01 feb 2009

Luigi Pintor - Domande politicamente scorrette

In questi giorni sto rileggendo alcuni brani di un libro pubblicato nel 2001 da Bollati Boringhieri.
Si tratta di “Politicamente scorretto” di Luigi Pintor, ed è una raccolta di articoli apparsi nel quinquennio 1996-2001 sul Manifesto.
E' singolare osservare che cambiando date e qualche nome, quegli articoli potrebbero essere pubblicati, così pari pari anche oggi, a significare che i problemi di questo paese sono sempre quelli. Siamo fermi ed impantanati da anni: viene il dubbio che la crisi italiana sia senza fine e ci stia conducendo ad un baratro senza ritorno.
Lasciando da parte queste considerazioni estemporanee e per niente nuove ed originali, volevo sottoporre alla vostra attenzione un estratto di un articolo di Pintor significativo circa la sinistra popolo e classe dirigente. Un bel dilemma.

“Non penso come D'Alema che l'Italia sia un paese di destra per indole o istoria, non c'è borgo dove qualcuno negli ultimi due secoli non abbia combattuto per una buona causa magari lasciandoci la pelle. Di destra siamo noi, il suo ceto politico ed intellettuale. Invece di dire che ci sono due sinistre faremmo meglio a riconoscere che non ce n'è nessuna perchè siamo stanchi.
D'Alema suggerisce di declinare il binomio autorità – libertà, come a dire asparagi e immortalità dell'anima. Io suggerirei un ritiro spirituale o un bagno purificatore nel Gange. Deve pur esistere una diversità politica, non dico etica, oltre a quella sessuale che ormai celebriamo come l'ultima spiaggia possibile.”
Luigi Pintor – 6 luglio 2000.

4 commenti:

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Il prpoblema é che cambiano gli attori ma la piece teatrale purtroppo resta sempre la stessa...

Un amaro copione con noi vittime sacrificali.

il Russo ha detto...

Molti scritti di Pintor risultano ancora attuali e stimolano riflessioni, io concordo comunque con D'Alema: l' Italia è fondamentalmente un paese conservatore, vile, meschino quindi di destra.
Dice bene Pintor quando ricorda che in ogni angolo d'Italia qualcuno si è mosso per gli altri, ma è sempre stata una minoranza, rumorosa, ma sempre di minoranza s'è trattato.
Mai la sinistra da sola è riuscita a governare questo Paese, c'è riuscita solo mettendosi con il centro e in un paio di situazioni particolari per il Paese.
Potrei farti innumerevoli esempi di battaglie che si sono vinte partendo da pochi lucidi e coraggiosi tipo le battaglie su aborto, divorzio ecc., ma altrettanti potrei fartene sulla viltà degli italiani tipo il 25 aprile 1945: sino a otto mesi prima i partigiani al nord erano un esigua minoranza della popolazione(al sud la Resistenza manco l'hanno fatta), il 26 non esisteva più un fascista...

Antares ha detto...

Il primo paese al mondo ad abolire la pena di morte fu il Granducato di Toscana nel 1780. Il primo paese al mondo a costruire una forma di governo totalitaria su base corporativa fu il l'Italia con il fascismo. La Costituzione Italiana è una costituzione rigida non modificabile da legge ordinaria che già 60 anni fa recepiva una organizzazione decentrata che ancora oggi è all'avanguardia, infatti le regioni furono istituite con 22 anni di ritardo sulla promulgazione della costituzione, nel 1970.
Destra, sinistra, misto mare, futuristi, fascisti, idealisti, fessi, furbacchioni, santi, marinai?
Siamo un paese come tanti altri con i problemi che hanno tanti altri. Non ci distinguiamo in meglio o in peggio, forse sì un po' in peggio, ma senza particolare virtù neanche lì.
Avremmo le potenzialità, ma... anche no.

Sto leggendo il libro di Obama, l'Audacia della Speranza. Avanza riferimenti quasi retorici a valori comuni a democratici e repubblicani, fondanti la repubblica stessa. Quando si è in situazioni difficili si corre ad affidarsi a ideali comuni. E' sempre stato così, in fondo. Le idee astratte che fanno ridere quando si declamano con sarcasmo, sono quelle che danno la forza quando si deve fare fatica. Riderne? Forse, tanto poi ci toccheranno lo stesso.

Credo che la crisi sarà meno peggio del temuto ma molto più lunga dello sperato. Secondo me sarà una "goccia che scava la pietra". Ci impoveriremo gradatamente, in maniera asimmmetrica ed iniqua, poi ci sarà un assestamento e poi si ripartirà con ideali politici più adatti ai tempi. 5-10 anni circa.
Poi sinistra e destra avranno un significato diverso, già ce l'hanno ora rispetto a 10 anni fa (non fosse altro perchè la sinistra non è praticamente più rappresentata).

10 anni fa il lavoro precario già c'era, ma il dipendente statale era ancora privilegiato, la lira c'era ancora, ma era già imbrigliata nel patto di stabilità, l'orario della visita fiscale era più contenuto, l'immigrazione clandestina era numericamente minore di adesso e meno sanzionata, la destra era destra e la sinistra era un po' meno centro ecc.
Basta fare uno sforzo di immaginazione per farsi la propria personale idea su cosa potrà essere tra 10 anni.
Non peggio, ma diversa. Come 10 anni fa non era migliore, ma diversa.

Elsa ha detto...

caro Silvano, forse ti deluderò, ma mi sento maggiormente vicina a d'Alema.

ps ti aspetto. ho numeri che forse già conosci tristi per me.