02 set 2008

Waiting for the Worms - Pink Floyd


Ooooh You cannot reach me now
Ooooh No matter how you try
Goodbye cruel world it's over
Walk on by
Sitting in a bunker here behind my wall
Waiting for the worms, worms to come
In perfect isolation here behind my wall
Waiting for the worms, worms to come
Waiting, to cut out the deadwood
Waiting to clean up the city
Waiting to follow the worms
Waiting to put on a black shirt
Waiting to weed out the weaklings
Waiting to smash in their windows
And kick in their doors
Waiting for the final solution
To strengthen the strain
Waiting to follow the worms
Waiting to turn on the showers
And fire the ovens
Waiting for the queens and the coons
And the reds and the jews
Waiting to follow the worms
Would you like to see Britannia
Rule again my friend
All you have to do is follow the worms
Would you like to send our coloured cousins
Home again my friend
All you need to do is follow the worms







7 commenti:

stella ha detto...

Silvano ti segnalo il post di michele giordano (lo trovi tra i miei link).Merita di essere letto da te.

Donna Cannone ha detto...

Buongiorno e un augurio che settembre scorra lieve

stella ha detto...

Non conosco l'inglese.

silvano ha detto...

@stella: contestualizzazione della canzone:
La canzone tratta dall'album "The Wall" introduce un simbolo: i vermi, immagine repellente e viva del totalitarismo militarista e della sua azione infida e distruttiva. L'allegoria concettuale di Waters (autore della canzone e bassista dei Pink Floyd) sembra ormai arrivata a compimento: l'alienazione porta alla chiusura, la chiusura conduce alla solitudine, la solitudine alla disgregazione; la disgregazione, infine, è l'anticamera del fascismo (in quest'ottica: fascismo = morte), con i suoi immondi vermi, famelici e brulicanti. Questo è ciò che accade al di qua del muro (questo porta la presenza opprimente del proprio personale muro). Waters arriva a conferire al suo lavoro una dimensione propriamente politica partendo semplicemente dalla ricerca di un'alienazione individuale, in più parti descritta semplicemente come un disagio esistenziale. Senza facili slogan, Waters arriva alla conclusione con un progredire consequenziale, e la conclusione è sempre e solo una: la violenza, la guerra, la morte, con trasparenti richiami storici al nazismo e all'imperialismo colonizzatore.

traduzione:
ASPETTANDO I VERMI

Oh. Non riesci a prendermi adesso.
Oh. Per quanto tu ci provi.
Addio mondo crudele, è finita.
Tu vai pure avanti.
Seduto in un bunker quì dietro al muro,
aspetto che arrivino i vermi.
In perfetto isolamento qui dietro al mio muro,
aspetto che arrivino i vermi.
Aspetto di tagliare i rami secchi.
Aspetto di ripulire la città.
Aspetto di seguire i vermi.
Aspetto di indossare una camicia nera.
Aspetto di sterminare i più deboli.
Aspetto di sfasciare le loro finestre,
e di sfondare le loro porte.
Aspetto la soluzione finale che allora raddrizzi i torti.
Aspetto di seguire i vermi.
Aspetto di aprire le docce
e di accendere i forni.
Aspetto le checche e i negri, i comunisti e gli ebrei.
Aspetto di seguire i vermi.
Ti piacerebbe vedere Britannia
dominare ancora, amico mio?
Tutto quello che devi fare è seguire i vermi.
Ti piacerebbe mandare a casa i nostri cugini di colore?
Tutto ciò che devi fare è seguire i vermi.

Anna ha detto...

Ciao ad ottobre. Baci baci.....

stella ha detto...

Mio Dio silvano,che atrocità... Brutto futuro veramente,hai ragione. Grazie della traduzione. Ti abbraccio, caro amico mio.

Elsa ha detto...

un grazie anche da me per la traduzione...
coma di sostanza.