04 apr 2009

Quando anche la Musica diventa occasione di razzismo

Questo blog nacque per parlare e discutere soprattutto di musica; poi, complice il periodo storico che stiamo attraversando, spesso mi son lasciato coinvolgere politicamente, con il blog a sbandare verso altri lidi di attualità.
La musica e l'arte sono o dovrebbero anche mezzi di comunione ed unione tra culture e persone tra loro diverse.
Spesso vediamo che una canzone, una musica, un quadro, una poesia avvicinano mondi che sembrano lontanissimi.
Quando questo succede è gioia e speranza.
In questo momento buio della nostra storia nazionale, accadono addirittura episodi in cui la musica diventa scusa per esclusione e razzismo.
E' quanto accaduto a Valdagno, nella vicina Vicenza.
Una brutta storia, l'ennesima, in cui un ragazzo ivoriano che era entrato nel coro “Amici dell'Obante”, un coro che canta canzoni di montagna, delle nostre montagne è stato espulso ed allontanato dai colleghi.
Il ragazzo ivoriano, (l'ho sentito cantare e a parte la suggestione di sentire un africano che canta le canzoni della nostra vecchia tradizione di montagna), cantava anche bene: bella voce, ottima intonazione (per quel che ne posso capire).
Il fatto triste ed allarmante è che è stato espulso dal coro perchè in ultima analisi apparteneva ad una cultura altra da quella italiana, quindi veneta, ed infine di Vicenza e Valdagno.
Ovviamente i coristi si difendono e respingono le accuse di razzismo e parlano di difetti di pronuncia del dialetto veneto.
Io non sono addentro al dialetto specifico di Valdagno, ma sono (ahimè) veneto, e da quel che capisco, mi sembrava che cantasse un'ottima cadenza...
Questa della dizione mi sembra la classica foglia di fico a nascondere la vergogna del razzismo...

3 commenti:

Lucien ha detto...

Più che di razzismo sarebbe quasi più giusto parlare di ottusità se non idiozia. Davvero avevi ragione. Lo spettacolo made in Italy, visto venerdì scorso è proprio un resoconto fedele.

la signora in rosso ha detto...

E' un peccato. Si spera sempre che la musica e l'arte renda tutti fratelli, ma evidentemente non è così. Un certo Veneto, purtroppo è molto ignorante..Un abbraccio

Marco ha detto...

che fosse lo stesso che aveva salutato un mio amico edicolante dicendo "ciao vecio, come stei to?" e poi "mi sento integrato" ?