17 nov 2008

Eluana Englaro


Su Eluana non so.
Forse bisogna avere una qualche fede per prendere una posizione ben definita e netta.
Io sono per una legge che permetta alle persone di poter decidere per il proprio destino nell'ipotesi, si spera sempre remota, di patologie particolarmente gravi che comportino sofferenze che non si possono o vogliono sopportare. Credo che al giorno d'oggi, di fatto, negli ospedali esista una qualche forma di eutanasia: banalmente i medici di fronte a malati terminali di cancro che non rispondono a nessuna terapia, per i quali non c'è speranza, e che vengono dilaniati dal dolore, aumentano le dosi di antidolorifici oppiacei sino ad arrivare alla morte del paziente.

Io credo che questo si chiami pietas, non omicidio.

La legge sul testamento biologico, se fatta e concordata seriamente, sarà la via per uscire da questi drammi dilanianti la coscienza dei parenti dei malati e la coscienza collettiva.

Non so se sia lecito, non lo so davvero, decidere di mettere fine alla propria vita, ma come negare ad un singolo questo desiderio se non si sente di vivere più, o se non considera più vivibile una vita di sofferenza e senza alcuna speranza, bloccato su un letto d'ospedale e sofferente?
Come si fa a imporgli il dolore?
Certo chi ha la fede per la sua vita deciderà in modo differente, nessuno deve imporre nulla su questi temi, ne va delle cose fondamentali della vita, del proprio sè, del proprio intimo più profondo.

Nel caso di Eluana il problema secondo me è che, di fatto, lei non ha lasciato nemmeno una riga scritta su quelli che potrebbero essere stati i suoi voleri nel caso di una disgrazia come quella che le è accaduta.

Quel corpo soffre?
Quel corpo non soffre?
Nessuno di noi lo può dire, nessuno.
Un padre ha il diritto di seppellire la propria figlia?
Io non ho le certezze che derivano dalla fede, e rispetto chi ha la fede. In un caso così c'è qualcuno che può decidere per qualcun altro? Anche qui non lo so.
E se quella ragazza soffrisse ed il dolore fosse imprigionato in un corpo senza vita? Come assumersi la responsabilità di infliggerle anni di sofferenza?

E' un tema enorme e dilaniante, e resto basito da come si sviluppano certe discussioni in Italia. Si fanno le barricate e si combattono le guerre, e da una parte e dall'altra, senza rendersi conto che c'è una montagna di dolore là in mezzo su cui tutti crediamo di poter imporre un punto di vista: il nostro.

Forse ora, in mancanza di una Legge, solo suo padre può decidere.

Vorrei essere capace di capire di più, con umiltà...







11 commenti:

listener ha detto...

Strano che una setta che ha come mitologia centrale un padre che manda morire il figlio sulla terra, poi si dedichi con furore a proibire che una padre eviti alla figlia di vivere una non vita.
L'immagine, non è più la somiglianza? E' solo immagine ora mai per loro?

zefirina ha detto...

listener non l'avevo mai vista in questa maniera, però definirla una setta mi sembra un po' eccessivo, io nemmeno so.... so che così a mente fredda non vorrei mai far subire ai miei familiari lo strazio di vedermi in uno stato che causi loro dolore, sia esso un coma irreversibile, sia una malattia devastante, mentre onestamente non so se capitasse loro qualcosa sarei capace di lasciarli andare.

Anna ha detto...

Io so che, nella condizione di Eluana, non vorrei continuare a vivere, se di vita si può parlare. Ma so anche che, nella situazione dei suoi familiari, mai avrei il coraggio di farla morire. Ché di coraggio si parla. Lasciarla morire è un gesto di profondo altruismo.
Sì, grazie al cielo l'eutanasia per i malati terminali negli ospedali già si pratica. Mi ci son trovata, non fui capace di decidere. Lasciare andare chi si ama è atroce.
Hai ragione, sono temi talmente delicati che è difficilissimo pronunciarsi. Ripeto, non so. Ma so anche che è giusto lasciare a chi soffre la libertà di decidere.

Nadia ha detto...

Ho appena perso la nonna, c'era stato posto il dilemma della nutrizione forzata ma il corpo stesso di mia nonna non lo ha permesso. Anche se veder soffrire una persona è terribile per è stato terribile anche solo decidere se nutrire un corpo che non voleva farlo oppure no. L'ideale sarebbe per ognuno di noi decidere del proprio destino quando si è ancora in salute e non lasciare agli altri questa scelta, questo sì.

@ Listener
anche dal mio punto punto di vista come per zefiria chiamarla setta è un po troppo, qui è solo questione di fede credo, o sposi questa teoria e quindi la segui o cambi strada. Forse la faccio breve ma la vita è già complicata di suo. Ciao ^_^

listener ha detto...

Setta, ovvero divisione:
chi crede che anticoncezionali, aborto, convivenza, staminali, sessualità libere, eutanasia per i malati terminali...non siano amissibili, che non si possa legiferare, che si debba porre sempre un ricatto morale e politico verso ogni passo in questa direzione...chi impedisce questo cosa fa secondo voi? unisce o divide? discrimina o rispetta?

Asoolutamente una setta, che per prima ha sempre definito le altre religioni sette. Credere o non credere è per la legge la stessa cosa? Non in questo paese. Il cui vero cancro, non è la fede, ma chi la gestisce a proprio favore, chi ne fa un mezzo politico (ed economico). Cancro che ha sempre avuto le sue connivenze e i suoi canali. dove sono finiti i Pacs ad esempio?

stella ha detto...

Silvano sono molto perplessa,pur avendo fede.

Io fossi nella situazione di Eluana,preferirei morire,ma lei non può decidere.

Soffrirà,non soffrirà?

Non possiamo saperlo e, al di là della chiesa, come genitore non mi sentirei in grado di decidere,questo detto dal di fuori,si capisce...

E se un giorno Eluana aprisse solo gli occhi?

Donna Cannone ha detto...

Ciao. Tema difficile e scottante.
Credo che tutti dovremmo fare una dichiarazione personale preliminare, chessò, a 21 anni? a 15? In modo che nel caso, nessuno debba prendere decisioni imprendibili.

Detto questo, sono convinta che fra le varie moine nojose della chiesa ci sia un 'conteggio d'anime' da pallottoliere: anche eluana gli fa comoda viva, perchè nelle statistiche dei cattolici conta 1 anche lei.

E, scusate se è poco, NON rispetto chi ha fede. Proprio perchè troppo spesso è obnubilato e incapace di intendere e di volere. Ai fedeli l'onere della prova

Ossequi cannonici
DC

Mauro Morandini ha detto...

"Avevo fame e mi avete dato da mangiare
Avevo sete e mi avete dato da bere"

Non servono altre parole a queste che sono eterne.

Un caro saluto

stella ha detto...

Qualsiasi persona va rispettata,al di là delle ideologie...che non si condividono.

Elsa ha detto...

Silvano...in entrambi i casi è un esperieza dolorosa.
ho dedicato un post alla mia recente esperienza... Oggi più di prima io penso che sia giusto avere la possibilità di scegliere, davanti a quella che io chiamo non/vita. Lasciare andare chi si ama fa male...ma tenerli violati è molto peggio. Ovvio parlo di casi in cui non è contemplato un ritorno.

icynose ha detto...

Ho preso spunto dalla tua bellissima riflessione e dai commenti susseguenti per parlare dell'ingerenza della chiesa. Purtroppo non riesco a mandarti un trackback, mi limito a mandarti il link ed a ringraziarti.