07 gen 2010

Balotelli e Verona - La storia di due vittime


“Ogni volta che vengo qui il pubblico di Verona mi fa sempre più schifo” questa la pesante e sciocca dichiarazione di Balotelli alla fine della partita tra Chievo e Inter.
Questa vicenda ha qualcosa di paradossale. Balotelli fischiato e fatto oggetto di insulti razzisti in molti se non tutti gli stadi italiani, sceglie proprio quello di Verona, sceglie proprio il pubblico del Chievo per rispondere, per ribellarsi.
Peccato per lui e per tutti che abbia sbagliato l'occasione. Balotelli mi è sembrato quasi l'italiano medio che alla sera dopo una pesante giornata di lavoro se ne torna a casa e sfoga le ingiustizie e le tensioni del lavoro sulla moglie che nulla ha fatto.
Il pubblico del Chievo, ben diverso da quello dell'Hellas Verona estremista e razzista, è il più corretto d'Italia e ieri ha solo fischiato e non ha lanciato alcun insulto razzista.
Eppure Balotelli solo ieri dopo tanti silenzi ha reagito.
A me questa vicenda sembra la storia di due incompresi da una parte Balotelli e dall'altra Verona. Balotelli credo sia il più grande talento del calcio italiano dai tempi di Baggio e però non riesce ad emergere compiutamente, sia il colore della pelle, sia carattere, sia l'impreparazione del pubblico ad accettare un talento diverso dallo stereotipo del bravo giocatorino medio e compitino con i modi e la faccia da bravo ragazzo o altro, non saprei. Poi c'è Verona, città frustrata, che oltre al razzismo non riesce a far emergere i suoi lati di grande solidarietà, volontariato, positività e si trova sempre dipinta e rappresentata da un sindaco xenofobo e pregiudicato.
Balotelli e Verona sono due vittime di una guerra tra poveri e la riprova che due ingiustizie producono solo due torti e altra incomprensione e ingiustizia

7 commenti:

Absinto ha detto...

Ottima analisi.

Euterpe ha detto...

Mario ha sbagliato soprattutto perchè non si è comportato da professionista non tutelando i propri interessi e neanche quelli del club per cui lavora.E'molto probabile che per quelle dichiarazioni possa scattare una sanzione disciplinare che danneggerebbe molto di più la squadra che il giocatore stesso.Sulla città non esprimo giudizi perchè il tuo mi sembra molto più attendibile di qualsiasi cosa io possa pensare visto che sei di casa.Posso solo aggiungere da vecchio dietrologo curvaiolo che non è un caso che la sparata sia capitata a Verona visto che lui è bresciano.

la signora in rosso ha detto...

Quando sento queste storie sono dispiaciuta, sia per il giocatore (che ne ha subite molte) che per la città (che sicuramente non merita).

Luigi Serra ha detto...

Bel post, Silvano.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Balotelli forse inizia anche un po' a marciarci? Certamente se voleva suscitare clamore ha scelto la piazza sbagliata o meglio la tifoseria sbagliata. Credo uguaglianza signfichi non discriminare nessuno per il colore della pelle nel bene e nel male. Per cui Balotelli può tranquilamente essere oggetto di fischi come accade per tantissimi altri giocatori (pensiamo alle dolci paroline che spesso Materazzi si sente dire negli stadi ma non solo lui...) dentro gli stadi.

angie ha detto...

io a Verona ci sono stata (per Nicola) e la città non piace ai veronesi stessi (io poi vengo da Cittadella - dove si riunirono tutti i sindaci leghisti razzisti - e me ne vergogno)... certo non si deve generalizzare, ma provate voi a essere italiani con la pelle di un altro colore ed essere continuamente rifiutati: quando uno si rompe si rompe (ed è solo un ragazzo)... non credo comunque che in questo caso si possa parlare di guerra tra poveri (con quello che guadagna un calciatore!)

dario ha detto...

Be'... io Verona l'adoro proprio, ma non la conosco abbastanza bene per dire se e' una citta' razzista.
Certo e' che se il sindaco e' quello che e' c'e' il sospetto che stia dove sta perche' e' stato votato da una maggioranza di veronesi...