17 dic 2008

La Crisi Economica e Godot


Sono preoccupato e dovrei essere contento: si diceva che forse i nostri nipoti, anzi i nipoti dei nostri nipoti avrebbero visto la fine del capitalismo e un nuovo sistema di produzione meno violento. Dovrei essere contento, sto vedendo la fine del capitalismo, un cataclisma inedito e che percepisco molto più gigantesco di quello che sembra in questi giorni. E' qualcosa di inimmaginabile, di proporzioni storiche, la crisi del '29 era solo una crisi di crescita, questa è un'implosione. Il problema è che essere testimoni del proprio tempo e abituati ai tempi televisivi dei film o telefilm americani (in due ore saprò com'è andata), si rimane spiazzati quando, dopo la pubblicità ancora non si sa chi è l'assassino o se i nostri eroi muoiono o si sposano, ma invece si vede che il film ha i tempi della vita.
Aspettiamo Godot e non ci accorgiamo che se la GM e la Chrysler e la Ford facessero bancarotta, Godot arriverebbe ed anzi sarebbe già qui.
Pronti all'avvento di Godot?












14 commenti:

Vagamundo ha detto...

ah, belli i loghi... il problema é proprio lí, diciamo, nella pubblicitá in mezzo ai film, un'immagine che rende tutto falso e gonfiato... vabbé, torneremo ad aspettarla, una volta al giorno, come i caroselli... E, parlando di cose antiche... Io lo cantavo tutto a memoria, The Wall...

icynose ha detto...

Resteremo in tanti col culo per terra, senza lavoro, ma vedere la scomparsa di certe cose sarebbe l'orgasmo, non "uno" ma "il".

zefirina ha detto...

mi hai fatto venire l'ansia!

3fix ha detto...

Il signor Godot ha detto che non verrà neanche oggi... bastardo!
Askeyses.

Michele ha detto...

ho paura che andremo incontro ad una crisi del cavolo. E sono un po preoccupato.
Buoan sarate
Michele pianetatempolibero

listener ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
listener ha detto...

potrai dire "ho visto cose che voi umani,,,", no, scusa a quali umani le dirai?

Antares ha detto...

ho mangiato pesante e ho una premonizione-visione-congettura eruttiva: negli anni '90 si diceva che il 20% della popolazione mondiale utilizzava l'80% delle risorse del pianeta e che all'interno di quel 20% c'erano pochi molto ricchi, alcuni mediamente ricchi e tanto ceto medio, con frange anche di poveri e poverissimi. la globalizzazione ha permesso di aumentare la ricchezza dei paesi ricchi, però ha innescato anche il progressivo recupero a macchia di leopardo delle economie emergenti. per un po' i paesi ricchi sono andati a debito, ora non possono più. forse si andrà verso una ridistribuzione della ricchezza, con un parziale impoverimento dei paesi ricchi, un arricchimento di alcuni paesi con economie emergenti e con fanalino di coda dei paesi fatalmente e volutamente economicamente arretrati, come tanti tribolati paesi africani. non sarà una crisi da cui nascerà un modello alternativo al capitalismo, ma un aggiornamento del modello tipo upgrade capitalismo.100 con riassestamento e ridimensionamento dei rapporti di forza tra economie, paesi, culture. la spinta alla religione, dimensione rassicurante di unità difronte alla globalizzazione, esaurirà progressivamente il suo ascendente con il venire meno della novità e della paura del villaggio globale e diventerà una scelta individuale, senza più interesse a strumentalizzazioni per consenso politico e sociale. durante il percorso ci saranno drammi e novità, ma l'iniziativa privata per ottenere remunerazione del capitale materiale e intellettuale investito non sarà soppiantata. cambierà tutto, come è cambiato da due secoli fa ad ora, come cambia ogni giorno, e la fine e l'inizio del telefilm la vedremo senza più notarla, come non la notiamo neanche tanto ora. come la rana bollita o come la lancetta corta dell'orologio.
chissà

silvano ha detto...

per Listener e Antares:
Io ne ho viste, cose, che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.

L'unico dubbio è legato al vostro essere umani...

listener ha detto...

nessun dubbio, ho voglia di smettere ogni giorno di più, visto che gli umani stanno come i fagioli sulla tombola

Antares ha detto...

e sì, le cene pesanti... eh eh eh

dario ha detto...

Sai cosa, Silvano?
Scusa la considerazione lapalissiana, ma il problema e' che non c'e' alternativa.
Il crollo del capitalismo l'ho sempre visto come un atleta al trapezio che cade, non perche' molla la presa, ma perche' si rompe il trapezio. Ebbene, tutti gli altri sono molto piu' in basso, e sono pronti ad uno spettacolo di giocoleria, meno emozionante, ma tutto sommato abbastanza divertente. Solo che se quello volteggiava senza rete finisce che cade e s'ammazza, e allora fine dello spettacolo. Quel che ci rimane e' il biglietto d'ingresso ormai non piu' utilizzabile nemmeno per incartare il pesce.

Dio, che bella metafora. Mi sa che la utilizzero' altrove!

dario ha detto...

Il vero problema e' che la sinistra, fu comunista e socialista, si e' riconvertita al capitalismo e non ad un sistema innovativo collaborativo e solidale, e quindi l'alternativa alla destra capitalista e' la sinistra capitalista. Se muore la destra c'e' la sinistra, se muore la sinistra c'e' la destra, ma se muore il capitalismo c'e' solo il niente.
E ora e' troppo tardi.

dario ha detto...

Ah, e scusa la sconvenienza del terzo messaggio consecutivo, ma un'altra cosa, vorrei aggiungere.

Oculatamente la nostra cultura capitalista disgregante ci ha inculcato la religione del lieto fine, del livellamento costante. Ma la teoria dei vasi comunicanti e' palesemente falsa. Non e' che se soffriamo una crisi oggi, il rovescio della medaglia ci offre una migliore redistribuzione della ricchezza domani. No.
Secondo me, Silvano, tu sei ottimista. Io ritengo che abbiamo veramente pochissime, infinitesime chances di venirne fuori. L'umanita' e' destinata a morire, ad estinguersi su se stessa. E se non sara' una devastazione totale, quel che sopravvivera' ricostruira' un pianeta ben peggiore di quello attuale.

Bisognerebbe semplicemente ritornare ad essere branco, razza, specie, invece che individui. Ma l'uomo e' totalmente incapace di fare cio', e se incidentalmente qualche caso isolato poteva azzardare un simile ideale, gli e' stato accuratamente insegnato che non esiste altro che la logica dell'avere ad ogni costo.