03 nov 2008

4 Novembre - Festa delle Forze Armate o della Vittoria


Domani si festeggerà la festa delle forze armate o della vittoria nella prima guerra mondiale.
In quella guerra morirono quasi settecentomila soldati italiani.
Fu una guerra voluta dal re e dall'esercito.
Lo stesso parlamento italiano si pronunciò contro l'entrata in guerra.
Con tutta probabilità sarebbe stato possibile ottenere i territori rivendicati per via diplomatica.
Così non fu, e fu una carneficina come mai prima d'allora s'era visto.
La guerra voluta dal regno, dall'esercito, dall'industria e dagli studenti interventisti fu poi combattuta da contadini ed operai.
Furono loro a morire in nome di una patria matrigna.

Non so se sia giusto ricordarla con una festa. Non lo so.

Personalmente ricorderò quando sono stato a Redipuglia, al Sacrario Militare e di come rimasi incredulo nel vedere una collina, una montagna di morti.
Ricorderò il primo romanzo che lessi ancora ragazzo Niente di nuovo sul fronte occidentale, di E. M. Remarque, che pur non parlando del fronte italiano ma di quello francese racconta con grande realismo le brutture della guerra di trincea viste attraverso gli occhi di un giovane soldato tedesco.
Ricorderò Addio alle Armi di E. Hemingway, che narra l'esperienza del grande scrittore proprio sul fronte italiano.
Ricorderò Un anno sull'altipiano di E. Lussu, della ferocia e dell'incompetenza degli stati maggiori italiani, del famigerato generale Leone e delle corazze Farina.
Ricorderò il film di Francesco Rosi Uomini contro, ispirato al romanzo di E. Lussu.
Ricorderò un grande capolavoro di Stanley Kubrick Orizzonti di Gloria con Kirk Douglas.
Un ultimo pensiero lo rivolgerò a Delfino Borroni, l'ultimo italiano sopravvissuto della Grande Guerra e morto domenica scorsa 26 ottobre 2008 a 110 anni, ed agli altri sette ultimi sopravvissuti: tre in Gran Bretagna, due in Canada, tra cui una donna, uno in Australia e uno negli Stati Uniti.
Un pensiero a mio nonno, che quella guerra la combatté sul fronte del Carso e che però portò a casa la pelle.

Dal Film Uomini Contro di Francesco Rosi – Val la pena di vedere completamente lo spezzone.







10 commenti:

Donna Cannone ha detto...

Ciao. Mi fai ricordare l'insegnante illuminato di italiano e storia che avevo alle medie, che ci fece leggere e vedere molti dei libri e film che segnali.

Il discorso sarebbe lunghissimo - da fare. Uno dei grandi cambiamenti è che ora sono dei PROFESSIONISTI DELLA GUERRA, altro che scarpe di cartone.

stella ha detto...

I tuoi post mi attirano sempre.

Forse perchè vi leggo verità?

LENINGRAD COWBOYS ha detto...

Veramente un ottimo post.
Citazione splendida di uno dei capolavori di Kubrick, uno dei miei preferiti.
Ma di certo non mi sorprendo; il minsitro della difesa è La Russa: uno dei peggiori, un fiero guerrafondaio, che vede nei repubblichini gli eroi immortali. E' uno squadrista di mezza tacca divenuto ministro.Una vergogna!
Tra un po' proclameranno festa nazionale il 28 ottobre anniversario della marcia su Roma.

Leningrad cowboys

zefirina ha detto...

per me domani è solo il compleanno della mia mamma

Lucien ha detto...

Grande capolavoro Orizzonti di Gloria, veramente. Da far vedere in tutte le scuole, sia medie che superiori per fare veramente capire la crudeltà e la stupidità della guerra.

il Russo ha detto...

Ma come cacchio si fa a festeggiare la guerra? Ci voleva la Russa per arrivare pure a ciò...

Luka, back on the corner. ha detto...

Festeggiare... non so.
Ringraziare sì.

Tutte le volte che passo da Redipuglia penso che quella collina di morti ha comunque contribuito a creare l'Italia così come è.
E' questo che forse dovrebbero ricordare tante persone che quest'Italia...
mica ci piace.
Ciao Luka.

Pietro ha detto...

ho visto la faccia di la russa che parlava di parate con quella faccia preosgarmatica e mi ha fatto impressione.

listener ha detto...

Ci sarebbe anche "nulla di nuovo sul fronte occidentale" E.M. Remarque il libro più dei film e infine "la grande illusione" J. Renoir. il cui titolo si rifà proprio all'idea balzana che una guerra potesse realmente dare dei vantaggi a chi la predicava.
Tanti libri e tanti fotogrammi...noi avevamo il vate(r) che predicava l'interventismo, con le sue babbucce falliche
(La Russa ha un cognome che è una contraddizione in termini, e forse una condanna per lui. Macho e fascista, bolscevica e leggiadra).

listener ha detto...

scusa silvano non avevo letto tra tanti titoli Remarque,