22 giu 2010

Rod Stewart – Concerto Arena di Verona 21 giugno 2010

He Was Only a Plumber's Son


Non mi era passata nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea di comprare i biglietti per il concerto in Arena di Rod Stewart.

Poi un'amica mi ha indicato che una rivista/sito specializzato (Carnet Verona) ne metteva alcuni in palio per chi avesse mandato una mail raccontando le sue impressioni su Rod.

Così per gioco l'ho fatto e sono stato fortunato.

Ma ancora non avevo voglia, il tempo meteorolgico, prendere su dopo il lavoro per andare a un concerto che in fondo era un'incognita, e per giunta erano biglietti non numerati e voglia di resse zero.

Alla fine comunque sono andato. Non convinto, ma i biglietti erano omaggio...

Si sale in Arena, i gradoni sembrano più alti del solito, verso la gradinata non numerata. Non c'è molta gente, l'anfiteatro è mezzo vuoto o se preferite mezzo pieno.

Troviamo due posti comodi, abbastanza centrali. Buoni, tutto sommato.

Il tempo meteorologico è fresco ma clemente per quel che riguarda la pioggia (avrà finito l'acqua, vista quanta ne è caduta negli ultimi giorni). Il cielo è un po' nuvoloso ma niente di preoccupante – terrà per tutta la serata.

Alle 21.00 in punto comincia il concerto. Rod accompagnato da una numerosa band (due batterie – due chitarre – basso – tastiere - due sassofoni - una tromba - un violino e tre coriste) sfoggia una giacca che sembra il bravo presentatore di frassichiana memoria – quelle che sfoggerà nel prosieguo del concerto non saranno da meno, per eccentricità, della prima.

Da subito problemi con il mixer: la voce è troppo bassa e si perde completamente nei pieni musicali. Il gruppo pesta che è un piacere, swinga, rolla, rockeggia, diverte, ma Stewart sembra completamente afono, vuoi perchè di voce gliene è rimasta pochina pochina, vuoi per il suddetto problema tecnico. Dopo due o tre canzoni e il volume della voce viene finalmente aggiustato rimanendo solo i limiti fisiologici, ma almeno si sente.

Canzoni famose di un canzoniere 40ennale si susseguono a buon ritmo. Comincia a scaldarsi il pubblico, e pure lo scozzese comincia ad ingranare. Arriva una formidabile "Lucille" di Little Richard e poi quasi a ruota una vera sopresa “Downbound Train” del grande Tom Waits – per inciso interpretata benissimo.

Il concerto va, mi diverto, le perplessità sono sparite, mi son fatto prendere dalla musica, e dalle capacità di quel vecchio marpione da palcoscenico che si rivela essere Stewart.

Il 65enne si muove come un ragazzino citando sé stesso nelle movenze, negli ancheggiamenti. Sì direi che è veramente un vecchio animale da palcoscenico che con il movimento, con il ritmo, riesce a far dimenticare le lacune vocali.

Due ore volano, si susseguono i successi da “Da Ya Think I'm Sexy” a Maggie May”, da “Tonight's The Night”, da “It's A Heartache”, a “You're in My Heart” a “The First Cut Is The Deepest”.

Ma la mia preferita della serata, quella che m'ha sorpreso commuovendomi, è stata “Sailing”.

Dapprima sul megaschermo è apparso lui ricevuto dal principe di Galles e una scritta “Rod Stewart – He Was Only a Plumber's Son”, e poi ha attaccato a cantare con la sua voce dolcemente roca


I am sailing, I am sailing,
home again 'cross the sea.
I am sailing, stormy waters,
to be near you, to be free.

I am flying, I am flying,
like a bird 'cross the sky.
I am flying, passing high clouds,
to be with you, to be free.

Can you hear me, can you hear me

............


Sarà stata la bellezza della canzone o le immagini in bianco e nero di emigranti, di navi che solcavano oceani, di aerei che solcavano cieli ai tempi eroici dell'aviazione, ma mi sono commosso, in modo del tutto inaspettato e forse per questo più bello.

Grazie Rod per il bel concerto cui non credevo né avrei creduto mi fosse stato solo raccontato.


25 commenti:

zefirina ha detto...

allora è stat una sorpresa, bella

petrolio ha detto...

a me la sua voce piace tantissimo… anche se quasi del tutto scomparsa! :))) beato te!

Blue Bottazzi ha detto...

di lui è stato scritto: il più enorme spreco di talento del rock...

silvano ha detto...

B.B. hanno scritto bene. Io non l'avevo mai visto dal vivo ma è mostruoso per capacità, una vera star del palcoscenico che più volte ieri sera mi ha fatto pensare ad un'altra bestia che si chima Mick Jagger (lo so può apparire esagerato come accostamento, ma l'impressione è stata quella).
ciao.

Maurizio Pratelli ha detto...

il commento riportato da blue è perfetto

allelimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Blue Bottazzi ha detto...

Mai sentito i Faces? Ho chiesto a Zambo di scriverne un post...

silvano ha detto...

Ottima idea i Faces se li ricordano in pochi. Lui e il suo socio Ron erano una bella coppia!

allelimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paolo Vites ha detto...

fortunato te. oltre ai faces, i suoi primi dischi fino a metà anni 70 sono fra i più belli di quel decennio. niente pezzi di dylan? ne ha incisi una marea

DiamondDog ha detto...

Non posso commentare, Roddie per me viene subito dopo il Duca.
Lo amo troppo per essere oggettivo e poi Alle comincia a citarmi Matsuoka Yamazuki....:-)
E comunque sono di base d'accordo con Blue.
Se andate a rivedervi i vecchi video dei Faces capirete perchè il management di Rod ha dilapidato (in favore del dio denaro, mica cotiche eh) uno dei più grandi talenti e una della più grandi voci British di sempre.
Come performer, con tutto il rispetto per Jagger che anche lui sta nel mio personal pantheon, è forse il migliore perchè oltre a tuttemapropriotutte le qualità di Mick ha anche un grandissimo senso dell'ironia.
Per il repertorio.....insomma sì ha cantato camionate di cagate ma anche togliendo tutta la fuffa resta comunque una marea di grandi canzoni e interpretazioni...

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

allora c'è qualcuno che vince veramente a questi concorsi! a me non è mai capitato...

quanto al buon rob stewart, ha fatto alcune grandi canzoni (seppure in un passato piuttosto lontano). e poi un concerto gratis lo si gode molto di più

Blue Bottazzi ha detto...

Amo due dischi live di Rod the Mod: Absolutely Live, del 1982, e ancor di più Unplugged and Seated del 1993, che consiglio a tutti gli amanti del rock & roll... poi c'era un brano, la cover di Pretty Flamingo, che per un po' di tempo è stata la mia... "sigla"... ci ho scritto un racconto con quel titolo, pubblicato su Subway.
Gli album in studio, fino a Foot Loose (1977) sono tutti buoni. Poi qualche canzone qua e la... Downtown Train, Have I Told You Lately, When I Need You, Superstar, What Do You Want Me To Do...

cri ha detto...

ieri sera c'ero anch'io..lo ascoltava mio fratello maggiore..ho trascinato il mio fidanzato che pensava fosse una caricatura..esaltante..ha retto il palco con la freschizza di un vent'enne..ha lasciato spazio a tutti i suoi strumentisti..era il mio compleanno..è stato fantastico..

Harmonica ha detto...

grande roddie; comunque ha sprecato la carriera in figa e birre, chiamalo scemo ;o)))
Da riscoprire assolutamente i Faces.

Blue Bottazzi ha detto...

"Ho speso tutti i miei soldi in donne, droghe e auto sportive. Il resto l'ho sperperato..." George Best

Ernest ha detto...

davvero una bella voce!

allelimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
silvano ha detto...

@Paolo: no purtroppo niente Dylan, mi son dovuto accontentare di un Tom Waits.
:-D

Anonimo ha detto...

Finalmente Rod è tornato per un concerto in Italia!!!! Io sono una sua grande fan da anni e per me è davvero unico!
Nonostante lo conoscessi e apprezzassi anche all'epoca dei primi grandi successi è il Rod più maturo ma ancora incredibilmente energico e travolgente che mi ha davvero conquistata.
E' sempre stato e rimane un grande performer e continua a regalare al suo pubblico grandi emozioni qualunque
pezzo decida di interpretare...

Fabio ha detto...

Io c'ero. Seguo Rod da 20 anni ed è vero: la sua voce non è più quella di un tempo ma sapete, a 65 anni e dopo un cancro alla gola qualcosa cambia rispetto a 30 anni prima, o sbaglio? Non è rock? Forse, ma ritengo che sia da cretini dare sempre la stessa immagine di se senza mettersi in gioco e cambiare! Ecco perchè degli artisti che sono in vetta alle classifiche ora, fra cinque anni saranno spariti mentre Rod fa concerti in tutto il mondo dal 1964.

Angie ha detto...

a parte che i maligni dicono che quando un cantante straniero viene in Italia, è perchè al suo paese non lo ascolta più nessuno ma,
cosa mi hai fatto ricordare: vent'anni fa mio figlio, che era in età prescolare, impazziva per Rod Stewart... soprattutto quando io ne facevo l'imitazione "da strafatto", rideva come un matto! ma ci piaceva davvero.

Anonimo ha detto...

Eccome se è rock in grande Rod!!!
Un fenomeno, uno dei più grandi della storia del rock. Chi ne scrive con sufficienza non sa di chi sta parlando. Ma allora vada ad ascoltarsi i brani che ha inciso Stewart. Il rock è un grande genere perché ha molte sfaccettature. Non è che sono rock solo i Pink Floyd. Ma poi con la musica "rock" che si ascolta mediamente in Italia hai voglia a parlare con sufficienza di uno come Rod Stewart. E' un maestro. Poi certo, ha la sua età e la voce è calata, ma questo non significa niente.

Anonimo ha detto...

ragazzi io tengo 46 anni e ricordo benissimo all'inizio degli anni 90 lui gia' era un mostro sentivo le sue canzoni dentro gli stereo 8 ,non so' se vi ricordate ,ee quindi dicevo gli anni 90 con le sue canzoni erano stupendi e pensate che tiene sempre 65 anni quindi siamo coerenti e stato ,e sara' sempre un grande

mary ha detto...

rod e un mito e il mio grande amore dopo i miei figli mii sono innamorata di lui quando avevo 12 anni e ho avuto la fortuna di conoscerlo nel 1992 non posso dire altro mi piace sempre come allora i love you roderik david stewart