30 nov 2009

Padri e figli - L'Italia non è un paese per giovani

Più della situazione giudiziaria del premier, più dell'attesa di spallate improbabili, ci sono faltri atti che sono veramente preoccupanti.
Magari non occupano le prime pagine dei giornali, ma riguardano tutti noi molto di più del fatto di sapere se il presidente del Consiglio sia o meno colluso con la mafia.
Questa lettera che Giorgio Celli scrive al figlio è pardigmatica del futuro dell'Italia.
I cervelli, i validi, i fortunati, quelli che economicamente possono permettesserlo se ne vanno, se ne andranno.
Come criticarli?
Un paese che importa badanti (con tutto il rispetto del caso, ci mancherebbe) e che esporta medici, ingegneri, ricercatori, filosofi e per di più giovani.
L'Italia sta rinunciando al suo futuro e si sta avvitantdo in una gestione scellerata del suo presente.
Il film disperato e drammatico dei fratelli Coen si intitolava "Non è un paese per vecchi", l'Italia ne sta facendo uno tutto suo che si chiamerà "Non è un paese per giovani".

5 commenti:

listener ha detto...

è un paese, infatti

Euterpe ha detto...

La regola in Italia è se hai 20 anni troppo giovane, se ne hai 30 tirocinio a 400 euro al mese e se ne hai 40 troppo vecchio.Prevedibile che chi può se ne va.

Lucien ha detto...

Se le cose resteranno così anch'io farò di tutto affinché mio figlio prenda la via dell'estero.

zefirina ha detto...

ho postato questa lettera su faccialibro e un'altra di un padre che ha scritto ad Augias domenica sempre su repubblica, si è scatenato l'inferno!!!
da una parte figli e nipoti e amici che vivono e lavorano all'estero, d'altra quelli che li hanno tacciati di essere dei vigliacchi perchè se ne sono andati!!!

silvano ha detto...

Patti ci credo si sia scatenato l'inferno. Questo è un problema vero, molto più vero e politico del sapere se Berlusconi cada o meno, abbia messo le bombe o sia omosessuale ed il suo amante sia Bondi (il problema ovviamente non sarebbe l'omosessualità ma l'esplicarla con Bondi).