02 lug 2010

Chick Corea e Stefano Bollani - Verona Jazz Festival 01/07/2010


Il concerto mi ha sorpreso. Non mi aspettavo una performance di questo livello.
Corea ha avuto modo di dire di Bollani “amazing genius” ma lui non è stato da meno.
Sono state due ore di improvvisazione, nessuno standard.

Sul palco due pianoforti affiancati, quasi fusi uno nell'altro e un jazzista mostruoso, con 4 mani due teste ed un unico corpo, una vera unità duale di una bravura sconcertante molto più grande della somma delle due individualità che le hanno dato vita.

Due ore di colori, di fantasia, due linguaggi pianistici che si fondevano e divenivano uno per poi lasciarsi e riacquisire la propria identità.
Due geni del piano jazz: Bollani che procede a strappi, per accelerazioni, mostrando un'energia e una fantasia inesauribili, che trova accenti melodici e lirici dai toni decisi ma sempre infine ironici; Corea che procede con delle costruzioni melodiche estremamente complesse senza apparire mai difficile.

Impossibile raccontare tutto, come di quando hanno entrambi smesso di suonare la tastiera del pianoforte ed hanno cominciato a percuoterlo, rivelandosi entrambi bravi percussionisti e poi di quando Bollani ha cominciato a canticchiare sulle note, alla Keith Jarrett, di quando all'interno di improvvisazioni ispirate e lanciate a velocità virtuosistiche inebrianti trovavano il tempo di farsi il verso, come in uno scambio di ping-pong senza mai perdere il filo della matassa né il pathos che la loro musica offriva.
E poi, i per me impagabili, momenti dei pianissimo o delle pause tra una nota e l'altra, quando nel silenzio del Teatro Romano, si sente lo scroscio dell'acqua dell'Adige che passa sotto il Ponte Pietra.

Bello il concerto e bravi loro, maledettemante bravi e coraggiosi a proporre solo improvvisazione senza annoiare mai nemmeno per un minuto il pubblico. Interplay perfetto tra pianoforti come ad oggi non mi era mai capitato di sentire: due grandi musicisti e non riesco quello che mi è piaciuto di più, forse come detto prima il migliore è stato il mostro a 4 mani.

3 commenti:

unwise ha detto...

grandissimo Bolla!

SigurRos82 ha detto...

Invidiaaaaaaaaa!!! Due geni :)

Bello il tuo resoconto, molto 'jazz', istintivo. E affascinante la figura del 'mostro pianista' a due teste e quattro mani ;)

Annalisa ha detto...

Anch'io c'ero. E' stato favoloso. Concordo con tutto quello che hai scritto. Bollani è stato pure divertente, ha suonato con le ginocchia, stava in bilico sullo sgabello, attorcigliava le gambe...senza mai sbagliare nulla. Uno spettacolo da ricordare.