23 giu 2008

Aguirre - Una tragica metafora dell'Italia perduta?

La cura è iniziata nei primi anni 80.
Salutata da tutti come l’avvento della libertà e della pluralità nel mondo dei mass media.
Un gruppo di nuove televisioni. Dapprima Canale 5 e poi, dopo varie vicissitudini, anche Rete 4 e Italia1 venivano a rinfrescare ed a diversificare l’ingessato mondo televisivo targato Rai.
“Che bello delle televisioni libere e senza canone!” “Che in gamba e riservato che è Berlusconi”. “Non si occupa di politica!” “Vediamo i film, tanti film e tante belle ragazze seminude.” “Finalmente una televisione come quella americana, sì c’è la pubblicità ma è tutto gratis.”
Questo era il tono dei discorsi.
In realtà era cominciata la pastura dei gonzi.
E poi televendite con i beniamini del pubblico a far da testimonial. “Eh ma me la garantisce Corrado” “La Mondaini (sai che aveva un tumore, ma è guarita?).”
E poi il calcio. Il grande Milan degli anni ’80, il Milan di Sacchi, Van Basten, Gullit.
La pastura è continuata.
Sono cambiati dapprima i costumi delle persone, ci siamo lentamente indifferenziati.
Poi a seguire è cambiato il modo di pensare, la rappresentazione di una realtà falsa è entrata nell’immaginario collettivo, è diventata soggettivamente reale.
Ad un certo punti siamo diventati così:

T'han detto che c'è posto
per chi sa stare a posto
il posto, tele accesa e la casetta in Canada.
Il sabato la spesa
e il giorno dopo in Chiesa

Il programma a metà anni 90, dopo 15 anni di accurata preparazione e scientifica pianificazione poteva dirsi compiuto.
Poteva cominciare la pesca dei gonzi ben pasciuti. La pesca miracolosa.
Berlusconi infatti nel ’94 entra in politica e tra la miopia dei politici di professione vince la competizione elettorale a mani basse. Poi come sia andata negli anni tutti sappiamo.
Ora siamo qui nel 2008. E l’incubo è diventato quotidianità. Un terzo della popolazione ha mantenuto la propria capacità di autodeterminazione e la propria individualità, è comunque riuscito a contenere i danni.
Gli altri due terzi sono perduti. Sono con lui. Una parte per furbizia ed opportunismo e l’altra perché mentalmente annichilita. Cervelli omogeneizzati. Una Waterloo delle persone.
Cervelli andati come quello di Kinksi in questa bellissima e struggente scena finale del film di Werner Herzog “Aguirre furore di Dio”.
Aguirre sconfitto, dopo aver perso i suoi uomini ed anche i suoi affetti, si aggira in perfetta solitudine sullo zatterone che sta scendendo l’Orinoco. E’ alla ricerca del suo senno che drammaticamente viene raccontato dal regista come un ammasso di scimmiette che si raggruppano e disperdono in continuazione.
La capacità di ragionare, il cervello di tante persone nel nostro paese è ormai parcellizzato ed al di fuori del proprio controllo, è quelle scimmiette: la differenza è che non hanno il pathos e la tragicità di Aguirre ma solo la pateticità di vittime complici e mediocri.




UNA TRAGICA METAFORA DELL’ITALIA PERDUTA?


7 commenti:

3fix ha detto...

Silvano, il tuo sarcasmo è devastante, ma non pensi a tutti gli ammiratori della povera Sbirulina?! Perché vuoi gettare discredito sui fans della tivvù libera?! Poi le scimmiette si incazzano e tu gli diventi antipatico... ma perché non le lasci sui loro alberelli a grattarsi, a volare di liana in liana e a raccontarsi qualche bella favoletta?! Sei perfido, citare Aguirre furore di Dio, di Herzog: è troppo. Forse sarebbe stato meglio scegliere "Anche i nani hanno cominciato da piccoli". Non so se continuerò a commentare i tuoi post perché sei troppo cinico e a volte anche disgustosamente ironico...











Grazie di esserci.
Resistere alle finzioni.

listener ha detto...

non riesco nemmeno ad avvicinare con la peggiore delle mie fantasie un capolavoro di Herzog allo squallore italiano...una tragedia perfetta impura e splendida contro una commediola he non merita nemmeno di essere considerata una "pochade" francese di fine 800 anche questo è un genere troppo nobile rispetto a alla melma che ci vede potagonisti e comparse...sinceramente non vedo ne' il buono ne' il cattivo...tutti mi sembrano allineati...e mi fanno schifo...noia e malinconia. Più vado avanti più la mia misantropia cresce e mi protegge!

Ponke ha detto...

Ciao Silvano,
mi è venuta in mente la scena delle scimmie di "2001 Odissea nello spazio"...

silvano ha detto...

@3fix e listener: siete due maestri di perfidia, io non sono che il vostro umile discepolo e, a giudicare dai vostri commenti, devo farne ancora di strada. ;D

@monica: veramente interessante la tua osservazione e pertinente. Anch'io ho sempre pensato che Herzog abbia scelto le scimmie per la scena finale di Aguirre a citare e chiudere il ciclo della storia umana che aveva iniziato Kubrick in 2001 con gli scimmioni. All'inizio il nulla ed un futuro aperto e pieno di potenzialità e alla fine il nulla e basta, la fine della vita, della parabola umana. Il geniale trait d'union le scimmmie.
Se magari i due maestri 3FIX e LISTENER, vorranno per una volta commentare le nostre supposizioni sarebbe interessante.
ciao, silvano.

Cesco ha detto...

La cosa peggiore del potere della televisione, è che ormai la maggior parte della gente dipende in tutto e per tutto da quello che essa diffonde. Non gli interessa vedere le cose con i propri occhi, gli basta che qualcuno gliela filtri, magari mettendoci una colonna sonora che gli induca un'emozione guidata, come le squallide manipolazioni da casalinga di studio aperto.

stella ha detto...

Sono pienamente d'accordo con cesco.Ero talmente indignata che ti ho chiamato romano,scusami!
Ciao,silvano!

listener ha detto...

Il genere umano e quello animale non sono la stessa cosa...ciò che negli animali è normale: uccidere, mangiarsi, scopare tra consanguinei, sbranarsi per il potere del branco. lottare per il territorio, per gli uomini è...ops cazzo...anche li è normale! Già ma nelle bestie è compiuto senza una strategia cerebrale...ops e cazzo di nuovo! MaroniBonaiutiMastellaGarfagnaBindiVeltroni che hanno a che fare con la strategia cerebrale??
Alla fine ho capito da che parte stare: Bau Miao Grrr!