21 giu 2010

The Last Waltz - Bill Evans


Alcuni giorni fa' parlando con un amico via chat, si chiacchierava del più e del meno, e lui tra le altre, mi ha chiesto che cosa avessi comprato di musica ultimamente e cosa stessi ascoltando più spesso. La risposta fu " The last waltz" di Bill Evans. Per chi di voi non lo conoscesse Bill è stato (sin da quando era in vita) il più grande pianista della storia del jazz, ed ancora lo è; anche per chi non condivide questa mia opinione rientra comunque nel ristrettissimo gruppo che si può numerare con le dita di una mano.
Ebbene "The last waltz" è un cofanetto di 8 cd che raccoglie la sua ultima serie di esibizioni dal vivo dal 31 agosto 1980 all' 8 settembre 1980 al Keystone Corner di San Francisco.
Evans sarebbe morto appena una settimana dopo queste esibizioni, il 15 settembre 1980.
Lui sapeva mentre suonava che aveva pochi giorni di vita, che la malattia gli lasciava letteralmente qualche centinaio di ore di luce e musica.
Questa consapelovezza traspare nell'intensità della musica che ci ha lasciato in queste ultime sessions. Ogni singola nota è insieme un addio, un prendere congedo, l'ultima volta che viene suonata ed è paradossalmente un inno alla vita, un inno alla gioia, la poesia di un fiore e dell'erba e di un' altra alba ancora, un altro giorno, il tramonto.
Impossbile rendere l'umanità, la vita, la morte, con le parole...

Pubblicato su "ivisionari" il 25/06/2008

9 commenti:

stella ha detto...

Rabbrividisco! Persona sublime...

Elsa ha detto...

era un mio sogno imparare a suonare il piano...
forse ci ho rinunciato... mi incanto quando sento qualcuno che lo suona...è come se le note m entrassero dentro...
un caro saluto
Elsa

digito ergo sum ha detto...

sono certo che, per menti come quella di evans, la morte è solo un fastidioso, irrinunciabile, contrattempo e, fino a quando non si verifica, non c'è un solo motivo valido per smettere di vivere.

wilson ha detto...

Somno mostruosamente ignorante riguardo un certo tipo di Jazz, mi fermo alle big baand degli anni 40.
DAmmi qualche dritta...soft...no troppo Bop...ne troppo..Free

silvano ha detto...

@Wilson: allora non credo che tu sia mostruosamente niente, ma ben volentieri ti do qualche indicazione minima per superare gli anni 40 e le grandi orchestre del tempo.
Allora se ti dovesse essere piaciuta la musica che suonava bill evans nel video del post, ti consiglierei per cominciare:
"Portrait in Jazz"
"Explorations"
"Sunday at the Village Vanguard"
"Waltz for Debby".
I ptimi 4 album di Bill Evans con il suo forse miglior trio, Scott La Faro al basso e Paul Motian alla batteria. Musica ai vertici della storia del jazz, piacevolissima da ascoltare anche mentre ti riposi il piedone nell'acqua fredda.
Se poi passiamo a Miles Davis:
"Kind of Blue" ammesso che tu non ce l'abbia;
"'Round About Midnight"
"Someday my Prince will come"
"In a silent way".
Poi ancora, almeno, Charles Mingus:
"Pithecantropus Erectus".
Ecco questi sono alcuni consigli minimi per cominciare ad affacciarsi al jazz. Sono tutte pietre miliari della musica jazz. Per come ascolto io la musica, ti consiglierei senz'altro di comprarli, se invece vai solo di i'pod, se vuoi e se mi dai un tuo indirizzo email, meglio sarebbe di gmail, te li posso inviare (se hai un po' di pazienza) - ti farei dei file della grandezza massima di 10/15 MB formato wma, per cui non darebbero problemi spediti per posta.

ciao, silvano.

Fammi sapere. Trovo scontata la cosa, ma dato che già ad un altro conoscente di web ho mandato via mail alcune canzoni e mi ha chiesto qaunto costasse la cosa, be non costa niente: ci mancherebbe solo questo.

petrolio ha detto...

Consigli gli ultimi che faccio miei e mi riascolto volentieri "costoro"! :)

ReAnto ha detto...

Devi ritirare un volantino pubblicità progresso da me. Grazie

Itsas ha detto...

credo che il sogno di qualsiasi artista che ama la sua arte sia morire mentre sta creando...
chapeau a Bill!

Ernest ha detto...

Credo proprio che suonare in questa maniera trasporti in altri mondi!
un saluto