27 lug 2010

Il figliol prodigo della politica

Prendo spunto da questa bella vignetta, per dire che anche a me scoccia e parecchio.
Come scoccia pure la parabola del figliol prodigo. Questo tizio che si fa gli affari suoi, si diverte e poi invece di assumersi le responsabilità delle sue azioni, viene perdonato e accolto con tutti gli onori. L'altro invece che s'è fatto un mazzo grande come una casa, si è assunto in toto oneri e doveri niente, non conta nulla.
Il vitello grasso viene sacrificato per il lazzarone.
Ovviamente è una provocazione ma non è che anche da qui traggano ispirazione i nostri politici? Da una cultura che predica il perdono verso il peggiore e non tiene minimamente in conto la meritocrazia?

3 commenti:

giuliotangi ha detto...

Temo di si. Non per istinto di perdono nè di accoglienza, ma perchè perdonare il politico ladro e corrotto molto spesso a noi conviene per essere ladri e corrotti nel nostro piccolo.
E si richia anche che noi omini a cui girano saremo additati come i cattivi e invidiosi, incapaci di gesti nobili quali perdono e generosità.

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

sono parabole create da degli uomini molto furbi per dormire con la coscienza a posto e attribuite a dio così, tanto per dar loro un valore ufficiale

Ernest ha detto...

Direi proprio di si Silvano!!!