso...un essere umano è un essere umano una merda una merda, non mi piace questa forma d'espressione comparativa tra il "senza scrupoli" comparato ad esseri umani. Non mi piace!

silvano ha detto...

Per Byronic
Ciao, bentornata. Che ti devo dire? Forse ripentendolo insieme come un mantra sto benedetto album esce. Io avevo letto che c'era in uscita per i primi mesi del 2009 un album con la E-Street...troppa grazia chiedere che ne escano due?
ciao, silvano.

P.S. in effetti il taglio che chiamano riforma è tanto più folle perchè scriteriato e cieco non andando nemmeno ad incidere sui meccanismi di spesa: una porcheria mai vista costruita ad hoc per affossare la scuola pubblica.

Luka, back on the corner. ha detto...

Bella Storia...
Da Halloween!!!!!!!!!!

LENINGRAD COWBOYS ha detto...

Caro Silvano, il maestro unico è un ammiccamento all'ignorante di turno, al nostalgico fascistoide allergico alla cultura. E' studiato su misura per la maggioranza bifolca, quella che va in pellegrinaggio a Pietralcina, quella che guarda porta a porta.
Una vergogna!

Leningrad cowboys

il Russo ha detto...

Cavolo, quando paragono la fortuna che hanno avuto i miei nipoti con me che ho avuto il maestro unico mi sento invidioso, probabilmente è lo stesso sentimento che muove le sfigate come la Gelmini: io ho avuto meno? Tutti avranno meno. Però è da caso clinico (Tremonti incluso)

Nella ha detto...

L'aria e bollente, la notte e scura,la danza della streghe non porterà fortuna ... Buon Halloween!

Lucien ha detto...

Quando andavo a scuola io esistevano le scuole speciali, le classi differenziali per gli asini e i disadattati e non c'erano alunni stranieri. Ora queste situazioni coesistono in tutte le scuole. I tre insegnanti su due classi e le compresenze nel tempo pieno servono proprio per affrontare queste problematiche e dare a tutti opportunità di apprendimento e non buttare le mele marce come si faceva nella scuola classista degli anni '60. Con la stessa scure, oltre a posti lavoro si stanno tagliando trent' anni di storia e pedagogia.

listener ha detto...

thanks Silvano e thanks Lucien

Ishtar ha detto...

Ecco questo la dice lunga sul fatto che non sia giusto affidare l'educazione di così tanti alunni ad un unica persona...
Ciao