07 mar 2010

Si può - Giorgio Gaber

In momenti politici e sociali come quelli che viviamo da anni in Italia, si ha il bisogno ogni tanto di fermarsi per cercare di capire.
Si cerca qualcuno che possa spiegare, che ci possa aiutare a leggere il quotidiano. Si cerca qualcuno che ci spieghi, un maestro.
La figura del maestro è nella società moderna quella dell'intellettuale.
Io al pari di molti lo cerco questo intellettuale per capire di più per vedere al di là del mio naso e mi accorgo che lo trovo sempre e solo nel passato.
Sembra non esistere più. Allora mi rivolgo agli intellettuali morti, moderne ed uniche bussole che mi sono rimaste. Me ne vengono in mente tre: Pierpaolo Pasolini, Fabrizio De Andrè e Giorgio Gaber.
Senza annoiare oltre posto questa canzone di Gaber e mi chiedo e vi chiedo: "ma noi ancora sappiamo che cosa sia la libertà o la scambiamo con la grottesca parodia del "si può?"

Si può

Si può
si può
si può, siamo liberi come l'aria
si può
si può, siamo noi che facciam la storia
si può.

Si può, io mi vesto come mi pare
si può, sono libero di creare
si può, son padrone del mio destino
si può, posso mettermi un orecchino.

Si può, fare critiche dall'esterno
si può, sputtanare tutto il governo
si può, non far uso dei congiuntivi
si può, siamo liberi e trasgressivi.

Basta uno spunto qualunque
e la nostra fantasia non ha confini
basta un pennello, un colore
e noi siamo pronti
a perpetuare la creatività dei popoli latini.

Si può, fare i giovani a sessant'anni
si può, regalare i blue-jeans ai nonni
si può, in ignobili trasmissioni
si può, schiaffeggiarsi come coglioni.

Si può, far politica coi fumetti
si può, divertirsi con Andreotti
si può, con la satira che straripa
si può, fare il verso persino al papa.

Con quella vena di razza italiana
che è vivace e battagliera
è naturale che poi siamo noi
che possiam cambiar tutto
a patto che si lasci tutto come era.

Si può, siamo liberi come l'aria, si può
si può, siamo noi che facciam la storia, si può
libertà, libertà, libertà, libertà obbligatoria.

Sono assai cambiato, sono così spregiudicato
sono infedele, sono matto, posso far tutto.
Viene la paura di una vertigine totale,
viene la voglia un po' anormale di inventare una morale
utopia, utopia, utopia-pia-pia.

Si può, ignorare gli intellettuali
si può, fare il tifo per gli animali
si può, far la guerra per scopi giusti
si può, siamo autentici pacifisti.

Per ogni assillo, rovello sociale, sembra che la gente goda
tutti che dicono la loro, facciamo un bel coro
di opinioni fino a quando il fatto non è più di moda.

Si può, rovesciare la notte e il giorno
si può, eccitarsi con un film porno
si può, patteggiare sulla galera
si può, ricantare "Faccetta nera".

Si può, trasgredire qualsiasi mito
si può, invaghirsi di un travestito
si può, consultarsi con una strega
si può, farsi ognuno una bella lega.

In questa tua libertà illimitata
di espressione e di parola
l'unica rivoluzione che noi abbiamo fatto
ha un difetto:
è la rivoluzione della Coca-Cola.

Si può, siamo liberi come l'aria, si può
si può, siamo noi che facciam la storia, si può.

[parlato] Ma come? Con tutte le libertà che avete, volete anche la
libertà di pensare?

Utopia, utopia, utopia-pia-pia.

Libertà, libertà, libertà, libertà,
libertà, libertà, libertà, libertà,
libertà, libertà, libertà, libertà...


3 commenti:

unwise ha detto...

parole sante...troppo spesso la libertà viene confusa con quella che mio nonno chiamava "la libertà di pisciare sul muro"

Maurizio Pratelli ha detto...

ho una devozione totale per gaber. Un genio.

UniromaTV ha detto...

Al seguente link potete vedere il servizio realizzato da UniromaTV dal titolo "Il genio di Giorgio Gaber"

http://www.uniroma.tv/?id_video=15242

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