6 gen 2009

Domande su Gaza, Palestina ed Israele


Gaza, Palestina, Israele centinaia di morti tra la popolazione innocente, la guerra in tutta la sua quotidiana brutalità.
Leggo i giornali, leggo i blog amici: la cronaca della carneficina in atto non lascia spazio a nulla che la possa umanamente giustificare.
Eppure vorrei capire. Fatta l'ovvia premessa del diritto del popolo israeliano e palestinese all'esistenza prima ed alla pace poi, mi si accavallano molte domande alle quali non so rispondere.

Nel confronto tra una democrazia compiuta ed un governo non democratico chi ha ragione?
Non si può prescindere dal regime politico o ci si deve scrupolosamente attenere al merito dei fatti?
Una dittatura sia pur democraticamente eletta ha sempre torto quand'anche avesse nei fatti ragione?
Certo è il fatto che nel caso di una democrazia se i fatti le danno torto, ha torto. Ma questo vale anche quando essa si confronta per la sua stessa esistenza con un regime non democratico?
In caso di conflitto tra una democrazia ed una dittatura, le conseguenze dello stesso sulla popolazione del paese non democratico a chi debbono essere ascritte?
Al regime che lo domina o al paese democratico che li bombarda?
Di chi è la responsabilità politica?

Oggi a queste domande non so rispondere.
Perchè?
Perchè se mi chiedessero su chi ricade la responsabilità politica delle vittime dei bombardamenti tra la popolazione civile italiana, ad opera degli alleati, nella seconda guerra mondiale, non avrei titubanze a rispondere che essa ricade sul fascismo ed ora, invece, su palestinesi ed israeliani, questa sicurezza non l'ho più?

Il ripudio delle guerre senza e senza ma è forse l'unica soluzione, l'unica risposta: ma quanto realistica?

16 commenti:

indierocker ha detto...

...ma perche' dici dittatura? hamas non aveva vinto democratiche elezioni ...mmhhh... nel 2006? vabbe', esercita un potere che va al di la' del mandato di libere elezioni democratiche, ma, mutatis mutandis -e senza morti-, anche berlusconi, eletto democraticamente (argh!) esercita il suo potere al di la' del mandato democratico...
...quindi qualche peso in piu' nella bilancia a favore degli abitanti di gaza?
(indierocker coming from lucien's blog)

Max ha detto...

Domande lecite, che mi pongo anche io.
Una guerra che mi sembra non abbia fine e dopo tuto questo tempo le ragioni ed i torti si confondono in una nebbia fittissima.
Mi chiedo, non tanto chi ha ragione o torto, ma quando e perchè tutto questo è cominciato.
La cosa che mi lascia perplesso è che come sempre in nome delle religioni (lo dico da non credente) si commettano da sempre crimini orribili.

silvano ha detto...

Ciao Indierocker, benevenuto.
Hamas è stato eletto democraticamente ma poi non si è rivelato democratico. Mutatis mutandis e facendo le debite proporzioni anche Hitler fu eletto e voluto dai tedeschi, così pure Mussolini non fu eletto ma fu voluto da una maggioranza di fatto nel paese: furono democratici? Il mio problema, ciò che mi chiedo, è appunto questo: può un governo non democratico aver ragione? si può prescindere dal giudizio politico e giudicare solo i fatti nudi e crudi? Avrebbe potuto in linea di principio il regime nazista aver avuto ragione in alcune sue dispute politiche internazionali?
Queste sono le domande che mi pongo. Io non faccio il tifo sui morti e pure mi rifiuto di far ragioneria e calcolo, in questo momento non c'è dubbio che le vittime sono i cittadini palestinesi (anzi molto spesso, se non sempre, le vittime sono loro) ma di chi è la responsbilità politica di questa situazione?

A me non piace, anzi proprio non lo sopporto Berlusconi ed il suo governo, ma non mi faccio accecare dalla politica sino al punto di confonderlo con Hamas, Hezbollah and co. è diverso, anche se deleterio per la democrazia di questo paese.

ciao, silvano.

XPX ha detto...

Spetterebbe alla Nazioni Unite (e agli USA) imporre la pace una volta per tutte. Imporre.

Max ha detto...

adesso anche la pace, come la guerra, la si impone ???
Credo che prima la si dovrebbe desiderare.

Lucien ha detto...

Bentornato Silvano. Subito un argomento molto delicato. Per ora non mi esprimo. Ciò che sta succedendo è tragico e richiede parole calibrate. Penso ai miei amici di Ponte Radio, artisti che stanno lavorando ad uno spettacolo teatrale con i bambini palestinesi di Jenin e spero che tutto finisca.

Elsa ha detto...

non sempre elezioni democratiche...o la demcrazia in se, produce il meglio. Ne abbiamo l'esempio in Italia. Ma è giusto che sia così ove si tratti di vera democrazia.
caro Silvano quì il discrso si allungherebbe a dismisura.
Sai i bimbi laggiù muiono d'infarto per lo spavento, come sicuramente accade dove c'è una guerra.
Che finisca presto.

Elsa ha detto...

psss bentornatoooooooo:)))))
il premioooooo

Maurizio Pratelli ha detto...

Bentornato, lecite domande. leggendo il commento di Xpx penso che nulla si possa IMPORRE, nemmeno la pace.

Pietro ha detto...

ti commento come ho commentato da altri sull'argomento.
Credo che l'estremismo da ambedue le parti non aiuti.
Anche nei nostri giudizi, chissà dove finisce la verità e dove comincia l'ideologia...

LENINGRAD COWBOYS ha detto...

caro Silvano, sono ancora vivo:-) è che ho cambiato casa e anocra non ho messo il collegamento internet.
Buon 2009, a presto.

Luka, back on the corner. ha detto...

Amazza!
E dire che la usiamo pure così, come esclamazione. Il potere, i soldi, gli interessi di pochi mascherati e la povera gente che viene presa nel mezzo seppure molte volte cadano i guerrieri.
La storia siamo noi, padri e figli, ma fino a quando?
Homo Sapiens?!?
Ciao Silvano, Luka

Cesco ha detto...

E' proprio questo il problema, Silvano. Ripudiare la guerra in assoluto è un'utopia, la guerra è sempre esistita, pur essendo cambiata nel corso dei secoli, trasformandosi dalle lotte tribali agli albori dell'umanità ai bombardamenti massicci a tappeto infischiandosene della popolazione. E proprio la popolazione subisce maggiormente gli effetti diretti: nella "vecchia guerra", chi moriva erano i soldati. In Europa sono stati milioni e milioni i soldati morti nelle guerre. Ma negli ultimi cento anni è cambiata questa proporzione. Grazie alle nuove strategie le perdite militari si riducono, mentre quelle civili aumentano in maniera spropositata. La perfezione quasi assoluta si è raggiunta negli ultimi tempi: a fronte di 5000 o poco più soldati americani periti nella guerra in Iraq, si oppongono centinaia di migliaia di civili massacrati dalle bombe e dai raid via terra. Sono solo numeri, ma questi numeri si riflettono sulle facce delle persone che non ne possono più della guerra, e che continuano a morire. L'unico modo per debellare la guerra sarebbe che l'uomo sparisse. Oppure in alternativa che ognuno pensi per se e che se ne fotta degli altri. Il tuo comandante ti dice di sparare? bene, spara al tuo comandante. Il tuo capo ti dice di immolare la tua vita per la patria? piazzagli addosso delle bombe a tempo e buttalo in una stanza dove si tengono i consigli di guerra. Utopia, ovviamente. La guerra non finirà mai. Sulla striscia di Gaza nemmeno in sogno.

Cesco ha detto...

A proposito, bentornato dalle vacanze :-)

Antares ha detto...

Risultati o metodo?
Per combattere il crimine si possono usare mezzi criminali?
Cosa è lo Stato quando per combattere il crimine diventa criminale esso stesso?
Per contro non si può validamente contrastare il crimine senza azione decisa.
Allora come si collega azione decisa e metodo legale?

Perchè ci ferisce quello che accade?
Se in Palestina non ci fossero gli israeliani, forse non ci sarebbe questa risonanza di scontro di civiltà. Forse sarebbe uno scontro distrattamente menzionato con un breve cenno informativo, come spesso capita in tanti altri drammi quasi cronici. Però brucia pensare che sia proprio un pezzo trapiantato dell'occidente quale è Israele, a partecipare a questo inesauribile ripetizione dell'emergenza.

E' una situazione endemica?
Ci sono cose che sono sempre legalmente esistite e ora legalmente non esistono più e ci sembra normale che sia così, come in altri tempi era normale il contrario (la schiavitù, gli ospedali, il voto, il voto alle donne, l'istruzione.. la guerra in Europa, ecc. ecc. ecc.). Non credo al fatalismo delle cose che sono e sono sempre state.
Questa emergenza è nata negli anni cinquanta del secolo scorso e con fasi alterne è riapparsa. Può cambiare.
Con quali tempi?

Per ora quello che cambia è il numero dei morti.

davdide ha detto...

allora israele c'è sempre stata c'è ancora e ci sarà sempre poi se i palestinesi vengono in israele tirano i eazzi come se la terra fosse la loro no israele giustamente reagisce gli ebrei gli anno dato 3 possibilit ai palestinesi 1°stanno buoni fermi ognuno sta dalla parte sua 2° o se ne vanno se nn riescono a stare fermi 3° scoppiano in aria tutti quanti perche è questo che vogliono ma sono normali delle persone che si fanno saltare in aria da soli????perche se la risprendono con gli israeliani essendo arrivati dopo intanto la fine che faranno è QUELLA TUTTI SCOPPIATI IN ARIA poi vorre rispondere a una domanda di uno no gli islamici non possono amazzare i bambini ebrei ci anno provato ma gli è andata male perche grazie a d-o i bambini nella scuola non cerano poi se vedete sulla carta geografica c'è scritto palestina o israele???ragionate intanto se pensate che hamas o quello che è ha vinto dovrete fare tutti quanti la fine che faranno loro!!!