01 dic 2009

Violenza sulle donne: schema per uomini che non capiscono


..o che fanno finta di non capire.

14 commenti:

zefirina ha detto...

sul sito dell'organizzazione di cui è fondatore uno dei miei fratelli c'è addirritura una specie di consenso informato da far firmare prima di ogni rapporto

listener ha detto...

chi tace non acconsente sarebbe meglio spiegare il concetto a molti

dario ha detto...

Mah... non vorrei fare la figura dello sciovinista maschilista ma...

Boh. Io mi sento davvero vittima, piu' che stupratore, in questo caso. Nel senso che uno qualunque di quei no, anzi anche dei no molto piu' "soft" di quelli piu' soft che sono li' elencati, mi inducono ad allontanarmi per rispetto, al punto che lei mi accusa addirittura, a volte, di respingerla perche' desisto immediatamente.

Io non sono in grado di fare alcuna statistica a riguardo, ma ho l'impressione che, se i casi in cui si tratta di violenza siano tanti e davvero orribili, in realta' non c'e' una netta distinzione tra un no vero e un no il cui scopo sia di stimolo al gioco erotico.
Se tale distinzione c'e' da parte del "fruitore" (il maschio) - e quindi considero colpevole ignorarlo -, la distinzione non e' cosi' netta da parte della donna.

Fondamentalmente credo che il bastardo maschio approfitti dell'ambiguita' istintiva della femmina. Col risultato che il rispettoso fa spesso la figura dell'imbranato e va quasi sempre in bianco (almeno finche' non si raggiunga una situazione di complicita' tale che non necessiti di domande - e quindi di risposte, positive o negative).

angustifolia ha detto...

"un no il cui scopo sia di stimolo al gioco erotico...
Se tale distinzione c'e' da parte del "fruitore" (il maschio) - e quindi considero colpevole ignorarlo -, la distinzione non e' cosi' netta da parte della donna... credo che il bastardo maschio approfitti dell'ambiguita' istintiva della femmina. Col risultato che il rispettoso fa spesso la figura dell'imbranato e va quasi sempre in bianco (almeno finche' non si raggiunga una situazione di complicita' tale che non necessiti di domande - e quindi di risposte, positive o negative)"

Caro Dario, non è questione di complicità ma di dialogo, (e non mi soffermo sui termini che usi, frutto del momento involutivo!): se ritieni ancora che il negarsi sia di stimolo al gioco erotico, mi rendo conto quanto la strada da percorrere sul piano dell'educazione sessuale sia ancora lunga; l'ambiguità istintiva della femmina, di cui parli, altro non è che voler vedere quella ritrosia che le convenzioni (leggi "la chiesa") continuano ad imporre alle donne, pena l'essere giudicate di "facili costumi", anzichè libere di scegliersi un maschio!
Infine devi considerare che un rapporto fisico (se è di questo che stiamo parlando) non è un dare e avere nella contabilità del fare "all'amore" (quand'anche fosse solo sesso senza un sentimento profondo dato dalla conoscenza), ma uno scambio tra persone non solo di corpi... non ne va della tua virilità se vai "in bianco": anche un uomo imbranato può fare una donna diversa!

dario ha detto...

Mah, Angustiofolia, non so... ho l'impressione di essere stato frainteso.

Innanzitutto per me non e' mai esclusivamente sesso, e non si tratta nemmeno di scambio, sia pure tra persone e non solo corpi.
Ma ammetto che per altre persone, a muzzo direi grossomodo in eguale percentuale tra uomini e donne, si tratta proprio di questo.

Quando parlavo di ambiguita' istintiva non volevo proprio sminuire la personalita' di alcuno. Gli uomini, come in tutte le altre speci mammifere, tendono a distribuire il piu' possibile i propri geni, scontrandosi con altri maschi e quindi dimostrando che quei geni siano migliori dal punto di vista della evoluzione della specie. Le femmine animali invece tendono ad accoppiarsi con i maschi che piu' dimostrano di essere dominanti, proprio per dare modo alla specie di diffondere quei geni. Questo e' il comportamento istintivo.

Grazie al cielo, pero', c'e' una barriera culturale che consente a uomini e donne della specie umana di agire in modo un po' piu' "civile". Questo intendevo.

Detto questo ribadisco che, per esperienza personale, io sono intimidito da un rifiuto di una donna (nel caso particolare di mia moglie), anche quando questo rifiuto e' cosi' soft da essere considerato dalla donna stessa un gioco erotico. Si', mia moglie utilizza spesso questo espediente. E poi mi accusa di non essere sufficientemente insistente perche', a fronte del suo rifiuto, desisto. Quando poi me lo dice, ormai e' troppo tardi, perche' allora mi chiedo se me lo dice per consolarmi oppure perche' si aspetta che io ci riprovi con piu' insistenza. E nel dubbio preferisco lasciarla delusa che usarla.

In buona sostanza, se fossero davvero no tutti quelli specificati dal cartello nella foto, io credo che tra mia moglie e me ci sarebbe solo un rapporto platonico.

Alla fine, comunque, volevo dire un'altra cosa. Ma vedo che non riesco a spiegarmi, quindi desisto.

In ultimo, per favore, dimmi esattamente dove sono scaduto nel linguaggio, perche' davvero a me non sembrava.

Maurizio Pratelli ha detto...

Zefirina ho capito bene? amore a contratto? cazzo che bellezza.

listener ha detto...

La via del consenso scritto e la lista del dubbioso sono entrambe abbastanza comiche...l'argomento del post molto meno.

angustifolia ha detto...

Dario, scusami, non volevo farti scendere nel personale, e i miei orari non mi consentono di essere sempre collegata per rispondere subito (31 canzoni ospitando).
Innanzi tutto la parola che hai usato, tra virgolette, è fruitore: forse intendevi mettere in evidenza che si considera ancora "la donna la dà e l'uomo la prende" (l'antica diatriba su oggetto anzichè soggetto del desiderio); il discorso sarebbe lungo, e mi spiace che tu desista, ma il concetto dell'uomo cacciatore e della donna preda era riferito a casi di violenza e stupro quando non si tiene conto della libertà di scelta (che può avvenire anche in un rapporto coniugale), e che all'opposto fa scattare la necessità di un consenso scritto per mancanza di fiducia...
Mi sembra una contraddizione che tu dica: porto eccessivo rispetto per non farne un uso (allora pensi sia solo un tuo "bisogno" da soddisfare, e non una cosa reciproca?)
Io penso che quando i "giochi" non si capiscono, anche dopo esserseli spiegati, convenga cambiarli: mi riferisco ovviamente a tua moglie, che col suo comportamento dà adito a te di pensare che tutti quei NO non lo siano per davvero (ed è terribile, nei confronti di tutte quelle che hanno subìto veramente!)

dario ha detto...

Anugstifolia.
Innanzitutto mi spiego sulla mia dichiarazione di intento di desistere. Il problema e' che esistono due "schieramenti" contrapposti (lasciami usare il virgolettato, ad indicare, come tutti i virgolettati di questo tipo, che si tratta di una immagine che si riferisce a qualcosa che non e' costituita dall'esatta definizione, ma nonostante cio' rende - o dovrebbe rendere - l'idea nel linguaggio comune, regalando - come in altre figure retoriche accade - migliore sintesi, cosa che ai miei messaggi manca totalmente).

Io non mi identifico in nessuno dei due schieramenti. Per quanto non sia in grado di farne una statistica, conosco perfettamente il problema della violenza sulle donne. Lo conosco dai media e anche da un paio di casi riportati dalla "fonte" (virgolettato). E ci credo. Un casino di uomini sono "bastardi" in questo senso.
Ma l'altro "fronte" finisce per semplificare il problema riducendolo ad un confronto tra sessi. Gli uomini sono tutti bastardi e le donne sono tutte vittime. E ogni rifiuto da parte dell'uomo ad accettare questa semplificazione viene spesso vista come la prova stessa che gli uomini siano bastardi.
Ora, sulla prima parte di questa conclusione ("gli uomini sono tutti bastardi") io posso assicurarti che non e' vero. Gli uomini non sono tutti bastardi, perche' io ho un caso da portare che contraddice questo assoluto: me. Io non sono un bastardo. Non farei mai violenza fisica ne' psicologica ad una donna, che sia mia moglie oppure una qualunque altra. Per altro non farei mai violenza nemmeno ad un uomo, a meno che non si tratti di difendere me stesso o le persone (uomini o donne) a me care.

Il virgolettato che evidentemente non e' stato compreso - ammetto che la parola sia un po' infelice, grazie per avermela segnalata - riferiva al gioco erotico, non al corpo della donna, come sembrava logico pensare - anche se sintatticamente la mia frase era piuttosto chiara. Mi scuso per questa superficialita' nella esposizione.
In sostanza non volevo dire che l'uomo e' "fruitore" (seppur virgolettato) del corpo della donna, ma "fruitore" del gioco erotico, nel caso particolare proposto dalla donna di una coppia ipotetica. Insomma, se a briscola gioco un carico, tu puoi giocare una briscola per portarti a casa il carico, dimostrando la tua superiorita', oppure puoi giocare uno scartozzo, dimostrando cosi' la tua inferiorita'. L'importante e' che entrambi noi giocatori sappiamo che si tratti di un gioco e nient'altro.

segue...

dario ha detto...

...segue

Ora, visto che mi inviti a non desistere, vorrei quindi spiegarmi meglio. Il senso - ammetto che non era affatto chiaro dal mio primo commento - e' il seguente.
Se escludiamo i casi di maniaci che, a fronte di un no (implicito o esplicito, ma chiarissimo) non desistono e si prendono il corpo della donna con violenza, casi che mi sa che sono purtroppo molto numerosi, ma ottimisticamente penso si tratti comunque di una esigua minoranza della popolazione maschile (io appartengo alla maggioranza, ti assicuro), ebbene, se escludiamo questi rimangono gli uomini che non sanno come interpretare certi no, e, per essere sicuri di non sbagliare, li interpretano alla lettera.
Spero che tu ammetterai che esiste, ed e' piuttosto comune, un atteggiamento, in fase di approccio, nel quale la donna finge di non essere interessata quando invece lo e', e a fronte di una avance, anche garbata, risponde con un chiaro rifiuto, salvo poi comportarsi in modo che le avances di quella persona a cui e' interessata si facciano piu' insistenti, aumentando il desiderio dell'uomo, e anche quello della donna stessa tramite il potere che in questo modo riesce a dimostrare nei confronti della "vittima". Fa parte del gioco. Oh, spiego: virolettato perche' e' la vittima del gioco, non la vittima della violenza, e quindi non si tratta di una vera e propria vittima! E' cosi' che fanno molte donne, ti assicuro.
Ora, io penso che non ci sia niente di male, sinceramente. Da parte di un uomo e' scocciante. Concedimi il paragone, e' scocciante quanto perdere a briscola, ma io a briscola continuo a giocarci perche' mi piace, e la sconfitta leale non toglie fascino al gioco.
Ma questo ammetterai che alimenta l'ambiguita' che chi invece appartiene alla categoria dei maschi bastardi utilizza per giustificare quella violenza.

In altre parole, non e' vero che "no sognifica no" sempre. Se fosse cosi', i maschi bastardi non avrebbero nemmeno quella falsa e ipocrita scusa.
In altre parole ancora, quella cultura secondo cui la donna e' giudicata di facili costumi quando si vuole prendere la legittima liberta' di scegliersi un maschio non e' alimentata, al giorno d'oggi, esclusivamente dall'uomo, ma anche dalla donna. Tu rifiuti quella logica, che' sei donna. Io invece la rifiuto pure io, pur essendo uomo.
Se vuoi, prendila come incitamento alle donne in primo luogo, e poi anche agli uomini "sani" (perche' ai maniaci credo sia inutile cercare di insegnare qualcosa), a modificare questa stupida concezione della donna.

Scadendo poi sul personale, ti posso assicurare che io credo che l'unico modo che ho di provare piacere dal sesso (quello di coppia, che poi l'autoerotismo e' tutt'altra faccenda...) e' quello che sottosta' alla consapevolezza (o quanto meno l'illusione) che altrettanto piacere e' provato dalla donna con cui faccio l'amore. Se a volte non ci sono riuscito e' stato per limitazioni fisiche da parte mia. Ci sono poi uomini che accettano di trarre piacere senza tener conto del piacere che traggono le donne, ma ci sono, t'assicuro, anche donne che fanno altrettanto. Per me quando queste intenzioni siano chiare dall'inizio, lo sfruttamento reciproco dei corpi dovrebbe essere lecito. Solo che tendo a non applicare questo atteggiamento ai rapporti in cui io sia coinvolto.

angustifolia ha detto...

non ho mai detto che gli uomini, da una parte, e le donne, dall'altra, siano tutti/e uguali, sarei una separatista (questa precisazione per dire che non ce l'ho con te, in quanto rappresentante dell'altro sesso) ma, per farla breve: a briscola le carte ti vengono, NON LE SCEGLI (il paragone non vale)!
il gioco del farsi desiderare è messo in atto sia dall'uomo che dalla donna per insicurezza, per avere modo di approfondire la conoscenza, ribadisco: aumentare il desiderio in una modalità fine a sè stessa è solo sintomo, secondo me, di immaturità (raggiunto lo scopo allora il gioco dovrebbe finire...)

ti assicuro che i violentatori sessuali, benchè si giustifichino dicendo "in fondo ci stava, lo voleva anche lei", è solo per difendere sè stessi, non certo perchè hanno equivocato: non puoi ricondurre il loro atto al comportamento ambiguo della violentata, dai!
e infine, secondo te, sono tutti "maniaci" gli uomini che uccidono l'amica, la moglie o la ex che non ci sta più (UNA OGNI TRE GIORNI, solo in Italia!) anzichè essere succubi di una cultura del senso di possesso?

dario ha detto...

A me pare che il gioco del farsi desiderare e' piu' tipico (credo per una questione culturale, piu' che genetica) della donna. Ma potrei sbagliare. Comunque credo che possiamo ignorare ai fini del nostro discorso i casi in cui questo gioco e' praticato dall'uomo, volendo trascurare l'esiguo se non nullo numero di casi in cui sia una donna a violentare l'uomo.

In ogni caso, visto che ammetti che tale gioco e' piuttosto diffuso, ammetti pure che non e' vero letteralmente che un no e' sempre un no.
Io sono ingenuo e credo ad oltranza della buona fede di tutti, anche del peggior assassino (il che non lo giustifica ai miei occhi, ma mi fa credere che ai suoi lui ci riesca). Ritengo che il violentatore sessuale e' in realta' uno che ha dall'inizio male interpretato l'atteggiamento della donna fino al punto che non ha saputo contenersi ed ha dato sfogo alla sua violenza (innata o inculcata da questa cultura maschilista).

Secondo me, tanto per ribadire il mio pensiero, la violenza sulle donne non si puo' separare dal contesto culturale, che e' creato ed alimentato dalle condizioni ambientali, oltre che da tutte le persone coinvolte. Si puo', e si deve cercare di cambiare le cose, intanto cercando di prevenire la violenza, e dove non si riesce a farlo, di punire il colpevole e di proteggere la vittima... cosi'... come tampone alla situazione catastrofica in cui viviamo (le donne in prima persona, gli uomini in seconda - non credere che a noi uomini faccia piacere la consapevolezza che i violentatori abbiano questo potere sulle donne!). Ma la vera soluzione e' cambiare l'humus culturale nel quale i violentatori hanno messo le proprie radici.
Parli di ipocrisia della chiesa. Nella mia piccola esperienza (ammetto troppo piccola per poterne fare una statistica) ho notato che tanto le donne quanto gli uomini - forse addirittura piu' le donne - accettano ed addirittura alimentano questa cultura

Laura ha detto...

caro dario... solo una cosa: si dice che gli uomini siano semplici (che poi è un modo carino per dire che sono limitati) e le donne invece troppo complesse. Leggendo parte dei tuoi commenti sembri più donna che uomo... mai visto un uomo che raccoglie più di una manciata di parole per rispondere ad un messaggio :)

dario ha detto...

:-) Laura,

Se "semplici" significa "limitati", allora "complesse" significa "intelligenti", quindi accetto il tuo appunto come complimento.

Tu, d'altro canto, sembri proprio un uomo (non nel senso di "limitata", ma in quello di "semplice") visto che riesci a tirare conclusioni cosi' profonde ammettendo di leggere solo parte dei miei commenti.