25 dic 2008

Natale


“D'un tratto il ragazzo gridò: “Ma muore, vi dico! Muore di fame”. “Zitto” disse la mamma. Guardò il babbo e zio John, che stavano vicino all'uomo malato guardandolo con occhi impotenti. Poi guardò Rosa Tea avviluppata nella coperta, e aspettò d'incontrarne lo sguardo. Allora le due donne si lessero profondamente negli occhi, e Rosa Tea prese a respirare in fretta e affannosamente.
Poi disse: “Sì”.
Per un minuto Rosa Tea continuò a sedere nel silenzio frusciante del fienile. Poi si alzò faticosamente in piedi e aggiustandosi la coperta attorno al corpo, si diresse a passi lenti verso l'angolo e stette qualche secondo a contemplare la faccia smunta gli occhi fissi, allucinati. Poi lentamente si sdraiò accanto a lui. L'uomo scosse lentamente la testa in segno di rifiuto. Rosa Tea sollevò un lembo della coperta e si denudò il petto. “Su, prendete,” disse. Gli si fece più vicino e gli passò una mano sotto la testa. “Qui, qui, così.” Con la mano gli sosteneva la testa e le sue dita lo carezzavano delicatamente tra i capelli. Ella si guardava attorno, e le sue labbra sorridevano, misteriosamente.”
John Steinbeck - Furore.

4 commenti:

Cesco ha detto...

Avevo letto questa storia poco tempo fa, e provai insieme un brivido ma anche compassione.

Ciao Silvano, buone feste.

Mat ha detto...

Ciao, vado un po' di corsa, comunque... BUON NATALE!

stella ha detto...

Storia triste.

Anna ha detto...

No, a mio avviso non è triste. C'è una sola parola per definere la scena: SOLIDARETA'.
Rosa Tea ne ha da vendere nello scorcio di quel romanzo.Ed io ci vedo anche ottimismo, seppur disperato.Ottimismo disatteso, purtroppo.
Bella scelta quella che hai operato: momento di depressione economica quello, lo stesso il nostro di ora. Tempi diversi, sì,ma la solidarietà, quella, oggi è solo un sogno. Uno dei nostri.