
Orario di inizio concerto:20.50
Orario di fine concerto: 23.50
Scaletta:
“Summertime blues”
“Out in the street”
“Radio nowhere”
“Prove it all night”
“The promised land”
“Spirit in the night”
“None but the brave”
“Hungry Heart”
“Candy’s room”
“Darkness on the edge of town”
“Darlington County”
“Because the night”
“She’s the one”
“Livin’ in the future”
“Mary’s place”
“I’m on fire”
“Racing in the street”
“The rising”
“Last to die”
“Long walk home”
“Badlands”
BIS
“Girls in their summer clothes”
“Devil with the blue dress” – “Good golly miss Molly” – “C. C. Rider” (Medley)
“Born to run”
“Rosalita (Come out tonight)”
“Bobby Jean”
“Dancing in the dark”
“American land”
“Twist and shout”
Orario di fine concerto: 23.50
Scaletta:
“Summertime blues”
“Out in the street”
“Radio nowhere”
“Prove it all night”
“The promised land”
“Spirit in the night”
“None but the brave”
“Hungry Heart”
“Candy’s room”
“Darkness on the edge of town”
“Darlington County”
“Because the night”
“She’s the one”
“Livin’ in the future”
“Mary’s place”
“I’m on fire”
“Racing in the street”
“The rising”
“Last to die”
“Long walk home”
“Badlands”
BIS
“Girls in their summer clothes”
“Devil with the blue dress” – “Good golly miss Molly” – “C. C. Rider” (Medley)
“Born to run”
“Rosalita (Come out tonight)”
“Bobby Jean”
“Dancing in the dark”
“American land”
“Twist and shout”
Un Boss in una forma stepitosa, San Siro in delirio.
Tre ore di concerto senza pausa. L'incontro tra due amanti: il pubblico italiano ed il Boss. Nessuno dei due si è risparmiato. Entrambi hanno cercato il contatto fisico.
La fisicità, la grande musica, la voglia di stare assieme sono gli elementi costituenti del concerto di ieri sera. Nessuno si è nascosto o risparmiato tutti hanno dato il massimo, si sono cercati.
Springsteen ha snocciolato una scaletta infarcita di classici, per la prima volta ho ascoltato dal vivo: Because the night, scritta 30 anni fa in collaborazione con Patti Smith, ed una versione infinita di "Twist an Shout", la migliore che si possa desiderare.
Tutto comincia alle 20.50, il Boss entra e spara le prime 4 canzoni, una dietro l’altra senza pause. Purtroppo il suono che restituisce l’amplificazione è pessimo, quasi inintelligibile. Ma una mano santa rimette a posto il mixer e da Promised Land si comincia a sentire ottimamente.
Analizzare tutte le canzoni risulterebbe dispersivo, ed anche un po’ noioso in quanto il giudizio sarebbe invariabilmente: SUPER!.
Allora proverò a parlare delle emozioni che alcune di esse hanno regalato.
Promised Land, in una versione bellissima per intensità ed interpretazione, ad evocare l’America Springsteeniana, l’america che amiamo, diametralmente opposta a quella di Bush. Con il passare degli anni le sue canzoni sono diventate sempre più letteratura, la sua poetica sempre più quella dei grandi scrittori: Steinbeck più che Kerouac. L’america del New Deal, l’america paese di democrazia, di grandi speranze, di grandi spazi.
American Land, sulla stessa falsariga il giudizio. America terra di gente umile, scappata dalla miseria e dalle persecuzioni. America fatta di italiani, irlandesi, spagnoli, gente dell’est. America rifugio, salvezza e riscatto per intere generazioni. Mi piace anche pensare che la versione udita ieri sera fosse tesa a sbugiardare e ridicolizzare i tanti fan di Springsteen che avevano criticato pesantemente le “Seeger sessions” quasi a vedere un Boss in crisi creativa. Ma avete sentito la forza e lo spirito di American Land? E’ ora di finirla di pensare che esistano tanti springsteen diversi, quello bello e forte con la E-Street band, ed altri minori quando produce album solisti o con altri musicisti. E’ un artista unico, grande, che sa esprimersi con diversi accenti e linguaggi: come tutti i grandi.
Ancora Badlands e She’ the one: semplicemente devastanti.
E poi Girls In Their Summer Clothes, forse la più bella dell’ultimo “Magic”, dolce, lirica struggente, nostalgica.
I’m on fire verrebbe da dire con il pubblico di San Siro, sensuale e chiaramente dedicata a tutti i suoi fan.
Born to Run, un inno immancabile che ha sempre il suo perché (leggi la recensione).
Come ho già accennato ha poi chiuso con la più bella versione sia possibile sognare di Twist and Shout e con quei “Vi Amo” urlati a squarciagola, che tante cose significavano. Chi era presente ha empaticamente sentito che era una dichiarazione sincera, che veniva da dentro, tremendamente vera. Grazie Springsteen anche noi ti amiamo (senza retorica).
Wishlist:
Volevo essere tra quelli che ti hanno toccato gli stivali
Volevo essere tra quelli che ti hanno toccato le gambe
Volevo essere tra quelli che ti hanno toccato le spalle
Volevo essere tra quelli che ti sei sdraiato in mezzo
Volevo essere tra quelli che hai guardato dritto negli occhi cantando
Volevo essere tra quelli che hanno accarezzato la tua chitarra
Volevo essere la ragazza che hai baciato sulla bocca
Tre ore di concerto senza pausa. L'incontro tra due amanti: il pubblico italiano ed il Boss. Nessuno dei due si è risparmiato. Entrambi hanno cercato il contatto fisico.
La fisicità, la grande musica, la voglia di stare assieme sono gli elementi costituenti del concerto di ieri sera. Nessuno si è nascosto o risparmiato tutti hanno dato il massimo, si sono cercati.
Springsteen ha snocciolato una scaletta infarcita di classici, per la prima volta ho ascoltato dal vivo: Because the night, scritta 30 anni fa in collaborazione con Patti Smith, ed una versione infinita di "Twist an Shout", la migliore che si possa desiderare.
Tutto comincia alle 20.50, il Boss entra e spara le prime 4 canzoni, una dietro l’altra senza pause. Purtroppo il suono che restituisce l’amplificazione è pessimo, quasi inintelligibile. Ma una mano santa rimette a posto il mixer e da Promised Land si comincia a sentire ottimamente.
Analizzare tutte le canzoni risulterebbe dispersivo, ed anche un po’ noioso in quanto il giudizio sarebbe invariabilmente: SUPER!.
Allora proverò a parlare delle emozioni che alcune di esse hanno regalato.
Promised Land, in una versione bellissima per intensità ed interpretazione, ad evocare l’America Springsteeniana, l’america che amiamo, diametralmente opposta a quella di Bush. Con il passare degli anni le sue canzoni sono diventate sempre più letteratura, la sua poetica sempre più quella dei grandi scrittori: Steinbeck più che Kerouac. L’america del New Deal, l’america paese di democrazia, di grandi speranze, di grandi spazi.
American Land, sulla stessa falsariga il giudizio. America terra di gente umile, scappata dalla miseria e dalle persecuzioni. America fatta di italiani, irlandesi, spagnoli, gente dell’est. America rifugio, salvezza e riscatto per intere generazioni. Mi piace anche pensare che la versione udita ieri sera fosse tesa a sbugiardare e ridicolizzare i tanti fan di Springsteen che avevano criticato pesantemente le “Seeger sessions” quasi a vedere un Boss in crisi creativa. Ma avete sentito la forza e lo spirito di American Land? E’ ora di finirla di pensare che esistano tanti springsteen diversi, quello bello e forte con la E-Street band, ed altri minori quando produce album solisti o con altri musicisti. E’ un artista unico, grande, che sa esprimersi con diversi accenti e linguaggi: come tutti i grandi.
Ancora Badlands e She’ the one: semplicemente devastanti.
E poi Girls In Their Summer Clothes, forse la più bella dell’ultimo “Magic”, dolce, lirica struggente, nostalgica.
I’m on fire verrebbe da dire con il pubblico di San Siro, sensuale e chiaramente dedicata a tutti i suoi fan.
Born to Run, un inno immancabile che ha sempre il suo perché (leggi la recensione).
Come ho già accennato ha poi chiuso con la più bella versione sia possibile sognare di Twist and Shout e con quei “Vi Amo” urlati a squarciagola, che tante cose significavano. Chi era presente ha empaticamente sentito che era una dichiarazione sincera, che veniva da dentro, tremendamente vera. Grazie Springsteen anche noi ti amiamo (senza retorica).
Wishlist:
Volevo essere tra quelli che ti hanno toccato gli stivali
Volevo essere tra quelli che ti hanno toccato le gambe
Volevo essere tra quelli che ti hanno toccato le spalle
Volevo essere tra quelli che ti sei sdraiato in mezzo
Volevo essere tra quelli che hai guardato dritto negli occhi cantando
Volevo essere tra quelli che hanno accarezzato la tua chitarra
Volevo essere la ragazza che hai baciato sulla bocca
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