21 ott 2009

Libertà individuale


Tralasciando per una volta la politica e parlando della libertà individuale - psicologica, ma quanti di noi possono dirsi veramente liberi?
Il percorso di libertà individuale dura, per le persone che si pongono il problema, tutta la vita, ma alla fine c'è qualcuno che veramente può dirsi libero?
E poi cosa significa essere liberi? Solo filosofia da 4 soldi?

9 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Pensare con la propria testa ascoltando gli altri ma non lasciandosi manipolare. Questa é libertà personale che poi é molto vicina a quella sociale solo che quest'ultima, viste tutte le manipolazioni dei media, é molto più difficile da raggiungere.

PS: é per es. libertà individuale ritenere assolutamente faziosa e scandalosa la decisione del Sindaco di cui al post precedente (non vale la pena neanche menzionarne il nome....)

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Beh, tu vorresti liquidare in un post il problema in sè insuperabile della libertà? Anche io c'ho scritto un vecchio post. Senza pensare di affrontare la questione in maniera minimamente esauriente, ti dirò soltanto che si tratta di una parola abusata, e che quindi dovremmo usare con molta più parsimonia. Credere davvero che le persone, nella loro generalità, anelino alla libertà mi pare una cavolata enorme, messa in giro da alcuni individui un po' patologici, tra cui anche io mi iscrivo, che riflettono negli altri le loro personali manie. Io credo di avere imparato di essere diverso nella mia esigenza di libertà, e ti assicuro che non ne sono felice: subisco questa mia particolarità un po' patologica, perchè non posso fare diversamente.

amatamari© ha detto...

Forse un percorso di consapevolezza dei condizionamenti interni ed esterni può essere un buon inizio...
:-)

il Russo ha detto...

Libero io? Ma quando mai.
O meglio, libero di testa sicurissimamente, ma se non hai certi mezzi materiali diventà una libertà moooooolto limitata...

zefirina ha detto...

ci sono stati attimi in cui ho provato un'assolutà sensazione di libertà, ma sono stati attimi, credo di non potermi definire una persona completamente libera, ho i miei bei condizionamenti difficili da scrollare, e spiegare il concetto di libertà è cosa ardua

angustifolia ha detto...

Spesso si confonde la libertà con la liberazione (per esempio dal controllo della religione); nessuno nasce libero nel senso stretto del termine (come tu dici il percorso dura tutta la vita, perchè ci vuole molta conoscienza - altrimenti è solo incoscienza): l'educazione e l'ambiente circostante psicologicamente ti condizionano, ma chi riesce a sviluppare il proprio cervello in direzione di una libertà collettiva (il che non vuol dire porre il confine: "la mia finisce dove inizia la tua", perchè vincerebbe il più forte - l'egoista sull'altruista etc) può affermarne il senso (il problema poi diventa l'etica).
Banalmente? poter andare in giro fischiettando senza pensare che gli altri ti guardano in modo strano!

stella ha detto...

Il concetto di libertà assoluta non esiste, si è sempre e comunque condizionati...

Lo sai che...? Vieni a trovarmi.

dario ha detto...

Moh, secondo me comunque la siguardi si ricade in un circolo vizioso.
La liberta' di pensiero individuale non esiste, a rigore, perche' si tratta della capacita' di giudicare un fatto indipendentemente dal pensiero di eventuali altri. Ma siccome questa capacita' dipende dal nostro pensiero, e siccome questo pensiero e' formato dall'educazione che e' a sua volta data dal pensiero degli altri, alla fine il giudizio risultera' libero, ma lo strumento utilizzato per giudicare no.
E' un po' come chiedersi se si e' liberi di decidere se respirare o no. Direi di no, perche' se si decide di non respirare si muore, e quindi non si e' piu' liberi. Si puo' decidere quindi solo di respirare, e se la scelta e' determinata in partenza la liberta' non esiste.

In buona sostanza e' come la morale. Sono davvero libero di decidere la moralita' di un comportamento? Ad esempio, sono libero di decidere se uccidere e' giusto o no? Diciamo che liberamente scelgo di non uccidere perche' libero da condizionamenti decido che uccidere e' sbagliato. Ma la mia liberta' da condizionamenti e' a sua volta costretta da una cultura che mi impone di pensarla cosi'. No, non sono libero di pensare che uccidere sia giusto.

Ma questo, dove ci porta?

Secondo me bisogna distinguere diversi livelli interpretativi del concetto di liberta'. Per esempio si e' liberi di scegliere tra gelato alla crema o alla frutta. Ma non si e' liberi di decidere se ci piace di piu' il gelato alla crema o alla frutta. Quest'ultimo e' un dato di fatto deterministico e determinato. E che, per altro, determina la scelta tra gelato alla crema o alla frutta.

listener ha detto...

Tutto questo voler definire non odora di libertà, ma di sforzo...