19 apr 2009

Birdland - Weather Report

Charlie Parker, Gillepsie, un Miles bambino e il bebop nella pancia e nelle vene. Note blu, voglia di uscire dal ghetto, via da Harlem e verso Manhattan sulla West 52nd street a suonare il nuovo jazz. Musica, jam sessions infinite, vite bruciate. Un periodo irripetibile, nella stessa sera e tutte le sere potevi ascoltare e vedere la creatività allo stato puro.
Negli anni 70 i Weather Report raccontarono con "Birdland", un pezzo di enorme successo, l'atmosfera della 52nd strada Ovest.
I musicisti, per chi non li conoscesse: il signore con lo zucchetto che suona quel mare di tastiere è
Joe Zawinul, il nero che si alterna al sax alto ed al tenore è Wayne Shorter, quello che sembra una star del rock e che suona il basso elettrico come una stratocaster è Jaco Pastorius ed infine alla batteria Peter Erskine.


6 commenti:

Nella ha detto...

Ciao, carino il blog ...

Ti auguro un buon 1° maggio

Elsa ha detto...

conosci la musica ...io ignoro tutto ciò...a parte piccole cose.
ciò ti rende grande ai miei occhi.
ho letto la tua frase in inglese sulla vita...è molto forte...ma in alcuni momenti è vero altro non è!
solo il nulla.....
forse oggi ricorderò uno che per me musicalmente è stato un grande...
un bacio se posso.......
Elsa

Elsa ha detto...

grazie per il tuo pensiero...
ho pensato di dar voce al viso di una bimba...hai ragione per la "carne da macello"
è orribile ma è la realtà...va sempre peggio...mi incazzo talmente tanto a parlarne che ho preferito parlare con la voce di un cucciolo.
Elsa

L ha detto...

8:30 - il Disco

Ciao,
L.

silvano ha detto...

Ciao L, grazie della visita. Concordo che 8:30 sia per certi aspetti il DISCO dei Weather Report, vi è soprattutto una strepitosa versione dal vivo di Birdland, per quanto Heavy Weather, l'abum di studio dove venne incisa per la prima volta, sia a sua volta strepitoso.
Hai buon gusto L.
ciao e grazie ancora silvano.

Il Grande Favollo ha detto...

Un paio di anni fa ho visto Zawinul in un paesino nelle vicinanze, Orsogna. Ho avuto la sensazione di un gruppo di persone che si divertiva un casino a suonare, non i soliti sboroni italiani che appena strimpellano un pò di jazz, ti guardano con la puzza sotto al naso. Erano vibrazioni incredibili, prodotte da musicisti sensazionali in un sorta di coinvolgimento collettico ricco di colori e odori. I Weather Report furono così, come Zawinul intendeva la musica moderna. Un taciturno, apparentemente in secondo piano sul palco, ma un vero direttore, in realtà. Lo paragono a Clint Eastwood e spero di essere compreso in questo mio confronto. Grazie.