12 dic 2008

Canzone n. 22 "Comfortably Numb" - Pink Floyd


Canzone immensa. Album immenso. Il coinvolgimento emotivo che entrambi suscitano non mi permettono di essere obiettivo.
The Wall è stato il primo album dei Pink Floyd che ho comprato in sincrono alla pubblicazione. Ricordo, le sensazioni, gli odori, le persone, la discoteca, le pile di album, la ressa, del giorno che me lo sono portato a casa. Inutile dire che tutti gli album pubblicati dai Floyd sino ad allora già li avevo. Sempre, per ragioni anagrafiche e perchè sino a 13-14 anni non possedevo un giradischi, o meglio lo STEREO, come si diceva allora, avevo comprato gli album tempo addietro la loro uscita.
Questa volta finalmente c'ero anch'io. Da subito. Centinaia di migliaia di album venduti solo in Italia, la sensazione di essere dentro un grande avvenimento, l'orgoglio di vedere i propri idoli, le proprie passioni per una volta in testa alle classifiche di vendita quando, allora, a noi appassionati di musica rock, capitava di vedere nelle classifiche sempre e solo disco music. L'odiata disco vissuta come una sconfitta personale ed esistenziale da noi rocker in erba. Noi che sempre stavamo a guardare ai tempi che apparivano d'oro, agli anni sentiti raccontare dai grandi, letti sulle riviste, vissuti con la fantasia sempre al passato, di Woodstock, dei Pink Floyd a Pompei, del festival dell'isola di Wight (qualcuno allora, o prima ancora?! cantava "Sai cos'è l'isola di Wight?" con accento inglese ed esotico, poteva essere Mal dei Primitives?). Tempi e fasti mitizzati oltre misura dall'inesperienza, e dalla giovinezza. I discorsi con i compagni di scuola modaioli ed ignoranti, e pure invidiati perchè al passo coi tempi. Volevo essere come loro ma con la mia musica, con la mia identità.
Discussioni in cui finivo, e finivano quelli come me, per essere etichettati come sfigati che non hanno l'ultimo 45 giri dei Boney em e di Sheila and the Black Devotion, Sylvester, Dee Dee Jackson, ecc.; tante cariatidi effimere che sono sparite per sempre e che vivono solo nella memoria mia e dei miei coetanei.
Non hanno lasciato segni, sono rimasti fuori per sempre dalla Rock'n'Roll Hall of Fame.
Sono rimasti esclusi dall'olimpo della musica rock.
Quante discussioni, quanta passione. Noi carbonari del rock contro il resto del mondo.
Bello da ricordare, un po' meno da vivere da adolescenti. Bestie rare...ragion più che sufficiente per essere emarginati dal branco.
The Wall significava personalmente anche questo: una rivincita. Essere alla moda per un po', senza aver rinunciato al proprio sè. Ricordo il divertimento mio e di alcuni compagni di classe nel vedere i modaioli che si andarono a comprare pure loro il disco. Stronzi!. e Amen.
The Wall è stato un terremoto. Ha chiuso un'epoca gli anni settanta (è uscito nel novembre del 79), e ha dato inizio ad un'altra. I Pink Floyd dati per finiti, durante e dopo la rivoluzione punk – new wave in Gran Bretagna, hanno saputo ancora graffiare ed aggregare intorno a sé una nuova generazione di appassionati di rock, ed anche di persone che normalmente non comprano o ascoltano musica.
I vecchi dinosauri hanno ristabilito le gerarchie tirando fuori un album epocale. Se Sgt. Pepper lonely's Heart club band" è stato il primo grande concept album, The wall è stato l'ultimo concept...permettete altrettanto grande.
Usando una stanca metafora mi vien da dire che The Wall sia un libro e le canzoni che lo compongono i suoi capitoli. The Wall è la storia di una vita, quella di Roger Waters e, per estensione, quella di tanti della sua generazione, quella di molte rockstar ed anche di persone comuni.
Tra i capitoli del libro alcuni sono molto buoni, alcuni eccelsi, e qualcuno è un capolavoro che può vivere di vita propria al di fuori dell'astronave madre, può avventurarsi nello spazio, senza appoggi e giustificazioni. Uno di questi capitoli è "Comfortatbly Numb". Mi piace pensare questa canzone come forse l'ultima grande canzone canzone scritta insieme dai Pink Floyd. Waters era ed è un genio, ha scritto praticamente da solo The Wall, buona parte di Animals e di The Dark side of the moon ed infine per intero The final cut (album tanto grande quanto sottovalutato). Ma le perle, alcune perle dei Pink Floyd, quelle più brillanti, sono state scritte a più mani. E' il caso di Comfortably Numb. Le parole sono di Waters e la musica di Gilmour. Se non ricordo male le uniche altre due canzoni dell'album dove Gilmour compare come co-autore sono Run like hell e Young lust. Qui la comunione dei due leader storici ci regala una canzone incredibile e magnificamenTe suonata ed interpretata. Rappresenta una dei momenti topici nella storia di Pink (protagonista dell'album ed alter ego di Waters). E' un momento altamente drammatico, sta male prima del concerto, travolto dalle droghe e dalla sua storia, si ripiega su sé stesso, fugge dalla realtà. Il medico (il business la società, l'autorità costituita) gli viene in soccorso. Cercano di tirarlo sù, letteralmente in piedi perchè la musica, la fama, il business chiamano: "The show must go on", ha la precedenza su tutto, la macchina non si può fermare (la profetica "Welcome to the machine"). Io l'ho sempre immaginato in questo frangente come rannicchiato in posizione fetale, non gli resta che ricordare-rianalizzare-rielaborare il suo vissuto. Nel momento più duro della sua esistenza troverà, di fatto, nell'analisi del suo passato la forza che di lì a poco lo libererà. La psicoanalisi portata nella musica rock.
La visione iperintelletuale di Waters fa il botto in Comfortably Numb.
Poesia, analisi, cultura, grande musica. La canzone è incredibilmente evocativa. Ascoltandola ricorda veramente una seduta analitica. Le storie che si intersecano contemporaneamente su multipli livelli, lo "stream of consciousness" del connubio della grande letteratura con Freud, uno dei più importanti fatti culturali del '900.
Gilmour canta tutto questo in maniera sublime. Come scandisce le parole, come pronuncia le frasi. Interpretazione perfetta. Alcune frasi valgono da sole la canzone. Il loro suono è ammaliante come il canto delle sirene per Ulisse ed i suoi marinai.
Quando canta

There is no pain, you are receding.
A distant ships smoke on the horizon.
You are only coming through in waves.
Your lips move but I cant hear what youre sayin.
When I was a child I had a fever.
My hands felt just like two balloons.

quel "distant ships smoke on the horizon" fa luce tra la nebbia dei ricordi della mia infanzia; il mare, il fatto che me ne stavo sulla battigia di Rimini a scrutare l'orizzonte, là dove le navi in lontananza passavano, ed ero incantato dal fatto che navigassero così lontano, sull'orlo di un precipizio.
Poi "When I was a child I had a fever, My hands felt just like two balloons." mi ricorda la febbre da bambino e la sensazione, quando era molto alta, che le mani si gonfiassero come due palle. Ricordo che le guardavo e mi sorprendevo nel vederle invece ancora perfettamente normali, e restavo rapito dalla discrasia della mie percezioni che mi dicevano due cose diverse.
Ricordi che riemergono dal subconscio e che oggi ancora meravigliano.
Ancora su questa canzone la sensazione che in alcune frasi pronunciate da Gilmour si vadano ad annullare le differenze tra la propria lingua madre ed una lingua straniera. L'interpretazione è così perfetta che il solo suono assume significato.
Poi... poi c'è quell'assolo incredibile di chitarra in chiusura di canzone. David Gilmour ha dichiarato che è stato il più bel assolo di chitarra che ha suonato in carriera. Gli credo. E' splendido, così metallico, così lirico, così luminoso, sembra una scimitarra che fende l'azzurro del cielo. Bellissimo.
Si è classificato come il quarto miglior assolo di chitarra di tutti i tempi in un referendum tra i lettori della rivista "Guitar World Magazine".

I cinque migliori assoli di tutti i tempi secondi GWM.

Ecco la classifica:
1.song: Stairway to Heaven
guitarist: Jimmy Page
band: Led Zeppelin
album: Led Zeppelin IV

2.song: Eruption
guitarist: Eddie Van Halen
band: Van Halen
album: Van Halen

3.song: Freebird
guitarist: Collins/Rossington
band: Lynyrd Skynyrd
album: Pronounced Leh-nerd Skin-nerd

4.song: Comfortably Numb
guitarist: David Gilmour
band: Pink Floyd
album: The Wall

5.song: All Along the Watchtower
guitarist: Jimi Hendrix
band: Jimi Hendrix Experience
album: Electric Ladyland

Comfortably Numb - Pink Floyd (1980)



13 commenti:

Elsa ha detto...

la loro musicalità è unica, il resto lo hai scritto tu:)

Mat ha detto...

Una canzone immensa, un album immenso. Ti do pienissimamente ragione, sono dei capolavori! "The Wall" è da sempre il mio disco rock preferito.
Mi fa piacere che hai ricordato anche l'importanza di "The Final Cut", altro disco straordinario che ho sempre amato.
Per il resto, hai scritto un post bellissimo. Ciao!

Max ha detto...

Io mi ricordo ancora della "Hit Parade" trasmessa da Radio Due il sabato pomeriggio e di quando arrivò al primo posto "Another brick in the wall", e a scuola che portavamo l'interno della copertina con i testi per tradurli nell'ora di inglese...

Lucien ha detto...

Cosa dire, hai raccontato benissimo un periodo, un capolavoro, una canzone. Aggiungo solo due cose: l'emozione pazzesca al concerto dei P.F. del '94. L'altra cosa che mi ha colpito e la ridicolaggine di certi soggetti (sempre in maggioranza) che hai descritto nel tuo racconto: gente che io e gli altri del mio gruppo sfottevamo ferocemente e che dietro la loro maschera di moda e conformismo col passare degli anni si sono rivelati i veri "LOOSER",

Franco Zaio ha detto...

Pensa che io al liceo non trovai nessuno per andare a vedere i Clash (e ci andai da solo!), nel 1981. Io The wall all'epoca lo trovai troppo pomposo e classico, ma contiene canzoni che mi danno ancora i brividi, come CN e Goodbye blue sky, per esempio.

Lucien ha detto...

Io amo Hey you. Ogni tanto la suono ancora e mi viene anche decentemente. (Così si è espresso il mio più feroce critico)

Maurizio Pratelli ha detto...

io c'ero a milano a vedere i clash, eccome!

Nadia ha detto...

IL filmato di questa canzone è indimenticabile, lo ricordo come se l'avessi visto oggi.
E mi hai fatto ricordare van halen... bei tempi.
Buon w.e. Silvano ^_^

Luka, back on the corner. ha detto...

Una singola lacrima nel leggere il Post a memoria dei tempi che furono; sembra d'esserci appena usciti...
Grazie Silvano, canzone, album e Post Immensi. *****

Saretta ha detto...

davvero un post bellıssımo! concordo su tutta la lınea... ıo l ısola dı wıght l ho sentıta cantare dall equıpe 84 ma non credo sıa loro.... =) salutı!

Anna ha detto...

Nulla da aggiungere a quanto esponi benissimo. Quel disco è ancora la colonna sonora di molte mie giornate.Uscì dopo Animals.Avevo 23 anni, ed era quasi natale, 26 quando andai a vedere quel capolavoro onirico del film.
Mio marito all'isola di Wight c'è stato. Gli farò leggere il tuo post.

P.S. "Sai cos'è l'isola di Wight" la cantavano i Dik Dik :-)

stella ha detto...

Quando sei coinvolto emotivamente,vuol dire che la musica è ad alti livelli.

Buona serata Silvano,con un abbraccio.

icynose ha detto...

Sapevo che prima o poi la chiamavi tra i tuoi. Quell'opera è, indiscutibilmente, ciò che ha messo fine al rock inteso come colonna sonora di un movimento indisciplinato, ancora tanto legato al flower power o al metallo, per trasportarlo nel mondo trasversale, suoni che uscivano al di fuori del rock, ma pieni di esso. Il pezzo più famoso del disco "Another brick in the wall pt.2" addirittura lega il maestoso incedere del tema, il riff gotico che percorre tutto l'album, al ritmo funk della chitarra, qualcosa di incredibile, per l'epoca e per sempre. Qualcosa che ha spinto le generazioni wave, dance e pop ad intuire la meraviglia della ricerca delle sonorità più intime, in un'epoca in cui la canzonetta facile ed orecchiabile era dottrina. I Pink Floyd con quell'album hanno sterzato completamente il mondo della musica, allontanandolo dall'impoverimento a cui le case discografiche lo stavano spingendo. Ero anch'io uno di quegli sfigati che credevano nell'epoca d'oro del rock. The wall però è stato un ponte tra le differenze, per me, ho cominciato a cercare quelle sonorità in ambienti diversi dal rock. Cosa che, se osservi, tutto il mondo ha fatto, arrivando ad influenzare e arricchire l'estremo opposto.

E tutto questo è stato fatto con quel "we don't need no education" che tutto il mondo conosce e che anche a te è entrato nel sangue, si vede da ciò che hai scritto.