6 set 2009

Factory - Bruce Springsteen


La capacità di Springsteen di parlare del quotidiano e della vita con estrema semplicità e profondità è ciò che me lo fa amare.
Ad esempio nella canzone Factory dall'album Darkness on the Edge of the Town, racconta in modo lineare di un rapporto padre figlio.
Il figlio è chiaramente lui ed il padre è il suo padre vero, Mr. Springsteen senior.
Racconta di una vita sacrificata, della vita di un operaio come molti di un'esistenza scandita dai tempi e dai ritmi di una fabbrica.
Una storia universale, valida per l'America ma che si potrebbe svolgere ovunque anche in una qualunque città italiana.

Early in the morning factory whistle blows,
Man rises from bed and puts on his clothes,
Man takes his lunch, walks out in the morning light,
It's the working, the working, just the working life.

Presto al mattino fischia il richiamo della fabbrica
Un uomo si alza dal letto e si veste
Prende il suo pranzo e si incammina nella luce del mattino
E' lavoro, lavoro, solo vita di lavoro.

Ascoltando questa strofa non posso fare a meno di pensare come anche la vita di mio padre fosse così, 40 anni di fabbrica e di turni, un operaio come tanti che ha mandato avanti una famiglia, lavoro lavoro e poco tempo per altro.

E' una fotografia perfetta di quando anch'io sentivo mio padre alzarsi la mattina presto, facendo meno rumore possibile, l'odore del caffè che mi arrivava sino alla camera da letto e poi la porta che si chiudeva.

Migliaia di giorni gli uni uguali agli altri e poche, pochissime soddisfazioni.

Per fare l'operaio ci vogliono due palle così.

Through the mansions of fear, through the mansions of pain,
I see my daddy walking through them factory gates in the rain,
Factory takes his hearing, factory gives him life,
The working, the working, just the working life.

I luoghi della sua paura, le stanze del suo dolore
Mio padre ne attraversa i cancelli sotto la pioggia
La fabbrica gli ruba l'udito, ma gli dà da vivere
E' lavoro, lavoro, solo vita di lavoro.

Non c'è da fare molta filosofia il lavoro delle persone umili toglie vita in cambio di sussistenza. Nessuna retorica, solo cronaca fedele.

Ancora Springsteen che chiude la canzone in modo altrettanto efficace e minimalista:

End of the day, factory whistle cries,
Men walk through these gates with death in their eyes.
And you just better believe, boy,
somebody's gonna get hurt tonight,
It's the working, the working, just the working life.

Alla fine della giornata il fischio ha il suono di un pianto
Uomini varcano i cancelli della fabbrica con la morte negli occhi
Farai bene a credere, ragazzo, che qualcuno stanotte si farà male
E' lavoro, lavoro, solo vita di lavoro.


Quell'inizio “Early in the morning factory whistle blows” e quella fine “End of the day, factory whistle cries”, racchiudono veramente un racconto, una storia, migliaia di storie riassunte e condensate in due versi.

Springsteen racchiude in sé il talento di un grande poeta che si esprime in prosa.

4 commenti:

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

E la cosa che più fa male, è che tutto questo lo chiamano progresso.
Bellissima canzone davvero.

Euterpe ha detto...

Non per niente il boss è sempre stato considerato il vero workin'class hero sempre dalla parte dei blue collar men.

la signora in rosso ha detto...

anche mio padre ha lavorato in fabbrica, il boss ha reso bene l'omaggio a questi operai che hanno passato tutta la loro vita in tuta blu. Grazie per la traduzione e per la riflessione

il Russo ha detto...

Silvano, l'hai mai sentita Sesto San Giovanni della Gang? Le analogie non sono poche, fammi sapere...