05 set 2009

Canzone del Maggio - Fabrizio De Andrè


Mi sembra che oggi manchi non solo un poeta come De Andrè, ma anche solo il coraggio di pensarle certe canzoni, anche la fantasia e la capacità di immaginare fuori da temi e tempi dettati da altri.

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

3 commenti:

Lucien ha detto...

Una canzone che ogni volta mi fa venire i brividi. Storia di un impiegato è uno dei miei album preferiti di Faber.
C'è un'altra canzone pazzesca in quel disco ed è "Verranno a chiederti del nostro amore"

silvano ha detto...

Eh Lucien quel disco è tutto pazzesco.

Euterpe ha detto...

Pazzesca è tutta la carriera di De Andrè per un livello qualitativo senza eguali nel panorama italiano.
Cmq caro Silvano dal punto di vista della carenza di opere di questo genere con me trovi terreno davvero fertile.Mi permetto di aggiungere che non solo oggi manca la fantasia e l'originalità di Faber ma anche la lirica del primo De Gregori e l'incisività dei testi di Guccini o l'ironia del Bennato anni 70.Secondo me cmq oltre alla mancanza di talenti c'è anche una minore attenzione del grande pubblico verso un certo tipo di proposte.Io stesso mi rendo conto di partire un po' prevenuto nei confronti del nuovo perchè do già per scontato che un nuovo Fabrizio non arriverà più e forse così facendo mi rendo indirettamente complice nel tarpare le ali ad eventuali nuovi prodotti validi